Serie che vieni, Serie che vai #2 – La fine di “Secret warriors”, ovvero tessiamo le lodi di Hickman

gennaio 27, 2012

Dopo il Punitore, un’altra serie pubblicata in corposi volumetti da edicola giunge alla sua conclusione. Stiamo parlando della bellissima “Secret warriors”, o meglio di “Nick Fury torna alla ribalta con alcuni amici suoi”.

Risulta abbastanza facile ammettere come questa sia stata una delle proposte più interessanti della Marvel negli ultimi anni. Partendo come fumetto supereroistico con l’ottima squadra di giovani talenti del superpotere formata dal vecchio Nick Fury, questa raccolta di storie ci ha messo poco a diventare un fumetto quasi integralmente dedicato al guercio preferito di ogni lettore di fumetti, trasformandosi in una piccola meraviglia di spionaggio, azione e colpi di scena.
Se fino al Dark Reign le trame si allineavano più o meno alla continuità Marvel, negli ultimi volumi l’autore ha, giustamente, iniziato a battersene le palle e ha concentrato la narrazione sullo scontro a tre Fury-Hydra-Leviathan, con tutta l’azione e i sotterfugi e le esplosioni che ci si può aspettare da uno scontro simile. Roba che se lo avessi letto in treno mi sarei pescato la mia fermata e sarei andato avanti di qualche decina buona di chilometri.
Bisogna poi ammettere una cosa. In questa serie Hickman ha ribadito la sua mancanza di scrupoli nel far fuori personaggi più o meno carismatici. Tutte le morti che avvengono nei vari episodi di “Secret warriors” sono ragionate, a volte commoventi, altre liberatorie. In quest’ultimo volume ci lasciano le zampe parecchie figure del mondo di Nick Fury, alcune anche molto importanti, ma gli eventi sono preparati e proposti talmente bene che non si può che lodare un simile lavoro. E mi fermo qua perché a differneza della recensione di ieri non voglio spoilerarvi davvero nulla, tanto che non posto nemmeno immagini.
A volerla fare breve il finale perfetto per una serie perfetta.

Non c’è però da disperare troppo. Alla squadra dei Secert warriors, o meglio, a quello che ne rimane viene data la possibilità di tornare in storie future (e spero che succeda preso). E per quanto riguarda Nick Fury non sono mai riusciti a tenerlo troppo a lungo lontano dalle pagine dei nostri giornaletti a fumetti. Oltretutto in un vecchio volume dei “Secret Warriors” veniva annunciato che entro breve ristamperanno finalmente le storie di Steranko, e speriamo che la Panini mantenga la parola data che ci vorrebbe proprio un bel volumone che ristampasse quell’opera meravigliosa.


Serie che vieni, Serie che vai #1 – La fine della gestione Remender del Punitore

gennaio 26, 2012

Buongiorno carissimi. Nel periodo natalizio sono stato particolarmente oberato, ma non è che prima e dopo me la passassi meglio. Comunque invece che star qua a campar scuse per il mio lassismo spero sappiate che in questi ultimi mesi tra serie che finiscono, gestioni che iniziano, ristamponi e compagnia bella avrei avuto da parlare su queste pagine per un bel pezzo. E lo faccio ora, a puntate.

Partiamo da un argomento ricorrente, ossia dal Punitore. È finita la run di Remender e la conclusione a cui sono arrivato è una: il buon Frank Castle deve stargli proprio sul cazzo a sto qua. Ma gli vuole male proprio, ma male malissimo.
Perché va benissimo far succedere cose spiacevoli ai nostri eroi per poi vederli battere il cattivone e uscirne a testa alta, ma qua si esagera. E pensare che io trovavo tosta la parte di una storia di Ennis di cui non ricordo il titolo in cui un mafioso piscia sulla tomba dei parenti morti del Punitore.
Qua nell’ordine succedono al buon Frank le seguenti cose:
1- Hood gli riporta in vita moglie e figli e Frank li brucia vivi.
2- Muore ucciso da uno smidollato come Daken.
3- Torna in vita come mostrone.
4- Tornato normale, in quest’ultimo volume, una donna misteriosa ustionata col vestito supersadomaso identico a quello di catwoman spacciata per la moglie di Frank sopravvissuta all’incenerimento di cui al punto 1, prima prova a ucciderlo e poi si fa filmare mentre si fa trombare da Mosaico e un altro tizio di cui ora non ricordo il nome in un threesome da brividoni. Il tutto mostrato allegramente al povero Punitore su megaschermo mentre si trova intrappolato in una cella.
E meno male che finisce qua, sennò che gli facevano a sto poveraccio? Gli ci mancavano giusto i cacciaviti nelle balle e la visione di un’intera puntata di “Uomini e donne” coi vecchi, che ho scoperto che esiste qualche giorno fa e beh, è peggio di un porno amatoriale con due sfigurati e una grande ustionata che credi sia la tua moglie defunta, rediviva e bruciacchiata e un attimo più maiala della donna angelicata che vive nei tuoi ricordi di vigilante sciroccato.

Comunque in via definitiva questo finale di run non è niente male, non divertente come Frankencastle, non ben riuscito come le storie che precedono la morte di Frank, ma comunque un’ottima lettura, e ora aspetto al varco il Punisher di Greg Rucka che a me piace un bel po’ come sceneggiatore e con una serie poliziottesca come “Gotham central” aveva fatto felice il mio cuoricino di lettore.


Un pensierino per farci perdonare che aggiorniamo poco…

gennaio 15, 2012

 

Questa settimana però ritorniamo. Giuriamo su Doom.


So Long, Mr. Simon.

dicembre 16, 2011

Mi spiace tornare a scrivere su Latveria Is For Lovers dopo tanto tempo per un occasione poco fausta, ma tant’è.

Se ne è andato a 98 anni il buon Joe Simon, creatore assieme a Jack Kirby di Capitan America, personaggio che da queste parti è di casa. Non si può dire che fosse un ragazzino o che la cosa ci colga di sorpresa eh, ma è doveroso salutare a modo uno degli ultimi patriarchi del fumetto USA, quegli all-american-self-made-men che crearono i giornalini e gli Eroi e ai quali noi non saremo mai abbastanza grati.

Come  il suo amico Kirby, in vecchiaia, si dovette lottare per fargli riconoscere i meriti delle sue creazioni, da un industria del fumetto così diversa da quella che contribuì a creare, così ipertrofizzata, burocratizzata e in mano a dei nipoti fuori controllo e un po’ ingrati. Meglio non pensarci che mi viene il brutto.

So long, captain!


La seconda guerra mondiale non passa mai di moda

novembre 24, 2011

Lo ammetto candidamente. Quando ho visto il volume Fury – Peacemaker sugli scaffali della fumetteria ci avrò pensato mezz’ora buona a decidermi a comprarlo.
Mezz’ora in cui ho valutato un enorme pro e un immenso contro. Il pro è che quando Garth Ennis scrive le storie di guerra, particolarmente quando tratta la seconda guerra mondiale, io gongolo e sbavo e salto felice e la gente mi guarda male.
Il gigantesco contro è che quando il buon Garth ha avuto a che fare con il sempre ganzo Nick Fury ha tirato fuori quella cagata pazzesca de “L’uomo che amava la guerra”, una delle peggiori storie lette negli ultimi anni e sicuramente la scemata peggiore partorita dallo sceneggiatore britannico.
Pensa che ti ripensa però alla fine l’ho preso, puntando molto sul pro e considerando che si tratta di uno dei miei autori di fumetti favoriti. E ho fatto un gran bene, perché “Fury peacemaker” è un volume splendido.
Ennis rinuncia alle inutile spacconate e lascia alla storie solo quelle giuste per raccontare un’avventura del buon Nick durante la seconda guerra mondiale, e tutto diventa bellissimo. Dalle sabbie africane dove assistiamo al battesimo del fuoco di Fury arriviamo a complotti nazisti, il tutto tenendosi fedelmente al personaggio raccontando quella che ormai può essere vista come una classica, bellissima storia di guerra di Garth Ennis, ossia piena di onore, colpi di scena e soldati tosti come si conviene.
Aggiungiamo gli ottimi disegni di Derick Robertson e abbiamo un acquisto obbligato, non siate tonti e dubbiosi come me se lo vedete sugli scaffali e fatelo vostro.

Ma non solo Nick Fury e Garth Ennis ci riportano alla seconda guerra mondiale. Fanno lo stesso percorso anche Alex Ross e Christos Gage firmano infatti il ritorno degli Invasori con la terza miniserie dedicata agli eroi della Golden Age, e lo fanno raccontando ai giorni nostri, che tanto gli invasori son praticamente tutti vivi e vegeti e in formissima, gli effetti di un fatto drammatico accaduto durante il conflitto.
Se “La Torcia” era un’ottima miniserie, “Avengers/Invaders” una noiosa storiella, questa “Arrivano gli Invasori” è una storia sufficiente con dei disegni che paiono fatti con lo sputo da quanto son brutti.
Il fatto è che per quanto carina, la trama non m’ha catturato per niente. Hai gli invasori, hai i nazi, hai una specie di mostrone Beholder, e dovrebbero esserci i fuochi d’artificio di Dio in terra. E invece c’è solo un passabile spettacolo pirotecnico.
Una lettura piacevole, che vale i 5 euro e qualcosa che costa, e che viene veramente rovinata dai disegni orribili di tale Caio Reiss.


Prima di Super 8…

novembre 14, 2011

Prima di “Super 8″ c’era chi aveva già fatto un’operazione simile nei fumetti.
Era Mark Millar e non s’era ancora bevuto del tutto il cervello in quel molestissimo senso di onnipotenza attuale che lo porta a sfornare una cagata dopo l’altra, e il fumetto era “1985″ di cui già avevo tessuto le lodi con sfrenato machebellisimo al momento della pubblicazione del volume in fumetteria.

Se allora avete lasciato questo volume sugli scaffali e volete rimediare settimana prossima (il 21 novembre) il volume uscirà in edicola nella collana Supereroi la leggenda Marvel, quindi all’ottimo prezzo di dieci euri circa.
Per chi non ha voglia di andare a vedere cosa dicevamo ai tempi, è la storia di un ragazzino che negli anni 80 assiste all’invasione del mondo reale da parte dei supercattivi marvel incazzati come caimani.
Tanti riferimenti al cinema per ragazzi di quegli anni, tanti disegni bellissimissimi, una storia più che buona, e più di una similitudine con Super 8, solo che al posto di un alienazzo incarognito e un po’ anonimo ci sono il Dottor Destino, Lizard, Bullseye e compagnia bella.
Volete mettere?
Preparate i soldini e approfittatene.


Il felino parte bene

ottobre 26, 2011

Giusto poco tempo fa vi raccontavamo della possibile fine del regno sgrammaticato del magnifico tradutor col passaggio dei diritti dc comics dalla planeta de agostini a tale lion/rw/quel che è che non ci ho capito moltissimo.
Avevamo anche un pochetto di tristezza però per la possibile scomparsa dalle fumetterie dell’ottima proposta di ristampe fatta dalla casa editrice spagnola.
Ecco invece le pubblicazioni annunciate per dicembre:

Debutta la LION con la prosecuzione delle serie Planeta e 5 numeri 0 imperdibili !!!!!

Una sfilza di numeri zero con storie natalizie.

DC MINISERIE # 1 – BATMAN: CAVALIERE E SCUDIERO
Contiene: Knight & Squire # 1-6
160 pag. – col. – € 14.95

GRANDI OPERE DC – BATMAN: BATMAN ILLUSTRATO DA GENE COLAN
cartonato
288 pag. – col. – € 24.95

SUPERBOY # 1
Contiene: Superboy # 1-5
128 pag. – col. – € 11.95

SUPERMAN IL RITORNO DI DOOMSDAY
Contiene:
Steel # 1, Outsiders # 37, Superboy # 6, Superman/Batman annual # 5
128 pag. – col. – € 12.95

GRANDI OPERE DC – SUPERMAN: STAGIONI
Loeb & Sale
(gli autori di BATMAN – IL LUNGO HALLOWEEN, DEVIL: YELLOW…)
Cartonato
Contiene Superman For All Seasons
208 pag. – col. – € 19.95

DC UNIVERSE JLA ULTRAMARINE CORPS
Grant Morrison e Ed McGuinnes
cartonato
Contiene JLA Classified # 1-3 e JLA/Wildcats
144 pag. – col. – € 15.95

DC ESSENTIAL JLI # 1
Giffen DeMatteis, Maguire – Contiene JLI TP # 1,2
400 pag. – col. – € 29.95

CLASSICI DC BATMAN # 1
Contiene: Batman # 300-305
144 pag. – col. – € 13.95

VERTIGO HITS VOLUME 1: CENERENTOLA – LE FIABE SONO PER SEMPRE
Contiene Cinderella Fables are Forever
144 pag. – col. – € 13.95

VERTIGO CLASSIC VOLUME 1: TRANSMETROPOLITAN # 1
Warren Ellis e Darick Robertson
144 pag. – col. – € 13.95

Basta il Batman di Colan a festeggiare a suon di birrette fino a vedere i nostri fumetti opachi e annebbiati.


Il babbeo del giorno#20: Calibano

ottobre 24, 2011

Io spesso parlo da solo, o penso troppo forte e oggi pensavo “Diamine, è una vita che non scrivo qualcosa su qualche bel babbeo o comunque su qualche personaggio veramente inutile dei fumetti”. Pensando a quale soggettone volevo presentarvi mi sono reso conto che finora abbiamo lasciato fuori da questa rubrica l’universo degli x-men.
Io sinceramente non sono mai stato un gran lettore di storie mutanti. Quel verbosone di Claremont è un ganzo, questo non si può negare, e ci sono un bel po’ di storie veramente bellissime che mi sono capitate sotto mano in questi anni di letture, ma tra la confusione di eventi e la moltitudine di personaggi alla fine leggendo le storie degli allievi del professor Xavier mi sono sempre trovato annoiato o totalmente ignaro di quel che stavo leggendo.
E possibile che in tutto questo casino non ci sia una moltitudine di babbei da far entrare nella nostra allegra rubrica? E da quale sfigato partire se non con un personaggio che è l’apoteosi della sfiga?

Nome: Calibano

Vero nome: Calibano

Genesi del personaggio: Calibano si chiama proprio Calibano. Che chiamarsi Amintore in confronto sarebbe stato tutto gusto. Ma non è solo il nome a farne un ammasso di rogne, Calibano è brutto, ed è pure una mezza sega. Tanto che gli stessi Morlock di cui faceva parte lo trattano da reietto. Se fosse stato una persona normale al liceo sarebbe stato preso a ceffoni anche dal club dell’astronomia, per farla breve.
Ora, se venissi trattato come la peggio merda da un gruppo di mutanti orrendi che vive nelle fogne io qualche domanda sull’effettiva necessità della mia presenza sulla terra me la farei.
Ma Calibano invece di appendersi al lampadario vive un bel po’ di anni e di storie in cui gli succede praticamente di tutto.

Aspetto: Un omarello dalla pelle bianchiccia che pesa 30 chili bagnato vestito con stracci viola. Non certo il cliente più ambito dei discopub. O forse si?

La vita sessuale di Calibano: Abbiamo detto che i morlock lo isolano perché troppo sfigo anche per stare con loro. I morlock però sanno essere crudeli, e quindi pensano “famo scopare a Calibano dai, sai quante matte risate!”. Invece di prendere la peggio battona di New York decidono però di farlo accoppiare con Kitty Pride nella storia che vede i mutanti delle fogne contro gli X-Men.
Calibano invece di approfittare di una cuccagna simile aiuta gli allievi di Xavier nella lotta perché anche se sfigo è un gran tenerone romanticone.
Non che questo portasse a grandi risultati per la sua vita amorosa come potete leggere nella striscia qua sotto:

il secco “No” della tenera e intangibile Kitty non lascia molto raggio d’azione al nostro poco abbronzato eroe.

Poteri: Calibano sarà pure un condensato di iella, ma ha un poterone! Infatti può capire che potere ha un mutante.
Pensateci. Arriva Magneto, ti tira una macchina in faccia senza toccarla e te puoi pensare “Oibò! Costui può muovere i metalli a suo piacimento!”. Arriva Tempesta, ti spara un fulmine nel culo e tu capisci subito che può controllare le intemperie. Arriva l’uomo ghiaccio, ti congela la cedrata Tassoni che stai sorseggiando, e puoi subito intuire che quel tizio fatto di neve può ghiacciare tutto a suo piacimento.
In pratica tutti prendono a ceffoni sto poveraccio, ma lui sa sempre cosa l’ha colpito.

La trasformazione: Dopo varie storie e storielle che lo vedono aggirarsi nell’universo mutante succede l’impensabile. Calibano si unisce ad Apocalisse durante la sua era. Il cattivone lo bomba di steroidi e il nostro eroe resta un mostro inguardabile ma diventa forzutissimo e muscolosissimo, perché porca pupazza, di personaggi senza i muscolozzi enormi pieni di vene negli anni novanta non ne volevano nei fumetti.

Gli anni recenti, la mia ignoranza, la triste fine: Dopo la fine di Apocalisse, Calibano si unisce alla X-Force, e di tutto questo periodo non so niente non avendo mai letto mezza pagina di X-force e non avendo la benché minima intenzione di farlo. So solo che a un certo punto Calibano torna una mezza sega, e che poi per salvare il suo amicone Warpath (che per me è ancora un gioco orrendo della playstation1 in cui si facevano fare a masconi i dinosauri di jurassic park in uno dei picchiaduro più involontariamente demenziali e inutili di sempre) si prende una pistolettata nella schiena e crepa male.


Come eravamo #14

ottobre 24, 2011

Come eravamo? Eravamo golosi, ci mangiavamo anche i sassi se ci mettevano sopra i super-eroi. Figuriamoci se si trattava di cioccolata.

Vuoi mettere con Zum il delfino del Galak?


Il trailer di Avengers

ottobre 19, 2011

A parte il bamboccio che fa Bruce Banner (che si spera di vederlo più verde e enorme e scemo e distruttivo che bamboccio) è tutto bellissimo!
Pare un miscuglio tra gli ultimates di Millar e i vendicatori classici, e a latveria si scaldano poppi corni e si mettono in frigo le birrette.


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