So che voi italiani c’avete tale Emanuele Filiberto che, in barba alle sue origini, andrà a fare “non – ho – capito – cosa” al Festivàl della canzone italiana. Ma è andata male a voi. Ci sono popoli che hanno dei regnanti molto più radical. Ma anche senza voler scomodare il nostro Victor… anche in fondo al mar le cose vanno decisamente meglio. Direttamente dalla rubrica dedicata ai personaggi della trasmissione dISPENSER di Radio Rai Due, l’ennesima scheda letta dal Costantino della Gherardesca. Il quale, stando agli intrigi di corte, è stato chiamato per fare la parte dello squalo in questo straordinario film.
NAMORMCKENZIE
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Il personaggio di cui vi parliamo questa sera è decisamente importante. Non solo ha l’onore di essere uno dei primi supereroi mai creati – la sua prima apparzione risale infatti al lontano 1939, in un’epoca addirittura precedente alla nascita dell’universo Marvel – ma è anche un Reale. Parliamo di Namor il Sub-Mariner, principe di Atlantide, ovvero il Mundus Subterraneus. O per dirla in un linguaggio più comprensibile, il Regno del Mare. Namor è un mezzosangue: il suo nome completo è infatti Namor McKenzie. Questo perché è figlio di un uomo, il capitano della Marina Americana Leonard McKenzie, e della principessa Fen, figlia del vecchio imperatore Thakorr. I due si erano conosciuti durante un’operazione militare e – nonostante le comprensibili diffidenze razziali – si erano perdutamente innamorati. Il frutto del loro amore è un ibrido. Capace di respirare sott’acqua e di resistere a enormi pressioni subacque, Namor, ha l’aspetto di un essere umano, a differenza dei suoi simili che hanno la pelle di colore blu. Non solo: è anche in grado di volare ed è dotato di una forza sovraumana. Ma il suo aspetto più interessante non ha nulla a che vedere con le sue eccezionali doti fisiche: Namor è di rara arroganza e antipatia. Al pari del supercattivo Dottor Destino, si sente superiore a tutto ciò che lo circonda. Si reputa migliore degli umani – ignoranti che inquinano senza alcuna pietà gli Oceani – ma allo stesso tempo non si trova a suo agio nelle profondità degli Abissi. Come molti imperatori, Namor è condannato a sentirsi solo, abbandonato e incompreso da tutti. Nonostante tutto questo, e anche se – neanche troppo velatamente – disprezza la razza umana, lotta per la salvaguardia del nostro pianeta dai tempi della minaccia nazista. L’unica cosa in grado di placare il suo animo ribelle è l’amore – mai concretizzatosi – che lo lega a Sue Richards, moglie di Mr. Fantastic, il leader dei Fantastici Quattro. La donna, inspegabilmente, continua a preferire a un principe, un uomo brizzolato. In grado però di allungare ogni parte del suo esile corpo.
BONUS: Clamoroso! Incontro/Scontro tra il nostro Victor e Namor…
Io vorrei che tutti quelli che osanna(va)no la Planeta de Agostini e le sue scelte editoriali ora fossero qua. Vorrei metterli di fronte a Giobatta a sentirgli dire al nostro anziano amico ligure “Eh ma alla fine è giusto, la qualità! Cacchio, la qualità!”, oppure “certo ok, ma la proposta è sempre meglio di quella della marvel/panini”, e questo perchè in pochi ricordano il lavoro svolto da “El magnifico tradutor” con le prime uscite italiche della casa editrice spagnola, quando ti trovavi un baloon su tre nella lingua di Sancho Panza, se non intere pagine ed editoriali.
Li vorrei qua adesso i Planeta fanboys, davanti a Giobatta, a spiegargli questo:
TRE EURO E CINQUANTA PER 48 PAGINE! Altafini direbbe “incredibbile amisci!”.
Non contenti l’aumento di prezzo è segnalato da un simpatico adesivo messo alla cazzo di cane a rendere ancora più appetitosa la vostra copertina, un po’ come gli avanzi di magazzino di Skorpio e Lancio story che trovi all’edicola della stazione di fianco ai pornazzoni.
Che meraviglia di iniziativa editoriale!
Che edizione pregiata!
E intanto per la collana Le grandi saghe oggi esce il volume con TUTTA la run di Ellis dei Thunderbolts. Roba che se non lo comprate siete nemici del fumetto.
Inizio a pensare che la Planeta faccia proposte degne di nota quasi esclusivamente con ristampe e volumoni da fumetteria…
Il messaggio è comunque chiaro: "Ragazzine con tette giganti"
Alla Marvel si fanno dei bong carichissimi probabilmente.
Come si può intitolare la nuova serie all-girls della casa delle idee “MARVEL HER-OES” ?! Per chi fosse a digiuno di yankee “Hoe” (al plurale appunto “hoes”) è un modo gerghiale per definire una baldracca, una laida, una puttanaccia ecco… Insomma ci siamo intesi. Capito? “Her-Oes” suona tipo “Her-Hoes” ! Cioè, tipo: “Le sue troie”!
Il nome della nuova testata presta vistosamente il fianco a troppe battute facili al punto che mi chiedo se sia fatto apposta (in questo caso sarebbe da oscar per la politically-uncorrectness) o se sia una svista (e questo confermerebbe la teoria dei bong carichissimi)
Comunque sia a prima vista la serie si preannuncia una discreta merda e sembrano le Winks della Marvel, quindi chissene… Mi faceva solo ridere segnalarvelo.
BONUS!
Un estratto musicale da uno dei più bei film della storia del cinema.
Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign:Elektra.
Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.
Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.
Vi ricordate quelle vecchie puntate dell’A-Team o di Automan dove si cominciava a far vedere che tramite l’internet e l’utilizzo ganzo dei computer si riuscivano a fare delle cose incredibili come incastrare i cattivi? Erano gli albori dell’internet! E ilmondo era pieno di personaggi bizzarri che di lavoro facevano gli hacker. Ecco, questa sera – sempre grazie alla trasmissione dISPENSER che obbliga con la forza il povero operaio dell’entertainment noto come Costantino della Gherardesca a leggere le nostre puntuali schede – scopriamo insieme l’hacker degli hacker. Che uno pensa che siccome sei uno che sta tutto il giorno al compuer non hai degli amici giusti. Invece no! Ah, tra l’altro pare che Costantino della Gherardesca, grazie a queste letture, orasia stato chiamato a vestiri i panni di The Roboz in un ipotetico remake di Riptide. Che bazza!
LINUS LIEBERMAN AKA MICROCHIP
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Solitamente si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Nel mondo dei fumetti, dietro a un grande eroe c’è un piccolo uomo. Solitamente vecchio o grasso. Per esempio il Punitore non sarebbe nessuno senza Linus Lieberman, conosciuto ai più col suo nome di battaglia: Microchip. Linus non ha nessun superpotere: è solo un hacker. Ma è il più bravo di tutti, una vera leggenda della rete. Inevitabilmente la malavita organizzata finisce per richiedere i suoi servizi. Microchip, resosi conto del pericolo, si ritira dal mondo della pirateria informatica e diventa un comunissimo uomo d’affari. Sovrappeso, con pochi capelli e con degli occhiali da vista troppo grossi. Suo nipote però, nel tentativo di diventare famoso come lo zio, finisce nel mirino di personaggi senza scrupoli che lo uccidono. Ignorato dalla polizia corrotta, Microchip decide di tornare in attività come hacker e indagare da solo. Ed è in questo modo che incontra il Punitore, l’unico “dei buoni” che non si fa alcun problema a uccidere chi infrange la legge. I due – dopo aver risolto il caso – decidono di fare squadra. Semplificando: Microchip sfrutta le sue capacità per svolgere delle indagini informatiche e individuare i “cattivi” e il Punitore si occupa del lavoro sporco. Non solo: come un provetto Q per James Bond, Microchip fornisce al suo collega una serie di gadget e armi incredibil per la sua battaglia contro il crimine. Dopo poco tempo, quando il sangue comincia a scorrere a fiumi, Microchip inizia però ad avere qualche problema. Capisce che i criminali si possono fermare senza svuotargli addosso per forza chili e chili di piombo. Questa sua presa di posizione lo porta a criticare apertamente i metodi sbrigativi e violenti del suo socio. Giudicare il Punitore però non è una delle mosse più intelligenti che si possano fare… Microchip, infatti, è morto.
BONUS! Un trailer di un film vecchio e brutto sugli hacker – dal didascalico titolo Hackers – con Angelina Jolie normalmente in carne!
Ritorna “Come Eravamo” nel 2010, più pimpante e nostalgico che mai avendo un ulteriore anno a frapporsi fra il turpe presente e il lieto passato!
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La prima immagine è una pubblicità della mitica Harbert.
La Harbert, come la Baravelli, si appropriò dei diritti delle serie Mego dei super-eroi negli anni ‘70 ed esattamente come abbiamo visto fare alla Baravelli, infilava nelle sue pubblicità tutto in un unico calderone super-eroi e personaggi di differenti provenienze sotto l’egida del “E’ fantastico giocare coi personaggi snodati!”, come dargli torto!
Quindi: chi se ne frega se in ’sta foto Batman vola come Superman, la Torcia balla il twist e la Donna Invisibile smorfina il metadone sulle scalette del SERT… Sono i Supereroi! Li puoi snodare! Li puoi vestire! E’ uno sballo! Non giocarci sarebbe un peccato! Aaaah… Harbert, mi manchi tantotanto.
La seconda immagine invece è un documento tanto bello quanto struggente. Ogni anno il patron dei ragazzini fumettari, Luciano Secchi, ci aggiornava su cosa sarebbe successo nell’anno venturo alle nostre pubblicazioni: chi rimaneva, chi andava su quale testata, chi se ne andava… Una cosa molto carina che lui chiamava ironicamente “Messaggio alla nazione”.
Purtroppo da quell’annuncio sull’Uomo Ragno numero 258 usciranno una 30ina di numeri circa, dopodichè la Corno chiuderà la testata per la prima volta, salvo poi riaprirla con una seconda brevissima serie di 58 numeri nel 1982 e chiudere definitivamente la baracca nel 1984.
Questo “messaggio alla nazione” sarà l’ultimo fatto da Secchi ai noi lettori… Si rifarà sentire solo per annunciare nel numero 58 che l’Uomo Ragno sarebbe “andato per un po’ in vacanza” promettendo che sarebbe tornato presto… Non tornò più e passarono un po’ di anni prima che tornasse sugli scaffali con la Star Comics. Nel frattempo era finita la grande era pionieristica degli Eroi della Corno (e Cenisio), la prima generazione di fan dei supereroi italiani era già cresciuta e molti di loro stavano ormai chiudendo quegli albi in soffitta.
Guardatela in faccia... Avreste scambiato la donna della vostra vita -una top model poi- per una vecchiaccia stronza e malevola come questa? Joe Quesada si.
I miei piccoli e sordidi collaboratori non mi permettono di avere una continuità e di rispettare la mia solitamente ineccepibile puntualità. Chiedo venia a voi affezionati lettori. Ma non temete. Il nostro regnante prenderà serie provvedimenti e debellerà questo preoccupante lassismo come solo lui sa fare. Vi presentiamo oggi il profile di un personaggio a nostro avviso unico e prezioso. Fosse anche solo perché si tromba una megagnocca. Questa settimana non potrete gioire della pregiata voce di Costantino della Gherardesca – nostro lettore abituale – perché pare che grazie alla fama raggiunta con questo sito, sia stato chiamato a vestire i panni di una delle pecore di questo spassosissimo video. Al solito vi ricordo l’appuntamento con dISPENSER.
T’CHALLA AKA PANTERA NERA
In questo momento di crisi economica mondiale, mentre in molti devono correre ai ripari, c’è un piccolo Stato dell’Africa Settentrionale che vive felice e sereno. È il Wakanda, uno dei luoghi più ricchi e tecnologicamente avanzati del Pianeta. In pochi lo sanno, ma la ragione di tale benessere è il Vibranio, un metallo indistruttibile che si trova solo qui e che ha la capacità di assorbere l’energia cinetica. A difendere questo segreto, c’è un uomo scelto dal popolo. Viene nutrito con una foglia magica che ne amplifica le capacità fisiche e viene chiamato Pantera Nera. In questo momento, il manto di Pantera Nera è in mano a T’Challa, un discendente della famiglia reale. Genio della biologia, esperto di arti marziali, ginnasta senza eguali, ma anche spirito ribelle, T’Challa – una volta diventato Re – decide di rendere noto al mondo l’esistenza del Vbranio. Le conseguenze non si fanno attendere: da una parte diventata uno dei leader più influenti del mondo, ma contemporaneamente espone il suo popolo a molti pericoli. Inutile dire che gli abitanti del Wakanda, non sono felici di questa monarchia. Ma grazie a illuminate mosse diplomatiche, e alla sua supremazia fisica, T’Challa riesce nel difficile compito di riconquistare la fiducia della sua gente. Alleato dei Vendicatori, amico dei Fantastici Quattro e degli X-Men, è diventato col tempo una delle personalità più importanti ma anche schive del globo. Interessato principalmente a difendere il suo Regno dagli attacchi di supercriminali e dalla corruzione Occidentale, non esita a utilizzare le proprie personali risorse per risolvere crisi mondiali. Da poco s’è unito in matrimonio con la bellissima Ororo Munroe, semidea africana capace di governare gli elementi atmosferici, meglio conosciuta come Tempesta degli X-Men. Più belli, più glamour, più forti e più ricchi di Barack & Michelle.
Questo è un ritorno al babbeo del giorno per certi versi molto imbarazzante (vedremo poi perché), per altri molto importante perché rappresenta la lezione inversa rispetto alla storia di Andy l’androide, ossia di come una babbea sia stata portata fuori dalla strada della babbeinaggine (si dirà così? Esiste? Alla peggio ho inventato un nuovo termine).
Ebbene si, avete capito bene, chi nasce babbeo non è costretto a rimanerlo per sempre: è il caso di Squirrel girl, la zuccherosa protagonista di questa storia.
Nome: Squirrel girl (la ragazza scogliattolo)
Vero nome: Doreen Green
Genesi del personaggio: Squirrel Girl è una mutante che appare dal nulla con tutto il suo aspetto comico-pacioccoso-mieloso-disgustoso in una storia di Iron man di inizio anni ’90. A colpire subito è il suo look vomitevole, paragonabile a una specie di Sbirulino con una coda pelosa e completamente priva di qualsiasi forma di tette, e un personaggio femminile carente su questo punto già perde tutto il mio interesse in partenza.
La sua prima apparazione è incredibile per due motivi:
1- un personaggio così cagoso è stato creato da… STEVE DITKO!
2- cosa ancora più grave, e qui spicca il momento superimbarazzante di questa storia, nella sua prima apparizione questa sottospecie di pagliaccia amante delle bestie ha sconfitto sua altezza, il nostro amato Dottor Destino, lanciandogli addosso un’orda di scogliattoli.
Ve ne rendete conto?
Io so che tutto ciò non è mai accaduto, che questa storia è solo vergognosa propaganda.
Perché lo so?
Perché il mio vecchio vicino di casa che è una testa calda, uno di quelli con le magliette rosse, gli spinellini e la sciarpine da palestinese, quando l’ha saputo ha tirato a sua altezza un cesto di gatti vivi, e ora anche di lui non resta che una palla di pelo.
Aspetto: Sul suo aspetto delle origini abbiam già detto, sul suo aspetto attuale interverrò poi.
Poteri: Fa delle robe con gli scogliattoli.
L’incredibile cambiamento: Non so a chi sia venuta la malsana idea di dare altre potenzialità a questo personaggio. Pongo la mia teoria: Squirrel girl non è mai esistita per quanto dicevamo poco fa, han preso una bella manza, l’han vestita in maniera simile, e hanno iniziato a pensare di accaparrarsi come lettori un’altra fetta di quei malati di mente dei Furries, ossia quei tizi che si eccitano a vedere una/un zozza/branzone (a seconda dei gusti) vestito da bestia quanto io mi eccito a vedere le porcate di Sasha Grey o la chiappa di Megan Fox. Come se non gli bastassero la Gatta nera o chessò… Rhino!
Solo adesso scrivendo mi rendo conto di quante assurdità stanno uscendo in questo articolo.
Comunque non solo han trasformato Sbirulino in una supermanza, ma dopo averle fatto battere gente come il nostro sovrano, il Mandarino e Modok, le han fatto sconfiggere anche Thanos.
Non chiedetemi come, non lo voglio sapere. Guardate qua:
Uatu, Vergognati come un ladro!
Perchè io davvero, ero convinto che con “One more day” si fosse toccato il punto più basso della carriera dell’Uomo Ragno, peggio della ragno-buggy e della saga del clone.
E invece no, a così breve distanza quei pazzi che ancora spendono i loro danari (ah cosa vi direbbe il nostro Giobatta, altro che not amused, vi urlerebbe contro più moccoli di Eminem) per comprare l’uomo ragno* la Marvel fa vedere questo:
CAVATEMI GLI OCCHI!
* io ho smesso da parecchio di comperare l’Uomo Ragno, sono andato a cercare quest’orrore di immagine in rete per rendervi partecipi dopo aver letto in giro di questa scenetta aberrante.