Recensione al contrario: Before Watchmen

marzo 12, 2013

dormeCiao gente.
Avete notato che ultimamente abbiamo meno voglia (ma più che altro tempo) di scrivere di uno che non ne ha una mazza?

Penso di si.
Ma abbiamo anche meno tempo di leggere i fumetti che ci garbano.
E anche pochi soldini per comprarli.

E poi c’è la curiosità.
Tipo che ogni volta che entro in fumetteria vedo decine di volumetti su questo progetto Before Watchmen, che mi ispirerebbe zero, ma Watchmen è Watchmen, e alcuni nomi coinvolti tipo quello di Azzarello mi porterebbero quasi a cambiare idea.
Quindi chiedo a voi, se ci siete, o se passate di qua per caso: son ganze le storie di questo prequel o posso continuare a lasciarle in fumetteria?

Fateci sapere! Sostituitevi nei commenti ai vostri lassisti recensori di fumetti.


Se ne parla pure il secolo xix, chi siamo noi per esimerci?

dicembre 28, 2012

ASM_700_CoverDavvero, non volevo scriverne, ma ne parlano veramente ovunque dimostrando che ai vari giornali e quotidiani italiani il concetto di spoiler non li sfiora nemmeno di striscio. Anche sui megaschermi in stazione stamattina mentre aspettavo il treno per andare a lavorare c’era scritto cosa succede in spider man 700.
Io invece non volevo parlarne apertamente, prima di tutto per il concetto di spoiler stesso. Non seguo le uscite americane, se non giusto qualche voce, aspetto l’uscita italiana e mi godo le mie letture felice e contento.
Poi non volevo toccare approfonditamente l’argomento anche per il fatto che sinceramente non leggo con costanza l’uomo ragno dai tempi della saga del clone e di tutto il marasma del periodo ragno rosso.
Detto questo, nelle righe successive andrò a contraddire, anche se non del tutto, quel poco che ho scritto sulla vicenda negli articoli scorsi.

Partiamo da Dan Slott e dall’idea narrativa. Dan Slott come sceneggiatore ci piace veramente niente. Penso di aver parlato di lui solamente disprezzandolo per quanto fatto a quel poveraccio di Andy l’androide, e del suo uomo ragno non ho letto nemmeno una vignetta. Però ho visto qualche sua foto, e ve ne posto una qua a fianco per dirvi che a me, con quella grassitudine un po’ così, quel faccione un po’ così, Dan Slott fa simpatia. Davvero c’è gente che manda minacce di morte e squartamenti a uno con questo aspetto? Con quella faccia massimo ti vien voglia di invitarlo a farti una mangiata di pansoti e trippe (che con quegli occhi li secondo me anche a sigarette spiritose il ragazzo non scherza e la serata potrebbe prendere pieghe inaspettate).

Dan-SlottComunque Dan Slott oltre ad essere un simpatico panzone scrive l’uomo ragno e ha avuto la brillante idea di piazzare nel corpo di Peter Parker la mente del Dottor Octopus, e nel corpo morente di Dock Ock la mente di Peter, che come prevedibile schiatta. Ci troviamo quindi un nuovo Uomo Ragno che contiene un superfeccioso che però coi ricordi di Peter Parker sembra volersi impegnare a fare del bene.
Ora, rileggo quello che ho scritto, rileggo qualche spoilerone in giro per vedere se ho capito bene, e comunque la voglia vedere, questa trovata sembra una cagata pazzesca.
NA_120425_c2e2_dan_slott-01Dovete però sapere che prima di tirare giù ogni articolo non mi informo per nulla, non rileggo assolutamente vecchi riferimenti, scrivendo spesso e volentieri delle puttanate pazzesche, ma però ci penso. E pensandoci mi sono posto una domanda: tutto sembra veramente brutto, ma anche l’idea del Dark Reign sembrava una gigantesca boiata, e invece mi sono divertito un sacco a leggere le storie di uno Shield in mano a Norman Osborn messo pure a capo dei Vendicatori (a parte i potenti vendicatori di, guardacaso, Dan Slott, che sono una serie più insulse e cagose degli ultimi anni), non è che magari mettere un superstronzo nel corpo di un eroe, e dargli la possibilità di provare a comportarsi da eroe, esce fuori qualcosa di decente?
E allora glielo do il beneficio del dubbio a Dan Slott, e al suo faccione sorridente. Tanto sappiamo tutti benissimo che se Superior Spiderman farà cagare e venderà meno di un cazzo Peter Parker tornerà nel giro di qualche mese. Per ora però, con tutte le polemiche, Spider-man 700 ha venduto come il pane, quindi se quello che volevano alla Marvel era aumentare le vendite, direi che hanno avuto totalmente ragione loro.


Scherza coi fanti, ma lascia stare Capitan Marvel

dicembre 21, 2012

avx-mar-vell-return-280x424A quanto pare in casa Marvel quando tira aria di maxievento si prova a resuscitare Capitan Marvel. Ci avevano già provato, se ben ricordate, tra Civil War e Secret Invasion, per poi rivelarci che il redivivo Mar-vell era in realtà uno skrull, il quale però viene preso da impeto d’eroismo fuori luogo e sparisce in non ricordo che modo.
Ma li era tutta un’accozzagli di gran cagate, quindi non mi stupì più di tanto. Mi delude invece parecchio Remender, sceneggiatore che apprezzo, e che collocati i Secret avengers nello scenario di avengers vs x-men resuscita il vero e proprio Mar-vell.
Non solo. In una storia confusissima, l’indimenticato eroe appare come un coglionazzo pronto a bersi la qualsiasi attaccando i vendicatori, per poi tornare dopo una immediata ripresa di senno, nel mondo dei morti.
Il fatto che il personaggio praticamente per tutta l’ultima parte della storia non faccia altro che affermare “La vita non mi mancava” non salva la frittata.

Io non mi reputo uno di quei fans che urlano al sacrilegio per ogni cosa. Ad esempio a me di quello che sta succedendo nel mondo dell’uomo ragno frega ben poco. L’ho letto, lo trovo una cagata immonda di idea che al confronto “One more day” era “V for vendetta”, ma sinceramente me ne importa meno di zero. Sono sceneggiatori, è il loro lavoro scrivere storie a fumetti, e se non mi garbano o non mi interessano, mi limito a non leggerle.

Però io la storia di Capitan Marvel la adoro. E per me Capitan Marvel è solo Mar-vell. La adoro da tanti tanti tanti anni, e ogni volta che poso l’occhio sulle tavole della sua dipartita provo ancora tutta la malinconica empatia per la triste e splendida fine delle sue avventure.
Ciò non significa però che se tornasse in vita in maniera plausibile, non sarei capace di apprezzarne il ritorno. Ci sono fior fior di sceneggiatori che secondo me sarebbero capaci di un’impresa simile. Anzi, in realtà son pochi, ma ci sono secondo me.
Quello che mi fa girare il cazzo è che, non solo è la seconda volta che lo riportano in vita in maniera cagosissima, ma è anche la seconda volta che se ne rendono conto e pensano “oh, abbiam fatto una cazzata, facciamolo crepare nuovamente da eroe quale è!”. Remender si gioca meglio le sue carte rispetto ai tempi del resuscitato-skrull, ma alla fine sembra domandarsi che fare con uno dei meglio eroi di sempre tra le mani e si cala le braghe uccidendolo.

E che lo lascino in pace sto poveraccio se non sanno come rigettarlo nel mucchio. Ecchediamine!


“Che ce frega der photoshoppe, noi ci abbiamo il paint che scalpita”

novembre 12, 2012

Qui a Latveria avremo un tiranno, anzi, abbiamo un gran brav’uomo a governare. Un pezzo di pane. Ma voi in Italia state nella merda proprio.

Avete visto che scempio lo spot per le primarie del Pd coi fantastici quattro?
Va che bella robina di photoshop, che io di grafica ci capisco meno di uno che non ne capisce un cazzo, ma sta roba pare fatta col paint da bendati:

Io non vi linko il sito del partito, ma sappiate che svetta in home page.
Sul sito del corriere della sera c’è pure la descrizione dei candidati equiparandoli ai fantastici 4: leggete qua.

Forse era meglio quando ci facevano vedere zia may che si faceva fiondare.

Chissà se il pd ha chiesto permessi e diritti di utilizzo di marchi e personaggi…



Il Babbeo del Giorno #24: Clock King!

novembre 8, 2012

Salve amici Latveriani, quest’oggi torniamo ai villain batmaniani, che come abbiamo visto più volte è una riserva di talenti dell’idiozia veramente inesauribile e lo facciamo con un babbeo abbastanza classico: Clock King!

“che duro quando ti indica a casaccio!”

Vero Nome: William Tockman

Genesi del personaggio: Nasce su World’s Finest Comics #111 dell’Agosto 1960 , originariamente come nemico di Freccia Verde.

Tockman è un uomo che si prende cura di una sorella molto malata. Un giorno dal dottore scopre che lui è ben più malato di lei: secondo le analisi gli rimangano infatti circa sei mesi di vita. Allora, preoccupato per l’avvenire della sorella che non aveva di che pagare le cure mediche, decide di rapinare una banca.

Facendo affidamento sulla sua eccezionale mente analitica e predisposizione per il calcolo del tempo congegna un piano perfetto, preciso al millimetro e al secondo… Se non fosse per un allarme silenzioso di cui ignorava l’esistenza e che lo fa arrestare da Freccia Verde. Una volta in galera non solo sua sorella muore perchè impossibilitata a curarsi ma, per ironia del destino, scopre anche che lui non è affatto malato: si trattò infatti di uno scambio di analisi. Ed è qui che a William Tockman, giustamente, rode il culo molto forte e giura vendetta contro Freccia Verde, diventando Clock King.

Fondamentalmente, per farla semplice, è una vittima del sistema sanitario americano e della dabbenaggine dei suoi medici.

Negli anni sposterà il suo raggio d’azione prima contro batman poi contro i Teen Titans, entrando anche nella Suicide Squad assieme con Cluemaster.

Aspetto: ne ha avuti vari ma lo amiamo ricordare con una tuta piena di orologi, delle braghe verde vomito coordinate col mantello e una maschera-orologio ferma sulle 2 meno 10. Decisamente uno sfoggio di costumismo importante, quindi scegliamo questo outfit qua.

Poteri: Eh, stando al mio Who’s Who della DC Clock King è un “discreto atleta ma non ha poteri o abilità speciali”, impressionante eh?

Fondamentalmente la sua caratteristica è la minuziosa preparazione al millesimo di secondo dei suoi piani criminali per i quali spesso utilizza congegni ad orologeria. È un pignolo fissato con gli orologi e vestito veramente male; credo che sia questo il profilo che circola nei commissariati di polizia.

La fine: Con alterni restyling, morti presunte, eredi non ufficiali e ritorni inattesi Clock Man è ancora in giro a fare bella mostra della sua fesseria.

BONUS!

Colck King, col suo primo costume, appare come cattivo in un episodio del Batman degli anni ’60.


Come Eravamo #16

novembre 5, 2012

Come eravamo? Eravamo chic, chiccosissimi!

Prima dell’idea di Corporate Merchandise e Branding le cose erano più alla buona da noi e persino in America. In ambito fumettistico la prima grossa distribuzione di gadgets inizia in USA nei tardi anni ’60, per esplodere definitivamente negli anni ’70. Il centro di questa rivoluzione commerciale, che vedeva bambini e adolescenti al centro di un marketing nuovo, erano principalmente le T-Shirt decorate, decorate con tutto: dagli eroi della musica agli slogan, dai personaggi sugli hot-rod di Rat Fink fino ai supereroi ovviamente.

Un originale trasferibile a calore di Spider-Man del 1971

Il processo serigrafico per stampare su tessuti ovviamente esisteva ma il grosso della produzione di T-Shirt era riservato al bizzarro procedimento dell’ iron-on, ovvero dei trasferibili a calore. Si ordinava il trasferibile sulle riviste scegliendo un catalogo (un po’ come quelli dei gadgets improbabili in fondo alle riviste tipo gli occhiali a raggi X), ti arrivava a casa e mamma te lo stirava sulla tua magliettina bella pulita col ferro da stiro. Alle volte si poteva ordinare la maglia già con il trasferibile applicato, potevi scegliere colore e modello della maglietta e a volte (come nel caso della Marvel) ti arrivava pure un set di lettere trasferibili per personalizzare la tua maglietta col tuo nome.

Un catalogo dalle pagine Marvel, in basso a sinistra si declama la personalizzabilità

L’economicità del prodotto, la sua facilità di produzione (non serve fare una tiratura di t-shirt ma una ben più economica tiratura di fogli trasferibili), il suo appeal presso una fascia di età & tipologia di utenza pressochè illimitata e la sua facilità di vendita (problemi di dimensioni e peso inesistenti) resero in pochi anni il business dei trasferibili colossale e, per una ventina di anni imperversarono ovunque, anche da noi e anche come gadgets allegati a riviste e prodotti di consumo… Poco importava alla fine di una caratteristica fondamentale: la durevolezza.

Trasferibili allegati in omaggio a ricariche per quaderni

Difatti anche se lavati e tenuti con cura, i trasferibili deperiscono inesorabilmente negli anni, sbriciolandosi via lavaggio dopo lavaggio, lasciando a ricordo di se una sorta di sindone del disegno originale!

maglietta Marvel di oggi, design di ieri

Cosa che retrospettivamente esercita un indubbio fascino e che viene oggi riprodotta industrialmente da marchi di abbigliamento come effetto vintage per i loro capi. Addirittura la Marvel stessa produce oggi delle magliette vintage con le riproduzioni già sbiadite dei suoi trasferibili degli anni ’60, un po’ come lo stone-wash per i jeans.

Nei grandi centri commerciali USA sbucarono allora dei chioschi, come quelli per farti riparare le scarpe o duplicare le chiavi, dove catalogo alla mano sceglievi trasferibile, maglietta e eventuale scritta personalizzata e ti veniva fatto sul momento espressamente, i capi assoluti di questo business furono i Roach Studios di Jay Roach, che guarda caso oggi ripropongono il loro catalogo vintage su maglie serigrafate di alta qualità!

uno dei cataloghi di trasferibili dell’epoca della Roach, nella quarta fila sbuca anche Spidey

Chissà quanti di voi hanno una foto d’infanzia con indosso una magliettina con il  nome apposto improbabilmente sopra chissà che personaggio, celebre è in  Bianco Rosso e Verdone  la maglietta del Grande Mazinga con sopra campeggiante un risibile  ”Mimmo” che indossa l’omonimo protagonista.

“inchessenso?!”

Oggi il merchandise dei personaggi dei fumetti è un giro di affari colossale, che spesso supera i fatturati dei fumetti stessi e che viene gestito da aziende serissime e con copyrights serratissimi. Ho un amico negli Stati Uniti che lavora per queste cose e mi dice quanto siano strette le linee guida di ogni singolo articolo dalla scelta delle immagini utilizzabili fino ai colori e ai capi. Tutto è mortalmente serio, perchè ci sono i miliardi in ballo… Chi se lo sarebbe immaginato quando a 5 anni aspettavamo in fila al chiosco del Luna Park una maglietta di Batman di dubbia ufficialità ma con il nostro nome sopra?

Anche qua ad oggi, come per tutto quello che riguarda il comicdom che fummo, sembra davvero un altra epoca e un altro pianeta.

Amici Latveriani, in ultimo: se avete foto che vi ritraggono da bambini con magliette dei supereroi fatecele pervenire a latverians at gmail punto com, ne faremo uno Speciale Come Eravamo!


Buon Halloween da Latveria is For Lovers.

ottobre 31, 2012

Amici Latveriani, un piccolo bonus per la vigilia di Ognissanti!

Una scansione 1:1 del poster di Simon Garth Lo Zombie, allegato quasi 40 anni fa a Il Corriere della Paura #1, del 1975, con tutte le sue belle pieghe e segni del tempo inclusi!

Cliccate sull’immagine per scaricare il poster in alta risoluzione.

E buon Halloween a tutti quanti!


Il babbeo del giorno #23: Stiltman

ottobre 29, 2012

Torno con colpevole mega ritardo amici Latveriani ma torno bene, sbertucciando un villain classico, classicissimo: Stilt-Man!

Te-mi-bi-le

Difatti Stilt-Man è stato un babbeo di lungo corso, presente in tantissime storie del periodo migliore della Marvel classica, soprattutto su Devil, senza mai però aver rappresentato una seria minaccia per nessuno. E vorrei ben vedere: Stilt Man è uno di quei villain che neanche un inguaribile nostalgico come il sottoscritto è mai riuscito a riabilitare.

Vero nome: Wilbur Day

Genesi del personaggio: Nasce dalla mano di Wally Wood su Daredevil #8 del Giugno 1965 (in Italia su Devil  #1 del  Maggio 1970)

Wilbur Day è un inventore e tecnico di laboratorio che come tanti prima di lui in ogni collana fumettistica decide di inventarsi qualcosa per fare le rapine. Mai uno che inventa qualcosa, bhò che ne so, per fabbricarsi l’oro direttamente… No, solo per rubare.

Comunque la sua idea per svoltare nella vita è quella di farsi una super-armatura che allunga le gambe fino a 250 piedi e che gli conferisce anche una super forza, ma vorrei ribadire che come potere lui ha tuttosommato scelto di allungare le gambe, tantissimo. Bello eh? No, non lo è, è un amarezza. Ah come dite? Riesce anche a spostarsi alla esorbitante velocità di 30 miglia orarie camminando con quelle gambissime? Wow, veramente notevole allora, bravone Wilbur!

Aspetto: Hum… È tipo una caldaia con due lunghissimi tubi. Ha anche due antennine, però.

Poteri: Stilt-man può estendere le gambe della sua armatura fino a 250 piedi, ha una super forza e si sposta ad una velocità elevata per la sua mole raggiungendo anche le 30 miglia orarie. In seguito a degli scontri con l’Uomo Ragno, che ovviamente a quelle gambone gli ha fatto subito il trick dei lacci delle scarpe annodati, ha ricoperto l’armatura di un materiale anti-aderente che non permette alla tela di Spidey di attecchire. Bel colpo Wilbur!

La fine: l’impatto con i disincantati anni ’80 fanno calare un alone di sberleffo sul personaggio, soprattutto per opera di Frank Miller che nella sua gestione di daredevil lo rappresenta come un perdente sconfortante. Si barcamena come può fin quando il governo durante Civil War, onde premiarlo per la sua adesione alla registrazione delle identità segrete, non gli offre una chance di riscatto affidandogli di recuperare un pedopornografo e consegnarlo alla giustizia. Nel fare questo si imbatte nel Punitore, anche lui sulle tracce del pedopornografo, il quale per fare 30 e 31 uccide prima Stilt-Man (ché puoi redimerti per il governo ma non per Frank Castle) e poi il pervertito. Insomma: una finaccia ingrata dopo una carriera ingrata.

 

BONUS!

Lo schema tecnico dell’armatura di Stilt-Man, così se volete diventare dei babbei anche voi potete farvene una in casa, magari per Halloween.


Il babbeo del giorno # 23: The Wicked Wall!

marzo 16, 2012

Sono stati giorni cupi questi ultimi ma in Latveria non amiamo lasciarci prendere dallo sconforto, siamo gente solare e poi stasera è Venerdì e si farà baldoria. Quindi ritorniamo ai toni che amiamo con un babbeo speciale, specialissimo!

Speciale perchè per la prima volta ce lo segnala un nostro lettore, il prode F. Platini da Cinisello Balsamo (che ringraziamo di cuore) e speciale perchè di rado si vedono personaggi di siffatta idiozia! Ecco a voi: The Wicked Wall!

"'A Uomo Rà, me rimbarzi"

Vero nome: Joshua qualcosa, non viene dato cognome.

Genesi del personaggio: Su Spidey Super Stories#8 del 1975

Il nostro Joshua lavorava nel dopo scuola come assistente e aiuto-cantiere nel laboratorio del suo professore di chimica. Muratura ed esperimenti, tutto assieme! Mentre stanno impastando del cemento e perdono di vista le provette pericolosissime che han lasciato sulla fiamma, scoppia tutto e Joshua viene inondato da una non precisata sostanza pazza che lo unisce ai mattoni, al cemento, lo impasta tutto nelle molecole, insomma un casino. Joshua si ritrova ad essere così un uomo-muro, per di più privo delle braccia!

Allora il nostro muretto decide che per sfogarsi se ne va alla partita degli odiati New York Mets a guastare la festa. Entra come se niente fosse allo stadio (del resto chi volete che noti un due metri di muro con le gambe che entra ai tornelli dello stadio) e quatto-quatto (sempre in virtù della sua forma per niente vistosa e anche della sua probabile agilità felina) se ne entra in campo e fa perdre un po’ di palle buone alla squadra di casa.

"When you'll see it You'll shit bricks"

Il nostro Uomo Ragno, che si è preso un giorno libero, va allo stadio a godersi i suoi amati Mets pur vestendo costume e lanciaragnatele  e anche lui entra come se niente fosse allo stadio, si prende un hot-dog e sfoggia anche un bel berrettino della squadra.

Quando vede il muro umano dare noia durante la partita interviene, fanno un po’ a pizze ma poi intenerito dal suo avversrio che è troppo un poverino, lo accompagna fuori dallo stadio e gli fa una ramanzina su come ci si deve comportare da bravi muretti.

Ve lo giuro, è tutto vero.

Aspetto: è un muro, con le gambe ma senza braccia. Sembra il fratello offeso di quell’ exogino fatto di pietra.

Poteri: Bhò, si butta addosso alla gente ed è pesante, immagino.

La fine: Pare che il discorso di Spidey alla fine fosse molto convincente, perchè il nostro Joshua-muro non si è più visto in giro a dare noia negli anni.

Non è finita qui però….

BONUS!!!

Negli anni ’70 visto che Spidey Super Stories era rivolto ai bamini più piccoli, alcune delle storie della serie a fumetti vennero trasposte nello show televisivo per ragazzi “The Electric Company“, condotto da un giovane Samuel L. Jackson!

The Wicked Wall per la sua evidente bellezza fu una delle storie adattate per il piccolo schermo ed eccovela direttamente dal 1975 grazie all’Internet!

Meraviglia.

Amici Latveriani, se avete bellezze del genere da consigliarci fate come il nostro amico di Cinisello Balasmo e inviatecele!


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