Qui a Latveria avremo un tiranno, anzi, abbiamo un gran brav’uomo a governare. Un pezzo di pane. Ma voi in Italia state nella merda proprio.
Avete visto che scempio lo spot per le primarie del Pd coi fantastici quattro?
Va che bella robina di photoshop, che io di grafica ci capisco meno di uno che non ne capisce un cazzo, ma sta roba pare fatta col paint da bendati:
Io non vi linko il sito del partito, ma sappiate che svetta in home page.
Sul sito del corriere della sera c’è pure la descrizione dei candidati equiparandoli ai fantastici 4: leggete qua.
Salve amici Latveriani, quest’oggi torniamo ai villain batmaniani, che come abbiamo visto più volte è una riserva di talenti dell’idiozia veramente inesauribile e lo facciamo con un babbeo abbastanza classico: Clock King!
“che duro quando ti indica a casaccio!”
Vero Nome: William Tockman
Genesi del personaggio: Nasce su World’s Finest Comics #111 dell’Agosto 1960 , originariamente come nemico di Freccia Verde.
Tockman è un uomo che si prende cura di una sorella molto malata. Un giorno dal dottore scopre che lui è ben più malato di lei: secondo le analisi gli rimangano infatti circa sei mesi di vita. Allora, preoccupato per l’avvenire della sorella che non aveva di che pagare le cure mediche, decide di rapinare una banca.
Facendo affidamento sulla sua eccezionale mente analitica e predisposizione per il calcolo del tempo congegna un piano perfetto, preciso al millimetro e al secondo… Se non fosse per un allarme silenzioso di cui ignorava l’esistenza e che lo fa arrestare da Freccia Verde. Una volta in galera non solo sua sorella muore perchè impossibilitata a curarsi ma, per ironia del destino, scopre anche che lui non è affatto malato: si trattò infatti di uno scambio di analisi. Ed è qui che a William Tockman, giustamente, rode il culo molto forte e giura vendetta contro Freccia Verde, diventando Clock King.
Fondamentalmente, per farla semplice, è una vittima del sistema sanitario americano e della dabbenaggine dei suoi medici.
Negli anni sposterà il suo raggio d’azione prima contro batman poi contro i Teen Titans, entrando anche nella Suicide Squad assieme con Cluemaster.
Aspetto: ne ha avuti vari ma lo amiamo ricordare con una tuta piena di orologi, delle braghe verde vomito coordinate col mantello e una maschera-orologio ferma sulle 2 meno 10. Decisamente uno sfoggio di costumismo importante, quindi scegliamo questo outfit qua.
Poteri: Eh, stando al mio Who’s Who della DC Clock King è un “discreto atleta ma non ha poteri o abilità speciali”, impressionante eh?
Fondamentalmente la sua caratteristica è la minuziosa preparazione al millesimo di secondo dei suoi piani criminali per i quali spesso utilizza congegni ad orologeria. È un pignolo fissato con gli orologi e vestito veramente male; credo che sia questo il profilo che circola nei commissariati di polizia.
La fine: Con alterni restyling, morti presunte, eredi non ufficiali e ritorni inattesi Clock Man è ancora in giro a fare bella mostra della sua fesseria.
BONUS!
Colck King, col suo primo costume, appare come cattivo in un episodio del Batman degli anni ’60.
Torno con colpevole mega ritardo amici Latveriani ma torno bene, sbertucciando un villain classico, classicissimo: Stilt-Man!
Te-mi-bi-le
Difatti Stilt-Man è stato un babbeo di lungo corso, presente in tantissime storie del periodo migliore della Marvel classica, soprattutto su Devil, senza mai però aver rappresentato una seria minaccia per nessuno. E vorrei ben vedere: Stilt Man è uno di quei villain che neanche un inguaribile nostalgico come il sottoscritto è mai riuscito a riabilitare.
Vero nome: Wilbur Day
Genesi del personaggio: Nasce dalla mano di Wally Wood su Daredevil #8 del Giugno 1965 (in Italia su Devil #1 del Maggio 1970)
Wilbur Day è un inventore e tecnico di laboratorio che come tanti prima di lui in ogni collana fumettistica decide di inventarsi qualcosa per fare le rapine. Mai uno che inventa qualcosa, bhò che ne so, per fabbricarsi l’oro direttamente… No, solo per rubare.
Comunque la sua idea per svoltare nella vita è quella di farsi una super-armatura che allunga le gambe fino a 250 piedi e che gli conferisce anche una super forza, ma vorrei ribadire che come potere lui ha tuttosommato scelto di allungare le gambe, tantissimo. Bello eh? No, non lo è, è un amarezza. Ah come dite? Riesce anche a spostarsi alla esorbitante velocità di 30 miglia orarie camminando con quelle gambissime? Wow, veramente notevole allora, bravone Wilbur!
Aspetto: Hum… È tipo una caldaia con due lunghissimi tubi. Ha anche due antennine, però.
Poteri: Stilt-man può estendere le gambe della sua armatura fino a 250 piedi, ha una super forza e si sposta ad una velocità elevata per la sua mole raggiungendo anche le 30 miglia orarie. In seguito a degli scontri con l’Uomo Ragno, che ovviamente a quelle gambone gli ha fatto subito il trick dei lacci delle scarpe annodati, ha ricoperto l’armatura di un materiale anti-aderente che non permette alla tela di Spidey di attecchire. Bel colpo Wilbur!
La fine: l’impatto con i disincantati anni ’80 fanno calare un alone di sberleffo sul personaggio, soprattutto per opera di Frank Miller che nella sua gestione di daredevil lo rappresenta come un perdente sconfortante. Si barcamena come può fin quando il governo durante Civil War, onde premiarlo per la sua adesione alla registrazione delle identità segrete, non gli offre una chance di riscatto affidandogli di recuperare un pedopornografo e consegnarlo alla giustizia. Nel fare questo si imbatte nel Punitore, anche lui sulle tracce del pedopornografo, il quale per fare 30 e 31 uccide prima Stilt-Man (ché puoi redimerti per il governo ma non per Frank Castle) e poi il pervertito. Insomma: una finaccia ingrata dopo una carriera ingrata.
BONUS!
Lo schema tecnico dell’armatura di Stilt-Man, così se volete diventare dei babbei anche voi potete farvene una in casa, magari per Halloween.
Sono stati giorni cupi questi ultimi ma in Latveria non amiamo lasciarci prendere dallo sconforto, siamo gente solare e poi stasera è Venerdì e si farà baldoria. Quindi ritorniamo ai toni che amiamo con un babbeo speciale, specialissimo!
Speciale perchè per la prima volta ce lo segnala un nostro lettore, il prode F. Platini da Cinisello Balsamo (che ringraziamo di cuore) e speciale perchè di rado si vedono personaggi di siffatta idiozia! Ecco a voi: The Wicked Wall!
"'A Uomo Rà, me rimbarzi"
Vero nome: Joshua qualcosa, non viene dato cognome.
Genesi del personaggio: Su Spidey Super Stories#8 del 1975
Il nostro Joshua lavorava nel dopo scuola come assistente e aiuto-cantiere nel laboratorio del suo professore di chimica. Muratura ed esperimenti, tutto assieme! Mentre stanno impastando del cemento e perdono di vista le provette pericolosissime che han lasciato sulla fiamma, scoppia tutto e Joshua viene inondato da una non precisata sostanza pazza che lo unisce ai mattoni, al cemento, lo impasta tutto nelle molecole, insomma un casino. Joshua si ritrova ad essere così un uomo-muro, per di più privo delle braccia!
Allora il nostro muretto decide che per sfogarsi se ne va alla partita degli odiati New York Mets a guastare la festa. Entra come se niente fosse allo stadio (del resto chi volete che noti un due metri di muro con le gambe che entra ai tornelli dello stadio) e quatto-quatto (sempre in virtù della sua forma per niente vistosa e anche della sua probabile agilità felina) se ne entra in campo e fa perdre un po’ di palle buone alla squadra di casa.
"When you'll see it You'll shit bricks"
Il nostro Uomo Ragno, che si è preso un giorno libero, va allo stadio a godersi i suoi amati Mets pur vestendo costume e lanciaragnatele e anche lui entra come se niente fosse allo stadio, si prende un hot-dog e sfoggia anche un bel berrettino della squadra.
Quando vede il muro umano dare noia durante la partita interviene, fanno un po’ a pizze ma poi intenerito dal suo avversrio che è troppo un poverino, lo accompagna fuori dallo stadio e gli fa una ramanzina su come ci si deve comportare da bravi muretti.
Poteri: Bhò, si butta addosso alla gente ed è pesante, immagino.
La fine: Pare che il discorso di Spidey alla fine fosse molto convincente, perchè il nostro Joshua-muro non si è più visto in giro a dare noia negli anni.
Non è finita qui però….
BONUS!!!
Negli anni ’70 visto che Spidey Super Stories era rivolto ai bamini più piccoli, alcune delle storie della serie a fumetti vennero trasposte nello show televisivo per ragazzi “The Electric Company“, condotto da un giovane Samuel L. Jackson!
The Wicked Wall per la sua evidente bellezza fu una delle storie adattate per il piccolo schermo ed eccovela direttamente dal 1975 grazie all’Internet!
Meraviglia.
Amici Latveriani, se avete bellezze del genere da consigliarci fate come il nostro amico di Cinisello Balasmo e inviatecele!
Un babbeo intriso di strisciante razzismo questa settimana! Batroc il Saltatore!
Difatti questo mercenario francese con un nome che ammicca ai batraci, sia per le sue doti di saltatore ma anche per il velato disprezzo verso i mangiarane, incarna infatti alcuni dgli stereotipi sui francesi.
Vero nome: Georges Batroc
Genesi del personaggio: Tales of Supspense Vol. 1 #75 del 1973 (in Italia su Capitan America #5 Ed. Corno)
L’irritante Batroc è un agilissimo atleta ed acrobata, esperto combattente di arti marziali e di Savate e ha una faccia da schiaffi epica.
Un giorno mentre è in missione per conto dell’ A.I.M si scontra con Capitan America e venendone battuto e per incarnare l’atavica rivalità USA-Francia, decide che battere Cap è la sua missione di vita e da li appare ricorsivamente per molto tempo, sfidando Cap con la sua malassortita “Brigata di Batroc”… Prendendo pizze in da la fazza tutte le volte, Ça va sans dire!
Aspetto: parla come Pepè la Puzzola, è irritante come Clouseau e ha dei baffetti all’insù da hipster. Gli manca una baguette sottobraccio e un baschetto storto e stiamo a posto.
Poteri: nessun potere speciale, solo grandi doti atletiche, di combattimento e di fastidio alla vista.
La fine: Batroc è ancora in attività, comparendo anche in Civil War in tempi recenti
dopo mesi di silenzio tornano gli articoli dei Latveriani e con essi anche i personaggi più cretini delle strisce a fumetti di ogni tempo: I Babbei del Giorno!
Ritorniamo con un poverello niente male: L’uomo d’Amianto!
Vero Nome: Orson Kasloff
Genesi del personaggio: Su Strange Tales #111 del 1963 (in Italia su I Fantastici Quattro #11 del 1971)
Orson Kasloff è un nobile debosciato con una propensione per il crimine.
Si reputa un grande chimico e inventore e ambisce con i suoi prodotti a diventare un genio del crimine… Solo che non è un criminale. Quindi pensa col suo cervello geniale di fare una cosa eclatante, che gli faccia guadagnare la fiducia dei criminali in modo di sponsorizzarli poi con i suoi prodotti e trarre profitto dai crimini che tali invenzioni li aiuteranno a compiere.
Ora, a parte che razza di piano cretino è? Cosa fai metti le inserzioni sui giornali?!
Ebbene si. È talmente cretino da fare questo e ben altro.
Per guadagnarsi la fiducia degli “investitori” sfida pubblicamente la Torcia Umana a mezzo stampa, un duello nel suo castello.
Aspetto: Un cretino con una tuta d’amianto, uno scudo e una rete da pesca. Tra i più scialbi esempi di costumismo Marvel.
La fine:
Quando Johnny Storm legge della tenzone che Kasloff gli lancia, arriva al castello e il conte sfodera la sua arma geniale… Una tuta d’amianto con uno scudo d’amianto e una rete d’amianto. Giuro! Come un pompiere, con tanto di mascherina.
Allora la Torcia Umana se lo guarda e dice “‘A scemo! Si ok non ti posso bruciare ma posso bruciare tutto l’ossigeno in questa stanza e farti soffocare”. Così fa e Kasloff è costretto alla resa, alla faccia delle sue fortissime cognizioni di chimica non aveva calcolato questa cosa che il fuoco brucia ossigeno. ‘Na robetta di niente.
Subita questa umiliazione e persa la fiducia degli investitori crimnali, probabilmente Kasloff si è dedicato a cose più adatte al suo rango tipo il Badminton o il polo sparendo nelle nebbie della Silver Age per sempre.
Io spesso parlo da solo, o penso troppo forte e oggi pensavo “Diamine, è una vita che non scrivo qualcosa su qualche bel babbeo o comunque su qualche personaggio veramente inutile dei fumetti”. Pensando a quale soggettone volevo presentarvi mi sono reso conto che finora abbiamo lasciato fuori da questa rubrica l’universo degli x-men.
Io sinceramente non sono mai stato un gran lettore di storie mutanti. Quel verbosone di Claremont è un ganzo, questo non si può negare, e ci sono un bel po’ di storie veramente bellissime che mi sono capitate sotto mano in questi anni di letture, ma tra la confusione di eventi e la moltitudine di personaggi alla fine leggendo le storie degli allievi del professor Xavier mi sono sempre trovato annoiato o totalmente ignaro di quel che stavo leggendo.
E possibile che in tutto questo casino non ci sia una moltitudine di babbei da far entrare nella nostra allegra rubrica? E da quale sfigato partire se non con un personaggio che è l’apoteosi della sfiga?
Nome: Calibano
Vero nome: Calibano
Genesi del personaggio: Calibano si chiama proprio Calibano. Che chiamarsi Amintore in confronto sarebbe stato tutto gusto. Ma non è solo il nome a farne un ammasso di rogne, Calibano è brutto, ed è pure una mezza sega. Tanto che gli stessi Morlock di cui faceva parte lo trattano da reietto. Se fosse stato una persona normale al liceo sarebbe stato preso a ceffoni anche dal club dell’astronomia, per farla breve.
Ora, se venissi trattato come la peggio merda da un gruppo di mutanti orrendi che vive nelle fogne io qualche domanda sull’effettiva necessità della mia presenza sulla terra me la farei.
Ma Calibano invece di appendersi al lampadario vive un bel po’ di anni e di storie in cui gli succede praticamente di tutto.
Aspetto: Un omarello dalla pelle bianchiccia che pesa 30 chili bagnato vestito con stracci viola. Non certo il cliente più ambito dei discopub. O forse si?
La vita sessuale di Calibano: Abbiamo detto che i morlock lo isolano perché troppo sfigo anche per stare con loro. I morlock però sanno essere crudeli, e quindi pensano “famo scopare a Calibano dai, sai quante matte risate!”. Invece di prendere la peggio battona di New York decidono però di farlo accoppiare con Kitty Pride nella storia che vede i mutanti delle fogne contro gli X-Men.
Calibano invece di approfittare di una cuccagna simile aiuta gli allievi di Xavier nella lotta perché anche se sfigo è un gran tenerone romanticone.
Non che questo portasse a grandi risultati per la sua vita amorosa come potete leggere nella striscia qua sotto:
il secco “No” della tenera e intangibile Kitty non lascia molto raggio d’azione al nostro poco abbronzato eroe.
Poteri: Calibano sarà pure un condensato di iella, ma ha un poterone! Infatti può capire che potere ha un mutante.
Pensateci. Arriva Magneto, ti tira una macchina in faccia senza toccarla e te puoi pensare “Oibò! Costui può muovere i metalli a suo piacimento!”. Arriva Tempesta, ti spara un fulmine nel culo e tu capisci subito che può controllare le intemperie. Arriva l’uomo ghiaccio, ti congela la cedrata Tassoni che stai sorseggiando, e puoi subito intuire che quel tizio fatto di neve può ghiacciare tutto a suo piacimento.
In pratica tutti prendono a ceffoni sto poveraccio, ma lui sa sempre cosa l’ha colpito.
La trasformazione: Dopo varie storie e storielle che lo vedono aggirarsi nell’universo mutante succede l’impensabile. Calibano si unisce ad Apocalisse durante la sua era. Il cattivone lo bomba di steroidi e il nostro eroe resta un mostro inguardabile ma diventa forzutissimo e muscolosissimo, perché porca pupazza, di personaggi senza i muscolozzi enormi pieni di vene negli anni novanta non ne volevano nei fumetti.
Gli anni recenti, la mia ignoranza, la triste fine: Dopo la fine di Apocalisse, Calibano si unisce alla X-Force, e di tutto questo periodo non so niente non avendo mai letto mezza pagina di X-force e non avendo la benché minima intenzione di farlo. So solo che a un certo punto Calibano torna una mezza sega, e che poi per salvare il suo amicone Warpath (che per me è ancora un gioco orrendo della playstation1 in cui si facevano fare a masconi i dinosauri di jurassic park in uno dei picchiaduro più involontariamente demenziali e inutili di sempre) si prende una pistolettata nella schiena e crepa male.
Dopo una lunga assenza torna il nostro ottovolante nei dolceamari meandri dei villains più pezzenti e torniamo a farlo nell’ambito della nostra ricerca sugli anni d’oro del Batman con un babbeo niente male: Polka Dot Man! L’uomo a pois, come la zebra di Mina, altissimi vertici di costumismo.
Vero Nome: Abner Krill
Genesi del personaggio: Su Detective Comics #300 del 1962.
Abner Krill sbuca dal nulla e senza un perchè a fare casino a Gotham City, non sta a sottilizzare su origini e quant’altro: vuole rubare i soldi e farlo in gran stile. Si presenta quindi con un bel costumino a pois colorati, una robetta niente male. Tale costume è frutto di una avanzatissima tecnologia che gli permette di staccare i vari pois e usarli ognuno come arma, veicolo o quant’altro. Di tale tecnologia, come per le sue origini, non ci è dato sapere il perchè e il percome: c’è e basta.
Quindi Polka Dot prende a fare tutti colpi a tema “pois”, sia negli obiettivi dei furti (il collare di diamanti di un dalmata ad esempio) sia nei mezzi utilizzati (come quando fugge con la refurtiva su un enorme pois volante). Batman e Robin giustamente offesi dal suo cattivo gusto puntualmente lo braccano, lo mazzolano di legnate sul groppone e lo sbattono in galera.
Aspetto: Indossa una tutina bianca punteggiata di vezzosi pois colorati, degli occhialini tipo piscina e una cintura che gli permette di azionare e controllare i marchingegni in cui si trsformano i pois una volta staccati dal suo costume.
Poteri: come già detto, oltre ad un cattivo gusto per il vestiario al limite del masochismo, i pois colorati del suo costume una volta staccati dal medesimo si attivano divenendo armi o congegni di fuga. L’effetto del pois viene controllato tramite la cintura che ha in vita.
una fine indecorosa
La fine: Abner Krill è uno dei babbei di Batman più funestati dal fallimento. Dopo essere caduto nel dimenticatoio per decenni, nel 1996 ormai attempato e senza più la sua tuta tecnologica, risbuca rapinando una gioielleria con una mazza da baseball indossando una replica della sua tuta a pois che però è semplicemente una tuta a pois. Viene arrestato mentre urla fuori di se “Non sapete chi sono io! Io sono Polka Dot Man!”. True story.
In seguito si scontra anche con Nightwing e Batgirl, chiaramente prendendole anche da questi ultimi.
Non pago di umiliazioni, anni dopo, ormai sprofondato nell’alcolsimo, scatena una rissa in un bar di supercriminali dove Mothman assieme al padrone del bar lo stendono ubriaco a mazzate da baseball. Chi di mazza ferisce…
Anni dopo viene arruolato dal rinsecchito Generale Immortus dopo Crisi Finale e rimane ucciso cercando di difenderlo da Human Flame, anche lui arruolato nelle fila del Generale ma ribellatosi. Non c’è che dire, una gran carriera.
Non c’è fine amici, non c’è fine agli avversari ridicoli di Batman. Oggi abbiamo un tipetto misterioso: The Bouncer!
Vero nome: sconosciuto
Genesi del personaggio: su Detective Comics #347 del 1966. Un metallurgo dall’identità ignota riesce a creare in laboratorio l’ Elastalloy, una mescola poderosa ottenuta dotando un metallo di proprietà elastiche.
Quindi, ovviamente, decide di darsi al crimine. Si fabbrica con l’ Elastalloy una tutina marrone integrale che lo fa sembrare un Twix e diventa una palla rimbalzina umana come potete vedere nell’immagine. Al grido di “Posso rimbalzare più in alto di qualsiasi essere umano senza farmi nulla!” (giuro) comincia a fare rapine e malefatte rimabalzando qua e la. La cosa strana è che il trucco gli riesce! Batman non riesce a prenderlo e per fermarlo si mette degli elettrodi nel costume di modo che a contatto con l’Elastalloy , pur sempre un metallo, possa tramortirlo. Ci riesce ma non sapendo come sconfiggerlo del tutto, Batman scappa. Ebbene si: il babbeo misterioso e col costume di mou costringe Batman a una ritirata strategica! Probabilmente non convinto di farcela una seconda volta, Bouncer scompare nelle nebbie del costumismo per decadi.
Aspetto: un omino marrone senza niente.
Poteri: il suo costume color cacca lo fa rimbalzare forteforteforte e altoaltoalto senza che lui si faccia male.
La fine: riappare negli anni ’80, stavolta col costume in rosso, e viene sconfitto da Batman venendo deviato da un calcio del pipistrellone che lo spedisce a rimbalzare incontrollatamente in una stanza angusta finchè non perde i sensi. Cosa ne sia stato di lui rimane un mistero ma il modo in cui viene messo KO è da vero babbo DOC.
La miniera di avversari babbei Batmaniani non sembra esaurirsi mai, questo di oggi è un babbeo di lungo corso che si è riaffacciato varie volte nella vita di Batman fino ad un attuale status di non-babbeo, riabilitato prima dal duo Loeb e Sale nel loro “long Halloween” e poi mantenuto rispettabile dagli autori seguenti. Ma a noi interessa la prima fase della sua carriera criminale, che lo vede protagonista dell’idiozia, ambasciatore del ridicolo, fantasista della cazzata.
Ecco a voi Calendar Man, il criminale ossessionato con le date del calendario, un babbeo del giorno, letteralmente!
Nome: Julian Day (e anche qui gran giochi di parole, come si era usi fare una volta in casa DC)
Genesi del personaggio: Nasce ideato da Bill Finger su Detective Comics #259 del 1958. Dal nulla Julian Day appare sulla scena organizzando crimini basati sulle date in cui vengno compiuti, date, stagioni, festività, compleanni e anniversari sono il suo leit motiv al quale si adegua oltre che criminalmente anche esteticamente, vestendosi di volta in volta a tema con la data a cui si ispira la sua impresa. Con esiti agghiaccianti. A più riprese smascherato e incarcerato è riapparso nella vita di Batman per tutta la sua carriera fino ad oggi.
Aspetto: Qui la faccenda è complicata. Allora: Calendar man ha un costume ufficiale ed è questo
Ecco già qui potremmo fermarci e decretarne l’idiozia completa, prego notare quel pezzuolo in vita tutto a fantasia di date e glissiamo sul mantello di foglietti. ma c’è di più. Molto di più. Si perchè come accennavo prima Calendar Man nei suoi giorni migliori amava adattarsi a tema con le date regalandoci emozioni forti.
Primavera
State capendo l’entità della cosa? Lo spessore del personaggio? Ecco, proseguiamo…
Estate.
… Con la bella stagione sembrava cavarsela decisamente meglio, ma i bei momenti non durano a lungo. Difatti, con il cambio di stagione, Calendar Man ridà palesi cenni di cedimento…
Autunno.
… Segni di cedimento che porteranno al definitivo collasso estetico nella stagione fredda.
Inverno.
Ecco quindi, amici latveriani, realizzarsi una sorta di Almanacco del Giorno Dopo della demenza, un assortimento di fesseria inusitato nei giornalini a fumetti.
Poteri: ovviamente nessuno se non la forza dell’imbecillità e del costumismo.
La fine: periodicamente ripulito e raffinato, consacrato criminale rispettabile con il “Lungo Halloween”, è a oggi una sorta di Hannibal Lecter rinchiuso nell’Arkam Asylum.