KIRBY GENESIS: timide erezioni

luglio 20, 2011
Allora, la faccenda è delicata da metter giù… Fondamentalmente:

Jack Kirby da infaticabile fucina di idee quale era ha riempito cassetti di appunti per progetti futuri durante tutta la sua vita… Un giorno Kurt Busiek è andato dalla famiglia Kirby e ha detto: “Salve, fatemi studiare gli appunti di Jack, vorrei fare una roba”. Si è chiuso non si sa quanto tempo e li ha messi assieme, razionalizzati e ha scritto un soggetto per una nuova saga: Genesis appunto.

E già fin qui c’è in ballo del materiale da maneggiare con cautela. Appunti di prima mano di Kirby, personaggi già pronti e mai usati, Kurt Busiek che fa l’archivista col lumicino… Può venire il capolavoro come una cosa maldestra, se non si sta attenti. Mettere mano a roba di Kirby è sempre stato rischioso. Byrne ci riuscì bene con i suoi New Gods… Per il resto mai niente di che.

Comunque sia Busiek ci vuole provare, si ricorda del suo amico Alex Ross col quale ha fatto due robette quali Marvels e Astro City e lo chiama a dare forma al progetto. A disegnare sulle linee guida di Ross (un po’ come Brent Anderson per Astro City a suo tempo) ci sta Jack Herbert.

L’impresa è ardua, restituire anni di schizzi e appunti del Re in maniera appropriata non è facile per nessuno, anche se si è due perfezionisti come Busiek e Ross. Sono un po’ perplesso su Herbert che per quanto bravo non mi rende granchè il mood, ma insomma son gusti ed è la creazione di una nuova cosmogonia Kirbyana che è importante.

Ancora non ho avuto modo di leggerla ma sono ansioso di farlo, sono al quarto numero con le uscite. Voi che dite?

Nel frattempo fan perversi di Kirby e della Silver Age baloccatevi assieme me con questa stucchevole splash-page di Alex Ross intrisa di droga drogata durissima.


Questo non è un fumetto di supereroi

ottobre 6, 2010

Finalmente ho letto il seguito di “Marvels”, ossia la seconda parte di quella che è una delle storie più belle, meglio disegnate, più amate e ristampate tra quelle prodotte dalla casa delle idee.
Non sapete di cosa parlo? Che cazzo ci fate qui?

Comunque finalmente ho letto “Marvels l’occhio della fotocamera”, recentemente stampata anche in Italia in un unico volume e scritta nuovamente da Kurt Busiek. Purtroppo manca Alex Ross ai disegni, sostituito da un buon Jay Anacleto bravo, ma neanche lontanamente accostabile al suo predecessore.

Detto questo paliamo della storia. A farla breve, è bellissima!
Sinceramente non mi aspettavo grandi cose da questo volume, un po’ per scetticismo, un po’ perché normalmente i seguiti lasciano a desiderare, e invece devo fare ammenda e liberare un gran elogio di quest’opera.

Come scrivo nel titolo questo non è un fumetto di supereroi, ed ogni pagina sembra urlarlo. A differenze di “Marvels”, ossia la storia dei tizi in calzamaglia dalla golden age agli anni ’80 vista attraverso gli occhi di un fotografo, qua il potagonista è il fotografo stesso, non più semplice spettatore.
Si, i supereroi ci sono, ma sono lo sfondo, e se nel primo capitolo Phil Sheldon si limitava a raccontare gli eroi, qua ci racconta Phil Sheldon stesso, ed è una storia bellissima. Tanto che a questo punto i paragoni tra “Marvels” e “Marvels l’occhio della fotocamera” si interompono, sono due storie legate, ma totalmente diverse.

Phil Sheldon, all’apice della notorietà per il libro che raccoglie le sue foto fatte negli anni ai supereroi, inizia a lavoare a una nuova pubblicazione, ma proprio mentre inizia a farsi domande sul lato oscuro di personaggi come l’uomo ragno o gli x-men gli viene diagnosticato un tumore ai polmoni. Da qua in poi entra in gioco la lotta per la vita, la foga di lasciare qualcosa al prossimo e al mondo intero, la necessità di una riflessione sul suo rapporto con gli esseri superiori, sui media e ancora di più con la sua vita e la sua famiglia.
“Marvels l’occhio della fotocamera” non è più una cronaca appassionata e inedita, è la storia di un uomo, ed è affascinante, commovente, appassionante.

Non mi metto a cercare battute ne a scrivere qualche cavolata in quest’articolo, mi limito a consigliarvi questo volume. Sempre che pensiate di poter apprezzare un fumetto su un uomo comune, o forse a suo modo saprà essere anche lui un eroe?


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