Kick-ass, ossia come cagare fuori dal vaso

marzo 23, 2010

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Per far uscire “Kick-ass” anche in Italia hanno aspettato che iniziassero a girare i trailer del film tratto da questa nuova fatica di Mark Millar così da avere già un discreto hype aggratis.
Una strategia di marketing niente male a cui si vanno ad aggiungere due cose:
1- un sottotitolo “SPACCA!” che non attirerebbe nessuno con più di tredici anni.
2- 11 euro di spesa per metà della mini = solo 96 fottute pagine di fumetto.

Per il punto 2 Giobatta sta organizzando una manifestazione in Piazza del Popolo a Roma.

Andiamo diretti al punto: “Kick-ass” merita i vostri soldi?
Secondo me assolutamente no.
Meglio, non ne merita così tanti.

“Kick-ass” narra la storia di uno sfigato liceale che si mette un costume per imitare gli eroi che gli garbano e prende un sacco di ceffoni anche da Capitan Bidello, un supercattivo sovrappeso e inutile che mi sono appena inventato.
Fine.

Mark Millar delinea però uno sfigato veramente sfigato, ma così sfigato da non avere metri di paragone in nessun media. E questo caspita se lo fa bene!
Il problema è che nel farlo Millar caga fuori dal vaso (un po’ come chi ha stabilito le modalità di stampa e i prezzi dell’edizione italiana), creando così una macchietta. Ok lo sfrenato onanismo, ok l’essere una mezzasega, ok l’essere un coglione, ok le pippe sull’insegnante milf tettona, ok la mamma morta e il padre tonto ma buono… ma quando si arriva alla cotta per la sbarba strappona della classe si raggiunge il baratro della mestizia.
Ora, io, e la maggior parte della gente che conosco abbiamo avuto la nostra bella infatuazione non corrisposta ai tempi del liceo, ma io e ci posso giurare nessuno di quelli che conosco avrebbero finto di essere froci per starci assieme sperando di toccare una tetta prima o poi.
Si, sto spoilerando e me ne sbatto allegramente, 11 euro per 96 pagine mi danno il diritto di farlo.
Con questa pantomima Millar va a costruire il momento più forzatamente patetico della storia del fumetto, roba da far cascare i coglioni, peggio della scena di “Spiderman 2” in cui la vecchia dà 10 dollari a Peter Parker come regalo di compleanno (si, era un bel film, ma quella scena era una merda).

Per quanto riguarda il resto, nel trailer del film si punta molto sul personaggio di Hit girl (che qua appare solo verso la fine del volume), ragazzina sui dieci anni che fa massacri a suon di spadate. Scusatemi, ma continuo a preferire Panda, la manza tredicenne di “Body bags” con tette enormi e rigorosamente vestita da troia.

Detto questo comunque “Kick-ass” sarebbe anche carino, ritmo frenetico, disegni strabelli del sempre ottimo Romita jr e una storia che alla fine dei conti si legge in scioltezza.
Il problema è che a me Millar piace, “Chosen” è un capolavoro, “Wanted” era molto bello, idem “1985”. Le sue serie di “Ultimates” sono una meraviglia e anche altre cose scritte per la Marvel come “Wolverine nemico pubblico” alzano il ganzometro, in questo “Kick-ass” però lo scrittore scozzese se la canta e se la suona da solo, spesso tra le pagine si leggono momenti in cui sembra che si stia dando un numero eccessivo di pacche sulle spalle, e mi è sempre stata sulle palle la gente che si masturba sulle sue opere pensando “yeah quanto sono fighissimo, oltraggioso, moderno, ganzo, bravo, imprevedibile…”.

Quindi se avete 11 euro (22 considerando che saranno due volumi) da buttare, siete pronti ad abbassare lo sguardo mentre Giobatta vi insacca, e non avete niente da meglio da leggere compratevi pure “Kick-ass”, sennò aspettate il film e vivete sereni.


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