Conan la Spada Selvaggia

ottobre 26, 2009

uscitoconan

Sono anni fausti per i fumettari nostalgici – e se avete seguito questo blog dall’inizio avrete capito che io ne faccio fieramente parte- in Italia.

Un sacco di ristampe di materiale degli anni ’60 e ’70 fuori produzione, pubblicato incompiutamente all’epoca o addirittura ancora inedito da noi, affollano gli scaffali dei negozi di fumetti e tra queste uscite ci sono cose curiose, cose per completisti, cose belle e varie cose imprescindibili. Ecco, a mio avviso, in questo caso siamo nel territorio dell’Imprescindibile.

Conan è l’avventura pura, il set base del romanzo di sword and sorcery, la pietra angolare della fantasy eroica, la materia primigenia di cui sono fatte le sberle la birra e le tette. Se da piccoli non avete voluto vivere almeno un giorno come Conan siete stati dei bambini sprecati.

I volumoni cartonati delle ristampe de La Spada Selvaggia di Conan sono una manna: ristamperanno in meno di 10 uscite tutta la gloriosa (e ormai da decenni inedita) serie degli anni ’70 di Roy Thomas sulla quale si avvicendarono alcuni tra i più mportanti illustratori dell’epoca: da Barry Windsor Smith a John Buscema (che rese iconico il personaggio) a Gil Kane, Ernie Chan e Alfredo Alcala. Soprassedendo su una veste grafica un po’ pacchiana come è uso in casa Panini-Marvel Italia, dentro oltre le storie che – ripeto-  sono magistrali sotto ogni punto di vista ci sono anche molti approfondimenti sul personaggio letterario e sul suo autore, Howard.

Per la prima volta poi avremo le storie non solo raccolte assieme in una collana antologica ma anche a dimensione maggiorata, di modo che i meravgliosi disegni diano il meglio.

Il prezzo è di 25 euro, non poco ma  tuttosommato onesto se paragonato a operazioni corrispettive della Planeta DeAgostini, siamo al secondo volume e il primo è ancora reperibile… Se non avete ancora iniziato potete rimediare facilmente alla mancanza.

Su questo numero Thomas ci fa  volare via con una saga bellissima disegnata superbamente da J.Buscema ma soprattutto inchiostrata in maniera-che-non-ci-si-crede da A.Alcala che a mio avviso è stato uno dei grandi del fumetto americano (anche se filippino), ahimè sconosciuto ai giovani.

La storia “Il popolo del buio” del sovrumano Alex Nino è semplicemente uno dei più grossi trip grafici mai visti nel fumetto americano.

Poi oh: un sacco di mazzate, jungle, mostri, predoni, magia, fanciulle discinte, regni da conquistare e sangue da versare… Insomma, non ho capito: che vorreste di più? Che vi ci alleghino un bong carico?

CROM!


“La guerra Kree-Skrull”, ovvero: “Come ti rifaccio il multiverso “.

agosto 5, 2009

uscitokree

La guerra Kree-Skrull, la saga team-up madre di tutte le maxi-saghe Marvel, la saga che gettò le basi per la recente saga della “Secret invasion”, viene ristampata in ben due edizioni (Marvel Italia e la Gazzetta dello Sport) dopo una quindicina d’anni, immagino proprio contestualmente all’uscita di Secret invasion.

“Una guerra in atto da sempre tra due potentissime razze aliene finisce per coinvolgere la Terra.
 Questo evento intreccerà le vite di molti supereroi: Vendicatori, Inumani e Fantastici Quattro su tutti”.

Ecco la trama in soldoni, ma non è quella che mi preme analizzare: ve lo comperate e ve lo leggete se non lo avete ancora fatto… Quello che mi interessa è dire: Roy Thomas è un cazzo di genio!”.

Se andiamo a vedere ad esempio cosa usciva all’epoca (1971-72)  per la “Distinta Concorrenza” in ambito di team-ups, il massimo a cui possiamo ambire sono gli Annuals delle “Crisi”  della Justice League of America con l’ annuale incontro multi-dimensionale  con la Justice Society of America di Terra 2 (raccolti in tre bei volumetti dalla Planeta DeAgostini col titolo “Crisi sulle Terre Multiple”) che si son svolti ogni anno dal 1963 al 1974 : una ventina di tizi in costume si beccavano una volta all’anno per debellare una minaccia che assediava Terra 1, Terra 2 o entrambe… Poi ognuno a casa sua, tipo un cenone di Natale ma con le botte e le tutine.

Zzap! Bang! Sock! Ka-pow! E si risolveva la faccenda, perlopiù, storie divertenti, qualche genialata di Gardner Fox, qualche tavola memorabile… Storie che hanno sicuramente vari meriti, non ultimo il fatto di aver creato ed espanso il concetto di multiverso nei fumetti, concetto sul quale campiamo di rendita tutt’oggi.

Roy Thomas (con l’aiuto di un Neal Adams in collaborazione febbrile)  la fece un po’ più complicata: per quasi un anno tenne mezzo cosmo Marvel in balìa di una guerra trasversale che coinvolgeva tantissimi eroi, pianeti, dimensioni e quant’altro, su più livelli narrativi, unendo con un filo rosso molte trame sparute dell’ allora già nutrita storia Marvel e creando di nuove sottotrame, alcune delle quali si sarebbero dipanate mesi dopo la pubblicazione della saga e le cui eco sono arrivate per anni, fino a oggi appunto con Secret Invasion.

Senza contare poi le varie implicazioni metaforico\sociali sul razzismo, la ricerca di nuovi punti di riferimento per la società ameircana, l’accettazione del diverso etc etc, tipiche delle storie dell’epoca (come già dissi riguardo a L’ Impero Segreto).

La cura inedita con cui Thomas affrontò questa maxi-saga servirà d’esempio per tutti dopo di lui, dando una nuova idea di “continuity”, tutto sembrava ora connesso e vitale, un “tutto” in relazione anche al di fuori di quello che vedevamo nei saltuari team up nelle serie regolari. Qualche anno dopo Thomas andò alla DC e mise il suo spirito da archivista e la sua certosina abilità a collegare i punti delle cronologie al servizio della serie  All Star Squadron, un atto d’amore retrospettivo (e anche un enorme sforzo di ricostruzione) verso la Golden Age senza precedenti allora.

Ai disegni de “La guerra Kree – Skrull” si alternano i fratelli Buscema ma soprattutto Neal Adams, che riesce a mettere in ombra persino un titano come John Buscema.
Adams è il capo della Silver Age, Adams rendeva oro ogni cosa che disegnava:  con le sue tavole dinamiche e drammatiche, coi suoi disegni dettagliatissimi, avrebbe reso avvincente da leggere anche le istruzioni di un aspirapolvere se le avesse illustrate e ti saresti sentito un cretino a saltarne anche una sola vignetta! Ecco cosa penso guardando il lavoro di Adams su questa saga.
Vedergli disegnare qui alcuni eroi per la prima e ultima volta è assieme una gioia e una tristezza.
Nel trambusto di battaglie qua e la nello spazio di questa saga mi sento di segnalre un piccolo detour che è la storia in cui Ant-Man fa un viaggio all’interno del corpo di Visione privo di “vita” per scoprire come riattivarlo: “Viaggio al centro di un androide”, che bomba.
Ecco amici, scusate la lungaggine ma questa saga è una pietra miliare tanto “kids’ entertaining” da un lato, tanto sfaccettata e importante dall’altro… In sostanza, come dicevo sopra: comperatevela.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 63 follower