Consigli per gli Acquisti: Superman Red Son

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I freakettoni sono una brutta bestia. Ascoltano musica orribile, cercano sempre di rompere le palle con bonghi e tamburelli e ce l’hanno con tutto quello che è americano. Senza se e senza ma, per usare un’espressione a loro cara. Mi ricordo di una scritta sul muro della biblioteca dell’Università di Bologna. “Boicottate i Simspon: banalizzano il quotidiano!”. Che vuol dire proprio che sei alla frutta… Comunque. Sempre loro, sono quelli che se si cimentano una volta nella vita con la lettura di un giornalino a fumetti, questo deve aver per lo meno vinto le festival de Angoulême, o parlare della Guerra d’Algeri. Mai e poi mai il freakettone si avvicinerebbe a un fumetto americano di supereroi. Questi – come è noto – sono prodotti destinati a bambini stupidini. Sono prodotti americani e, come la Coca Cola e la Nike, sono delle multinazionali del terrore che vogliono rovinare il mondo e uccidere le balene.

Per questi personaggi discutibili, il peggiore di tutti i supereroi è ovviamente Superman. Anche Capitan America non è visto di buon occhio, ma Superman è peggio… La massima rappresentazione dello strapotere degli Stai Uniti. Se dici Superman a un freakettone gli viene un collasso. Per compensare deve subito comprare uno scialle indiano, suonare (male) un bongo, ascoltare gli Ska – P, partecipare a un incontro sulla situazione della foca monaca in Nicaragua. Lasciamoli nella loro idiozia, ma informiamoli che grazie a Mark Millar, esiste Superman: Red Son.

Esiste un mondo in cui quella navicella contente Kal-El invece di cadere a Smallville, finisce nel cuore della ex Unione Sovietica. Magari il fatto di pensare alla massima icona americana, con falce e martello al posto della tanto nota S sul petto, li può spingere ad addentrarsi nel magico mondo dei giornalini dei supereroi da noi tanto amati. Per noi lateveriani invece è una bellissima nuova avventura. Millar, grazie a un’idea semplice quanto geniale (“come mai nessuno ci aveva ancora pensato?”) da vita a un elseworld non solo per togliersi la soddisfazione di presentarci un Superman che si preoccupa per la popolazione della Madre Russia costretta a fare la coda per ottenere il cibo. Non si limita a farci vedere Kal El sviluppare un rapporto paterno nei confronti di Stalin, ma si spinge ancora più in la, giocando con la Mitologia del personaggio Superman e dando vita a un nuovo e complesso Universo DC. E alcune scelte (SEGUONO SPOILER. FINO ALLA FINE DELLA PARENTESI CI SONO DEGLI SPOILER: il conseguente ruolo di Lex Luthor, non più genio del male, ma difensore del capitalismo e eroe nazionale americano. Batman terrorista ceceno. Jimmy Olsen agente federale, ecc… FINE DEGLI SPOILER) lasciano veramente senza fiato per fantasia e coraggio.

Ottimi anche i disegni di Dave Johnson e Kilian Plinkett che, oltre a giocare con l’iconografia sovietica contrapposta a quella a stelle e strisce, in qualche modo riprendono una semplicità da Cinema anni Cinquanta ma che spesso lasciano trasparire qualcosa di sinistro. Insomma: consigliatisismo!

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