Conan la Spada Selvaggia

uscitoconan

Sono anni fausti per i fumettari nostalgici – e se avete seguito questo blog dall’inizio avrete capito che io ne faccio fieramente parte- in Italia.

Un sacco di ristampe di materiale degli anni ’60 e ’70 fuori produzione, pubblicato incompiutamente all’epoca o addirittura ancora inedito da noi, affollano gli scaffali dei negozi di fumetti e tra queste uscite ci sono cose curiose, cose per completisti, cose belle e varie cose imprescindibili. Ecco, a mio avviso, in questo caso siamo nel territorio dell’Imprescindibile.

Conan è l’avventura pura, il set base del romanzo di sword and sorcery, la pietra angolare della fantasy eroica, la materia primigenia di cui sono fatte le sberle la birra e le tette. Se da piccoli non avete voluto vivere almeno un giorno come Conan siete stati dei bambini sprecati.

I volumoni cartonati delle ristampe de La Spada Selvaggia di Conan sono una manna: ristamperanno in meno di 10 uscite tutta la gloriosa (e ormai da decenni inedita) serie degli anni ’70 di Roy Thomas sulla quale si avvicendarono alcuni tra i più mportanti illustratori dell’epoca: da Barry Windsor Smith a John Buscema (che rese iconico il personaggio) a Gil Kane, Ernie Chan e Alfredo Alcala. Soprassedendo su una veste grafica un po’ pacchiana come è uso in casa Panini-Marvel Italia, dentro oltre le storie che – ripeto-  sono magistrali sotto ogni punto di vista ci sono anche molti approfondimenti sul personaggio letterario e sul suo autore, Howard.

Per la prima volta poi avremo le storie non solo raccolte assieme in una collana antologica ma anche a dimensione maggiorata, di modo che i meravgliosi disegni diano il meglio.

Il prezzo è di 25 euro, non poco ma  tuttosommato onesto se paragonato a operazioni corrispettive della Planeta DeAgostini, siamo al secondo volume e il primo è ancora reperibile… Se non avete ancora iniziato potete rimediare facilmente alla mancanza.

Su questo numero Thomas ci fa  volare via con una saga bellissima disegnata superbamente da J.Buscema ma soprattutto inchiostrata in maniera-che-non-ci-si-crede da A.Alcala che a mio avviso è stato uno dei grandi del fumetto americano (anche se filippino), ahimè sconosciuto ai giovani.

La storia “Il popolo del buio” del sovrumano Alex Nino è semplicemente uno dei più grossi trip grafici mai visti nel fumetto americano.

Poi oh: un sacco di mazzate, jungle, mostri, predoni, magia, fanciulle discinte, regni da conquistare e sangue da versare… Insomma, non ho capito: che vorreste di più? Che vi ci alleghino un bong carico?

CROM!

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