Punisher, ovvero come divertirsi col presente guardando le scure nubi del futuro

Torno nuovamente a parlare del Punitore, vera e propria presenza fissa tra le mie letture recenti, ma non posso farci niente se stanno pubblicando una bella dose di materiale su Frank Castle, se non comprarla, leggerla e parlarvene.
“Punisher” è la nuova serie regolare dedicata a questo simpatico mattacchione di cui vengono proposte le prime cinque storie in un albo ora in edicola.
Davvero non comprereste qualcosa con questa copertina?

Ma non è solo la copertina a farne una proposta più che buona: Le storie scritte dal giovane e molto promettente Rick Remender si collegano con l’attuale continuità (ossia il “Dark reign di Norman Osborn), e niente hanno a che fare con le saghe di Garth Ennis (lo stesso Remender risponde abbastanza piccato quando si fanno paragoni, ma del resto come dargli torto?).
Il primo pregio sono i disegni di Jerome Opena, moderni, oscuri, perfetti per narrare queste gesta di Frank Castle.

Il secondo pregio è la nuova spalla informatica del Punitore. Un pischello che vive in una topaia tra poster dei Black Flag e dei Bad Brains. Come fare a non farselo risultare simpatico?
Questa è la sua cameretta:

e questo è il modo in cui aiuta Frank Castle a liberarsi di Hyde:

del resto è noto un po’ a tutti che i supercattivi odiano lo speed-metal, ascoltano i grandi successi di Mal dei Primitives e si commuovono con Omar Codazzi.

Nota negativa è invece Hood, ma qua Remender può farci poco o niente. La trasformazione narrativa del personaggio, dal carismatico sfigato che si trova causalmente con dei superpoteri della miniserie di Vaughan e Hotz (ormai lontano e piacevole ricordo), al cattivissimo cattivone senza scrupoli pronto a tutto per i soldoni e amichetto del cuore del tenero Dormammu (sempre se per voi questo demoniazzo orrendo è lo stesso Dormammu con cui si prendeva a sberloni mistici il Dr.Strange negli anni sessanta, e non un cattivo da videogame dell’xbox), è ormai cosa nota, colpa che ricade, tanto per cambiare, unicamente sulle spalle di Bendis, perché a sminuire grandi personaggi come ci riesce lui ci riescono in pochi.

Una lettura più che piacevole e divertente quindi, capace di approfittare in maniera più che positiva dell’attuale situazione dell’universo Marvel, ma che viene oscurata da una nefasta luce proveniente dal mondo del domani. Niente profezie Inca, niente visioni soprannaturali, niente messaggi dal futuro, semplicemente un’anteprima su internet:

Non sembra anche a voi che tiri aria di MASTODONTICA CAGATA?
Non sentite come un inquietante senso di deja-vu?
Non vi ricorda il periodo più buio e disgustoso del Punitore?

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6 Responses to Punisher, ovvero come divertirsi col presente guardando le scure nubi del futuro

  1. Becciu ha detto:

    pensavo si fosse deciso di non parlare più di un certo periodo del buon Frank!
    ;P

  2. […] Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: […]

  3. […] A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già […]

  4. catopedro ha detto:

    ho appena finito di leggere l’epilogo (evidentemente provvisorio) delle vicende del nostro amato Frank…fatto a fette da un Daken qualunque…ebbene la mia impressione è questa: colossale porcata, che tristezza, sfugge, tra gli altri, a Sentry per farsi ridurre ad uno spezzatino da quell’arrogantello artigliato.

    vorrei capire se questa impressione è solo mia (semi-neofita del Punitore) oppure è condivisa anche da chi, come voi, segue questo mondo da tempo.

    grazie a tutti.

  5. […] Ricordate? Parlandovi del primo volume italiano dedicato al Punitore di Rick Remender ne esaltavo le ottime qualità ma mi preoccupavo per le immagini pubblicitarie di questa svolta orrorifica con Frank Castle trasformato in un novello mostro di Frankenstein. Ora Frankencastle è uscito anche in Italia e quindi posso dire la mia. […]

  6. […] Partiamo da un argomento ricorrente, ossia dal Punitore. È finita la run di Remender e la conclusione a cui sono arrivato è una: il buon Frank Castle deve stargli proprio sul cazzo a sto qua. Ma gli vuole male proprio, ma male malissimo. Perché va benissimo far succedere cose spiacevoli ai nostri eroi per poi vederli battere il cattivone e uscirne a testa alta, ma qua si esagera. E pensare che io trovavo tosta la parte di una storia di Ennis di cui non ricordo il titolo in cui un mafioso piscia sulla tomba dei parenti morti del Punitore. Qua nell’ordine succedono al buon Frank le seguenti cose: 1- Hood gli riporta in vita moglie e figli e Frank li brucia vivi. 2- Muore ucciso da uno smidollato come Daken. 3- Torna in vita come mostrone. 4- Tornato normale, in quest’ultimo volume, una donna misteriosa ustionata col vestito supersadomaso identico a quello di catwoman spacciata per la moglie di Frank sopravvissuta all’incenerimento di cui al punto 1, prima prova a ucciderlo e poi si fa filmare mentre si fa trombare da Mosaico e un altro tizio di cui ora non ricordo il nome in un threesome da brividoni. Il tutto mostrato allegramente al povero Punitore su megaschermo mentre si trova intrappolato in una cella. E meno male che finisce qua, sennò che gli facevano a sto poveraccio? Gli ci mancavano giusto i cacciaviti nelle balle e la visione di un’intera puntata di “Uomini e donne” coi vecchi, che ho scoperto che esiste qualche giorno fa e beh, è peggio di un porno amatoriale con due sfigurati e una grande ustionata che credi sia la tua moglie defunta, rediviva e bruciacchiata e un attimo più maiala della donna angelicata che vive nei tuoi ricordi di vigilante sciroccato. […]

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