And the winner is…

dicembre 31, 2009

L’anno si sta per chiudere e, come qualsiasi rivista-sito-blog,-programma televisivo che si rispetti e non, anche noi qua a Latveria faremo una classifica… Di fumetti, direte voi? Noo. Di films? Già ne stiamo facendo una. Di libri? Qui a Latveria è proibito possederne, a meno che non  parlino di fumetti.

and the winner is...

La faremo invece di Voi amici dell’Internèt, o meglio, delle vostre chiavi di ricerca su Google tramite le quali arrivate al nostro blog. Si, perchè a parte quelle proprie -indotte dalle nostre tags, argomenti e titoli- ce ne sono alcune proprio senza senso che vi classificano come dei curiosi animali.

Tralasciando la vostra ossessione per i “piedi di Megan Fox” o qualsiasi altra parte anatomica, azione o secrezione la nostra possa avere e che vi portano misteriosamente su questo blog quotidianamente,  possiamo stilare due classifiche: Classifica “WUT?!” ovvero “come cazzo ci siete finiti qua?!” e la classifica “RLY?!” ovvero “Le search tra incredulità e terrore”

Classifica “WUT?!  Top-Searches 2010”

10 – Come farsi una segha (si, con la H amici)
9 – graffiti ciccioni (… inchessenso?!)
8 – foto simpatiche di donne nataline (quando pensi che non ci saranno più sorprese per il 2009… Tac!)
7 – vorrei ballare (anche noi, ma qui in Latveria è vietato)
6 – home video Satana (ma roba tipo i suoi filmini delle vacanze?)
5 – Satana me lo ciuccia (alè, ben oltre i Venom!)
4 – otto perfetti idioti (siamo solo in quattro qua, accontentatevi)
3 – il segreto per farla innamorare (ah bhè siete decisamente sul blog sbagliato)
2 – Come fare ad avere una fidanzata (oh siete veramente sul blog sbagliato, giuro! Forse con ebay…)
1 – Leggenda del negro volante (un antica storia per spaventare i bambini leghisti in campeggio)

Classifica “O RLY?!  Top-Searches 2010”

10 – filmati flautolenza (se volete ne metteremo dopo il veglione del 31, la lenticchia aiuta)
9 – piedi bambine (fuori da qui!)
8 – donne si violentano (ah ok prendo nota)
7 – foto ragazzine nude 14 anni (“Oh nè di 15 nè di 13 mi raccomando, se vado in galera almeno ci vado per una cosa che mi piace davvero!)
6 – notti nude 1963 (eeeh bei tempi)
5 – donne nude con il cazzo (anche Marrazzo legge Latverians)
4 – la tetta atomica (l’arma che Iran e Nord Korea ci nascondono)
3 – toccarsi tanto (ok che siamo dei nerd dei fumetti ma non siamo cintura nera di onanismo come credete)
2 – masturbazione senile (fuori da qui!! Ora! Cazzo!)
1 – foto mentre mi piscio in bocca (eh amico, dovresti guardare nella memory card della tua digitale mica qua)

Incredibile amici! Fate veramente accapponare la pelle! Insomma grazie per questo primo anno esuberante, siete un pubblico fantastico!

Il premio per le podiste di queste chiavi di ricerca sarà diventare delle vere tags del blog, diverranno così parte di Latveria is for Lovers per sul serio!

Buon 2010!


Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

dicembre 29, 2009

"Cos'è successo al Cavaliere Oscuro?"

Mi ricordo la mia prima storia di Batman: era un episodio della minserie in quattro parti “Dove eri la notte in cui Batman è stato ucciso?”. Era l’episodio con l’ Enigmista, Batman Cenisio n.28 del 1978. Andava suppergiù così: Batman era stato misteriosamente ucciso e i super-criminali si riunivano per celebrare in gran segreto un processo, presieduto da Due Facce, per stabilire non chi fosse il colpevole bensì chi di loro avesse realmente il merito dell’uccisione.

Ogni storia una deposizione, ogni deposizione una versione dei fatti differente, tutte in aperto contrasto ovviamente, tutti a cercare forsennatamente di essere riconosciuti colpevoli. Anche in quella serie il titolo era una domanda… In ogni caso, gran bella storia, divertentissima, un ottima storia per iniziare e ad oggi una delle mie preferite della Bronze-Age DC.

Ma questo era prima di Killing Joke, prima di Dark Knight Returns, prima di tante altre cose che hanno reso il rapporto “Batman-avversari” molto più profondo ed empatico nel corso degli anni, due risvolti della stessa medaglia in certi casi.

E’ un po’ sul canovaccio di quella vecchia miniserie che mi sembra di aggirarmi leggendo questa storia, che più che una storia -come ci viene espressamente dichiarato nella bella prefazione- è una lettera d’amore a Batman di Neil Gaiman. L’antefatto è simile: Batman è morto e si celebra la sua veglia funebre,in gran segreto, nel retro di un bar a Crime Alley. Davanti al feretro, nella stanza spoglia e poco illuminata si avvicendano personaggi chiave della vita di Bruce Wayne\Batman e ognuno racconta la sua versione della morte del compianto, chi fosse per lui, che cosa rappresentasse, come si erano conosciuti.

Ma attenzione, qualcosa non torna… Nella sala ci sono personaggi di epoche differenti, doppioni dello stesso personaggio, personaggi che dovrebbero essere morti, alcune delle deposizioni sono incongruneti, per non dire improbabili. Cosa sta succedendo? Possiamo leggere i pensieri di Batman, vedere coi suoi occhi… Ma allora non è mort? Si lo è… Cosa accade? E’ un sogno? No, è qualcos’altro.

Questo albo è un espediente per raccontare l’ultima storia di Batman, non l’ennesima sua morte ma LA morte,  accantonando il trapasso come un dato di fatto dalle prime pagine, la storia non lascia dubbi: Batman è morto davvero, non sappiamo quando ma è accaduto, lunga vita al Batman. E pagina dopo pagina ciascuno racconta il suo di Batman, l’uno-nessuno-centomila che è tipico del personaggio. Ognuno ha il suo: così come noi lettori anche i personaggi della serie hanno “il loro Batman” e lo vediamo incarnato, grazie ad un Andy Kubert in stato di grazia, via via nei racconti in momenti diversi e di volta in volta con le fattezze alla Neal Adams, alla Norman Breyfogle alla Dick Sprang… E così i suoi avversari, in ogni racconto si omaggia un disegnatore\sceneggiatore o più di uno. Il Joker di Bolland diventa senza preavviso quello di Rorinson e sbuca quello di Timm in fondo alla sala.

Il batman che è stato, il Batman che è, il Batman che potrebbe esserci, Neil Gaiman si accommiata dal personaggio lasciandoci a riflettere su quanto questa icona culturale si adatti all’immaginario delle epoche e, all’interno di esse, all’immaginazione di ognuno di noi, di quanto sia un Totem nella cultura popolare.

In questo racconto tutto ha la sfuggevolezza e impalpabilità del sogno, la solennità del ricordo e la drammaticità dell’evento tragicamente reale. Tutto celebra La Leggenda, il Mito ma anche l’Uomo. Anzi “gli Uomini”, perchè non di meno di Batman vengono celebrati i suoi villains e comprimari, la sua famiglia disfunzionale di maggiordomi e clown pazzi.

Gran bella prova d’autore, grande atto d’amore da fan. Comperatevelo.


Buone Feste!

dicembre 24, 2009

Buone Feste da Latverians!


Marvel Noir: Spiderman

dicembre 23, 2009

Ci sono cose che sanno tutti. Ci sono cose su cui siamo nati imparati. Possiamo non avere vissuto un’epoca, possiamo non saper niente di un dato periodo storico, ma – cialtronescamente – ci sono cose che diamo per scontate. Facciamo degli esempi. Anni Ottanta: edonismo, cocaina, yuppies, Spandau Ballett. Anni Settanta: pantaloni a zampa, freakettoni, quella palla di Joan Beaz, acidi. Tutto chiaro? Facciamo un test. E se vi dicessi… chessò… New York, 1933?

Si vede che è il 1933?

Il giochino è questo. La Casa delle Idee ha appena fatto uscire anche in Italia una nuova collana dal titolo Marvel Noir in cui – pensate l’estro e la fantasia – si riscrivono per l’ennesima volta le origini dei nostri amati supereroi. La prima vittima di questo trattamento è Spider-Man e in cantiere ci sono gli X-Men, Wolverine e Daredevil. Gesù. Io mi immagino delle riunioni in cui il nostro acerrimo nemico Joe Quesada arriva e dice “Oh, oh… ho avuto un’illuminazione! ieri mi è capitato di vedere 5 minuti di un film di John Huston! Fighissimo! C’è della gente troppo giusta nei film di John Huston! Gente con gli impermeabili, con la battuta sempre pronta, i night con le dark ladies e un botto di whisky! Fighissimo! Poi niente… c’era la pubblicità e ho girato… Però secondo me troppo dobbiamo fare un a collana del genere! Eh? Cosa ne dite?“. E la cosa che mi terrorizza è che se Joe Quesada domani vede 5 minuti di – che ne so… – un film su dei nani albini, è capace di ammorbarci la vita su una nuova genesi di Spider-Man diversamente alto e diversamente pigmentato… A parte che il volume in sé si legge facile facile, non impegna e un paio di idee buone le mette insieme… che bisogno c’era? Perché sono scemo e mi compro qualsiasi cazzata io veda in libreria? È colpa mia? Di Quesada? Di questa società capitalistica che mi spinge ad avere tutto per poi fare il bullo con il mio amico Corrado quando viene da me, così ho tanti fumetti da mostrargli? Eh? Comunque… Le penne di David Hine e Fabrice Sapolsky si sono messe a riambientare la storia che già conosciamo, piegandola ai voleri del noir e dell’hard boiled. Ecco quindi una New York post Grande Depressione, in cui la vecchia May Parker è un’attivista politica socialista invisa al padrone della città… il terribile Goblin, aka Norman Osbourne il quale ovviamente spadroneggia grazie a crimine e corruzione. Il giovane Peter Parker – insieme al reporter Ben Urich – dopo aver capito come girano realmente le cose (inserisci qui il tema “corruzione”) deciderà di combattre per il bene e la giustizia. Daranno una mano ai suoi sensi e alle sue capacità fisiche, degli strani ragni nascosti in un antico e misterioso manufatto tipo Voodoo… No, per dire…

Mettiamo tantissimo nero accazzo!

Vi risparmio il resto, anche se vi posso dire che oltre a May, Urich e Goblin ci sono anche Felicia Hardy, Kraven, l’Avvoltoio, Jonah J. Jameson, ecc… L’unico personaggio azzeccato, o che in qualche modo beneficia del dislocamento temporale, è però Ben Urich. La sua corruzione morale e fisica – e il suo conseguente riscatto – sono gli unici elementi che in un contesto così forzato sembrano funzionare. I disegni sono a firma dell’italiano Carmine di Giandomenico già responsabile del brutto Battlin’ Jack Murdock.


Personaggi: Kingpin

dicembre 18, 2009

Qui a Latveria le cose si stanno facendo complesse. Io lo so che voi, poverini, siete sommersi da inutili quanto fastidiose notizie sul vostro regnante, colpito a tradimento da un souvenir meneghino, ma questo è nulla a confronto agli accadimento che stanno turbando la nostra piccola esistenza. Per cui ci perdonerete – è vero – qualche ritardo. Ma non preoccupatevi: il nostro di regnante ha una maschera di ferro sulla fazza, per cui certe cose non gli possono nemmeno capitare. Questo per dire che se avete un minimo di pazienza fra poco le cose torneranno alla normalità. dISPENSER, la trasmissione che supporta Latveria, non si ferma per le vacanze natalizie per cui eccovi qui un nuovo personaggio della nostra oramai folta collezione. la voce che legge la scheda è al solito quella di Costantino della Gherardesca che dopo queste performances pare si stato chiamato a sostituire Prosperini in televisione. (Prosperini nel frattempo sarà in altre faccende affaccendato).

WILSON FISK A.K.A. KINGPIN


Clicca per auscultare la scheda.

Sulle sembianze di Sydney Greenstreet – attore gigantesco a fianco di Humprey Bogart – John Romita Sr. creò nel 1967 Wilson Fisk, meglio conosciuto con il nome di Kingpin, il Re del crimine. Emarginato e dileggiato dai suoi coetanei fin da piccolo proprio a causa della sua stazza, il giovane Wilson si sfoga diventando un campione di lotta libera e sumo. Una volta cresciuto e compreso che il suo destino è quello di diventare un criminale, capisce cha la semplice forza bruta da solo non è sufficiente a farlo diventare un leader, per cui si mette a studiare scienze politiche. Picchiatore dotato di cervello al servizio di Don Rigoletto, alla morte di quest’ultimo, ne prende il posto. In poco tempo diventa l’incontrastato zar di un vero e proprio impero basato sul crimine. Rapporti con la mafia, con le alte sfere del potere costituito, con i più malfamati quartiere di tutto il globo: tutto ciò che è contro la legge è comandato da Wilson Fisk. In un mondo in cui i buoni possono volare, sono dotati di superforza o hanno sensi supersviluppati, il più terribile dei cattivi non ha nessun superpotere: è solo determinato, ricco come nessun altro, forte come dieci lottatori di wrestling messi insieme e senza alcun tipo di scrupolo. L’unica cosa che sembra in grado di distogilerlo dai suoi piani è l’amore. Sua moglie, la bellissima Vanessa, una volta scoperto che suo marito è il capo degli assassini di mezzo mondo, minaccia di abbandonarlo se non si lascia alle spalle il crimine. Lui accetta, ma certe cose non possono semplicemente finire… Dopo poco, alcuni suoi rivali rapiscono Vanessa, costringendolo a tornare alla sua vecchia vita.

BONUS!!: Un incontro in stop motion realizzato malissimo tra Devil e Wilson!


“Il Natale è una festa consumistica…”

dicembre 11, 2009

“… E chi se ne frega!”, aggiungeremmo noi qui nella schietta Latveria, dove anche se vessati da tasse ingiuste, da un inverno feroce e da soventi punizioni corporali sentiamo qusta festa moltissimo!

Le feste sono alle porte insomma e qualche regalo lo dovrete pur fare: a una persona cara, alla mamàn o a voi stessi se proprio siete degli Scrooge senza amici.
Ecco mandando a fare in culo la fila nei negozi e il freddo che fa, voi cliccate qua e  -taaac- vi fate recapitare questo comodamente a casa, che tanto in Italia mi sa che non lo trovate facilmente in giro per negozi.

questa foto dimostra che il sesso è decisamente sopravvalutato

il “Marvel Comics Vault” fa parte della serie “Vault” della Running Press Books, ovvero libroni extra lusso, patinatissimi, pesantissimi, pettinaterrimi, che celebrano un qualche immaginario di culto: vuoi che sia Star Wars, Batman o per l’appunto l’Universo Marvel.
Il libro è curato da Roy Thomas, che due cose sull’argomento diciamo che le sa, e presenta un lungo e dettagliato excursus sulla Marvel Comics: dagli anni ’30 quando ancora era Atlas e Timely e scoppiava la Seconda Guerra Monidale, fino agli anni ’90 con la Marvel multimediale e le aste su e-bay per comperare quelle cafonate di cards olografiche.
Foto inedite, immagini giganti, notizie e curiosità dagli insiders… E fin qua sarebbe solo un “bel libro”, cosa fa di un “vault” un oggetto da bava alla bocca? Lo fanno gli allegati!

Per ogni decade infatti, alla fine del capitolo, è presente una pagina-raccoglitore con dentro delle perfette repliche di memorabilia dell’epoca. Ma perfette eh, giuro!

Vuoi che siano i bozzetti del primo Sub Mariner con le note battute a macchina in fondo al foglio, la prima bozza di sceneggiatura dei Fantastici Quattro o più semplicemente la tessera di socio della Merry Marvel Marching Society… C’è persino il programma della Comiconvention del 1975 (con una foto di Stan Lee supa-groova), adesivi della campagna elettorale di Howard il Papero e un Visitor-Pass plastificato di quelli che davano alla Marvel… E tanta altra roba da sbavare.

Insomma tirate fuori due dobloni e fate una volta tanto bella figura a Natale, che state sempre a regalare pigiami di flanella, agende e cravatte orrende. E se siete piccolini e squattrinati la nonna vi dà si soldini sapete dove investirli, non nella dròca per capodanno!

‘Nuff said!

BONUS NATALIZIO!


Personaggio: Gwen Stacy

dicembre 9, 2009

La nostra lunga ed incessante disamina delle bambole dell’universo Marvel – tenere padroncine dei cuori dei nostri superamici – continua con una delle bionde per eccellenza. Al solito sponsorizzati dalla trasmissione di Radio Due dISPENSER – dove vi ricordo viene dato spazio a queste schede il martedì sera – e al solito con un file audio letto da Costantino della Gherardesca che, a quanto dicono in portineria – pare che dopo queste performances sia stato contattato da un grande magazzino che non possiamo citare per fare la parte di Babbo Natale ubriaco che maltratta tutto e tutti.

GWEN STACY

Forse non tutti sanno che, nella vita di Peter Parker, ovvero de l’Uomo Ragno, prima dell’arrivo dei film di Sam Raimi, primo dell’arrivo di Mary Jane Watson, c’era la bionda e fragile Gwen Stacy. Una storia d’amore potente e tragica, di quelle che hanno lasciato il segno nel cuore di tutti i lettori di fumetti per anni. Gwen Stacy è una bellissima ragazza, di quelle che – ai tempi dell’High School – fanno innamorare tutti i ragazzi. Il giovane secchione Peter Parker, a differenza di tutti gli altri, quarterback della squadra di footbal compreso, la ignora. Il motivo è semplice: quando si passa la notte a difendere la giustizia volando di palazzo in palazzo, non si ha molto tempo per scrivere il nome della propria amata sulla Smemoranda. La ragazza, offesa a morte dall’indifferenza dimostrata da questo insopportabile nerd, lo odia. Ma non riesce a resistergli e, una volta arrivati all’Università, i due si fidanzano. Addirittura la già citata Mary Jane – futura signora Parker – tenta di mettersi in mezzo, ma non c’è nulla da fare: i due si amano. Addirittura lei, dopo poco, spinge per convolare a giuste nozze. Le cose si complicano quando il padre di lei, il capitano della polizia George Stacy, muore a causa di uno scontro tra L’Uomo Ragno e il cattivissimo Dottor Octopus. La ragazza – che non sa della doppia vita del suo amato – è distrutta dal dolore e si isola scappando in Europa. Una volta capito che non è il caso di forzare il suo amato al sacro vincolo del matrimonio, torna a New York. Ma non c’è pace per le fidanzate dei supereroi. Viene rapita dal perfido Green Goblin che la getta dal ponte di Brooklyn. L’Uomo Ragno si getta per salvarla, ma ogni tentativo è vano: la ragazza muore tra le braccia del suo amato senza riconoscerlo.

BONUS! Gara di patate!