Il mio pad è sazio a suon di batarang

febbraio 25, 2010

"marvel la grande alleanza", un gioco in cui premere troppe volte "X". bello eh?

Il primo videogioco tratto da un fumetto a cui ho giocato penso sia stato “Batman” sullo Spectrum (quello del film di Burton),  splendido computer anni ’80 le cui prese d’aria erano due adesivi. Poi sinceramente i giochi del genere decenti li conto sulle dita di una mano.
Il mame ci permette di rimettere mano a “Punisher” e “Marvel vs Capcom”, ottimi titoli da sala giochi, e ammetto che mi divertii abbastanza con il gioco di “Spiderman” sulla prima playstation, un platform semplice ma ben adattato e segnato da un bel combattimento con Carnage.
Poi il nulla… sento qualcuno in lontananza dire “Marvel la grande alleanza”.
Ecco, voglio spendere due parole su questo titolo (il primo, giocato su ps2, dal seguito me ne tengo alla larga). In “Marvel, la grande alleanza” si sceglieva una squadra e si andava avanti a sganassoni casuali, bastava schiacciare qualche tasto a ripetizione.
Io, da buon nerd, ho iniziato il gioco facendo si che le squadre fossero reali (vendicatori, nuovi vendicatori, fantastici 4) e mi divertivo a cambiarle spesso, o meglio, pensavo di divertirmi.

io ci giocavo con lo schermo verde...

Quando ho preso i fantastici 4 questi erano al primo livello e prendevano un sacco di ceffonazzi anche da un doombot armato di schiaccianoci.
Ricominciai il gioco e tenni sempre la stessa squadra, arrivando a un punto in cui una base Shield viene spostata nella casetta di Uatu sulla luna. Uno dei rari casi in cui ho detto “ma andatevene a fanculo” e ho mollato li un gioco senza finirlo.
Ma del resto si trattava di una cagata per ritardati. Quindi in conclusione devo dire che a parte sporadici casi, i videogames legati ai fumetti han sempre fatto cagare.
Si, anche le avventure di Dylan Dog programmate dalla Simulmondo per l’amiga, il fatto che siano vintage non le fa diventare belle.

Questo fino a una settimana fa, quando ho dato in pasto alla mia xbox360 “Batman Arkham asylum”.
In questa sua nuova avventura video ludica il buon Bruce Wayne accompagna Joker nel manicomio di Arkham, anche se insospettito dalla facilità con cui il sempre gioviale criminale si è fatto pinzare. Joker ovviamente fugge e prende il controllo della struttura e toccherà a Batman dare sganassoni per rimettere a posto le cose perché le guardie non sarebbero buone a mettere ko nemmeno un criceto con l’asma.
Più o meno la storia è questa, scritta da Paul Dini, presenta anche più di un ottimo spunto.

Partiamo dai difetti del gioco.
Il primo è quello della maggior parte dei giochi moderni: è facile.
Del resto l’ho finito in meno di una settimana. Gli unici punti in cui ci si può trovare un minimo in difficoltà son giusto due o tre combattimenti coi boss, ma per il resto si avanza senza il benché minimo problema (scrivo dopo averlo giocato a livello normale, l’ho ricominciato a livello difficile ma non mi sembra che cambi poi molto) anche grazie alla modalità detective che praticamente ti dice tutto quello che devi fare.

"Harley Quin infermiera supergnocca? grande idea ragazzi, un po' paracula ma grande idea!"

"Harley Quin infermiera supergnocca? grande idea ragazzi, un po' paracula ma grande idea!"

Il secondo difetto è la deriva del finale che fa cagare e non ve la racconto per non rovinarvi il “Ma che cazzo gli è venuto in mente a Dini?”.

Detto questo “Batman Arkham asylum” è una ganzata di gioco.
È un action moderno di ottima fattura, dalla grafica fantastica, privo di difetti tecnici, e permette un po’ di ore di sano divertimento video ludico. Questo dovrebbe bastarvi.
Andando però all’aspetto nerdico del gioco, ci sono delle chicche niente male, a partire dagli scontri con Killer Croc, Poison Ivy e Bane fino alle sezione platform dello spaventapasseri, senza tralasciare piccoli dettagli, come la cella di Clayface.

Il punto migliore del gioco però sono i combattimenti, in cui il cavaliere oscuro dispensa mazzate a destra e a manca con il buon vecchio bullet time nei momenti dei cazzottoni migliori. Anche le parti stealth sono ben pensate e mai frustranti.

Ottimo lavoro quindi, ed era anche l’ora di usare decentemente il proprio pad per controllare un personaggio come Batman.

Nel caso non v’avessi fatto venire una scimmia pazzesca di giocarci (se non l’avete già fatto) ecco un trailer fatto molto bene del gioco:

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Personaggi: Elektra

febbraio 24, 2010

È successo che è accaduto che è capitato che si è verificata la spiacevole circostanza per cui la trasmissione radiofonica dISPENSER è stata fermata e resterà ferma per cinque lunghe settimane per dare spazio alla tribuna elettorale. Questi sono i problemi della democrazia. Noi qui a Latveria ce la passiamo di molto meglio da quando c’è il nostro Victor. Non sospendono le trasmissioni e siamo tutti molto più contenti. Comunque, anche se dISPENSER è fermo, noi vi allietiamo lo stesso con ancora un paio di personaggi, e poi vi attaccate anche voi. Anche perché ovviamente mancano i contributi audio del nostri indispensabile Costantino della Gherardesca e non è bello… Chiediamo venia per l’inconveniente.

ELEKTRA

Non tutte le donne dei fumetti sono relegate al ruolo di bionde e amorevoli fidanzatine. Ci sono anche quelle more. Ma soprattutto ci sono anche quelle a cui essere delle amorevoli fidanzatine, non interessa. Quella a cui probabilmente interessa meno, è la greca Elektra. Figlia del diplomatico Hugo Natchios, la ragazza cresce tra tutti gli agi possibili e immaginabili. Appena maggiorene, segue il padre a New York, dove conosce e si innamora di Matt Murdok, giovane avvocato non vedente conosciuto nei bui vicoli di Hell’s Kitchen come Devil. I due vivono anni felicissimi, ma la tragedia è dietro l’angolo. Elektra viene sequestrata da dei terroristi che le uccidono il padre davanti agli occhi. Distrutta dal dolore e in cerca di vendetta, lascia il suo ragazzo e si trasferisce in Giappone, dove affina la sua già ampia conoscenza delle arti marziali. Non solo: entra in contatto con  i “Casti” una setta di Ninja buoni che vivono isolati dal mondo sulle vette dell’Himalaya, guidati dal potente Stick. Quest’ultimo la prende sotto la sua ala protettiva e la rende praticamente imbattibile. Fallisce però nel tentativo di calmare l’animo e la mente della ragazza, ormai sull’orlo della pazzia. Elektra cede troppo volentieri alla violenza immotivata e sembra interessata solo ed unicamente alla sua vendetta personale. Allontanata dai “Casti”, si unisce alla “Mano” – inutile dirlo – l’altra faccia della medaglia: sicari senza scrupoli e totalmente privi di emozioni. Elektra, ormai divorata dai propri demoni interiori, si unisce a loro e – dopo altri terribili allenamenti che la trasformano in una macchina da guerra letale quanto sexy – accetta anche di uccidere il suo vecchio maestro Stick. Abbracciato ormai in toto il “lato oscuro”, diventa uno dei più temuti e infallibili killer al soldo della malavita.

BONUS: Uno dei momenti più alti dell’Elektra diretto da Götz Friedrich nel 1982. Col cazzo che metto un pezzo di quel film…


Batman Year One 2.0

febbraio 18, 2010

True Story...

Ecco come sono andate veramente le cose… Un abbraccione a Jackstraw: The Abnormal Drug Trafficker.

(via)


Personaggi: The Blob

febbraio 17, 2010

Basta col culto del bello ad ogni costo! Mentre i giovani di tutto il mondo si sottopongono a liposuzioni per assomigliare sempre di più a Bigazzi The Cat Killer, noi qui a Latveria ci concentriamo sul supereroe più ciccio di sempre. E questa settimana, anche se dISPENSER non va in onda a causa del Festivàl della canzone, ecco qui la nostra solita scheda letta dal prode Costantino della Gherardesca. Il quale, si vocifera nella stanza dei bottoni, ha progettato da poco questo straordnario robot.

FREDERICK J. DUKES aka THE BLOB

Clicca per auscultare la scheda.

Solitamente nei fumetti i personaggi sovrappeso sono delle macchiete simpatiche. Fa eccezione Fred Dukes. Nato in Texas, il ragazzo ha avuto un’infanzia decisamente difficile: clamorosamente obeso, viene emarginato e preso in giro da tutti i compagni di scuola. A causa delle angherie subite, Fred sviluppa un carattere arrogante e odioso, ma anche un profondo timore nei confronti degli altri. Questo lo porta a fuggire dalla sua città e ad unirsi a un Circo di passaggio. Qui conosce altri freak e diventa una delle attrazioni principali guadagnandosi il nome di The Blob. Il ragazzo non è solo irrimediabilmente grasso: possiede l’incredibile capacità di gestire la sua enorme mole. In poche parole può diventare durissimo e impossibile da spostare, come una specie di enorme gelatina umana. Questa sua particolarità attira l’attenzione di Charles Xavier, il leader storico degli X-Men, che lo vuole prendere sotto la sua ala protettiva. The Blob comincia a seguire la scuola per giovani Mutanti, ma non sopporta nessuno e soprattutto fa qualsiasi cosa per essere odiato dai suoi compagni. Dopo pochissimo tempo abbandona l’istituto. Già che c’è, contatta i suoi vecchi amici del Circo e tenta di dare fuoco alla scuola del professor Xavier. Questo gesto fa entrare The Blob nella grazie del perfido Magneto, il quale al contrario di Xavier non è a favore dell’integrazione fra umani e mutanti, ma per la supremazia di questi ultimi. Solitario per natura, dopo un breve periodo nelle fila della Confraternita dei mutanti malvagi, si ritira a vita privata e comincia a compiere crimini un po’ per guadagnarsi da vivere, un po’ per dare sfogo al suo astio nei confronti di chi lo circonda. Al momento Fred ha perso i suoi poteri. Depresso, tenta di tagliarsi la gola e i polsi, ma, a causa dell’eccessivo strato di adipe che lo ricopre, non ci riesce. Il fatto, comprensibilmente, ha acuito la sua depressione.

BONUS: Wolverine Vs The Blob in X-Men Origins: Wolverine


Le seguenti parole potrebbero essere ritrattate in futuro

febbraio 13, 2010

Questa è una bloggata complessa, ci ho messo un sacco a decidermi a postarla perché potrebbe andare a levare la già poca dignità critica dei miei scritti su questo blog, e probabilmente un giorno succederà qualcosa che mi farà rimangiare tutto questo.
È un’affermazione pesante quella che sto per fare, mettete a letto i bambini e se siete facilmente impressionabili smettetela qua di leggere, ma io sono una persona sincera e onesta e quindi devo scriverlo, e dirlo al mondo.
Ecco le parole del misfatto:

A me, personalmente, “Dark reign” sta gasando un sacco.

Ecco l’ho detto, mi son levato un peso.
Non è una cosa che si può scrivere così, sul muro del cesso dell’autogrill, via sms ai numeri che hai ancora in rubrica dei compagni del liceo che non vedi dal giorno del diploma (e che ti tieni lontano da facebook perché non li vuoi assolutamente incontrare nuovamente), sulla sabbia del gatto.
Son parole forti.

Ma ora vi spiego, non è che dico sta cosa così e poi scappo a nascondermi sotto le mattonelle, e nemmeno a piangere sotto la doccia.
A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già parlato.

Li avete letti i Thunderblots di Ellis?
Spero di si, sennò ora potete recuperare facilmente quel ciclo.
I Thunderbolts di Ellis son stati una ganzata, e Dark reign non è altro che la versione sgrausa (= scritta da Bendis) di quel gruppo.
Ammettiamolo, i cattivi più tozzi trasformati in Vendicatori, anche se al di fuori di un What if, promettono belle cose. Se Bullseye e Moonstone già strameritano, la trama imbastita da Osborn è perfettamente in linea col personaggio, e fottutamente divertente.
Ma vediamo le singole serie:

Dark Avengers: La mano di Bendis, prodiga di stronzate, si sente meno del solito, e come dicevo, il divertimento è tanto. Le tavole di Deodato poi son magnifiche.
Per ora abbiamo visto questi Vendicatori/Thunderblots in azione solo a Latveria, ed è sempre bello vedere storie ambientate in casa.
Fanno un attimo cagare, per inutilità, Daken (il figlio di Wolverine) e Ares ma perché è un personaggio del cazzo. Sembra figa invece la caratterizzazione che Bendis sta facendo di Sentry, che quando stava nei Potenti Vendicatori aveva il carisma di un blocco di ghisa.

Nuovi Vendicatori: La storia si sta concentrando su Hood. E per ora il suo incontro-scontro interno con Dormammu è una merda. Idem il gruppo che passa più tempo a far chiacchiere che a mollare sganassoni. Sembra come se la serie sia lasciata da parte, ma del resto la leggo giusto perché la pubblicano su Thor e mi scazza spendere 3 euri e 30 solo per il Cap di Brubaker.

Thor: Il ridimensionamento dei poteri del dio del tuono, bandito da Asgard, potrebbe portare a belle storie. Però questa serie continua a dirmi ben poco.

Thunderbolts/Deadpool: Ecco. Questa faceva veramente schifo. Deadpool capace di non far ridere come non mai e i nuovi Thunderbolts sono una ciofeca. Il personaggio più carismatico è… non ci sono personaggi carismatici. Vomitevole.

I vendicatori di Pym: Il team di vendicatori più babbeo di sempre, e le storie di Dan Slott a me piacciono quanto trovare degli sputi nei panini. Sputi gialli.

E fin qua direte: e allora perché ti piace sto Dark Reign?

Per i Dark Avengers come già detto, per alcune storie a se stanti, ma più che altro per Iron man. Tony Stark ricercato, l’ottima presentazione di Iron Girl, gli sviluppi della personalità di Maria Hill… sono una goduria da leggere. Del resto le storie di Fraction hanno vinto l’Eisner Award come nuova serie mica per vanvera.

Vedremo come andrà avanti “Dark Reign” (io lo leggo in italiano come avrete intuito, quindi non rompete con sto “The siege” che non ho la più pallida idea di cosa diavolo parli), sono pronto a rimangiarmi tutto, ma per adesso devo ammettere che mi sto divertendo un bel po’.

(tutto quello di cui non ho scritto, tipo spiderman o i fantastici 4, ovviamente non lo sto ne comprando ne leggendo)

Extra: vi anticipo


Personaggi: Wasp

febbraio 10, 2010

Vi abbiamo da poco informati della brillante idea di chiamare la nuova serie rivolta alle influenzabili teenagers ammericane, con un simpatico giuoco di parole che suona più o meno come “le sue troie“. Siccome non ci sembra una cosa particolarmente carina, abbiamo deciso per questa settimana di raccontarvi la storia della più fragile delle Her – Oes.  A leggere la scheda, nel frattempo andata in onda a dISPENSER, il distributore automatico di stimoli quotidiani di Radio Rai Due, il nostro amico Costantino della Ghedradesca che, stando a quanto spifferato dal terribile imperatore Ming, pare sia stato chiamato per doppiare una nuova versione di Flash Gordon.

JANET VAN DYNE A.K.A. WASP

Clicca per auscultare la scheda.

Se vostro marito per il matrimonio vi ha regalato solo un anello di diamanti, potete cominciare a guardarlo male e ad esigere di più. Ci sono mariti molto più generosi. O quantomeno fantasiosi. Per esempio Henry Pym, meglio noto come Ant-Man, a sua moglie Janet Van Dyne ha regalato dei superpoteri. Grazie ad alcune particelle di sua invenzioni – le particelle Pym – ha trasformato la sua amata nella famosa eroina Wasp. Da quel momento Janet, esattamente come il suo sposo, può rimpicciolire fino a diventare delle dimensioni di una vespa o aumentare la sua stazza fino a raggiungere l’altezza di un palazzo. Non solo: ha anche due piccole ali impiantate chilurgicamente che le permettono di volare, emette delle scariche elettriche e riesce a comunicare telepaticamente con le formiche. Certo, non ha un anello da sfoggiare alle cene che contano, ma volete mettere? Non c’è confronto. Inoltre Janet – oltre ad avere un fisico da modella – è una affermata stilista di moda. Questo le permette di guadagnare moltissimi soldi e un modello per tutte le donne del pianeta che ammirano il suo stile di vita. Grazie al suo lavoro poi è in grado di disegnarsi da sola i costumi con cui combatte il crimine. Potete chiedere a tutti i supercvattivi: Wasp, fin dalla sua prima apparizione nel lontano 1963, è sempre stata vestita in modo estremamente elegante e raffinato. Ma dietro a questa vita apparentemente perfetta, c’è un vero e proprio dramma. Suo marito, Henry Pym, colui che le ha regalato i superpoteri, non è esattamente quello che si dice un maritino modello. A causa dello stress accumulato in anni e anni di trasformazioni, ha perso le staffe e ha cominciato a picchiare la povera Janet. Maltrattata fisicamente e psicologicamente, la donna ha però saputo reagire: non solo ha subito divorziato, ma ha anche trovato la forza di crescere come donna, prendendo il comando dei Vendicatori, gli eroi più potenti della Terra.

BONUS! Un video di una coolness esagerata.



Personaggi: Namor

febbraio 3, 2010

So che voi italiani c’avete tale Emanuele Filiberto che, in barba alle sue origini, andrà a fare “non – ho – capito – cosa” al Festivàl della canzone italiana. Ma è andata male a voi. Ci sono popoli che hanno dei regnanti molto più radical. Ma anche senza voler scomodare il nostro Victor… anche in fondo al mar le cose vanno decisamente meglio. Direttamente dalla rubrica dedicata ai personaggi della trasmissione dISPENSER di Radio Rai Due, l’ennesima scheda letta dal Costantino della Gherardesca. Il quale, stando agli intrigi di corte, è stato chiamato per fare la parte dello squalo in questo straordinario film.

NAMOR MCKENZIE

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Il personaggio di cui vi parliamo questa sera è decisamente importante. Non solo ha l’onore di essere uno dei primi supereroi mai creati – la sua prima apparzione risale infatti al lontano 1939, in un’epoca addirittura precedente alla nascita dell’universo Marvel – ma è anche un Reale. Parliamo di Namor il Sub-Mariner, principe di Atlantide, ovvero il Mundus Subterraneus. O per dirla in un linguaggio più comprensibile, il Regno del Mare. Namor è un mezzosangue: il suo nome completo è infatti Namor McKenzie. Questo perché è figlio di un uomo, il capitano della Marina Americana Leonard McKenzie, e della principessa Fen, figlia del vecchio imperatore Thakorr. I due si erano conosciuti durante un’operazione militare e – nonostante le comprensibili diffidenze razziali – si erano perdutamente innamorati. Il frutto del loro amore è un ibrido. Capace di respirare sott’acqua e di resistere a enormi pressioni subacque, Namor, ha l’aspetto di un essere umano, a differenza dei suoi simili che hanno la pelle di colore blu. Non solo: è anche in grado di volare ed è dotato di una forza sovraumana. Ma il suo aspetto più interessante non ha nulla a che vedere con le sue eccezionali doti fisiche: Namor è di rara arroganza e antipatia. Al pari del supercattivo Dottor Destino, si sente superiore a tutto ciò che lo circonda. Si reputa migliore degli umani – ignoranti che inquinano senza alcuna pietà gli Oceani – ma allo stesso tempo non si trova a suo agio nelle profondità degli Abissi. Come molti imperatori, Namor è condannato a sentirsi solo, abbandonato e incompreso da tutti. Nonostante tutto questo, e anche se – neanche troppo velatamente – disprezza la razza umana, lotta per la salvaguardia del nostro pianeta dai tempi della minaccia nazista. L’unica cosa in grado di placare il suo animo ribelle è l’amore – mai concretizzatosi – che lo lega a Sue Richards, moglie di Mr. Fantastic, il leader dei Fantastici Quattro. La donna, inspegabilmente, continua a preferire a un principe, un uomo brizzolato. In grado però di allungare ogni parte del suo esile corpo.

BONUS: Clamoroso! Incontro/Scontro tra il nostro Victor e Namor…