Io di Frankencastle volevo parlarne male a tutti i costi

Ricordate?
Parlandovi del primo volume italiano dedicato al Punitore di Rick Remender ne esaltavo le ottime qualità ma mi preoccupavo per le immagini pubblicitarie di questa svolta orrorifica con Frank Castle trasformato in un novello mostro di Frankenstein.
Ora Frankencastle è uscito anche in Italia e quindi posso dire la mia.

La mia è che per quanto mi sia divertito a leggere queste prime storie io voglio parlarne male.
Partiamo dal presupposto. Qualche anno fa, durante “Civil war” vollero inserire il Punitore in un contesto “in continuity” staccando il personaggio dalla serie max.
Mi andò benissimo, le prime storie in mano alla coppia Fraction/Olivetti erano ottime, e del resto stiamo parlando del duo che ci propone attualmente le bellissime storie mensili di Iron man.
Inserire questo personaggio nell’attuale panorama Marvel tra supersaghe e supereroi diede frutti ancora migliori col passare del tempo, particolarmente con il suddetto arrivo di Rick Remender in piena epoca “Dark reign”.
Mettere Frank Castle davanti al problema dei supertizi fu davvero un’ottima trovata, tra il carisma del personaggio e le potenzialità delle storie, un uomo normale, ma molto addestrato, armato e incazzato che se la vede con mostri e gente con superpoteri era non solo divertente, ma anche propositivo per la continuità stessa, basta pensare all’incontro/scontro tra il Punitore e Capitan America durante Civil war. Per non parlare poi del dare a Frank Castle la possibilità di usare gli arnesi di Henry Pym, altra gran trovata!
Un po’ come piazzare John McClane nel signore del anelli a fare il culo agli orchi, o John Matrix a sparacchiare zombi ne “L’alba dei morti viventi”. A me sarebbe piaciuto.

Detto questo arriva la svolta, l’omicidio di Frank Castle di cui si è già parlato nei commenti a qualche recente articolo.
Daken, il figlio di Wolverine, personaggio utile e simpatico come un maglioncino di quelli che pungono indossato nel deserto a mezzogiorno, ammazza il punitore, anche se quest’ultimo aveva già ricevuto un duro colpo nella storia in cui dava fuoco alla moglie e ai figli appena resuscitati da Hood.
La morte di Castle era una storia coerente, qualcuno nel Dark reign le penne ce le doveva lasciare del resto, e il personaggio arrivava a quel momento dopo alcune ottime storie devastato nello spirito e nella sua folle sete di vendetta che diciamolo, ormai era un po’ stantia per quanto punto essenziale del personaggio.
E ammetto che le ultime frasi dette dal giustiziere col teschio sul petto, antieroe che seguo con affetto da quando ero un ragazzino, mi hanno anche commosso.

Eccoci quindi a Frankencastle, ossia la svolta horror della serie.
Il punitore, fatto a pezzi, viene resuscitato da Morbius per farne una specie di creatura di Frankenstein da mettere a difesa della città dei mostri.

Partiamo da Morbius, mi permetto questa parentesi.
Io a Morbius il vampiro vivente, gli voglio bene. Penso sia stato uno dei primi personaggi Marvel a cui mi sono affezionato da ragazzino, ricordo ancora quando riuscii a recuperare i 6 albetti pubblicati negli anni ’90 dalla Comic art in una fumetteria. Li ho letti e riletti una marea di volte, sgualciti, e ho maledetto più divinità cristiane e non quando smisero di pubblicarlo.
Impazzivo per questo personaggio tormentato, un mostro assetato di sangue che però non aveva perso il suo lato umano e la sua intelligenza, e odiavo l’Uomo ragno per come osteggiava i suoi tentativi di ritornare normale.
Morbius era, almeno negli anni ’90, un personaggio ganzissimo.
Il Morbius che troviamo in Frankencastle invece è un goffo dottorino che non ne azzecca una, e vederlo al suo ritorno su una testata importante ridotto a una macchietta mi ha dato parecchio fastidio.

Ma perché i mostri, con gente come il già citato Morbius o Licantropus, o il prete di fuoco che fa parecchio brutto, han bisogno di Castle per difendersi?
Ma ovvio no? Perché li attaccano i Giapponesi! Un po’ come le balene.
I giapponesi sono scemi, e mentre in America i supereroi si menavano con gente come il Teschio rosso, l’Uomo talpa e Venom, loro avevano il problema dei Godzilla.
Quindi vanno a tirar fuori dal limbo una specie di crucco proto-nazista uomo-macchina che ce l’ha a morte coi mostroni cattivoni e che è stato segregato in questa specie di dimensione parallela mentre combatteva contro Dracula.
Ecco, questa dei giapponesi, per quanto in una storia a fumetti umoristica, volutamente eccessiva, è una cagata pazzesca, senza se e senza ma.
Non si può obbiettare nulla, è una stronzata come raramente ne ho lette, davvero.

Se avete letto fino a qua starete pensando “allora secondo lui Frankencastle è una schifezza e posso lasciarlo sugli scaffali o in edicola”. No.
Frankencastle non è una schifezza, è una storiella, piena di puttanate e con qualche strafalcione, con parti, come quella dei giapponesi, scritte coi piedi, con personaggi snaturati e un nuovo punitore che senza andare a scomodare Ennis mi fa davvero rimpiangere quello degli anni ’90 e le sue storie semplici coi fucili che fanno “buddabuddabudda”, però è anche una storiella divertente, disegnata in maniera divina.
Le pagine di questo volume scorrono a velocità supersonica, e il supercattivo è anche notevole, particolarmente per le sue similitudini con la vecchia guerra di Frank Castle al crimine. Remender ci sa fare, è un coatto con la passione per l’horror, e qua può sbizzarrirsi anche se a volte pigia troppo sull’acceleratore.
Volevo parlarne male a tutti i costi di Frankencastle, un po’ ci sono riuscito, ma non posso negare di essermi divertito a leggere queste pagine e a ritrovarci, anche se fatto a pezzi e ricostruito alla meno peggio, quell’adorabile psicopatico pluriomicida del Punitore. Perché anche se trasformato in mostro Frank Castle è sempre lui. Leggere per credere (anche se il Frankie di Carletto e i mostri è molto meglio).

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2 Responses to Io di Frankencastle volevo parlarne male a tutti i costi

  1. catopedro ha detto:

    alla fine ho ceduto e l’ho comprato.
    concordo appieno con te: una colossale porcata ma divertente, molto divertente.
    in ogni caso il mio giudizio è maturato grazie alla consapevolezza che il vero frank castle è ancora vivo, vegeto e incazzatissimo nella serie max, che se le uniche apparizioni in edicola del Nostro fossero queste divertenti storie di Reminder & co, mi sarei già incatenato ai cancelli della Casa delle Idee…

  2. […] in vita moglie e figli e Frank li brucia vivi. 2- Muore ucciso da uno smidollato come Daken. 3- Torna in vita come mostrone. 4- Tornato normale, in quest’ultimo volume, una donna misteriosa ustionata col vestito […]

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