THOR

aprile 28, 2011

"Odin is amused"

Avevo in mente tutta una recensione lunga e dettagliata, ma sono pigro e la sintetizzerò così: “A Jack Kirby sarebbe piaciuto molto”. Ecco, mi pare che basti no? Sganciate sti 10 euro, pezzentacci.

PS

Le critiche ci sono eh ma sono poche. Vertono  sulla tizia con gli occhiali che fa la simpa e non è simpa e il 3D che è inutile più del solito.

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Un’approfondita analisi del trailer di Green Lantern: Amarezza

aprile 21, 2011

Il Fiero Kilowog

L’audace Tomar-Re

La Batteria

Hal Jordan


Il Babbeo del Giorno #18 – The Bouncer.

aprile 20, 2011

"Palla pallina, dove sei stata?"

Non c’è fine amici, non c’è fine agli avversari ridicoli di Batman. Oggi abbiamo un tipetto misterioso: The Bouncer!

Vero nome: sconosciuto

Genesi del personaggio: su Detective Comics #347 del 1966. Un metallurgo dall’identità ignota riesce a creare in laboratorio l’ Elastalloy, una mescola poderosa ottenuta dotando un metallo di proprietà elastiche.

Quindi, ovviamente, decide di darsi al crimine. Si fabbrica con l’ Elastalloy una tutina marrone integrale che lo fa sembrare un Twix e diventa una palla rimbalzina umana come potete vedere nell’immagine. Al grido di “Posso rimbalzare più in alto di qualsiasi essere umano senza farmi nulla!” (giuro) comincia a fare rapine e malefatte rimabalzando qua e la. La cosa strana è che il trucco gli riesce! Batman non riesce a prenderlo e per fermarlo si mette degli elettrodi nel costume di modo che a contatto con l’Elastalloy , pur sempre un metallo, possa tramortirlo. Ci riesce ma non sapendo come sconfiggerlo del tutto, Batman scappa. Ebbene si: il babbeo misterioso e col costume di mou costringe Batman a una ritirata strategica! Probabilmente non convinto di farcela una seconda volta, Bouncer scompare nelle nebbie del costumismo per decadi.

Aspetto: un omino marrone senza niente.

Poteri: il suo costume color cacca lo fa rimbalzare forteforteforte e altoaltoalto senza che lui si faccia male.

La fine: riappare negli anni ’80, stavolta col costume in rosso, e viene sconfitto da Batman venendo deviato da un calcio del pipistrellone che lo spedisce a rimbalzare incontrollatamente in una stanza angusta finchè non perde i sensi. Cosa ne sia stato di lui rimane un mistero ma il modo in cui viene messo KO è da vero babbo DOC.


Come Eravamo #13

aprile 11, 2011

…Eravamo associati! Associatissimi!

Come anticipai qualche tempo fa in chiusura di “Come Eravamo“, andiamo oggi a dare un occhiata a come ci tenevamo in contatto noi neonati appassionati di Supereroi decine e decine di anni fa.

Prima del “Mi piace” e dei gruppi su Facebook, prima dei forum, prima delle conventions esistevano i “club di appassionati”. Di ogni genere, di qualsiasi cosa, ovunque ce ne erano e ovviamente ce ne erano anche dei giornalini.

Babe-Magnets

Con una piccola quota annuale si otteneva una “membership”, di solito con tessera e\o certificato da appendere, un gazzettino periodico con notizie & attività per gli associati e -a seconda del club-  vari gadgets esclusivi: magliette, poster, agende, spillette etc. oggetti che oggi sbucano su ebay con prezzi senza senso.

In Italia il primo club di appassionati di fumetti gestito tramite la stessa casa editrice credo fu quello di Topolino presso la Arnlodo Mondadori ma con l’arrivo degli anni ’60 e l’inizio della febbre dei Supereroi non tardarono ad arrivarne altri dedicati al nostro genere preferito. Ecco quindi nascere le prime cellule di comic fandom organizzato, più simile ai boyscout come idea che alla terrificante & informe massa di soggettoni senza nome che si riversa a blaterare su forum e si trascina per conventions odierne, magari travestiti da fatine manga.

Il bat-certificato di Alfredo Castelli.

Nel 1966 Batman inizia il suo corso italiano presso la Mondadori e dal primo numero introduce il fan-club dell’uomo pipistrello: parlando del “Batmania” statunitense presenta il “Super Bat Club”.

Il tagliando del Super Bat Club

Associandosi ad esso si ricevevano tessera e due poster (rispettivamente di Batman e di Superman) oltre che il gazzettino con le attività.

Avrà vita breve, difatti nel 1969 probabilmente a causa della crescita del suo pubblico passato in pochi anni dal Pane-e-Nutella alle sigarette di droga, non avrà più interesse nella faccenda e per scarsità di partecipazione chiuderà, dopo essersi trasformato con il patrocinio dello sponsor Total in “Club dei Giovani” cercando inutilmente di ampliare la fascia di consenso e di età. Dopo un annetto circa, nel 1970, chiuderà del tutto anche la testata di Batman della Mondadori.

Friends Of 'Ol Marvel

Nello stesso anno però arrivavano nelle edicole i supereroi della Marvel grazie all’ Editoriale Corno la quale seguendo le orme della Marvel USA stabilì subito un contatto con i lettori. Inizialmente con la scherzosa posta presente in ogni uscita (e di cui spesso presentiamo tostissime scansioni qua sopra) e poco dopo con il Club dei Supereroi nel segno del corrispettivo “FOOM” (Friends Of ‘Ol Marvel)  della Marvel Comics USA.

Il Club dei tosti

Il Club dei Supereroi durò alcuni anni, iniziando a metà degli anni ’70 sparendo nel 1981, se non erro. Oltre alla tessera e all’attestato il Club dei Supereroi forniva sconti sui rilegati della Corno e ti inondava di gadgets: adesivi fustellati, manifesti, agendine, penne, carta intestata con busta da lettera personalizzati… Un delirio di cianfrusaglie.

i gadgets del Club

Come sappiamo la Corno chiuse di li a poco e dagli anni ’80 via via i club, pur resistendo ancora alcuni anni, non vennero più coordinati dalle case editrici rimanendo strumenti nelle sole mani degli appassionati i quali come dicevo in apertura piano piano han trovato nuovi sistemi di aggregazione e condivisione, assolutamente legittimi ma credo -nonostante la loro maggiore consapevolezza- un po’ più aridi.
Alla prossima amici, vi ricordo che tutte le immagini sono cliccabili per ingrandirle e provengono dagli archivi Latveriani.

Old is the new New

aprile 9, 2011

Sotto con le ristampe in casa Marvel Italia. Come già detto la serie migliore come qualità\prezzo, al di fuori di Volumoni\Omnibus\Raccoltone-Archivi di lusso, è la Marvel Collection che con i suoi 4 volumetti alla volta ristampa un periodo particolarmente significativo degli anni 60-70 di qualche personaggio storico. Dopo gli ottimi Capitan America e Thor stavolta escono praticamente all’unisono le collection de “I Vendicatori” e dei Team-Up de “L’Uomo Ragno”. Anche stavolta come per le precedenti due è disponibile l’edizione con cofanetto dalla grafica retrò.

Quello dei Vendicatori poi esce in contemporanea col relativo “Marvel Masterworks: Vendicatori”. Nella Collection invece ci sono gli albi storici scritti da Roy Thomas (che cura anche una lunga e  piacevole introduzione) e anche le prime storie disegnate da John Buscema, la nascita di Ercole e tanto altro. Ovviamente consigliatissimo.

La collection coi Team-Up de “L’Uomo ragno” esce in contemporanea con il terzo volume dei Masterworks dedicati al testa di tela e presenta storie da Marvel Team Up, inedite in Italia dai tempi della  Corno e che sono rimaste fuori dalla Spider Man  Collection della Marvel Italia.

Si tratta di storie spesso uscite per far conoscere al grande pubblico personaggi all’epoca un po’ in ombra,  usando la collaborazione\alleanza (il Team-Up appunto) spesso con l’Uomo Ragno -che era il campione di vendite- in modo da farli beneficiare in popolarità. Sono storie one-shot, nulla per cui strapparsi i capelli e niente di cruciale per la continuity ma sono carine, godibili e con gente come Gil Kane, Sal Buscema e Jim Mooney a fare il loro mestiere con comprimari come Fantastici Quattro, Fratello Voodoo, Panter Nera, Ka-Zar, Pugno d’Acciaio e tantissimi altri tizi in costume.

Diciamo la verità, dal punto di vista del “must-have” è la Marvel Collection ad oggi meno necessaria alle cronologie delle vostre collezioni ma è assolutamente una lettura piacevole, fresca e sintomatica di quegli anni ’70 fumettistici che qui in Latveria ci piace ricordare. Se con questa primavera esplosa di botto volete godervi una sacrosanta lettura spensierata sul prato, acquistate senza remore.

‘Nuff said!


NUMERO UNOOOOOOO!

aprile 8, 2011

Ahimè con il sesto volume la panini ha finito di pubblicare in Italia le storie recenti legate al mondo di Iron fist, storie che se seguite queste pagine da qualche tempo ormai saprete mi garbano come poche altre nel panorama fumettistico moderno.

Ah che bei tempi, quando si scoprivano le avventure dei vecchi guerrieri Kung-fu di Kun lun, si assisteva a tornei di mazzate e a scontri con l’Hydra, a giappo-mostri cazzuti e alle impagabili battutacce delle armi immortali.

Il sesto volume è interamente dedicato a storie singole per ogni arma immortale, sapete questo cosa vuol dire?
UN’INTERA STORIA DI FRATELLO CANE N.1! TUTTA SUA!
Proprio così, e non importa se ce ne sono altre buone (come quella avventurosa del Principe degli orfani o quella tragicomica del cicciobomba che fa sumo), qua siamo davanti alla prima consacrazione di un personaggio che è impossibile non amare.

Se ci si aspetta un’avventura a base di sgozzamenti, massacri e battute di pessimo gusto si resta delusi però, perché quella di Fratello cane (numero unooooo!) è una storia tristissima di bimbi che predono i ceffoni, che portano le droghe perché sennò prendono i ceffoni, di delinquenti cinesi che danno i ceffoni ai bambini poveri durante la guerra dell’oppio e di altri modi per ceffonare i suddetti bimbi.
sganassoni di qua, cazzotti di la, si scopre così che Fratello cane (numero unooooooo!) quando si raggiunge il jackpot dei ceffoni ai bimbi malnutriti miseri e indifesi arriva incazzato come un opinionista di Libero che guarda Santoro e rende le mascate una a una a suon di spadate circondato dai suoi fidi cani randagi.
Un samurai che agisce un po’ quando trova il tempo, che fa scorrere fiumi di sangue e che si circonda di bestiacce pulciose, rognose e con la bava alla bocca.
E il tutto in una storia che nella sua eroica mestizia è veramente bella sia come racconto che come disegni.

Se non tirano su una miniserie qua è pazzia, è come avere Messi in squadra e tenerlo in panchina per far giocare le riserve della Caperanese.


Il babbeo del giorno #18 – The Cluemaster

aprile 4, 2011

"Nonostante la posa da bullo sono un cretino"

Un altra figura tragicomica dagli swingin’ sixties di Batman: The Cluemaster!

Nome: Arthur Brown. No, non Arthur Brown il musicista rock inglese che ha inventato il facepainting black metal, un altro Arthur Brown che a differenza di quest’ultimo non ha inventato un bel niente. Anzi…

Genesi del personaggio: Nasce su Detective Comics #36 del Maggio 1966. Arthur Brown è un presentatore televisivo fallito, ignorato dal pubblico e sconfitto dai dati d’ascolto. Sceglie allora di darsi al crimine, investendo tutti i suoi sforzi nello smascherare Batman di modo da avere un qualche vantaggio strategico… Che furbo questo Arthur Brown!

Decide allora di fare il supercriminale e di diventare una copia cretina dell’Enigmista, scegliendo di lasciare anche lui degli indizi dei crimini che commette ma non sottoforma di indovinelli bensì lasciando direttamente gli indizi-veri-e-propri. Capite di che personaggione stiamo parlando?! Copia in peggio il modus operandi (già opinabile a dire il vero) di un altro criminale, fornendo gli indizi utili per farsi beccare.

Aspetto: ha una sciarpa che copre metà faccia e una tuta arancione piena di tasche. Tasche in cui probabilmente tiene tutte le prove che lo auto-incolpano… Mah!

Poteri: nessuno, ovviamente.

La fine: reputato morto dopo una missione con la Suicide Squad è riapparso vivo e vegeto per guidare una campagna moratoria contro Batman colpevole di essere la causa della morte di due ragazzini, visto che sua figlia (una vigilante nota col nome di Spiler) prese il posto di Robin per un periodo di tempo nel quale rimase uccisa. Una storia tristissima.