E siamo a due

luglio 26, 2011

"...Tanti auguri a Victor, tanti auguri a teee"

Un post al volo per celebrare, anche se con un mesetto di ritardo, il secondo anno di vita del nostro blog.

Grazie a tutti per essere rimasti con noi e per esservi via via moltiplicati come i Gremlins quando li bagni, grazie a Victor Von Doom per non averci fatto arrestare come cospiratori neanche quest’anno, grazie ai vostri commenti sagaci e grazie al nostro pasticciere di fiducia che ogni anno fa delle torte di un certo pregio.

Viva!


When Captain America Throws his Mighty Shield!

luglio 23, 2011

Come è costume qui in Latveria in occasione delle prime dei film dei supereroi, noi si è andati al cinema parrocchiale in massa, con magliette a tema e con in corpo delle birrette pronti a scatenarci in degli “Evvaaaaai!” o dei “Buuu!” in sala, perchè noi siam gente semplice e si fa il tifo.

È nata una stella

Il film non ha deluso nessuno, come ampiamente ci aspettavamo già dai primi trailer. Soprattutto la prima parte del film ci ha visti protagonisti di ole forsennate e cori da stadio, per la gioia degli astanti.

Fondamentalmente sono riusciti nel miracolo di mitigare con dell’autoironia la pesantezza ideologica dell’uomo-bandiera e di fargli vivere tutte le cose più fiche del suo passato bellico aggiungendo anche qualcosa in più ma assolutamente senza forzature: si vede praticamete tutto ciò che è fico di quel periodo: gli Howling Commandos, Bucky, i vari costumi e scudi che vengono sapientemente fatti vedere tutti per non tralasciare nulla del mito e citazioni dotte qua e la: dai vecchi serial di Cap alla ricostruzione dello storico Pier 13 di Manhattan (il dock più grande dell’epoca) fino alla prima Torcia Umana che si intravede alla fiera delle scienze di Stark fare mostra di se in una teca di vetro o il volto di Arnim Zola che appare in nel monitor di una macchina quasi a citare la sua futura incarnazione. Insomma, pregio a carrettate.

Per la prima volta ho visto un vero sforzo di accorpare in un film solo tante cose senza snaturare o strafare, tutto è sensato: dalla partecipazione di Stark Sr. ai progetti del governo alla frattura dell’H.Y.D.R.A. con il Reich fino alle apparizioni di tutti i comprimari, tutto fila piacevolmente e senti che non è stato accantonato nulla, anche quando capisci che han segato via la A.I.M.. Magie del “Sense of Wonder”. Se avessero fatto un apparizione anche gli Invasori sarebbe stato da collasso.

Poi ecco ci stanno un sacco di mazzate, jeepette che scoppiano, cazzottoni all’antica, un diffuso senso di Indiana Jones (citato esplicitamente nell’abbigliamento di Arnim Zola) e gente che si disintegra in lampi blu. Che volere di più? La Bomboniera Algida? Ce l’avevamo, tiè.

Sul finale diventa un po’ sbrigativo, con i soldati dell’ H.Y.D.R.A. che sono inetti e cadono come mosche al primo colpo, come degli Stormtroopers qualsiasi, ma ormai il risultato era già ampiamente portato a casa già da quando appare Dum Dum Dugan.

Insomma siamo usciti dal cinema facendo le scene del film e facendo i rumori della lotta, come la nostra età cerebrale ci impone, perplessi solo sul perchè il teschio Rosso fosse vestito come il tipo di Hellraiser e perchè Cap si ostinassero a chiamarlo “Captain” invece che Capitàn. Uòzzamerica ok, ma fino a un certo punto dai.

Buuu invece ai gestori delle sale italiane che tengono la luce accesa sui titoli di testa rendendo difficile vedere i teaser dopo i titoli per quei 6 che rimangono in sala appositamente. Dai oh ormai dovreste saperlo persino voi che dopo i film della Marvel c’è il teaserino, essù.

BONUS – Marciate con noi e fatevi uno scudo col coperchio della pattumiera!


Il Babbeo del Giorno #19 – Polka Dot Man

luglio 21, 2011

"Un babbeo a pois"

Dopo una lunga assenza torna il nostro ottovolante nei dolceamari meandri dei villains più pezzenti e torniamo a farlo nell’ambito della nostra ricerca sugli anni d’oro del Batman con un babbeo niente male: Polka Dot Man! L’uomo a pois, come la zebra di Mina, altissimi vertici di costumismo.

Vero Nome: Abner Krill

Genesi del personaggio: Su Detective Comics #300 del 1962.

Abner Krill sbuca dal nulla e senza un perchè a fare casino a Gotham City, non sta a sottilizzare su origini e quant’altro: vuole rubare i soldi e farlo in gran stile. Si presenta quindi con un bel costumino a pois colorati, una robetta niente male. Tale costume è frutto di una avanzatissima tecnologia che gli permette di staccare i vari pois e usarli ognuno come arma, veicolo o quant’altro. Di tale tecnologia, come per le sue origini, non ci è dato sapere il perchè e il percome: c’è e basta.

Quindi Polka Dot prende a fare tutti colpi a tema “pois”, sia negli obiettivi dei furti (il collare di diamanti di un dalmata ad esempio) sia nei mezzi utilizzati (come quando fugge con la refurtiva su un enorme pois volante). Batman e Robin giustamente offesi dal suo cattivo gusto puntualmente lo braccano, lo mazzolano di legnate sul groppone e lo sbattono in galera.

Aspetto: Indossa una tutina bianca punteggiata di vezzosi pois colorati, degli occhialini tipo piscina e una cintura che gli permette di azionare e controllare i marchingegni in cui si trsformano i pois una volta staccati dal suo costume.

Poteri: come già detto, oltre ad un cattivo gusto per il vestiario al limite del masochismo, i pois colorati del suo costume una volta staccati dal medesimo si attivano divenendo armi o congegni di fuga. L’effetto del pois viene controllato tramite la cintura che ha in vita.

una fine indecorosa

La fine: Abner Krill è uno dei babbei di Batman più funestati dal fallimento. Dopo essere caduto nel dimenticatoio per decenni,  nel 1996 ormai attempato e senza più la sua tuta tecnologica, risbuca rapinando una gioielleria con una mazza da baseball indossando una replica della sua tuta a pois che però è semplicemente una tuta a pois. Viene arrestato mentre urla fuori di se “Non sapete chi sono io! Io sono Polka Dot Man!”. True story.

In seguito si scontra anche con Nightwing e Batgirl, chiaramente prendendole anche da questi ultimi.

Non pago di umiliazioni, anni dopo, ormai sprofondato nell’alcolsimo, scatena una rissa in un bar di supercriminali dove Mothman assieme al padrone del bar lo stendono ubriaco a mazzate da baseball. Chi di mazza ferisce…

Anni dopo viene arruolato dal rinsecchito Generale Immortus dopo Crisi Finale e rimane ucciso cercando di difenderlo da Human Flame, anche lui arruolato nelle fila del Generale ma ribellatosi. Non c’è che dire, una gran carriera.


KIRBY GENESIS: timide erezioni

luglio 20, 2011
Allora, la faccenda è delicata da metter giù… Fondamentalmente:

Jack Kirby da infaticabile fucina di idee quale era ha riempito cassetti di appunti per progetti futuri durante tutta la sua vita… Un giorno Kurt Busiek è andato dalla famiglia Kirby e ha detto: “Salve, fatemi studiare gli appunti di Jack, vorrei fare una roba”. Si è chiuso non si sa quanto tempo e li ha messi assieme, razionalizzati e ha scritto un soggetto per una nuova saga: Genesis appunto.

E già fin qui c’è in ballo del materiale da maneggiare con cautela. Appunti di prima mano di Kirby, personaggi già pronti e mai usati, Kurt Busiek che fa l’archivista col lumicino… Può venire il capolavoro come una cosa maldestra, se non si sta attenti. Mettere mano a roba di Kirby è sempre stato rischioso. Byrne ci riuscì bene con i suoi New Gods… Per il resto mai niente di che.

Comunque sia Busiek ci vuole provare, si ricorda del suo amico Alex Ross col quale ha fatto due robette quali Marvels e Astro City e lo chiama a dare forma al progetto. A disegnare sulle linee guida di Ross (un po’ come Brent Anderson per Astro City a suo tempo) ci sta Jack Herbert.

L’impresa è ardua, restituire anni di schizzi e appunti del Re in maniera appropriata non è facile per nessuno, anche se si è due perfezionisti come Busiek e Ross. Sono un po’ perplesso su Herbert che per quanto bravo non mi rende granchè il mood, ma insomma son gusti ed è la creazione di una nuova cosmogonia Kirbyana che è importante.

Ancora non ho avuto modo di leggerla ma sono ansioso di farlo, sono al quarto numero con le uscite. Voi che dite?

Nel frattempo fan perversi di Kirby e della Silver Age baloccatevi assieme me con questa stucchevole splash-page di Alex Ross intrisa di droga drogata durissima.


Cinemeh.

luglio 20, 2011

Stan Lee si perplime guardando il trailer del nuovo Spider-Man

Aspettando l’imminente uscita di Capitan America il 22 Luglio al cinema, questa settimana ci siamo beccati uno strabordare di teaser-trailer dei film di supereroi venturi.

Qualcuno ha il coraggio di mettere carne al fuoco e qualcun altro no, qualcosa è tosta, qualcosa è demenziale. Difatti siamo in quella ridicola fase del nuovo modo di fare battage pubblicitario nel quale si diffonde il teaser del teaser-trailer, cose che vengono  prima dei quattro trailer-quelli-veri, di lunghezza & sostanza via via maggiori… E in questa fase se ne vedono sempre di pazzissime e le perplessità si accumulano in un incedersi di filmati spesso clandestini in cui non si vede nulla e se si vede qualcosa è una sfida al moviolone per bloccare il frame in cui appare.

Incominciamo con quello dei Vendicatori, ma non quello ufficiale che è pezzente (ma veramente ci volete vendere per anteprima di un film un minuto di voce narrante con una scritta fatta in 3D, ma per sul serio?) bensì quello più succoso che han filmato col Nokia 3210 dentro l’Area 51 e fatto sparire subito perchè siamo ancora nella fase teaser del teaser e non si può vedere troppa roba. Non ci sta Hulk a quanto pare ma ci sta sicuro Occhio di Falco e la Vedova Nera, Thor sfoggia un costume più simile a quello classico ed è arrogante come Eric Adams dei Manowar, Capitan America ha un costume che non è quello del film in uscita e Iron-Man sticazzi tanto lo sappiamo già come è fatto.  Proseguiamo oltre abbastanza fiduciosi, almeno qualcosa s’è visto.

Altro teaser-trailer che è fuoriuscito è quello dell’inutile reboot di Spider-Man, che si preannuncia oltre che un film non-necessario anche scialbo e, come già ampiamente sappiamo, con un costume pagliaccissimo. Da quanto si intuisce Peter Parker non è un adolescente sfigato ma un universitario tribolato, c’ha i capelli spettinati con cura, inciucia con una Gwen Stacy figa-ma-cervellona assistente di laboratorio e probabilmente si ascolta gli Arcade Fire. Si capisce che ci sarà qualcosa anche sui suoi genitori, mossa azzardata visto che tutte le volte che li han tirati in mezzo nei fumetti era per delle trovate un po’ da Chiquito & Paquito, stavolta non credo che faranno di meglio. Il trailer si conclude poi con una bonus-stage di Doom 3D in cui il protagonista è vestito da Spider-Man grazie a una cheat-mode. Perplessità potentissime.

Il terzo teaser-trailer, l’unico ufficialmente dipanato, è quello del terzo episodio del Batman di Nolan ed è il più pezzente. Avete presente quegli sfigati, ancora più sfigati di noi di Latverians, che fanno su YouTube i finti trailer dei film di supereroi, quelli gobbi che fanno un taglia e cuci di sequenze già apparse in altri films poi ci mettono sotto la Carmina Burana e si esaltano? Ecco, è uguale solo che l’han fatto gli studios veri. Un minuto e trentasei in cui si vedono sequenze dei primi due film alternate a Gary Oldman che stammale sul  letto con la colite e tre-fotogrammi-tre in cui si intravede Bane di schiena che lo sanno tutti da mesi che ci sarebbe stato Bane. In sostanza: non si vede un cazzo, pezzenti.

Ecco quanto, alla prossima con una recensione di Green Lantern,  c’avevamo noia e ce lo siamo scaricato che non ci andava un cazzo di aspettare la data posticipata per vederla al cinema ‘sta pinzillacchera.

Meh.


Io tifo Loki, io tifo lo stronzo

luglio 6, 2011

Ormai è uscito da un bel pezzo ma solo ora trovo il tempo per parlarvene e consigliarvi di assaltare la fumetteria/libreria più vicina per farlo vostro. È il volume dedicato a Loki scritto da Aguirre-Sacasa e splendidamente disegnato da Fiumara.
A farla breve è un racconto che un po’ ristabilisce la figura del gran visir di tutti gli infamoni di casa marvel dopo la figuraccia del “mi pento e mi sacrifico” di Assedio. Vi troviamo infatti un giovane Loki viscido e cattivo come garba a noi.
Un condensato di invidia, subdolo e veramente ma veramente stronzo. Il bello però sta nel fatto che se già è un personaggio più che carismatico in questo volume Aguirre-Sacasa riesce anche a farlo risultare simpatico, dando le sue motivazioni.
Che poi queste motivazioni siano dettate da una egoistica follia è un altro discorso. A leggere questo volume si vede Loki quasi come il nerd liceale e Thor e soci come i bellimbusti che giocano a football e si limonano le meglio sbarbe della scuola, con un preside-Odino che fa spallucce. E quindi si arriva a fare il tifo per il dio dell’inganno. Che gliela faccia vedere a quelli li della confraternita del tuono coi loro martelli!
Le contrapposizioni tra bene e male, tra follia e realtà, tra vergogna e vendetta sono la cosa più bella di questo volume.

Fatelo vostro e per una volta, tifate per lo stronzo.