La seconda guerra mondiale non passa mai di moda

novembre 24, 2011

Lo ammetto candidamente. Quando ho visto il volume Fury – Peacemaker sugli scaffali della fumetteria ci avrò pensato mezz’ora buona a decidermi a comprarlo.
Mezz’ora in cui ho valutato un enorme pro e un immenso contro. Il pro è che quando Garth Ennis scrive le storie di guerra, particolarmente quando tratta la seconda guerra mondiale, io gongolo e sbavo e salto felice e la gente mi guarda male.
Il gigantesco contro è che quando il buon Garth ha avuto a che fare con il sempre ganzo Nick Fury ha tirato fuori quella cagata pazzesca de “L’uomo che amava la guerra”, una delle peggiori storie lette negli ultimi anni e sicuramente la scemata peggiore partorita dallo sceneggiatore britannico.
Pensa che ti ripensa però alla fine l’ho preso, puntando molto sul pro e considerando che si tratta di uno dei miei autori di fumetti favoriti. E ho fatto un gran bene, perché “Fury peacemaker” è un volume splendido.
Ennis rinuncia alle inutile spacconate e lascia alla storie solo quelle giuste per raccontare un’avventura del buon Nick durante la seconda guerra mondiale, e tutto diventa bellissimo. Dalle sabbie africane dove assistiamo al battesimo del fuoco di Fury arriviamo a complotti nazisti, il tutto tenendosi fedelmente al personaggio raccontando quella che ormai può essere vista come una classica, bellissima storia di guerra di Garth Ennis, ossia piena di onore, colpi di scena e soldati tosti come si conviene.
Aggiungiamo gli ottimi disegni di Derick Robertson e abbiamo un acquisto obbligato, non siate tonti e dubbiosi come me se lo vedete sugli scaffali e fatelo vostro.

Ma non solo Nick Fury e Garth Ennis ci riportano alla seconda guerra mondiale. Fanno lo stesso percorso anche Alex Ross e Christos Gage firmano infatti il ritorno degli Invasori con la terza miniserie dedicata agli eroi della Golden Age, e lo fanno raccontando ai giorni nostri, che tanto gli invasori son praticamente tutti vivi e vegeti e in formissima, gli effetti di un fatto drammatico accaduto durante il conflitto.
Se “La Torcia” era un’ottima miniserie, “Avengers/Invaders” una noiosa storiella, questa “Arrivano gli Invasori” è una storia sufficiente con dei disegni che paiono fatti con lo sputo da quanto son brutti.
Il fatto è che per quanto carina, la trama non m’ha catturato per niente. Hai gli invasori, hai i nazi, hai una specie di mostrone Beholder, e dovrebbero esserci i fuochi d’artificio di Dio in terra. E invece c’è solo un passabile spettacolo pirotecnico.
Una lettura piacevole, che vale i 5 euro e qualcosa che costa, e che viene veramente rovinata dai disegni orribili di tale Caio Reiss.

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Prima di Super 8…

novembre 14, 2011

Prima di “Super 8” c’era chi aveva già fatto un’operazione simile nei fumetti.
Era Mark Millar e non s’era ancora bevuto del tutto il cervello in quel molestissimo senso di onnipotenza attuale che lo porta a sfornare una cagata dopo l’altra, e il fumetto era “1985” di cui già avevo tessuto le lodi con sfrenato machebellisimo al momento della pubblicazione del volume in fumetteria.

Se allora avete lasciato questo volume sugli scaffali e volete rimediare settimana prossima (il 21 novembre) il volume uscirà in edicola nella collana Supereroi la leggenda Marvel, quindi all’ottimo prezzo di dieci euri circa.
Per chi non ha voglia di andare a vedere cosa dicevamo ai tempi, è la storia di un ragazzino che negli anni 80 assiste all’invasione del mondo reale da parte dei supercattivi marvel incazzati come caimani.
Tanti riferimenti al cinema per ragazzi di quegli anni, tanti disegni bellissimissimi, una storia più che buona, e più di una similitudine con Super 8, solo che al posto di un alienazzo incarognito e un po’ anonimo ci sono il Dottor Destino, Lizard, Bullseye e compagnia bella.
Volete mettere?
Preparate i soldini e approfittatene.