La seconda guerra mondiale non passa mai di moda

Lo ammetto candidamente. Quando ho visto il volume Fury – Peacemaker sugli scaffali della fumetteria ci avrò pensato mezz’ora buona a decidermi a comprarlo.
Mezz’ora in cui ho valutato un enorme pro e un immenso contro. Il pro è che quando Garth Ennis scrive le storie di guerra, particolarmente quando tratta la seconda guerra mondiale, io gongolo e sbavo e salto felice e la gente mi guarda male.
Il gigantesco contro è che quando il buon Garth ha avuto a che fare con il sempre ganzo Nick Fury ha tirato fuori quella cagata pazzesca de “L’uomo che amava la guerra”, una delle peggiori storie lette negli ultimi anni e sicuramente la scemata peggiore partorita dallo sceneggiatore britannico.
Pensa che ti ripensa però alla fine l’ho preso, puntando molto sul pro e considerando che si tratta di uno dei miei autori di fumetti favoriti. E ho fatto un gran bene, perché “Fury peacemaker” è un volume splendido.
Ennis rinuncia alle inutile spacconate e lascia alla storie solo quelle giuste per raccontare un’avventura del buon Nick durante la seconda guerra mondiale, e tutto diventa bellissimo. Dalle sabbie africane dove assistiamo al battesimo del fuoco di Fury arriviamo a complotti nazisti, il tutto tenendosi fedelmente al personaggio raccontando quella che ormai può essere vista come una classica, bellissima storia di guerra di Garth Ennis, ossia piena di onore, colpi di scena e soldati tosti come si conviene.
Aggiungiamo gli ottimi disegni di Derick Robertson e abbiamo un acquisto obbligato, non siate tonti e dubbiosi come me se lo vedete sugli scaffali e fatelo vostro.

Ma non solo Nick Fury e Garth Ennis ci riportano alla seconda guerra mondiale. Fanno lo stesso percorso anche Alex Ross e Christos Gage firmano infatti il ritorno degli Invasori con la terza miniserie dedicata agli eroi della Golden Age, e lo fanno raccontando ai giorni nostri, che tanto gli invasori son praticamente tutti vivi e vegeti e in formissima, gli effetti di un fatto drammatico accaduto durante il conflitto.
Se “La Torcia” era un’ottima miniserie, “Avengers/Invaders” una noiosa storiella, questa “Arrivano gli Invasori” è una storia sufficiente con dei disegni che paiono fatti con lo sputo da quanto son brutti.
Il fatto è che per quanto carina, la trama non m’ha catturato per niente. Hai gli invasori, hai i nazi, hai una specie di mostrone Beholder, e dovrebbero esserci i fuochi d’artificio di Dio in terra. E invece c’è solo un passabile spettacolo pirotecnico.
Una lettura piacevole, che vale i 5 euro e qualcosa che costa, e che viene veramente rovinata dai disegni orribili di tale Caio Reiss.

5 risposte a La seconda guerra mondiale non passa mai di moda

  1. Birsa scrive:

    Oh, se vi legge Ennis che gli avete dato del britannico vi brucia la casa…

  2. hipurforderai scrive:

    effettivamente…
    forse devo smetterla di scrivere al volo in pausa pranzo tra un boccone e l’altro.

  3. LOL🙂.

    Ad ogni modo per nulla d’accordo con il giudizio su “L’uomo che amava la guerra”, per me un autentico ed irresistibile spasso dall’inizio alla fine. La cosa più brutta di Ennis a tutt’oggi resta il superfluo “The Boys”, opera sbadigliosa e senza palle (cosa strana parlando del buon Garth), decisamente poco riuscita. Poi oh, son gusti..

  4. ExIdioteca scrive:

    Concordo sul giudizio sulla mini “Invaders now”; probabilmente il suo grosso pregio è quello di chiudere il ciclo di mini che ha riportato tutti gli invasori in continuity nel presente, disponibili per futuri scrittori (vedi la divertente Capitan Bretagna & MI13). Credo che comunque non vada gettata troppo la croce addosso a Kruger e Gage: raccontare una buona storia e infarcirla di continuity sono due esigenze che per stare assieme hanno bisogno di qualcuno di molto bravo, un Kurt Busiek per dire.
    Invaders now se non altro è molto più lineare e breve di Avengers/Invaders (e poi c’è Shuma-Gorath che ci piace sempre).

    Di Fury invece non mi garbavano tanto i disegni, quindi l’ho lasciato sullo scaffale della fumetteria, magari fra qualche mese si trova usato e siamo tutti più felici.

  5. […] nella prima fumetteria a comprarlo mi chiedo come ci siete finiti a leggere questo articolo. Non è la prima volta che Ennis si cimenta col guercio più famoso dei fumetti, e se al primo tentat…. Nelle storie di questo volume arriviamo alla meraviglia passando dal disastro vietnamita, […]

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