Il Babbeo del giorno #21: L’Uomo d’Amianto!

gennaio 29, 2012

dopo mesi di silenzio tornano gli articoli dei Latveriani e con essi anche i personaggi più cretini delle strisce a fumetti di ogni tempo: I Babbei del Giorno!

Ritorniamo con un poverello niente male: L’uomo d’Amianto! 

Vero Nome: Orson Kasloff

Genesi del personaggio: Su Strange Tales #111 del 1963 (in Italia su I Fantastici Quattro #11 del 1971)

Orson Kasloff è un nobile debosciato con una propensione per il crimine.

Si reputa un grande chimico e inventore e ambisce con i suoi prodotti a diventare un genio del crimine… Solo che non è un criminale. Quindi pensa col suo cervello geniale di fare una cosa eclatante, che gli faccia guadagnare la fiducia dei criminali in modo di sponsorizzarli poi con i suoi prodotti e trarre profitto dai crimini che tali invenzioni li aiuteranno a compiere.

Ora, a parte che razza di piano cretino è? Cosa fai metti le inserzioni sui giornali?!

Ebbene si. È talmente cretino da fare questo e ben altro.

Per guadagnarsi la fiducia degli “investitori” sfida pubblicamente la Torcia Umana a mezzo stampa, un duello nel suo castello.

Aspetto: Un cretino con una tuta d’amianto, uno scudo e una rete da pesca. Tra i più scialbi esempi di costumismo Marvel.

La fine: 

Quando Johnny Storm legge della tenzone che Kasloff gli lancia, arriva al castello  e il conte sfodera la sua arma geniale… Una tuta d’amianto con uno scudo d’amianto e una rete d’amianto. Giuro! Come un pompiere, con tanto di mascherina.

Allora la Torcia Umana se lo guarda e dice “‘A scemo! Si ok non ti posso bruciare ma posso bruciare tutto l’ossigeno in questa stanza e farti soffocare”. Così fa e Kasloff è costretto alla resa, alla faccia delle sue fortissime cognizioni di chimica non aveva calcolato questa cosa che il fuoco brucia ossigeno. ‘Na robetta di niente.

Subita questa umiliazione e persa la fiducia degli investitori crimnali, probabilmente Kasloff si è dedicato a cose più adatte al suo rango tipo il Badminton o il polo sparendo nelle nebbie della Silver Age per sempre.

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La Tomba di Dracula

gennaio 28, 2012

Con la solita veste grafica degna di un menù del kebabbaro ecco che la Panini si degna a far uscire qualcosa che mancava da un bel po’ sugli scaffali italiani, dalle ristampe Star Comics per l’esattezza: La Tomba di Dracula

Il vampiro torna quindi con la sua prima miniserie: “Uccidere un Vampiro”, un classicone. I nomi in copertina già dovrebbero farvi uscire a comperarlo direi. No? Allora siete sul blog sbagliato mi sa eh.

Due colossi della Marvel di sempre: Marv Wolfman e il compianto Gene Colan, qui alle prese con il personaggio più suo di tutti.

Non ci sono critiche di sorta su questa run di storie a parte che -ma non è una critica solo un osservazione- le colorazioni assolutamente legittime levano qualcosa ai disegni di Colan. Sono storie che, avendo avuto modo di vederle all’epoca Corno anche con pagine in bianco e nero, rendono tantissimo di più in bicromia come per tutte le opere di Colan del resto.

Sul prezzo, modicissimi diciotto euri per un brossurato, avrei un paio di cose da ridire invece ma ormai sappiamo che Marvel Gold deve il suo nome non tanto alla qualità indiscutibile dei cicli che ristampa ma più probabilmente al prezzo degli albi.

Da segnalare nella miniserie la prima apparizione del cacciatore di vampiri più famoso dei fumetti, Blade qui quando ancora sfoggiava un look decisamente più groovie.

Acquisto consigliatissimo quindi, sperando in più uscite del personaggio.

Su Gene Colan poi ritorniamo presto perchè è in uscita roba sua sulla neonata prosecutrice della Planeta DeAgostini…


Serie che vieni, Serie che vai #2 – La fine di “Secret warriors”, ovvero tessiamo le lodi di Hickman

gennaio 27, 2012

Dopo il Punitore, un’altra serie pubblicata in corposi volumetti da edicola giunge alla sua conclusione. Stiamo parlando della bellissima “Secret warriors”, o meglio di “Nick Fury torna alla ribalta con alcuni amici suoi”.

Risulta abbastanza facile ammettere come questa sia stata una delle proposte più interessanti della Marvel negli ultimi anni. Partendo come fumetto supereroistico con l’ottima squadra di giovani talenti del superpotere formata dal vecchio Nick Fury, questa raccolta di storie ci ha messo poco a diventare un fumetto quasi integralmente dedicato al guercio preferito di ogni lettore di fumetti, trasformandosi in una piccola meraviglia di spionaggio, azione e colpi di scena.
Se fino al Dark Reign le trame si allineavano più o meno alla continuità Marvel, negli ultimi volumi l’autore ha, giustamente, iniziato a battersene le palle e ha concentrato la narrazione sullo scontro a tre Fury-Hydra-Leviathan, con tutta l’azione e i sotterfugi e le esplosioni che ci si può aspettare da uno scontro simile. Roba che se lo avessi letto in treno mi sarei pescato la mia fermata e sarei andato avanti di qualche decina buona di chilometri.
Bisogna poi ammettere una cosa. In questa serie Hickman ha ribadito la sua mancanza di scrupoli nel far fuori personaggi più o meno carismatici. Tutte le morti che avvengono nei vari episodi di “Secret warriors” sono ragionate, a volte commoventi, altre liberatorie. In quest’ultimo volume ci lasciano le zampe parecchie figure del mondo di Nick Fury, alcune anche molto importanti, ma gli eventi sono preparati e proposti talmente bene che non si può che lodare un simile lavoro. E mi fermo qua perché a differneza della recensione di ieri non voglio spoilerarvi davvero nulla, tanto che non posto nemmeno immagini.
A volerla fare breve il finale perfetto per una serie perfetta.

Non c’è però da disperare troppo. Alla squadra dei Secert warriors, o meglio, a quello che ne rimane viene data la possibilità di tornare in storie future (e spero che succeda preso). E per quanto riguarda Nick Fury non sono mai riusciti a tenerlo troppo a lungo lontano dalle pagine dei nostri giornaletti a fumetti. Oltretutto in un vecchio volume dei “Secret Warriors” veniva annunciato che entro breve ristamperanno finalmente le storie di Steranko, e speriamo che la Panini mantenga la parola data che ci vorrebbe proprio un bel volumone che ristampasse quell’opera meravigliosa.


Serie che vieni, Serie che vai #1 – La fine della gestione Remender del Punitore

gennaio 26, 2012

Buongiorno carissimi. Nel periodo natalizio sono stato particolarmente oberato, ma non è che prima e dopo me la passassi meglio. Comunque invece che star qua a campar scuse per il mio lassismo spero sappiate che in questi ultimi mesi tra serie che finiscono, gestioni che iniziano, ristamponi e compagnia bella avrei avuto da parlare su queste pagine per un bel pezzo. E lo faccio ora, a puntate.

Partiamo da un argomento ricorrente, ossia dal Punitore. È finita la run di Remender e la conclusione a cui sono arrivato è una: il buon Frank Castle deve stargli proprio sul cazzo a sto qua. Ma gli vuole male proprio, ma male malissimo.
Perché va benissimo far succedere cose spiacevoli ai nostri eroi per poi vederli battere il cattivone e uscirne a testa alta, ma qua si esagera. E pensare che io trovavo tosta la parte di una storia di Ennis di cui non ricordo il titolo in cui un mafioso piscia sulla tomba dei parenti morti del Punitore.
Qua nell’ordine succedono al buon Frank le seguenti cose:
1- Hood gli riporta in vita moglie e figli e Frank li brucia vivi.
2- Muore ucciso da uno smidollato come Daken.
3- Torna in vita come mostrone.
4- Tornato normale, in quest’ultimo volume, una donna misteriosa ustionata col vestito supersadomaso identico a quello di catwoman spacciata per la moglie di Frank sopravvissuta all’incenerimento di cui al punto 1, prima prova a ucciderlo e poi si fa filmare mentre si fa trombare da Mosaico e un altro tizio di cui ora non ricordo il nome in un threesome da brividoni. Il tutto mostrato allegramente al povero Punitore su megaschermo mentre si trova intrappolato in una cella.
E meno male che finisce qua, sennò che gli facevano a sto poveraccio? Gli ci mancavano giusto i cacciaviti nelle balle e la visione di un’intera puntata di “Uomini e donne” coi vecchi, che ho scoperto che esiste qualche giorno fa e beh, è peggio di un porno amatoriale con due sfigurati e una grande ustionata che credi sia la tua moglie defunta, rediviva e bruciacchiata e un attimo più maiala della donna angelicata che vive nei tuoi ricordi di vigilante sciroccato.

Comunque in via definitiva questo finale di run non è niente male, non divertente come Frankencastle, non ben riuscito come le storie che precedono la morte di Frank, ma comunque un’ottima lettura, e ora aspetto al varco il Punisher di Greg Rucka che a me piace un bel po’ come sceneggiatore e con una serie poliziottesca come “Gotham central” aveva fatto felice il mio cuoricino di lettore.


Un pensierino per farci perdonare che aggiorniamo poco…

gennaio 15, 2012

 

Questa settimana però ritorniamo. Giuriamo su Doom.