Transmetropolitan, una gonzata per ogni gonzo che si rispetti

febbraio 26, 2012

Ho sempre avuto un debole per il termine gonzo, sarà per il personaggio dei muppets, sarà per il suono, sarà perché dire “gonzata” m’è sempre piaciuto. Quando sentii nominare per la prima volta il “gonzo-journalism” di Hunter Thompson quindi non potei fare a meno di esplorare l’opera del giornalista noto per “Paura e disgusto a Las Vegas”.

Anche Ellis deve apprezzare particolarmente il lavoro e la figura di Thompson, tanto da imbastirci totalmente i tratti peculiari del protagonista di “Trasnmetropolitan” Spider Jerusalem creando un personaggio che conquista e diverte il lettore già dalle prime vignette di questo ottimo fumetto fresco di ristampa da parte della già attivissima Rw lion.
Spider è appunto un noto giornalista che torna al lavoro nella metropoli dopo un lungo periodo passato a fare l’eremita sui monti, il tutto in un futuro incredibilmente anni novanta, con la gente stramba e i folli innesti tecnologici e il potere stronzo e il sudiciume e il gran casino generale. “Trasnmetropolitan” è un fumetto volgare e scherzoso, smargiasso, che non si risparmia qualche riflessione magari un goccio retorica, ma comunque interessante e piacevole.
Ellis mette in gioco un umorismo dissacrante e dalle tinte fortissime, a volte eccessivo come quando si tratta di cagare in chiesa, ma capace di suscitare più di una risata senza trascurare lo scorrere della trama principale delle sue storie.

Volume consigliatissimo per una lettura brillante e bella gonza, opera di uno dei migliori autori in circolazione, accompagnato inoltre dai bei disegni di Robertson.

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“Spider- Man: il reboot di cui non sentiva il bisogno nessuno 3D” ecco il primo trailer

febbraio 9, 2012

Si disvela piano piano il reboot meno atteso di sempre.

Già dal fotogramma che vedete sul video prima di cliccarlo si capisce che si tratta di una poverata senza pari. .. Ma come sta messo ‘sto scemo? Bhà.

Dopo averlo guardato tutto, invece, concorderete con noi che:

  • la famiglia Stacy (Emma Stone e Dennis Leary) sono ok.
  • Emma Stone è patata forte.
  • Spider-Man\Peter parker lo avreste bullizzato anche voi se foste stati al liceo assieme.
  • La sola idea di ripercorrere filmicamente da capo le origini del personaggio vi farà sembrare l’idea di affittare in DVD “Mamma Mia!” più piacevole.
  • Lizard si vede poco ma sembra fatto con la Playstation.
  • Spidey ha il costume fatto di guanti per lavare i piatti e fa schifo alla vista.

A voi.


Serie che vieni, serie che vai #4: Fondazione futuro, tra belle cose, un po’ di noia e gente che non centra una mazza

febbraio 9, 2012

Giunge il momento, dopo quattro uscite, di parlare un po’ della nuova incarnazione dei Fantastici quattro dopo la morte di Johnny Storm meglio noto come la Torcia umana. Come avete potuto leggere sia in passato che pochi giorni fa a me Hickman piace un sacco come sceneggiatore, ma ammetto candidamente che fino alla morte del fiammeggiante bellimbusto non mi sono curato minimamente di leggere la sua gestione del quartetto più famoso dei fumetti. Come il peggiore degli sprovveduti però quando ho visto in edicola il primo numero dedicato alla Fondazione futuro l’ho preso.

Il primo episodio della serie, col ritorno del nostro sovrano Destino, il colpo di scena finale e la presentazione di tutta la baracca mi ha pure entusiasmato.
Roba di tirare un manrovescio sulle pagine e dire “Ecco! Questi sono i Fantastici quattro. Mistero, magia, robe tecnologiche incomprensibili…”. Ancora di più dopo il secondo episodio, in cui la figlia di Reed e Susan rivela di avere liberato dei Reed Richards cattivi da altre dimensioni.
Cosa succede dopo, pur avendolo letto, non lo ricordo se non a piccoli sprazzi. Questo perché pur avendo ottime caratteristiche in Fondazione futuro ci sono anche dei momenti di una noia abissale, come le prime schermaglie con questa nuova minaccia o l’arruolamento dei cattivoni.
Notevole anche il ritorno sulla terra degli Inumani e del redivivo Freccia Nera. Spero però di aver capito male il ritorno in vita del silenzioso sovrano, perché se è risorto solo perché “Ha ancora delle cose importanti da fare, tipo prendere a ceffoni l’impero Kree e allora lo facciamo rispuntare dal nulla” questa è una cagata come non se ne vedevano da anni.

Ma c’è di peggio, molto di peggio.
Cosa cazzo ci fa l’uomo ragno vestito da spermatozoo nei fantastici quattro?
Ce lo siamo chiesto più o meno tutti.
E la risposta dopo quattro numeri di Fondazione futuro è: NULLA! ASSOLUTAMENTE NULLA!
Per ora sembra che ce l’abbiano messo solo per provare ad aumentare le vendite. Ormai Peter Parker è ovunque. Da solo, coi vendicatori, ora coi Fantastici quattro. Ovunque.
Nei vendicatori ci può anche stare, ma nelle avventure cosmiche dei Fantastici quattro che cosa cazzo può fare l’Uomo ragno? Ha sempre fatto pena nello spazio, basta rileggersi Guerre Segrete.
Si tratta di un personaggio metropolitano, come Devil, o il Punitore, e pensandoci anche solo per cinque minuti mi sono venuti in mente abbastanza nomi per prendere il posto della Torcia da fare altre dieci squadre.
Nova, ad esempio, che nei vendicatori segreti è praticamente scomparso dopo il primo arco di storie, un po’ come qualsiasi cosa di decente e ganzo ci fosse in quella serie.
O la Torcia umana classica che sappiamo essere tornata in vita e in continuity. Troppo poco brillante? Toro! Entrambi diventano uomini fiammeggianti proprio come il compianto Johnny Storm.
E potrei andare avanti a lungo.
Inoltre se c’era una cosa che da ragazzino adoravo era il protagonismo di Spidey nelle sue storie. Qualche giorno fa mi sono riletto i Team up degli anni novanta disegnati da Frank Miller e ce n’era uno con i Fantastici quattro. Non era una storie dell’uomo ragno e i Fantastici quattro, era una storia dell’uomo ragno con i fantastici quattro. Un protagonista e delle comparse. E così sono praticamente tutti gli incontri tra Peter Parker e gli altri eroi Marvel, almeno finchè Bendis non l’ha sbattuto tra i Vendicatori.
In questa serie l’arrampicamuri è ridotto veramente a una comparsa che fa qualche battuta da macchietta ma mostrando anche di essere intelligente, anche se prima di tutto rivela di essere inutile e fuori luogo.

Nonostante tutto però Fondazione futuro è una serie accettabile. Non ottima come altre cose di Hickman, non particolarmente entusiasmante, ma una lettura non completamente cagosa come mi aspettavo.


ASSEMBLE!

febbraio 6, 2012

Ci siamo quasi. Quei fotogrammi in cui si mettono schiena a schiena, con hulk verde pistacchio, con Cap che salta a cavallina le macchine come gli ha insegnato Alex Ross… Fan service o meno, siamo carichi come un pugno di Giant Man! Ah.

Ah, ora che ci penso ecco perchè il film potrà essere bello ma non bellissimo: manca Giant-Man! Me lo dimentico sempre.

Ma… Magari si è nascosto dietro l’Empire State Building! Eh? Eh?! No eh?.

Sob.

 


Omega Lo Sconosciuto

febbraio 6, 2012

Omega lo Sconosciuto

Qui in Latveria quando sentiamo parlare di “destrutturazione” del super eroe ci prudono le mani. “Ora metto un paio d’occhiali da lettura al Punitore e gli faccio leggere Ambigrammi di Hofstadter. Sono un genio!” – “Ora faccio fare una scena di sesso ad Hulk e lo faccio piangere durante l’amplesso! Fatti da parte Alan Moore!” – “ L’Uomo Ragno scoprirà di essere figlio di una relazione incestuosa e di essere sieropositivo…” e così via.
Il fumetto ha avuto la sua rivoluzione 25 anni fa con quel capolavoro lì che non sto manco a nominare, e ci va bene così (la DC ha ufficializzato da poco l’uscita di un prequel. DOOM SEAL OF DISAPPROVAL in arrivo) .
Omega Lo Sconosciuto è scritto da un romanziere e disegnato da uno “che fa robe d’autore”, e quindi già saremmo pronti a rigare la macchina dei  due in questione, ed invece no! Prima di tutto lo scrittore di cui stiamo parlando è Jonathan Lethem che oltre ad essere un signor scrittore, a cui noi vogliamo il bene, è anche da semprissimo amico dei super eroi (basterebbe dare una scorsa ai suoi romanzi, anche solo ai titoli, per capirlo). Il disegnatore è Farel Dalrymple, di cui ho amato alla follia “Pop Gun War” e  che, è vero, non lavora con i super eroi ma che comunque ama operare sempre in quella dimensione di fantastico/sospensione di realtà che in lui si esprime in una modalità in qualche modo imparentata con quelle dagli universi Marvel/DC.  Ad ogni modo per lui questa non è solo un’ incursione , anche lui è amico dei super eroi:

Visto? Fidiamoci.

Tagliamo corto, “Omega Lo Sconosciuto”  è bello. È bellissimo.
Basandosi su una poco fortunata (in termini commerciali) serie uscita tra il 1976 e il 1977 ad opera di Steve Gerber (il

creatore di Howard il Papero!), Mary Skrenes (una donna!) e Jim Mooney (Jim Mooney!), Lethem e Dalrymple imbastiscono la più fantasiosa delle coming of age novel che riesce ad a fare slalom fra mille temi senza mai perdersi: passando dalle problematiche giovanili (distacco coi genitori, interazione con l’altro,  bullismo etc)  al concetto di narrativa stessa (Omega, super eroe muto, riuscirà a raccontare la propria storia solo attraverso i fumetti…. Una lacrima mi solca il viso, scusate) il tutto con la presenza di Robot-Alieni assassini, una mano gigante che se ne va in giro da sola, un super eroe taciturno che lancia laser dalle mani, un  ragazzino genio disadattato, ed il migliore anti-anti-eroe in cui mi sia capitato di imbattermi ultimamente.

Senza stare a spoilerarvi troppo la trama (anche perché così complessa e viva da essere difficilmente sintetizzabile) vi posso dire che una delle forze di OLS è la bellezza dei personaggi: finalmente abbiamo un ragazzo prodigio, Titus Alexander Island “il ragazzo che salta fuori dal nulla”, a cui non molleresti un calcio nel sedere ogni volta che apre bocca, e che non usa mezzucci per guadagnarsi la nostra simpatia. Un eroe taciturno e tormentato, Omega, che non cerca di far bagnare nessuna fan dei My Chemical Romance, ma che porta la morte dentro e che con estrema dignità e cieca abnegazione va verso il compimento del suo destino. Ed un fantastico antagonista,  The Mink/Visone, che amerete odiare (o viceversa). Mi sembra ovvio che Lethem abbia deciso di regalare a questo meraviglioso personaggio tutte le battute più brillanti (e non sbaglia un colpo) ed un profilo fra i più interessanti.

Aggiungo che i bellissimo tratto di Dalrymple pare nato appositamente per la scrittura di Lethem. Spero in altre collaborazioni.

C’è una MANO GIGANTE CHE CAMMINA ED INDOSSA UNA CINTURINA! Accattatavillo!


Serie che vieni, Serie che vai #3 – Storie bellissime di mostri maleodoranti: la ristampa di “Swamp thing”

febbraio 1, 2012

Prima di tornare a parlare di serie che finiscono o di nuove proposte mi fermo un attimo a segnalare la ristampa dell’anno, o meglio dell’anno scorso.
Negli ultimi tempi sia la Panini (con molta parsimonia) che la Planeta de Agostini (a volte esagerando) hanno ristampato diverse storie vecchie quando non antiche. Tra queste non poteva certamente mancare, e sinceramente l’aspettavo da parecchio, un’edizione di gran lusso dello “Swamp thing” di Alan Moore.
Lo aspettavo perché non l’avevo mai letto e finalmente ho messo mano a questa serie storica.

Come già mi è capitato di dire su queste pagine dell’internet ho un debole per i mostroni paludosi dalla scarsa igiene personale ma dalle belle storie, e la cosa della palude sceneggiata dal maestro inglese è sicuramente l’esempio più noto e importante di questa tipologia di personaggi.

Il primo volumone ha un rapporto qualità/quantità/prezzo impeccabile. E il contenuto, anche se penso non ci sia bisogno di dirlo, è di livello stratosferico.
Ripercorrendo non solo le origini, ma l’essenza stessa di Swamp thing, Moore propone storie dal tratto fantastico e orrorifico che non rinunciano a una mai noiosa o banale passeggiata nell’introspezione, schernendo gli eroi, esaltando i tratti umani del mostro, parlando di amore, morte, dannazione, redenzione, ansia e quant’altro. Risulta difficile parlare di Swamp thing perché in Swamp thing c’è praticamente tutto ciò che può rendere immensamente grande un fumetto. In queste pagine tutto è perfetto.
Per quanto sia un balenottero questo primo volume si legge d’un fiato, ed è un obbligo, se come me eravate a digiuno di questa serie, farlo vostro, sperando che con il passaggio da Planeta de Agostini a Lion la pubblicazione dei restanti due volumi non venga interrotta. Sarebbe davvero imperdonabile.