Ma quanto è pazzosamente pazzo pazzissimo questo Moon Knight

giugno 20, 2012

Moon Knight è un personaggio che mi ha sempre affascinato nell’universo Marvel, pur avendo una delle origini più brutte e insulse di sempre. Sono stato quindi contentissimo di vedergli dare un bel ruolo nei vendicatori segreti di Steve Rogers all’inizio della Heroic Age.
Se Moon Knight come personaggio mi garba, Brian Bendis come sceneggiatore mi fa ribrezzo nella maggior parte delle cose su cui mette mano. Il suo “Alias” però mi era piaciuto, e nonostante quella schifezza di “Spider Woman” ho dato una possibilità alla sua nuova mini serie sul cavaliere lunare che sta venendo pubblicata in Italia.

Il risultato è una serie che non partirebbe nemmeno da brutti presupposti, ma che ha un difetto talmente abnorme che dal prossimo numero la lascerò ben volentieri sugli scaffali.
Qualcuno dovrebbe spiegare a Bendis che se stai scrivendo le storie di un personaggio un po’ squilibrato non devi per forza ribadire che è troppo matto mattissimo ogni tre vignette. Caro Bendis basta e avanza il fatto che fai parlare il tuo protagonista con dei supereroi immaginari. Davvero. Fidati.
Moon Knight incontra i cattivi: questi gli dicono che è pazzo.
Moon Knight produce una serie tv su Moon Knight: tutti quelli con cui parla gli dicono che è pazzo.
Moon Knight incontra Echo: Echo gli dice che è pazzo.
Moon Knight va dal salumiere: il salumiere gli dice che è pazzo.

L’abbiamo capito che Moon Knight è troppo pazzo pazzissimo fuori di testa matto e zuzzurellone. Non c’è bisogno di leggere una miniserie in sei numeri dove ogni personaggio si limita a dire al protagonista che è fuori come un terrazzo.
Ragazzi, che palle!


Perbacco! Millar ne ha fatto una buona!

giugno 5, 2012

E io a Millar gli volevo bene, ah se mi garbava la roba che scriveva. E gli Ultimates, e Chosen, e Wanted… e quante robe belle che ha scritto Millar!
Poi sono arrivate le cagate. La conclusione di Civil war che era iniziato bene e finito da schifo, e poi i vari tentativi di ganassata di cui abbiamo anche parlato su queste pagine come quella boiata di Kick ass, quell’orrore degli Ultimate Avengers e altri che noi stessi ci siamo risparmiati di leggere e di buttarci soldi, su tutti Nemesis.
E poi quando meno te l’aspetti, quando ancora sbadigli per i suoi Fantastici 4, Millar ti tira fuori Superion. Che l’ho comprato giusto perché costava poco e mi sentivo in vena di sperperare, e invece mi sono trovato fra le mani un fumetissimo.

Guardando le prime immagini ho pensato “E dopo aver scritto una porcheria sfottendo Batman ora Millar replica con Superman?”. Chi non l’ha fatto?
E invece no. Non è un capolavoro, ma queste prime pagine di “Superior” sono una lettura più che buona. Un omaggio al fumetto come meraviglia, fantasia e intrattenimento e a certe atmosfere anni ’80 che già Millar aveva rievocato benissimo in “1985”. La storia parla di Simon, un ragazzetto con la sclerosi multipla che viene visitato da una SCIMMIA SPAZIALE che gli concede di esprimere un desiderio, e il ragazzetto malato di colpo si trova trasformato in Superior, il suo eroe preferito.

Partiamo dal protagonista. Il racconto della sua malattia riesce ad essere potente e straziante il giusto (anche se soffermandosi sul suo passato da atleta si rischia un po’ di patetismo) senza diventare troppo ingombrante ai fini della storia. Ancora meglio Millar riesce a descrivere la madre del ragazzino, creando una figura secondaria magnifica, migliore persino dell’amico per la pelle di Simon a sua volta caratterizzato benissimo.

Passiamo alla SCIMMIA SPAZIALE. Magari andando avanti nella storia questo verrà spiegato meglio. Ma per ora sono treni merci carichi di maccosa e unico punto dolente della storia. Considerando che stiamo parlando del fattore scatenante del racconto potrebbe essere un problemone…

Arriviamo al supereroismo. Simon ha un desiderio, e invece di essere quello di guarire e basta, è quello di diventare Superior, un eroe classico ormai in declino. Un boy-scout che non piace più ai ragazzini e che non riesce a risollevare le sue sorti neanche con un nuovo film tutto effetti speciali. La dichiarazione d’amore di Millar è evidente, e bellissima.

Sarà stata la sorpresa di trovarmi tra le mani un fumetto simile dopo una serie di schifezze da “hey sono troppo ganzo e scrivo i fumetti scorrettissimi e violenti” da parte di un autore che in passato m’aveva appassionato e divertito, ma a Superior do più di una chance e anche parecchio favore, secondo me una lettura se la merita tutta.


Si può parlare bene di una scemenza come “Fear itself”?

giugno 1, 2012

Partiamo dalla trama per chi, giustamente, avesse lasciato sugli scaffali i 7 albi di questa storia. Sin, la figlia del teschio rosso ormai teschiorossizzata pure lei vuole portare a compimento una delle missioni fallite dal padre. Prende un martellone conservato da dei nazisti in Antartide e libera il Serpente, che non è una biscia ne il ladro coatto dei Simpson, ma il fratello di Odino, un dio della paura, incazzato come un caimano. Questo fa cadere dal cielo altri martelli che nelle mani di alcuni supereoi e supercriminali gli danno dei poteroni e li fanno diventare delle macchine spacca-tutto. Poi si danno un sacco di botte coi vari eroi fino alla fine.

Fear Itself è innegabilmente una stronzata. Oltretutto nel terzo numero viene fatto fuori il personaggio meglio sviluppato dell’ultima decade (se non di più) della Marvel, ossia Bucky – nuovo Capitan America. Che è un po’ come se il Barcellona gambizzasse Messi, e la cosa non mi è garbata proprio per niente.
Ero quindi superpronto a devastare tutte le scemate di questa saga (Tony Stark che per evocare Odino come sacrificio si rimette a bere dovrebbe essere un colpo di scena della stramadonna? Madddove?), ma poi parlando col fumettaro mentre compravo le uscite settimanali lui ha detto una cosa che mi ha fatto pensare: “A me piace, si picchiano”, e ho pensato che per certi, molti aspetti ha totalmente ragione lui.
Prendiamo una delle cose migliori di Fear Itself: tra gli sgherri del Serpente posseduti dai vari martelli c’è la Cosa. Ben Grimm rancoroso e cattivo. Una bombissima! E non solo. C’è anche Hulk, e un intero numero è praticamente dedicato alla scazzottata tra questi due e Thor, e tutto ciò è bellissimo, il divertimento di vedere simili personaggi che si danno masconi è innegabile.
Con ciò non nego l’apprezzamento per un certo fumetto supereroi stico introspettivo e maturo, ma certe cose è meglio cercarle nel catalogo Coconino piuttosto che tra le nuove uscite della Marvel. Così come adoro alcune storie d’azione ben scritte e piene di colpi di scena come molti lavori di Brubaker o di Waid, ma certe volte si ha bisogno di vedere una bella scazzottata tra supereroi sulle pagine dei nostri fumetti preferiti.

Nonostante Fraction sia uno sceneggiatore che mi piace, particolarmente sulle pagine di Iron man, con “Fear itself” ha tirato su un carrozzone con mille difetti, eccessivamente lungo, sconclusionato, per la maggior parte delle sue pagine insipido. Potrei scrivere fiumi di parole su tutte le scemenze lette in questa saga e nelle serie collegate, ma sarebbe inutile. È una stronzata, si picchiano, a volte è divertente. Basta così.

Anzi, basta un cazzo.
Nell’ultimo numero Capitan America solleva il martello di Thor e lo usa per riempire di mazzate Sin e i suoi compari cattivoni. Anzi, sticazzi, potrebbe anche averlo usato per grattarsi la schiena o levare le caccole a Luke Cage, ma non so se avete capito bene leggendo quelle tavole o queste righe: CAPITAN AMERICA CHE SOLLEVA E USA IL MARTELLO DI THOR?
Che nessuno osi lasciare cadere nel vuoto come un episodio di poche pagine su una saga di merda questa cosa perdio!
Io non se Fraction si è reso conto di cosa ha fatto fare a Cap.
Finita la saga Rogers si ritrova col suo scudo tra le mani rimesso insieme dopo che era stato distrutto qualche numero prima e si sprecano in battute su sta cosa. HAI SOLLEVATO IL MARTELLO DI THOR DIAMINE! DEVI DIRE QUALCOSA!!!!!
Non si può lasciar correre così, come se niente fosse, quella che potrebbe rivelarsi una delle peggiori boiate lette su un fumetto Marvel negli ultimi anni. Sarebbe qualcosa di immorale.