Perbacco! Millar ne ha fatto una buona!

E io a Millar gli volevo bene, ah se mi garbava la roba che scriveva. E gli Ultimates, e Chosen, e Wanted… e quante robe belle che ha scritto Millar!
Poi sono arrivate le cagate. La conclusione di Civil war che era iniziato bene e finito da schifo, e poi i vari tentativi di ganassata di cui abbiamo anche parlato su queste pagine come quella boiata di Kick ass, quell’orrore degli Ultimate Avengers e altri che noi stessi ci siamo risparmiati di leggere e di buttarci soldi, su tutti Nemesis.
E poi quando meno te l’aspetti, quando ancora sbadigli per i suoi Fantastici 4, Millar ti tira fuori Superion. Che l’ho comprato giusto perché costava poco e mi sentivo in vena di sperperare, e invece mi sono trovato fra le mani un fumetissimo.

Guardando le prime immagini ho pensato “E dopo aver scritto una porcheria sfottendo Batman ora Millar replica con Superman?”. Chi non l’ha fatto?
E invece no. Non è un capolavoro, ma queste prime pagine di “Superior” sono una lettura più che buona. Un omaggio al fumetto come meraviglia, fantasia e intrattenimento e a certe atmosfere anni ’80 che già Millar aveva rievocato benissimo in “1985”. La storia parla di Simon, un ragazzetto con la sclerosi multipla che viene visitato da una SCIMMIA SPAZIALE che gli concede di esprimere un desiderio, e il ragazzetto malato di colpo si trova trasformato in Superior, il suo eroe preferito.

Partiamo dal protagonista. Il racconto della sua malattia riesce ad essere potente e straziante il giusto (anche se soffermandosi sul suo passato da atleta si rischia un po’ di patetismo) senza diventare troppo ingombrante ai fini della storia. Ancora meglio Millar riesce a descrivere la madre del ragazzino, creando una figura secondaria magnifica, migliore persino dell’amico per la pelle di Simon a sua volta caratterizzato benissimo.

Passiamo alla SCIMMIA SPAZIALE. Magari andando avanti nella storia questo verrà spiegato meglio. Ma per ora sono treni merci carichi di maccosa e unico punto dolente della storia. Considerando che stiamo parlando del fattore scatenante del racconto potrebbe essere un problemone…

Arriviamo al supereroismo. Simon ha un desiderio, e invece di essere quello di guarire e basta, è quello di diventare Superior, un eroe classico ormai in declino. Un boy-scout che non piace più ai ragazzini e che non riesce a risollevare le sue sorti neanche con un nuovo film tutto effetti speciali. La dichiarazione d’amore di Millar è evidente, e bellissima.

Sarà stata la sorpresa di trovarmi tra le mani un fumetto simile dopo una serie di schifezze da “hey sono troppo ganzo e scrivo i fumetti scorrettissimi e violenti” da parte di un autore che in passato m’aveva appassionato e divertito, ma a Superior do più di una chance e anche parecchio favore, secondo me una lettura se la merita tutta.

6 risposte a Perbacco! Millar ne ha fatto una buona!

  1. gomelsky scrive:

    ma son io l’unico pirla a cui Nemesis è piaciuto molto?
    (sul resto delle nefandezze di Millar sono comunque d’accordissimo)

  2. Isabella scrive:

    Eh no, ragazzi! Venvia, KickAss l’era bellino!!

  3. hipurforderai scrive:

    Eccallà. questo è un punto su cui vorrei arrivare e su cui medito da qualche giorno di scrivere qualcosa.
    ci sono fior di autoroni che producono a manetta, spesso cose medie, a volte ciofeche e così via.
    penso poi che stia ai singoli lettori apprezzarne alcune a scapito di altre.
    stando su millar magari a chi è piaciuto kick ass ha fatto cagarissimo superior.
    o andando su ennis qualcuno può aver adorato pro o crossed e disprazzato wormwood o viceversa.

  4. Lerri scrive:

    Abbandonato alla fine del secondo numero, non mi ha detto nulla, solo un modo di cercare di rendere interessante e realistico una specie di supereroe shazamoso aggiungendoci parolacce e stronzate Millariane.

  5. Lerri scrive:

    Nemesis era divertente, ma sostanzialmente un’altra robetta di Millar col finale reso male.

  6. […] un mio commento al post che ho scritto qualche mese fa su “Superior” (che ho finito di leggere e anche senza essere una pietra miliare della storia del fumetto m’è […]

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