Letture da ombrellone #3: Passano gli anni, i mesi e se li conti anche i minuti, ed ecco che esce il finale di “The Twelve”

Vi ricordate di “The twelve”? Ve ne avevamo parlato su queste pagine. Si tratta di una serie splendida di Straczynski uscita un bel po’ di anni fa che raccontava di dodici supereroi della golden age che si ritrovavano nel mondo di oggi.
Io me la ricordavo, però me la son dovuta rileggere dato che per dare un finale alla storia abbiamo dovuto aspettare fino a quest’estate. Vi assicuro però che non è stato assolutamente un peso, il tono malinconico e aspro di quei primi sei episodi non perde neanche alle letture successive il suo smalto.

Ahimè lo splendore di quella prima parte si va un po’ a perdere in questa conclusione che porta la storia verso un’atmosfera alla Agatha Christie in cui quelli ancora vivi fra i dodici supertizi rimasti si chiudono in una stanza finchè non esce chi di loro ha fatto lo stronzo andando in giro a scannare gente con tanto di spiegone finale.
A questo vanno ad aggiungersi alcune storie/genesi di personaggi rimaste in sospeso dal primo volume e liquidate in quattro e quattrotto con quattro belinate a caso. So benissimo che erano ininfluenti rispetto alla trama centrale di quello che è un raro esempio di fumetto corale ben riuscito, ma la storia della prima vedova nera e ancora di più del tizio fiammeggiante sono delle vere e proprie cialtronate.

Nonostante ciò questo volume è ben lontano dal far cagare. Pur perdendo un po’ di quella algida e cinica mestizia con cui Stracoso aveva presentato i vari personaggi nel primo volume, il finale di “The twelve” è libero dal maccccosa, particolarmente considerando che per quanto spesso sia ricoperto di incensi e allori quest’uomo è l’artefice della strada che ha portato spiderman verso one more day, e una storia come “The other” con tutte quelle puttanate sul totem ragnesco è una delle peggiori porcherie lette nel nuovo secolo.

Dopo tutti questi anni d’attesa magari era normale aspettarsi qualcosa di più per chiudere una miniserie iniziata, sviluppata e scritta così bene, ma comunque non ci si incazza, ed è già un risultato mica da ridere in tempi come questi.

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