DC Classics : Lanterna Verde

Dopo la chiusura della Planeta e l’avvento della Lion si temeva un buco nella produzione delle ristampe DC (particolarmente necessarie in Italia dove vanno a colmare lacune pluri-decennali, a volte con serie e personaggi praticamente inediti qui), invece quel versante sembra godere di buona considerazione anche in questo nuovo (ennessimo) nuovo corso dei diritti DC nel nostro paese.

Assieme alle uscite su Batman e Superman, esce anche il volumetto DC Classics dedicato a Lanterna Verde.

Le storie presentate in questo volumetto si situano nella gestione post-O’Neill\Adams, quando il personaggio  in coppia con Freccia Verde toccò il suo apice figurativo e narrativo (e uno dei picchi del fumetto supereroistico classico in generale) e doveva tornare un po’ più nei ranghi, dopo la scorribanda nel mondo reale e nel sociale il pubblico voleva che tornasse l’avventura cosmica e pura alla base della serie. Si tornò quindi a racconti brevi e autoconclusivi, in cui la coppia di eroi affronta avversari e minacce disparate in uno stile classico nella narrazione sempre per opera di O’Neill e che tiene però conto dell’enorme solco grafico lasciato da Neal Adams. Quindi li dove per Batman dopo Adams subentrò Jim Aparo a tenere il mood “adamsiano” con O’Neill qui troviamo Mike Grell, all’epoca però decisamente più giovane e acerbo di Aparo nello svolgere il suo compito.

Sono storie non fondamentali, che “retrocedono” il personaggio dallo stato di culto in cui lo avevano transitato O’Neill e Adams al semplice personaggio d’avventura DC, cosa probabilmente inevitabile ma che comunque fa sentire lo scarto qualitativo dell’operazionein ogni senso. Rimane comunque una lettura piacevole, come del resto il Batman di fine anni ’70 già su Classici DC Planeta e il Brave & The Bold di Aparo sempre su Planeta.

Consigliato quindi ai completisti di Green Lantern\Green Arrow e della DC in generale, ma dato il prezzo del volumetto credo proprio sia quello il mercato di riferimento.

Passando all’oggetto in se invece, possiamo dire che la veste grafica è veramente bruttina, non che la Planeta fosse eccezionale ma qui siamo messi un po’ peggio: un uso di Photoshop che neanche la Play Press negli anni ’90 e purtroppo gran parte del volumetto presenta le storie da scansioni di albi originali e non dalle pellicole per motivi di irreperibilità di queste presumo (certo che però almeno per la copertina un immagine non da scansione potevano mettercela eh), quindi nonostante non sia una colpa direttamente imputabile alla Lion il risultato è comunque visivamente bruttino; speriamo che dai prossimi numeri le pagine da scansione siano sempre di meno. Infine, dopo la dipartita dei magnifici tradutòres iberici, si torna a delle traduzioni in italiano corretto e con punteggiature consone ma latitano un po’ troppo i redazionali, ridotti a poche colonne introduttive: un prodotto così per completisti deve avere più redazionali informativi possibili.

Il prezzo di 14 euro sembra, allo stato delle cose, eccessivamente alto anche contando la buona fattura cartacea del volumetto.

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