Neonomicon, Alan Moore, e i mostroni tantacolosi porcelloni

neonomiconNon sono mai stato un grande fan dei manga giapponesi, e ancora meno degli hentai giapponesi, ossia i pornazzi a fumetti prodotti nel sol levante. A entusiasmarmi ancora meno di una cosa che già non mi entusiasma per niente (e sostituite a entusiasmare diversi verbi a voi preferiti nella precedente frase) sono gli hentai in cui ragazzine al limite (se non tranquillamente oltre) il limite della pedofilia vengono violentate da mostroni tentacolosi.

Premesso questo mi appresto a parlarvi del “Neonomicon” di Alan Moore, opera creata dal geniale sceneggiatore britannico per pagare una cartella esattoriale di Equigranbretagna ispirandosi agli scritti lovercraftiani.
Che a Moore ste cose garbino si sapeva già. in quella meraviglia del suo Swamp thing ce n’è a badilate, e qua si sbizzarrisce nel ripresentare mostroni e riti legati al simpatico mondo di Chtulu imbastendo una specie di giallo che parte da un suo vecchio racconto (“Il cortile”) riproposto nella sua versione a fumetti in apertura del volume italiano di Neonomicon pubblicato recentemente dalla Bao.

Che il buon vecchio Alan Moore sappia scrivere fumetti lo sapevamo già. In “Neonomicon” però s’impegna poco, fa il compitino, si legge con gran rapidità, ma lascia ben poco al lettore. Al massimo può piacere a qualche orribile soggettone il fatto che le parti più spinte, praticamente pornografiche, che vedono nel cast anche allegri mostroni lovercraftiani arrapati come adolescenti siano mostrate senza tanti freni, ma personalmente a me questo fa apprezzare ancora meno il volume.

Una lettura abbastanza insipida, nonostante l’accoppiata Moore/miti lovercraftiani potesse dare grandi risultati. Peccato. Ma c’è chi per pagare le cartelle esattoriali fa ben di peggio.

ps: che poi già il volumetto pubblicato per la avatr su quella specie di supercazzola sulla televisione uscito un due anni fa (se non erro) scritto da Mister Alan Moore era cosa assai brutta. Ma ad Alan Moore una lettura gliela si dà sempre, è parlarne male che viene davvero difficile.

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8 Responses to Neonomicon, Alan Moore, e i mostroni tantacolosi porcelloni

  1. diobrando ha detto:

    Moore + ragazzine violentate da mostri tentacoluti? Mio subito.

  2. Giuda ha detto:

    Gli ammerigani stanno scoprendo adesso quello che gli italioti vissero più di quaranta anni fa … i pornofumetti (e non lo dico per polemica -non solo, almeno- perchè molti dei pornazzi made in italy avevano un’ottima qualità)

  3. diobrando ha detto:

    Sì, come no.. Gli hentai in America circolano almeno dall’epoca dell’Urotsukidōji di Maeda (fine anni ottanta) che è uno dei capisaldi assoluti del genere “tentacoli lascivi e appiccicaticci”. Io piuttosto mi soffermerei sulla premessa stessa dell’articolo: questo Neonomicon c’entra con l’hentai e il manga giapponese in generale come la nutella si sposa al bacio col cacciucco alla livornese. Dubito persino che Moore conosca anche solo per sentito dire l’opera di Maeda, ed imho è un vero peccato perché ne sarebbe potuto uscire fuori qualcosa di certamente più intrigante di questa storia fiacca, banalmente morbosa ed incomprensibilmente edulcorata (lo stratagemma della tipa senza lenti a contatto? Ma via, siamo seri..). Insomma la classica marchetta semestrale dell’Alan, che anche lui ha un mutuo da pagare come tutti gli altri, cosa vi credevate?

    • hipurforderai ha detto:

      la premessa centra ovviamente poco. è una gonzata per dire che mostroni che si sollazzano con donzelle mi arrazzano zero. era mia intenzione solo svilire questa più che trascurabile opera di moore dicendo che anche nelle parti del racconto di natura sessuale il mio interesse faceva impennare lo sbadigliometro.

  4. Giuda ha detto:

    @diobrando: gli hentai in ammeriga dagli anni ottanta? ok, ma secondo te io parlavo di hentai? 😦
    No, io parlavo dei fumetti erotici e/o horror italiani (ad esempio, jacula, wallenstein, vartàn …) che risalgono ai ‘sessanta … e anche loro, c’entrano “con l’hentai e il manga giapponese in generale come la nutella si sposa al bacio col cacciucco alla livornese. ”
    E anche a livello di fumetto hard autoriale, siamo avanti di decenni … Frollo, Magnus, Angiolini (solo i primi che mi vengono in mente). Autori che facevano già molto tempo fa proprio quello che a te delude non abbia fatto Moore …
    Se vuoi, posso segnalarti qualche loro opera che sono certo ti sorprenderebbe.

  5. diobrando ha detto:

    Ah ok, avevo frainteso a cosa ti riferivi, sorry. Il fumetto erotico/horror italiano di cui parli lo conosco molto bene (Magnus lo adoro, figurati) e so perfettamente di cosa eravamo capaci (e da qualche parte conservo ancora un paio di annate dei vari Dottoressa, Terror, Miliardaria e compagnia copulante). Comunque grazie 😉

    Tornando in topic, continuo a pensare che questo Neonomicon sia un’enorme occasione sprecata: se l’intento finale dell’opera era mostrare il lato più erotico e morboso dell’opera di H.P. allora possiamo tranquillamente affermare che Moore ha ceffato su tutta la linea. C’è più erotismo in un episodio qualsiasi della Lega che in questo pastrocchio uscito male di un centinaio di tavole (quelle de Il Cortile non le conto). Stavolta il fucile a pallettoni del Bardo è stato caricato a coriandoli, mi sa.

  6. […] troppo indietro su queste pagine troverete che non ho un buon rapporto con l’Alan Moore attuale. “Neonomicon” era un compitino mal svolto talmente insipido che mi ricordo a malapena cosa succedeva tra quelle […]

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