Capitan America – The winter soldier

marzo 31, 2014

new-captain-america-the-winter-soldier-poster-lands-155226-a-1391176963-470-75E che vi devo dire? Vi devo dire che è una figata di film? Ve lo dico: è una figata di film.
Che se il primo Capitan America era caruccio ma un po’ timidino, qua abbiamo un film su, con, di Capitan America, e il Capitan America quello bello, quello che ci piace e ci gasa nei fumetti. Particolarmente quello dell’ultimo periodo, iconico, eroico come nessun altro, invischiato suo malgrado in meccanismi mondiali mastodontici dove però dice la sua con il suo grande cuore di Steve Rogers.
“Capitan America The winter soldier” mantiene ogni singola promessa, anche quelle che non aveva fatto, e il tutto è bellissimo. Meglio del primo film, meglio degli Avengers, meglio di Thor 2, meglio degli Iron man e (ora tiro la bomba) meglio dei tanto osannati film di Batman a firma Nolan* a voler andare a guardare la concorrenza.
In questo film c’è un eroe che fa un eroe come deve essere. Ci sono i comprimari finalmente usati alla grandissima (particolarmente la Scarlett-Vedova nera che alleluja è la Vedova nera che tutti amiamo e non solo per quel culo meraviglioso). C’è un cattivo che riesce ad essere grande senza essere una macchietta, un Robert Redford che ce la mette tutta a essere “lo stronzo in giacca e cravatta”. Ci sono gli effetti speciali che lasciano di stucco. C’è un film marvel che riesce ad essere serio, senza bisogno di battute e battutine e delle gags, e che dà senso a questo (per me graditissimo) aspetto seriale dato alle varie pellicole.

Se già con “Thor” o “Avengers” la Marvel aveva messo in immagini un mondo che amiamo alla follia, facendo quello che gli chiedevamo, ossia “avete delle storie e dei personaggi che sono già perfetti e favolosi, lasciate tutto com’è, e nei limiti dei diritti vi basta copia-incollare quanto già ci ha fatto divertire ed emozionare su carta” con questo film si supera, e il risultato è splendido.

 

Per me, miglior film di supereroi di questa nuova era. Imprescindibile.

 

*eddai, stiamo parlando di film dedicati a personaggi dei fumetti. Il terzo film, per quanto apprezzabile, era un megapippotto politico pieno di gigaputtantate tipo il fisioterapista con le mani di gesùcristo nel buco, che però era di Nolan e tutti li a emozionarsi come scolarette. Sia ben chiaro che sto parlando dei “batman” come “film tratto da fumetto”, e non di Nolan regista che è un bravissimo, e se non ci fossero le figure dell’uomo pipistrello o di Bane che ben conosciamo sarebbe un filmone, ma invece è una pellicola nella quale l’uomo mascherato diventa sfondo, l’eroe non è il punto centrale, e infatti Batman c’era pochissimo.

E anche il secondo film aveva i suoi difetti da questo punto di vista. Bellissimo, ma capace di entusiasmare il me spettatore di cinema, non il me fumettaro.

Ci riusciva nel primo, ma come cinefumetto preferisco questo Capitan America, e anche di tanto.


Il babbeo del giorno # 26 – Il carnefice

marzo 25, 2014

Qualche tempo fa avrei voluto fare un annual del babbeo del giorno coi Thunderbolts del periodo Dark Reign, una delle peggiori squadre supereroistiche mai concepite (e che infatti ha avuto vita brevissima, lasciando nel team solo i personaggi che funzionavano come il fantasma). Poi sono arrivati i nuovi Dark avengers che fanno ancora più cagare (e che infatti hanno avuto vita editoriale ancora inferiore) e m’è rimasto tutto in sospeso.
Dei Thunderbolts dell’epoca Dark reign ce n’era però uno che penso sia nella top ten dei personaggi più insulsi apparsi su un fumetto: Il Carnefice

HeadsmanLayeredNome: Carnefice

Vero Nome: Cleavon Twain

Genesi del personaggio: Il tenero Cleavon viveva in un tenero boschetto col fratello. Per vivere cacciavano dei polli (a quanto leggo su wikipedia, che poi sei in un bosco e tutto quello che riesci a cacciare sono dei polli?) per poi decapitarli su un ceppo e mangiarne le carni.
Un’educazione d’altri tempi.
Cleavon ha poi un tenero cagnolino, che un giorno il fratello a cui sta bestia stava sui coglioni (oppure s’era stufato di mangiare solo pollo tutte le sere) decide di decapitare.
Il nostro eroe non la piglia proprio benissimo, ma invece di ammazzare quello stronzo di suo fratello decide di uscire dal tenero boschetto e di iniziare a squartare a colpi d’ascia tutti quelli che incontrava.  Una reazione da vero genio del crimine!
Un personaggione di tale risma non poteva che finire tra le file di Norman Osborn, che pensa bene di dotarlo di un aliante e di un’ascia più ganza di quella che già possedeva, per poi ripensarci un attimo e spedirlo in qualche modo in galera (da quanto ho capito), facendo si che non si sentisse più parlare di lui fino a questa serie dei Thunderbolts.

Aspetto: Il classico energumeno anonimo, con cappuccio viola e un’ascia.

Poteri: Tutti i poteri che ha glieli ha dati Osborn. Di suo aveva solo che è spesso. Ha un’ascia cazzuta e vola su un aliante. Per il resto è un idiota come tanti altri.

La fine: Finora non è che ci siano molte caratteristiche da babbeo, a parte il fatto che qualsiasi essere minimamente razionale se la sarebbe presa col fratello invece di uccidere gente random e finire tra le grinfie di Osborn. Io l’ho conosciuto con i Thunderbolts, e se già prima aveva tutte le caratteristiche del perfetto tontolone, nella squadra di criminali redenti(ribadiamo, in queste storie a dir poco pessime) il caro Cleavon non ne azzecca una: solo figure da imbecille o da perfetto inetto, una di fila all’altra.
A rendere il tutto ancora più inutile è la sua morte.
Durante uno scontro tra Thunderbolts e Agenti dell’Atlas (gruppo ganzissimo! fateli tornare più spesso disgraziati!!!!) l’uraniano ipnotizza Nuke (se non erro) per fargli uccidere Osborn, il quale però appare al gruppo come ologramma e al posto suoa prendersi il proiettile in faccia è quello sfigato subito li dietro, e potete facilmente indovinare di chi si tratti.

Che poi a dare una riletta veloce più che un babbeo il Carnefice è un personaggio semplicemente insulso. Un omone armato di ascia con un’origine da mentecatto, un cattivo dallo spessore nullo e insignificante…
Diciamo che questo articolo può essere visto quasi meglio come un “Cristo quanto facevano stracagare i Thunderbolts durante Dark Reign”, ma a pensarci bene erano meglio di quelli attuali che come già detto sono una porcheria agghiacciante. Beh, vi allieto con una bella immagine che non centra un accidente, dai, che nulla vada sprecato:

tumblr_n2lsd7P4va1qzd9ino1_500che qua da quando è assente sua eccellenza mancano le robine d’annata.


Che quando ti spunta li un What If non riesco a lasciarlo sugli scaffali

marzo 5, 2014

MARVELUNIVERSE021I What If sono stati una mia fissa dai miei inizi di lettore di fumetti, tanto che alcune storie classiche (lo scontro Wolverine-Hulk, la nascita di Venom…) le ho lette prima come versione alternativa che in originale.

L’ultima volta che sono passato in fumetteria non mi sono fatto sfuggire il volumetto dedicato al What if di Civil war. Col senno di poi infatti, rileggendola con calma e lontano dai riflettori del maxievento in corso infatti mi sono reso conto che a me piace. Il finale sarà tirato per le orecchie, ma a partire dal suo incipit la storia è appassionante e crea scenari ben elaborati. In più alcuni personaggi sono messi in campo in maniera veramente azzeccata, quindi nonostante la sua conclusione e qualche colpo di scena tanto obbligato quanto insulso alla fine dei conti a me Civil war piace.

In questo albo, pubblicato con giusto qualche annetto di ritardo, ritroviamo quegli scenari, e se il primo what if, nel quale si immagina cosa sarebbe successo se Iron man non ci fosse stato e tutti supereroi avessero seguito la ribellione di Capitan America, è assai carino, il secondo è incredibilmente ben strutturato ed avvincente, partendo oltretutto nel modo con cui partono i What if migliori, ossia da un minimo dettaglio, una frase detta in modo diverso. Immaginare una pacificazione tra le due fazioni contrapposte che permetta soluzioni vantaggiose sia per il governo che per i tizi in calzamaglia apre un possibile mondo alternativo da epoca d’oro entusiasmante.

Nello stesso albo vengono poi proposti i What if dedicati al maxievento successivo: come si sarebbe stati senza Secret invasion? Molto ma molto meglio.

A parte le scontate gags però la prima storia, in cui gli skrull hanno portato a termine con successo l’invasione, è una meraviglia, la migliore dell’albo. Non solo riesce ad essere credibile, ma il finale è talmente cinico e ben congegnato da colpire ad effetto pur sapendo che si tratta di un semplice what if.

In definitiva quindi un ottimo volumetto, compresa la storia conclusiva dei Runaways quali Giovani Vendicatori alternativi, e, anche se forse parla il me appassionato di What if fin dalla tenera età, una lettura sbarazzina più che consigliata.