Solo gli stupidi non cambiano mai opinione: considerazioni sparse dopo la lettura del secondo albo di Infinity

aprile 11, 2014

indexRicordate qualche giorno fa che tessevo le lodi del nuovo maxievento Marvel tutto galvanizzato dopo la lettura del primo numero della serie?

Non è che ho cambiato proprio idea come sostengo nel titolo di questo breve articoletto.

Semplicemente mi strarode il culo che si “Infinity” è composto da solo sei uscite, ma quelli che normalmente sarebbero tie in*, ossia le storie dei vendicatori, sono in questa occasione parte integrante della storia. In pratica per leggere BENE “Infinity” bisognerebbe comprare tre albi diversi ogni mese.

Ora io non so voi, ma personalmente odio andare a comprare le scarpe da Foot locker, per il motivo che quando ho finito di provarmi il paio che mi va bene mi impallonano per venti minuti per cercare di vendermi anche le solette, le stringhe, e salcazzo che altro, e io sono troppo pigro per litigare.

Mi sembra che questo maxievento faccia la medesima cosa. Una multinazionale che mi rompe i coglioni per cercare di vendermi prodotti che non voglio comprare.

Detto questo comunque anche nel secondo albo la storia è bella e avvincente. E questo forse mi fa girare ancora di più i coglioni.

giobatta is not amused

giobatta is not amused

Ma sono un idiota, quindi non cambio opinione e continuerò a comprare e a leggere “Infinity”, pur col giramento di coglioni, sperando di trovare qualche sempre qualche minimo riferimento a cosa cazzo è successo nelle testate vendicative e nonostante la storia di silver surfer in coda per ora mi sembri abbastanza una porcheria.

 

*che normalmente, vedi i casi “civil war” o “fear itself” erano delle storie insulse spesso ininfluenti che facevano giusto da contornino.

Annunci

Del ritorno di Miracle Man, l’ennesimo capolavoro anni 80 dello Scrittore Originale

aprile 4, 2014

Miracleman_Vol_1_1Leggo in giro di “bieca operazione commerciale” e rispondo “ma chi cazzo se ne fotte?”. Io della ristampa di Miracle Man sono contento come un frugoletto a natale. E non solo della ristampa delle storie degli anni ’80, ma anche di quelle degli anni ’50 di Anglo.

Fin troppo spesso dimentichiamo che leggiamo fumettini d’intrattenimento, e questo sono quelle storie. E quell’intrattenimento era sincero, innocente e avventuroso, senza ulteriori scopi.

Quindi se vi perdete la ristampa di queste storie iniziata in questi giorni siete dei pazzi, e idem se vi lamentate che torni in edicola e fumetteria (a un prezzo più che equo) una simile meraviglia altrimenti totalmente introvabile.

A farla da padrone però sono le storie degli anni ottanta, quelle scritte dallo Scrittore Originale, di cui ho letto i primi due episodi stamattina e di cui non ho la più pallida idea di come andranno avanti, ma già queste poche pagine mi hanno catturato completamente. Del resto quando lo Scrittore Originale scriveva così era praticamente impossibile non restare a bocca aperta. Per quanto recenti dichiarazioni di questo Scrittore Originale siano alquanto disdicevoli nei confronti dei nostri amati supereroi, quando costui si cimentava con gli uomini in costume riusciva a creare un mondo magico ed entusiasmante, senza bisogno di tante pippe da stregone. Leggere questo primo albo di “Miracle man” è come riguardare i primi gol di Ronaldo quando giocava nel Psv. Magari acerbo, ma già un fenomeno (spiegone: paragone molto ricercato).

Signori, son soldi ben spesi. Spendeteli. Che di storie così se ne trovano poche in giro.

(Sta cosa dello Scrittore Originale di cui si favorisce immagine mi ha fatto veramente riderone).

ax2g


Considerazioni sparse successive alla lettura del primo numero di “Infinity”

aprile 2, 2014

8a7d6088e3d03147699ae84580f07a70_XLNormalmente aspetto la fine dei vari maxieventi per parlarne, gettando normalmente quintalate di merda su questi blockbusteroni fumettistici, che negli ultimi anni hanno fatto abbastanza pena.

Altre volte non ne parlo proprio, spesso perché non li ho nemmeno finiti di leggere, come quella porcheria allucinante di “Age of Ultron”, che ci ho provato, ma l’ho trovato talmente insulso, sconclusionato, scritto da bestia e confusionario che avrei da scrivere solo “non ci ho capito un cazzo, e quel poco che ci ho capito mi ha fatto cagare”. Una saga con un cattivo supermegafichissimo come Ultron che si concentra invece su viaggi nel tempo caotici e che mi hanno provocato come unica reazione una raffica di “machissenefotte”.

Ho già perso troppo tempo a scrivere quanto “Age of Ultron” abbia fatto schifo, ma del resto non penso di essere l’unico ad essersene accorto, tanto che il nuovo maxievento invece di attendere un paio di mesi se non almeno un annetto è già sugli scaffali, e dalla lettura del primo numero questo “Infinity” è una storia di tuttaltra pasta.

 

Prima di parlarne però metto le mani avanti. Dall’avvento di Marvel Now, come già scritto su queste pagine, ho praticamente abbandonato tutte le letture vendicative (e non solo). Quindi di tutti questi nuovi volti tra i vendicatori non ne so praticamente nulla. Ma nonostante questo mi sono perso pochissimo della lettura di questo primo albo, e questo già è un megapunto a favore. Se bastano quelle poche righe a introduzione dell’albo a farmi capire chi diavolo sia questa gente senza rovinarmi la lettura siamo sulla buonissima strada.

 

Arriviamo quindi a “Infinity”, che ho comprato a scatola chiusa per i seguenti motivi:

1-      Finalmente torna una saga cosmica con protagonisti gli eroi più ganzi.

2-      L’ha scritta Hickman, che è uno bravo.

3-      L’antagonista è uno dei cattivi più ganzi di sempre nella storia dei fumetti (e non solo), ossia Thanos.

Mi sono bastate queste tre considerazioni, e dopo la lettura del primo albo che va a gettare le basi di un doppio conflitto spaziale di proporzioni sconsiderate non posso che essere appagato dalla mia scelta. Parliamo di una mera introduzione, ma che è stato un piacere leggere. Magari sarò un povero illuso, ma ho ottime aspettative per le prossime uscite.

 

alimentazione siciliana poco credibile

alimentazione siciliana poco credibile

Detto questo arriviamo al momento gag dell’albo. All’inizio Capitan America e Occhio di falco vengono mandati a Palermo per catturare dei sospetti Skrull. Quando arrivano nella città siciliana sfondano una porta e ci trovano quattro tizi che si smezzano una pizza, usano un congegno e rivelano la loro natura aliena. Io non so quanto Hickman conosca l’Italia, ma Cap e soci non avevano alcun bisogno di usare un qualsiasi marchingegno per smascherare gli ospiti indesiderati: Quattro siciliani che si dividono un’unica misera pizzetta? Ma quando mai? Su quel tavolo avrebbero dovuto esserci tonnellate di arancini, sfincione, pani ca meusa e la stigghiola, panelle…