Sempre più pugni, sempre più acciaio

maggio 26, 2015

image_galleryTanti anni fa c’era una generazione che vide in salotti pomeridiani privi di genitori decine su decine di film di Van Damme, vecchie videocassette recuperate da fratelli maggiori di Bruce Lee e persino le mosse plastiche di Steven Seagal, per poi correre a iscriversi al primo corso di arti marziali che trovava, rinunciando al tirare calci a un pallone per tirarli ai propri amichetti. Anche io ero tra questi e diciamo che praticamente per tutta la preadolescenza ho abbandonato gli sport di squadra per gli sport di menare e nel mio paesello mi consideravo anche abbastanza tozzo, peccato poi che alla prima gara seria fatta in quel del capoluogo me ne sono tornato a casa con le ossa frullate da atleti seri e più grandi.

Non ho mai più indossato un kimono e ricordo a malapena come si faceva il saluto a inizio combattimento.

Altra grande passione di noi dodicenni/tredicenni di provincia ancora in piena infanzia erano il fantasy, i giochi di ruolo, i draghi e le magie. Passatempo meno pericoloso dei calci in faccia e degli sberloni sui tatami cittadini, ma comunque affrontato con non meno passione a partecipazione.

A differenza degli sport di menare questo un po’ è rimasto nella mia persona.

Che dire di un fumetto su un personaggio che amo alla follia capace di unire sempre meglio e in maniera impeccabile questi due mondi?

Se io fossi uno stadio, l’esordio della nuova serie di Iron Fist di Kaare Andrews verrebbe accolto da novanta minuti di sciarpata ininterrotta e cori a squarciagola.

Irrinunciabile!

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Piani (non proprio) ben riusciti

maggio 21, 2015

ORIGINAL_SIN_ELEMENTS

Benvenuti su Latverians, l’unico blog di fumetti che vi parlerà di fumetti senza averli letti!

Se da un lato la marvel mi/ci sta deliziando con tutto l’entusiasmo del suo nuovo universo cinematografico, dall’altro per quanto mi riguarda mi sta facendo perdere interesse nel suo universo fumettistico.

Io lo capisco anche che i vari maxieventi del passato, per quanto bene o mal riusciti che siano, abbiano venduto e anche parecchio, ma almeno per quanto mi riguarda trovarne in edicola o fumetteria di nuovi ogni mese ormai mi ha più che letteralmente stufato.

Se ben ricordate, senza stare a tirare in ballo “Civil war”, prendendo ad esempio quella porcheria di “Secret invasion”, il maxievento non cadde dal cielo ma venne preparato da mesi e mesi di storie, o meglio, di accenni e indizi sparsi tra le storie regolari. Ci troviamo adesso invece ad affrontare una scelta editoriale in cui subito dopo “AvX” inizia “Infinity” che nel frattempo c’è quella cagata di “Age of Ultron”, poi finisce “Infinity” e inizia “Original Sin”, poi finisce “Original Sin” e inizia “Axis” e poi finirà “Axis” e inizierà “Battleworld”, “Secret Wars” o quello che è. E nel frattempo se leggi solo i maxieventi non capisci una ceppa senza le storie regolari e viceversa.

Sinceramente io mi ero cagato in cazzo a metà di “Infinity” e tutto ciò che è venuto dopo l’ho lasciato sugli scaffali. La cosa però non è che mi faccia particolarmente piacere, infatti mi sento un po’ tagliato fuori da questa continuity tanto serrata quanto folle. Erano veramente anni che non mi trovavo a pensare “non ho la più pallida idea di cosa cazzo stia succedendo nel mondo marvel”.

Inoltre, a quanto ho letto nelle testate che seguo ancora con continuità, ossia Devil e basta negli ultimi tempi, gli spunti di “Original sin” non mi sembrano malaccio. L’idea di segreti svelati sepolti nell’inconscio dei vari eroi mi sembra più che golosa, e infatti nelle storie di Matt Murduck la cosa è stata assai ganza, magari mi sbaglio e qualcuno potrebbe dirmi tranquillamente “va che non ti sei perso nulla, era la solita puttanata raffazzonata”, ma nonostante questo un po’ mi spiace aver lasciato perdere quella serie, così come mi sento quasi in colpa a trovarmi praticamente ignaro dei vari stravolgimenti continui in atto.

Certo che se a suscitare il mio ritorno di interesse dovesse essere un Thor con le minne la Marvel non è che stia facendo molto per aiutarmi…


Piani ben riusciti

maggio 18, 2015

aouA leggere qualche recensione in giro ormai è praticamente chiaro a chiunque il successo della marvel nel voler creare un universo cinematografico seriale capace di avvicinarsi a quanto fatto per tutto il ventesimo secolo con i fumetti, un’opera abnorme e , almeno per quanto mi riguarda, più che ben riuscita.

Il secondo film degli Avengers rende sempre più chiaro questo piano tanto diabolico quanto galvanizzante. Penso sia inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, o quanto questo film pur con tutti i suoi problemi sia addirittura superiore alla prima pellicola dedicata ai vendicatori. Mi soffermo solo su un punto: alcune critiche che ho letto in giro per l’internet puntano il tutto su un inizio di saturazione di film con la gente in calzamaglia. La mia semplice domanda conseguente a tali affermazioni è: ma se davvero siete gente che ogni mese corre in edicola a comprare il vostro albo dei vendicatori, o a voler essere più realistici, ogni settimana vi fiondate in fumetteria per seguire le vicende di cap, iron man e soci, davvero vi ha stufato un megafilm di effettoni speciali, battute ganze e sogni realizzati all’anno?

Ammetto candidamente che durante la visione di “Age of Ultron” anche a me è mancato un po’ quell’effetto di “sto guardando, in un cinema, a occhi aperti, un mio sogno di infanzia”, ma nonostante ciò abbiamo a che fare con una pellicola zeppa di senso di meraviglia, di battute e dialoghi ad orologeria e di effetti speciali mozzafiato, quindi chi stracazzo se ne frega di tutti i discorsi da adsl?

Altra fetta di quest’universo in continua evoluzione è l’ottima piega presa da “Marvel Agents of Shield”, che nella seconda stagione conferma tutto l’ottimo lavoro fatto nel finale della prima, mantenendo un livello di cliffangheroni altissimo, con una suspans sempre al massimo e l’ottimo utilizzo di contorno di un mondo dove dei tizi hanno dei superpoteri.

Se la serie dedicata alla squadra dell’agente Coulson è sempre una bomba, ad essere una vera e propria bombissima è la ddserie dedicata all’amato e adorato Daredevil.

Ora che io sia un fervente appassionato delle storie di Matt Murdock non è una novità su queste pagine, e prima di scrivere queste righe, oltre a vedere la splendida serie tv realizzata dalla Netflix, mi sono andato a risfogliare un po’ del Devil di Miller e tutto ciò mi ha portato a pensare che la cosa che maggiormente apprezzo in quelle storie è quel senso di totale mancanze di scrupoli verso il personaggio, quella empatia profonda e lacerante provata per un eroe a fumetti e per i suoi guai, quella mancanza di pietà dell’autore che porta però il lettore a vivere la storia che tiene tra le mani, senza limitarsi a guardare i bellissimi disegni e a leggere dialoghi e didascalie.

Allo stesso modo la serie tv di maggior successo degli ultimi anni, ossia “Breaking bad”, faceva la stessa cosa, particolarmente nelle prime stagioni portava i suoi protagonisti all’inferno, dove stava poi a loro decidere che ruolo occupare e nel caso a pagarne le conseguenze.

“Daredevil” fa la stessa cosa. E lo fa più che divinamente. E non solo grazie a una regia e a una scrittura meravigliose, o a un cattivo epocale come il Wilson Fisk interpretato da un Vincent D’Onofrio da brividoni, nemmeno grazie ai vari inside joke o a un citazionismo più che gradito (la scena di menare nel corridoio non solo ricorderebbe anche a un non vedente “Old boy”, ma si rivela come uno dei momenti action migliori delle ultime decadi), ma grazie soprattutto all’interpretazione di Charlie Cox nei panni dell’avvocato cieco che protegge Hell’s Kitchen.

Cox sempre urlare con ogni sua espressione quanto ha studiato la parte e quanto ami il personaggio che è stato chiamato a interpretare. Bastano le sue espressioni nell’episodio “Nelson v. Murdock” per volergli un mare di bene, proprio per come è riuscito a portare sullo schermo l’abisso toccato in quel momento da Devil e la sua ricerca disperata di un appiglio per uscirne.

Se siete stanchi di cose come queste, se vi stufa una serie che in quasi dieci ore di puntate ricrea alla perfezione la figura di Devil, i suoi drammi e la sua forza, con uno stile degno (se non superiore) dei migliori prodotti realizzati per la televisione, se non ne potete più di vedere scene come la nascita della Visione, città volanti e orde di androidi malvagi realizzati con una cura certosina, mi trovo non solo in difficoltà, ma quasi terrorizzato all’idea di immaginare cosa possa essere in grado di emozionarvi.