Piani ben riusciti

aouA leggere qualche recensione in giro ormai è praticamente chiaro a chiunque il successo della marvel nel voler creare un universo cinematografico seriale capace di avvicinarsi a quanto fatto per tutto il ventesimo secolo con i fumetti, un’opera abnorme e , almeno per quanto mi riguarda, più che ben riuscita.

Il secondo film degli Avengers rende sempre più chiaro questo piano tanto diabolico quanto galvanizzante. Penso sia inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, o quanto questo film pur con tutti i suoi problemi sia addirittura superiore alla prima pellicola dedicata ai vendicatori. Mi soffermo solo su un punto: alcune critiche che ho letto in giro per l’internet puntano il tutto su un inizio di saturazione di film con la gente in calzamaglia. La mia semplice domanda conseguente a tali affermazioni è: ma se davvero siete gente che ogni mese corre in edicola a comprare il vostro albo dei vendicatori, o a voler essere più realistici, ogni settimana vi fiondate in fumetteria per seguire le vicende di cap, iron man e soci, davvero vi ha stufato un megafilm di effettoni speciali, battute ganze e sogni realizzati all’anno?

Ammetto candidamente che durante la visione di “Age of Ultron” anche a me è mancato un po’ quell’effetto di “sto guardando, in un cinema, a occhi aperti, un mio sogno di infanzia”, ma nonostante ciò abbiamo a che fare con una pellicola zeppa di senso di meraviglia, di battute e dialoghi ad orologeria e di effetti speciali mozzafiato, quindi chi stracazzo se ne frega di tutti i discorsi da adsl?

Altra fetta di quest’universo in continua evoluzione è l’ottima piega presa da “Marvel Agents of Shield”, che nella seconda stagione conferma tutto l’ottimo lavoro fatto nel finale della prima, mantenendo un livello di cliffangheroni altissimo, con una suspans sempre al massimo e l’ottimo utilizzo di contorno di un mondo dove dei tizi hanno dei superpoteri.

Se la serie dedicata alla squadra dell’agente Coulson è sempre una bomba, ad essere una vera e propria bombissima è la ddserie dedicata all’amato e adorato Daredevil.

Ora che io sia un fervente appassionato delle storie di Matt Murdock non è una novità su queste pagine, e prima di scrivere queste righe, oltre a vedere la splendida serie tv realizzata dalla Netflix, mi sono andato a risfogliare un po’ del Devil di Miller e tutto ciò mi ha portato a pensare che la cosa che maggiormente apprezzo in quelle storie è quel senso di totale mancanze di scrupoli verso il personaggio, quella empatia profonda e lacerante provata per un eroe a fumetti e per i suoi guai, quella mancanza di pietà dell’autore che porta però il lettore a vivere la storia che tiene tra le mani, senza limitarsi a guardare i bellissimi disegni e a leggere dialoghi e didascalie.

Allo stesso modo la serie tv di maggior successo degli ultimi anni, ossia “Breaking bad”, faceva la stessa cosa, particolarmente nelle prime stagioni portava i suoi protagonisti all’inferno, dove stava poi a loro decidere che ruolo occupare e nel caso a pagarne le conseguenze.

“Daredevil” fa la stessa cosa. E lo fa più che divinamente. E non solo grazie a una regia e a una scrittura meravigliose, o a un cattivo epocale come il Wilson Fisk interpretato da un Vincent D’Onofrio da brividoni, nemmeno grazie ai vari inside joke o a un citazionismo più che gradito (la scena di menare nel corridoio non solo ricorderebbe anche a un non vedente “Old boy”, ma si rivela come uno dei momenti action migliori delle ultime decadi), ma grazie soprattutto all’interpretazione di Charlie Cox nei panni dell’avvocato cieco che protegge Hell’s Kitchen.

Cox sempre urlare con ogni sua espressione quanto ha studiato la parte e quanto ami il personaggio che è stato chiamato a interpretare. Bastano le sue espressioni nell’episodio “Nelson v. Murdock” per volergli un mare di bene, proprio per come è riuscito a portare sullo schermo l’abisso toccato in quel momento da Devil e la sua ricerca disperata di un appiglio per uscirne.

Se siete stanchi di cose come queste, se vi stufa una serie che in quasi dieci ore di puntate ricrea alla perfezione la figura di Devil, i suoi drammi e la sua forza, con uno stile degno (se non superiore) dei migliori prodotti realizzati per la televisione, se non ne potete più di vedere scene come la nascita della Visione, città volanti e orde di androidi malvagi realizzati con una cura certosina, mi trovo non solo in difficoltà, ma quasi terrorizzato all’idea di immaginare cosa possa essere in grado di emozionarvi.

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3 Responses to Piani ben riusciti

  1. IlGigi ha detto:

    Daredevil bombissima. Capisci che una serie ha fatto centro quando la premessa è un semplice ‘supereroi’ e poi ti esce un mix tra The Wire e Batman Begins. Già solo il fatto di aver reso tra i più interessanti un personaggio sulla carta bidimensionale come Wesley è un miracolo, se poi ti ritrovi con un Wilson Fisk memorabile e quel Matt Murdock che esce di peso dalle pagine del fumetto rimanendo credibilissimo.. Davvero, avercene di robe così.

  2. […] la palla al balzo dell’arrivo di Netflix in Italia con conseguente sbarco della prima bellissima stagione della serie tv dedicata a Devil, la Panini pensa bene, anzi benissimo, di riproporre in versione strafiga alcune delle migliori […]

  3. […] portare dedicato alle serie tv è un’altra bombetta dopo quel capolavoro della prima stagione di “Daredevil”, anche se io preferisco ancora quanto fatto per il buon vecchio diavolo rosso. Ma del resto quella […]

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