I fantastici quattro: Rinnovare il concetto di brutto

bekvam-carrello__82361_PE208090_S4Tanti anni fa io e un mio amico, il mio più caro amico, avevamo appena superato i vent’anni e decidemmo di affittarci un appartamento per andare a vivere per i cazzacci nostri, però non eravamo proprio danarosissimi, anzi a dirla tutta eravamo praticamente con le pezze al culo.

L’appartamento era un buco orribile, ma l’affitto era basso e ognuno aveva la sua stanza. In salotto non c’era la finestra, ed essendo entrambi fumatori accaniti questo rendeva nel giro di qualche decina di minuti l’aria irrespirabile. Per andare al cesso dovevi passare dalla cucina ed era diviso da una scassatissima porta a soffietto. I due anni che ho passato in quella casa però li ricordo con nostalgia e pura felicità.

Per arredare la bicocca avevamo pochissimi quattrini, quindi dovevamo inventare. Ovviamente non potevamo permetterci una cucina, pertanto optammo per un doppio fornello elettrico di terza mano e con parecchi anni sulle spalle e un mobile sacrificabile su cui poggiarlo. La scelta ricadde sul mobile ikea più a buon prezzo, ossia un carrello in legno che ho scoperto con orrore essere in vendita ancora oggi.

Dato l’utilizzo per cui era stato acquistato a noi non interessava, ma ci siamo chiesti per mesi che senso avesse un carrello con solo due ruote. Teoricamente il suo scopo doveva essere (suppongo) quello di poggiarci sopra le pietanze in cucina e portarle in sala da pranzo (che nel nostro fantastico appartamento era il corridoio…), ma dovendo inclinare il carrello e esistendo una cosa chiamata forza di gravità, ho il sospetto che tutto quello che era stato posto sul carrello sarebbe irrimediabilmente caduto.

Per tali motivi questo splendido pezzo di mobilio era stato soprannominato da noi “il carrello che rinnova il concetto di brutto”, aggiungendo alla scarsa estetica la sua inutilità.

50204Il nuovo film dei fantastici quattro rinnova il concetto di brutto in ambito cinematografico.

Negli ultimi anni ci siamo abituati bene. La marvel fa gran cose coi film di supereroi, e ci sono pellicole che nonostante contengano per puro caso gente in calzamaglia, e ovviamente mi sto riferendo ai batman di Nolan, riescono ad essere ottime. Abbiamo visto però anche film poco riusciti, come i vari Wolverine o semplicemente orrendi come quella cagata de “L’uomo d’acciaio”*, ma nel loro essere brutti non riuscivano a causarmi quel disagio, quella rabbia, quel disprezzo che il nuovo film dei fantastici quattro crea in qualsiasi persona dotata di una briciola di gusto.

Sembra che le brillanti menti dietro a questo progetto abbiamo pensato “Gente, qua il pubblico sta diventando di bocca buona, ed è un bel pezzo che non gli proponiamo qualcosa di veramente orripilante come Elektra o il Batman coi capezzoli. Il tentativo fatto con Lanterna Verde è fallito miseramente, quella cagata non se l’è filata nessuno. Dobbiamo rimediare!”. Sembra di essere tornati ai tempi in cui ci si vergognava di dire di aver visto un film su un supereroe, dopo aver provato l’imbarazzo di assistere alla proiezione di un tale ammasso di fango, merda e pattume.

Di fronte a una simile porcheria si potrebbe anche ridere, trovarlo trash, e può darsi che una quindicina di anni fa anch’io ci avrei fatto una risata sopra e l’avrei chiusa li. Oggi invece una cosa del genere mi fa solo incazzare, dato che abbiamo fior di esempi su come portare supereroi al cinema non solo sia possibile, ma che si possa fare anche con risultati notevoli. Non mi pongo tanto il problema sullo scempio fatto dei personaggi (e non avete idea di che Dottor Destino vi trovereste davanti se mai guarderete questo film), impensabile avere un prodotto capace di ricostruire sullo schermo psciologie e caratteri forgiati da decenni di storie, quanto il fatto che a disorientare totalmente è come risulti impietoso un qualsiasi confronto con i film precedenti dedicati al fantastico quartetto. Rispetto a questo quelli con Jessica Alba e Capitan America che fa la torcia sono capolavori immortali!

Brutto, come un oggetto brutto e inadatto al suo stesso utilizzo.

*Film indecente, ma che per le sue puttanate ammetto che a me ha portato solo parecchia ilarità. La scena della morte del padre per salvare il cane è di rara comicità. Mi rendo conto solo ora che ai tempi non lo recensimmo, eppure ce n’erano di risate da farsi su quella porcata.

4 risposte a I fantastici quattro: Rinnovare il concetto di brutto

  1. Ecco, e io che pensavo di vederlo e [almeno] divertirmi. Invece proprio niente, vero? Uffa.

    • hipurforderai scrive:

      A parte l’aspetto della cosa, fatto veramente ma veramente male, che può strappare una risata o paragoni con varie forme di biscotti, non è neanche quel brutto che fa ridere. Oltretutto il film è di una lentezza devastante. Se proprio vuoi divertirti cerca qualche aneddoto sulla produzione a dir poco travagliata che sono da riderone.

      Per farsi due risa è meglio quello di Corman, che oltretutto ebbe il buon gusto di non distribuirlo.

  2. […] se i Fantastici quattro non se li legge più nessuno portandoli verso la chiusura non sono tanto i film urendi o le bizze tra case editrici e case cinematografiche, ma il fatto che personalmente sono diversi […]

  3. […] una cazzata, lo guarderemo lo stesso però, del resto se non ci siamo strappati gli occhi dopo “Fantastic four” praticamente siamo […]

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