Tutti i centri del nuovissimo occhio di falco

gennaio 26, 2016

of3Ero molto curioso di leggere il nuovissimo occhio di falco, iniziato subitissimo senza cagarsi di pezza secret wars e praticamente di rimbalzo dalla conclusione del meraviglioso ciclo di Fraction ed Aja conclusosi poche settimane fa.
Diciamo subito che Lemire e Perez fanno centro alla grandissima, anche se nel farlo danno l’impressione di sapere già come colpire il bersaglio per far contenti lettori e critica: il ricordo d’infanzia, l’azione, le battute, i disegni favolosi, la DINAMICA! che viene urlata a ogni tratto e ad ogni guizzo di colore. I due riescono in poche parole a far sembrare facilissimo quello che per un numero abnorme di autori di fumetti è solo un lontano miraggio.
A dare un’idea di trama, possiamo dire che ritroviamo Clint Burton e Kate Bishop dove li avevamo lasciati, ossia come due occhio di falco al servizio del bene. Lui è sempre sordo, lei è sempre ganza e insieme sono una coppia fumettistica di quelle con il botto. Mentre loro assaltano nel presente una base Hydra che nasconde un segreto di quof2elli belli misteriosi che ci garbano tanto, un continuo flashback ci porta all’infanzia di Clint e al racconto di come con il fratello Barney sia arrivato bambino ad aggregarsi al circo dove avrebbe ricevuto il suo addestramento.
La marvel azzecca il colpo in pieno affidando la nuova serie dedicata ai suoi arcieri a Lemire e Perez dopo i fasti della gestione Fraction/Aja. I due autori non sbagliano una virgola e perseverano nel proporre un fumetto tanto frizzante quanto introspettivo, un prodotto di altissimo livello artistico capace però di intrattenere come poche altre esperienze sul mercato supereroistico attuale, un esame di sceneggiatura e disegno superato con il massimo dei voti grazie a coraggio e capacità.

Un nuovo classico istantaneo, da commuoversi da quanto è bello.

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“La gente vuol vedere dei culi!!!”

gennaio 20, 2016

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E come dargli torto?

Aspettative nessuna, e invece questo nuovo trailer di Suicide Squad sembra annunciare un film che sembra assai divertente, nonostante Will Smith e il Joker emo. Di sicuro più della zuffa batman/superman che ha sempre più un sapore posticcio (ma magari mi sbaglio eh? adoro essere smentito quando un trailer mi fa cagare e invece poi il film mi piace). Sta a vedere che in casa Dc han capito che la gente a volte va al cinema per vedere qualcosa di gonzo …


Blablablablavengers assemble! – La recensione di “Avengers – Gli eroi più potenti della terra”

gennaio 19, 2016

av1Qualche settimana fa passando in fumetteria ho preso il secondo e ultimo volumetto che chiude la rilettura delle origini dei vendicatori ad opera di Joe Casey e Scott Kolins. Il primo mi era piaciuto tanto che non solo non ricordavo di averlo, ma non ricordavo nemmeno una riga di quello che c’era scritto dentro. Sono dovuto andare a frugare in cima alla libreria per trovarlo e avevo a malapena in mente un’immagine opaca della copertina.

Ora giustamente qualcuno potrebbe dire “non è che se te sei un dissociato rincoglionito del cazzo che non ti ricordi le cose queste per forza fanno cagare” e avrebbe pure ragione, perchè questa miniserie di sicuro non è un’orribile schifezza, anzi, è scritta molto bene e ha diversi spunti che la elevano sopra alla facile classificazione di mera rilettura, ma da un altro punto di vista, ossia il mio, è tranquillamente trascurabile.

A non farmi apprezzare il lavoro di Casey è il fatto che questi vendicatori dav2egli esordi PARLANO TUTTO IL FOTTUTISSIMO TEMPO! A parte qualche tavola d’azione sporadica (spesso splashpage di intermezzo tra un capitolo e l’altro) per la maggior parte di questi due volumetti i vari supereroi non alzano un cazzotto o un calcione, ma stanno seduti a parlare tra loro, poi vanno a parlare con dei politici, poi parlano con dei militari, e poi blablablablablablabla, che è anche carina come cosa leggere i vari dissapori interni, le scelte sofferte fatte dai vari membri dei vendicatori negli anni, l’odissea burocratica per poter operare tranquillamente, ma avere un pizzico di azione ogni tanto non avrebbe fatto male a un fumetto popolare che aveva lo scopo di rileggere un fumetto popolare storico di puro intrattenimento dei cazzotti in faccia per i ragazzini ammodo.Qua invece abbiamo pagine su pagine di dialoghi su dialoghi, scritto anche bene, per carità, ma che noia amici!

All’inizio abbiamo Hulk che legge un contratto gente! Hulk incazzato e verde che discute di clausole contrattuali!!!!!

Dai, non si può vedere una cosa simile.


Il Babbeo del Giorno # 31 – Il re dei gatti

gennaio 7, 2016

Anno nuovo, vecchie abitudini! Per la prima puntata del 2016 del babbeo del giorno andiamo infatti a pescare nuovamente nel folto palmares di nemici imbecilli di Batman dei tempi che furono.

kingofcatsNome: King of cats (Re dei gatti)

Vero nome: Karl Kyle

Genesi del personaggio: Karl Kyle spunta dal nulla nei lontani anni cinquanta. Come il nome può farvi facilmente intuire se siete lettori delle avventure dell’uomo pipistrello è il fratello della ben più nota Catwoman.

In un periodo in cui quest’ultima aveva abbandonato la sua vida loca criminale, suo fratello decide di darsi al furto e alla rapina diventando il nuovo mariuolo felino della città.

Oggi Karl Kyle probabilmente aprirebbe un tumblr o un canale youtube pieno di simpatici micetti coccolosi o buffi che farebbe il pieno di visite e mi piace, ma allora l’internet non c’era e quindi il Re dei gatti è un delinquente bizzarro come tanti a Gohtam City. A rendere alquanto babbeo ma ancora di più inquietante il Re dei gatti è il suo obbiettivo: convincere sua sorella a tornare sulla cattiva strada per unirsi a lui come re e regina del malaffare.

Le agghiaccianti allusioni nemmeno troppo velate a uno spiccato desiderio incestuoso spiccano per tutta l’esordio editoriale di Karl Kyle. Diciamo che a rincarare la dose ci si mettono anche gli autori della storia, mostrando una Catwoman combattuta tra l’aiutare Batman a catturare il suo fratellone puccettoso o l’unirsi a lui visto lo spiccato legame familiare.

kingofcats2Poteri e aspetto: Un micione forzuto e agilissimo, con dei baffi bellissimi e splendidi gadget come la “micetto-mobile”.

La fine: Ovviamente Batman spedì l’incestuoso Re dei gatti in galera e da allora ha fatto solo qualche veloce comparsata. A quanto ho capito Catwoman convinse suo fratello a ricominciare a prendere “le sue medicine” e di questo le saremo sempre grati.


Il Miracleman di Gaiman e Buckingham che spacca tuttissimo

gennaio 5, 2016

miracleman1Di Miracleman avevamo già parlato in occasione della ristampa delle storie de “Lo scrittore originale” (sta cosa continua a farmi ridere. Quanto son belli gli editoriali in cui viene costantemente chiamato con questo nome in grassetto? Chi sarà mai questo autore del mistero? Ahahahahha quanto sono stupido), e torniamo a parlarne per la strenna natalizia fattaci dalla Panini con la pubblicazione il 24 di dicembre del primo numero della nuova run dedicata all’iconico supereroe da Neil Gaiman disegnata da quel fenomeno di Mark Buckingham.

I tre libri dell’opera originale sono stati una delle letture più appassionanti e sconvolgenti capitatemi sotto mano negli ultimi anni, e le mie aspettative per il ritorno del personaggio non erano altissime (del resto sarebbe come se a un prete venisse proposto un seguito del vangelo) avendo assaporato un fumetto pazzesco sulla nascita di un dio nei mesi precedenti. E invece mi sbagliavo parecchio.

Gaiman l’ho sempre visto come uno che s’è trovato a scrivere fumetti per puro caso quando avrebbe voluto fare tutt’altro. Il ragazzo è in gambissima e l’ha dimostrato più volte, ma in molte sue opere ci ho sempre percepito un sottofondo da “beh dai, scriviamo sta roba figa ma paracula per pagare le bollette e poi torniamo a fare quello che ci piace, ossia il romanziere” che in alcuni punti delle sue opere, particolarmente in quelle minori, mi ha infastidito. Eppure in queste prime pagine del suo miracleman mi ha letteralmente stregato.

Rimettere subito sul piedistallo Miracleman sarebbe stato complicato e probabilmente sciocco. Ci troviamo quindi a leggere di un mondo dove è sorta una divinità che abbiamo imparato a conoscere in tutte le meravigliose storie precedenti, ma che è ancora abitato dai mortali, persone con problemi a volte stupidi e a volte immensi e che per questi problemi pregano, e lo fanno verso un dio per una volta raggiungibile (anche se non proprio facilmente).

Miracleman_by_Gaiman_and_Buckingham_1_Preview_3-600x923Assistiamo quindi a questo primo viaggio/incontro/scontro tra l’uomo e la divinità, un essere onnipotente la cui volontà può risultare incomprensibile a un comune essere umano.

Così come “lo scrittore originale” riusciva a concretizzare in poche pagine contenuti che avrebbero avuto bisogno di intere biblioteche nelle sue storie di Miracleman, così sembra riuscire a fare Gaiman in questo primo albo, e l’entusiasmo si impenna. Poi magari arriveranno tutte le supercazzole oniriche tipiche dell’autore inglese, ma per ora va alla grande così.

Perdersi questo fumetto, anche considerando che costa quanto una birra piccola, sarebbe veramente peccato mortale.