I’m the goddamn Frank Miller

agosto 7, 2009

Doom-Disapproves

Che Frank Miller fosse diventato un idiota l’aveva già ampiamente dimostrato FedeMc in un precedente post, ma se qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio sulla faccenda  All Star BatMan è stato appositamente scritto per fugarlo.
Si tu, fan di Frank Miller, si ho capito che “Ma Sin City!” e “ Ma Devil!”, non me ne frega nulla, ormai non sei più giustificato. Smettila! Dico sul serio, smettila subito di essere fan di Frank Miller.

Non fraintendetemi, in All Star BatMan c’è anche qualcosa di buono, eccovi l’elenco di tutti pro:

  • È disegnato da Jim Lee

Bene, ora che ho finito con i lati positivi posso dedicarmi a tutto il resto.

Frank Miller, con la sua mente da 15enne che vorrebbe sembrare un duro, ha deciso che per far apparire il BatMan uno davvero tosto (come tutti, TUTTI, i suoi personaggi) ci fosse bisogno d’accostare al nome dell’uomo pipistrello l’epiteto “Goddamn”.  Accipicchia se sei un maledetto Frank!
E lo farà più di una volta,  e anche più di due:


Goddamn Galleria.

Sapete, un po’ da sempre esistono questi tipi poco svegli che per sentirsi davvero troppo smart e troppo sagaci iniziano a fare battutine sul rapporto che c’è tra il BatMan e Robin, su una presunta  latente omosessualità di molti supertizi e tutte quelle menate lì, che forse sono state interessanti e divertenti per due minuti negli anni 60’ (ma dico forse, anche perchè non ci vedo nulla di strano nell’omosessualità e quindi anche nulla di divertente “batman è gay ah ah”.).
Frank ha pensato bene di dare una mano a chi di questi idioti fosse rimasto senza spunti:

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Sono Chris Hansen e tu Bruce sei su "To catch a predator"

My little Robin. Fast Hands. Big Mouth. GRAZIE FRANK, GRAZIE.

Ma a quanto pare Bruce aveva adocchiato Dick già da prima:

predator

  Avevate qualche dubbio sulla forza di Superman? Miller ci viene in soccorso e ci mostra tutta la sua potenza:

Intero?Lo volevo parzialmente scremato!!!

Intero?Lo volevo parzialmente scremato!!!

Con la forza di un milione di soli Superman distrugge un cartone del latte.

E ce ne sarebbero ancora tante da raccontare(e probabilmente scriverò altri post) tra un Hal Jordan descritto come un ritardato e BatMan che deve soddisfare i sogni erotici di Miller bombandosi Black Canary su di un molo sotto la pioggia battente.

Frank, ci rivedremo presto.

(Ah… All Star Superman è una figata invece, accattatavillo)


Una considerazione sul tanto chiacchierato Superman di Miller

ottobre 8, 2015

Parto da un semplice presupposto: io a disegnare sono una capra storpia, quindi a giudicare un disegnatore come cane o come fenomeno devo basarmi solo e unicamente sul mio gusto personale.

Ad esempio penso che Ramos faccia schifo forte, ma se è stato il disegnatore ufficiale di serie come Spiderman e Wolverine a qualcuno dovrà pure piacere. Sbaglio?

Beh detto questo il buon vecchio pazzo Frank Miller ha disegnato questa cosa qua:

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Detto sinceramente a me non piace. Ma è evidente il cazzarismo di Miller in ogni minimo tratto. Stiamo parlando di uno che secondo me ha girato una ciofeca come il film di “The spirit” solo per fare andare quintalate di sabbia nella vagina a nerds inferociti, e lo stesso ha fatto qua. E infatti sono giorni che non leggo praticamente altro se non gente infervorata contro quel cattivone di Miller che ha disegnato un Superman con le manone e l’uccello barzotto.

Quello che non capisco nei commenti che leggo in giro è come una marea di gente scriva che questo disegno è così per mascherare fantasiose incompetenze di Miller al tavolo da disegno. Oh gente ma avete presente di chi stiamo parlando? Non è un ragazzino al suo primo scarabocchio, è il fottutissimo Frank Miller! E per come vi prende per il culo è uno spasso micidiale.


Letture di un futuro passato #2 – Daredevil – L’uomo senza paura

ottobre 15, 2015

image_gallerySe la prima volta ho tirato fuori qualcosa di particolare, questa volta scrivo al volo consigliando un capolavoro che mi sento come se stessi consigliando di bere a qualcuno che ha sete.

Cogliendo la palla al balzo dell’arrivo di Netflix in Italia con conseguente sbarco della prima bellissima stagione della serie tv dedicata a Devil, la Panini pensa bene, anzi benissimo, di riproporre in versione strafiga alcune delle migliori storie del diavolo rosso.

Si inizia con la mini di cui la prima stagione della serie televisiva è più debitrice: L’uomo senza paura, sorta di Devil anno uno scritto da un Frank Miller in bollissima e disegnato dal Romita Jr degli anni ’90, ossia il miglior Romita Jr. Non penso ci sia bisogno di tirarla per le lunghe, è una delle storie più famose dedicate a Matt Murdock, un gioiello come tutta la gestione Miller del personaggio che lascia senza respiro dalla prima all’ultima pagina.

Se non l’avete mai letto ora potete farlo, se lo volete da mettere in bella vista in libreria in una nuova edizione che rende ben giustizia all’immenso valore di questa storia potete fare anche questo.


Il babbeo del giorno #23: Stiltman

ottobre 29, 2012

Torno con colpevole mega ritardo amici Latveriani ma torno bene, sbertucciando un villain classico, classicissimo: Stilt-Man!

Te-mi-bi-le

Difatti Stilt-Man è stato un babbeo di lungo corso, presente in tantissime storie del periodo migliore della Marvel classica, soprattutto su Devil, senza mai però aver rappresentato una seria minaccia per nessuno. E vorrei ben vedere: Stilt Man è uno di quei villain che neanche un inguaribile nostalgico come il sottoscritto è mai riuscito a riabilitare.

Vero nome: Wilbur Day

Genesi del personaggio: Nasce dalla mano di Wally Wood su Daredevil #8 del Giugno 1965 (in Italia su Devil  #1 del  Maggio 1970)

Wilbur Day è un inventore e tecnico di laboratorio che come tanti prima di lui in ogni collana fumettistica decide di inventarsi qualcosa per fare le rapine. Mai uno che inventa qualcosa, bhò che ne so, per fabbricarsi l’oro direttamente… No, solo per rubare.

Comunque la sua idea per svoltare nella vita è quella di farsi una super-armatura che allunga le gambe fino a 250 piedi e che gli conferisce anche una super forza, ma vorrei ribadire che come potere lui ha tuttosommato scelto di allungare le gambe, tantissimo. Bello eh? No, non lo è, è un amarezza. Ah come dite? Riesce anche a spostarsi alla esorbitante velocità di 30 miglia orarie camminando con quelle gambissime? Wow, veramente notevole allora, bravone Wilbur!

Aspetto: Hum… È tipo una caldaia con due lunghissimi tubi. Ha anche due antennine, però.

Poteri: Stilt-man può estendere le gambe della sua armatura fino a 250 piedi, ha una super forza e si sposta ad una velocità elevata per la sua mole raggiungendo anche le 30 miglia orarie. In seguito a degli scontri con l’Uomo Ragno, che ovviamente a quelle gambone gli ha fatto subito il trick dei lacci delle scarpe annodati, ha ricoperto l’armatura di un materiale anti-aderente che non permette alla tela di Spidey di attecchire. Bel colpo Wilbur!

La fine: l’impatto con i disincantati anni ’80 fanno calare un alone di sberleffo sul personaggio, soprattutto per opera di Frank Miller che nella sua gestione di daredevil lo rappresenta come un perdente sconfortante. Si barcamena come può fin quando il governo durante Civil War, onde premiarlo per la sua adesione alla registrazione delle identità segrete, non gli offre una chance di riscatto affidandogli di recuperare un pedopornografo e consegnarlo alla giustizia. Nel fare questo si imbatte nel Punitore, anche lui sulle tracce del pedopornografo, il quale per fare 30 e 31 uccide prima Stilt-Man (ché puoi redimerti per il governo ma non per Frank Castle) e poi il pervertito. Insomma: una finaccia ingrata dopo una carriera ingrata.

 

BONUS!

Lo schema tecnico dell’armatura di Stilt-Man, così se volete diventare dei babbei anche voi potete farvene una in casa, magari per Halloween.


Serie che vieni, serie che vai #4: Fondazione futuro, tra belle cose, un po’ di noia e gente che non centra una mazza

febbraio 9, 2012

Giunge il momento, dopo quattro uscite, di parlare un po’ della nuova incarnazione dei Fantastici quattro dopo la morte di Johnny Storm meglio noto come la Torcia umana. Come avete potuto leggere sia in passato che pochi giorni fa a me Hickman piace un sacco come sceneggiatore, ma ammetto candidamente che fino alla morte del fiammeggiante bellimbusto non mi sono curato minimamente di leggere la sua gestione del quartetto più famoso dei fumetti. Come il peggiore degli sprovveduti però quando ho visto in edicola il primo numero dedicato alla Fondazione futuro l’ho preso.

Il primo episodio della serie, col ritorno del nostro sovrano Destino, il colpo di scena finale e la presentazione di tutta la baracca mi ha pure entusiasmato.
Roba di tirare un manrovescio sulle pagine e dire “Ecco! Questi sono i Fantastici quattro. Mistero, magia, robe tecnologiche incomprensibili…”. Ancora di più dopo il secondo episodio, in cui la figlia di Reed e Susan rivela di avere liberato dei Reed Richards cattivi da altre dimensioni.
Cosa succede dopo, pur avendolo letto, non lo ricordo se non a piccoli sprazzi. Questo perché pur avendo ottime caratteristiche in Fondazione futuro ci sono anche dei momenti di una noia abissale, come le prime schermaglie con questa nuova minaccia o l’arruolamento dei cattivoni.
Notevole anche il ritorno sulla terra degli Inumani e del redivivo Freccia Nera. Spero però di aver capito male il ritorno in vita del silenzioso sovrano, perché se è risorto solo perché “Ha ancora delle cose importanti da fare, tipo prendere a ceffoni l’impero Kree e allora lo facciamo rispuntare dal nulla” questa è una cagata come non se ne vedevano da anni.

Ma c’è di peggio, molto di peggio.
Cosa cazzo ci fa l’uomo ragno vestito da spermatozoo nei fantastici quattro?
Ce lo siamo chiesto più o meno tutti.
E la risposta dopo quattro numeri di Fondazione futuro è: NULLA! ASSOLUTAMENTE NULLA!
Per ora sembra che ce l’abbiano messo solo per provare ad aumentare le vendite. Ormai Peter Parker è ovunque. Da solo, coi vendicatori, ora coi Fantastici quattro. Ovunque.
Nei vendicatori ci può anche stare, ma nelle avventure cosmiche dei Fantastici quattro che cosa cazzo può fare l’Uomo ragno? Ha sempre fatto pena nello spazio, basta rileggersi Guerre Segrete.
Si tratta di un personaggio metropolitano, come Devil, o il Punitore, e pensandoci anche solo per cinque minuti mi sono venuti in mente abbastanza nomi per prendere il posto della Torcia da fare altre dieci squadre.
Nova, ad esempio, che nei vendicatori segreti è praticamente scomparso dopo il primo arco di storie, un po’ come qualsiasi cosa di decente e ganzo ci fosse in quella serie.
O la Torcia umana classica che sappiamo essere tornata in vita e in continuity. Troppo poco brillante? Toro! Entrambi diventano uomini fiammeggianti proprio come il compianto Johnny Storm.
E potrei andare avanti a lungo.
Inoltre se c’era una cosa che da ragazzino adoravo era il protagonismo di Spidey nelle sue storie. Qualche giorno fa mi sono riletto i Team up degli anni novanta disegnati da Frank Miller e ce n’era uno con i Fantastici quattro. Non era una storie dell’uomo ragno e i Fantastici quattro, era una storia dell’uomo ragno con i fantastici quattro. Un protagonista e delle comparse. E così sono praticamente tutti gli incontri tra Peter Parker e gli altri eroi Marvel, almeno finchè Bendis non l’ha sbattuto tra i Vendicatori.
In questa serie l’arrampicamuri è ridotto veramente a una comparsa che fa qualche battuta da macchietta ma mostrando anche di essere intelligente, anche se prima di tutto rivela di essere inutile e fuori luogo.

Nonostante tutto però Fondazione futuro è una serie accettabile. Non ottima come altre cose di Hickman, non particolarmente entusiasmante, ma una lettura non completamente cagosa come mi aspettavo.


Crimini Contro L’Umanità: Parte Quarta

dicembre 7, 2009

Senza sosta e senza paura! Le cose qui cominciano veramente a scottare… Procediamo ancora una volta verso quello che per noi equivale a uno sguardo brutto in discuteca la domenica pomeriggio da Tony Macello a Mimmo Violenza: un affronto imperdonabile. I nostri innocenti sogni di bambino rovinati per sempre da registi e sceneggiatori senza scrupoli: La redazione dello stato libero di Latveria è fiera di presentarvi: I peggiori film tratti da fumetti. Oggi, dalla posizione 6 alla 4.

6 – Spiderman 3, Sam Raimi, 2007

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Il passo falso di un grande regista che, oltre ad aver reso più angoscianti (ma belli) i nostri sogni d’adolescenza con la trilogia dedicata al grande Bruce “Ash” Campbell, ci aveva fino a qui illuso – con e soprattutto – che forse qualcosa di giusto a Hollywood si può anche fare. Nulla da dire infatti su Spiderman e soprattutto sul bellissimo Spiderman 2, a mio avviso ancora meglio del primo. E qui invece… Io mi ricordo la delusione provata all’uscita dalla sala come una delle più cocenti della mia vita. Un insensato affollamento di cattivi (Hobgoblin, Venom e L’Uomo di Sabbia) per un film evidentemente sbagliato che soffre in primo luogo di una compressione narrativa allucinante. Con così tanto carne al fuoco, caro Sam, non sarebbero bastate sei ore. In più, se l’ironia fanciullesca e in piena luce dei primi due era una delle tante carte vincenti, qui si sbaglia continuamente registro e il tutto diventa uno scherzo di cattivo gusto. Fa male al cuore vedere come si mortifica una storia (clamorosamente nelle corde di Raimi) come quella del simbionte alieno. E la presenza del maggiordomo di Harry Osbourne, che arriva dal nulla e spiega tutto a tutti, è una puttanata degna della Magic Turtle e spero vivamente sia costato il lavoro a qualche sceneggiatore. In omaggio, una di quelle sequenza che durante la prima visione di questo film mi hanno fatto quasi piangere…

Attore di pregio che qui ancora ancora, ma mi sa che presto farà una brutta fine…
Dylan Barker


5 – Ghost Rider, Mark Steven Johnson, 2007

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Io un po’ lo capisco Nicolas Cage, c’è chi aggira la crisi di mezz’età bucandosi il lobo dell’orecchio o andando a 14enni, ma diamine, se sei Nicolas Cage puoi superare la tua personale crisi interpretando un super-eroe cazzuto. Ora sappiamo benissimo che sarebbe stato meglio regalargli una moto nuova o lasciargli guardare Hanna Montana in una stanza vuota con la sola compagnia di una scatola di kleenex.
Va detto che è necessario per la buona riuscita di un film di super tizi, che il villain di turno sappia il fatto suo….Cuore Nero!

Sono il figlio di mefisto, tutto l'odio di questo mondo si accomula dentro me. La realtà è creta nelle mie mani

Stasera apriremo per i My Chemical Romance!

Ah, Mark Steven Johnson (Devil) è l’unico regista che riesce ad entrare due volte in questa classifica. Al terzo c’è l’ergastolo.
Ditemi se non è la trasformazione più fail della storia del cinema:

Attore di pregio che qui rischia la fine della sua carriera
Sam Elliott (anche per lui doppietta dopo Hulk)

4- Elektra, Rob Bowman, 2005

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Io amo Jennifer Garner, la porterei a ballare (ed io odio ballare) e vorrei dei figli da lei. E’ una patata epica e vederla vestita in quel modo mi regala gioie incommensurabili, ma c’era davvero bisono di un film su Elektra?
Mentra la DC, o meglio la Warner, trova difficoltà (quali?) a far uscire film, praticamente già scritti e quasi di sicuro successo, sui vari Flash, Lanterna Verde e Wonder Woman, la Marvel ci fa uscire un film su Elektra. Mi ripeto, ce n’era bisogno? Anche se ci fossimo trovati davanti un bellissimo film su Elektra, con tutto il rispetto per il bel personaggio creato dal Frank Miller ancora sano di mente, non so quanto mi sarebbe potuto interessare al di la dell’allegro sgambettare dell’amata Jennifer. Naturalmente non ci troviamo davanti un bellissimo film su Elektra, ma di fronte una ciofeca di spin-off tratto da un film (Devil) altrettanto ciofeca, e qui non capisco i capoccia di Hollywood “Devil è andato di merda, dobbiamo fare uno spin-off e fallire di nuovo! Viva! Ora facciamo Howard the Duck 2!”. In Howard the Duck almeno c’è quella scena con il sederino di Lea Thompson che diede tanto al me 12/13enne. Ma Elektra? E’ un magnifica sagra della ridicolezza e del WTF, vedere il video prego:

Attore di pregio che qui rischia la fine della sua carriera
Terence Stamp

Adriano & Fede Mc

Parte 1: dalla posizione 15 alla 13

Parte 2: dalla 12 alla 10

Parte 3: dalla 9 alla 7


Crimini Contro L’umanità: Parte Seconda

novembre 23, 2009

Abbiamo cominciato settimana scorsa una lunga e dolorosa discesa negli inferi delle produzione cinematografiche a soggetto supereroistico. Insomma, i film brutti tratti dai fumetti. Se volete scoprire quanto si può cadere in basso, continuate a leggere e puppatevi un’escalation di terrore dalla posizione numero 12 alla 10. Oddio che ansia.

12 The Punisher, Jonathan Hensleigh, 2004

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Qualcuno si ricorda il vecchio film sul Punitore con Dolph Lundgren senza manco il teschio sulla maglia? Dai, quello che in italiano non si sa per quale motivo è uscito con il titolo Il Vendicatore… C’è anche una sequenza dove si vede un telegiornale, un anchorman che parla di tale Vendicatore e dietro di lui c’è una scritta gigante: Punisher… No, per dire l’accurataggine con cui era fatto… Eh? Ve lo ricordate? Eh? Era brutto… Ma questo è peggio. Si prende un altro biondo (Thomas Jane) lo si tinge di nero, gli si mette un teschio sul vestito (almeno quello…) e poi si fa di tutto per rovinare la saga Bentornato, Frank, quella di Ennis e Dillon. E tra un pezzo dei Nickelback e uno del chitarrista degli Evanescence, ce la si fa alla grande. Ad uscirne peggio di tutti è proprio il Punitore, qui snaturato in ogni sua caratteristica, soprattutto – diciamo così – “psicologica”. John Travolta, nella parte del cattivo, è semplicemente deprimente. Per la cronaca l’ultimo film dedicato al personaggio, The Punisher War Zone, massacrato ovunque dalla critica e da noi uscito direttamente in dvd, non è per niente male. Cioè, a confronto sembra un film di Orson Welles e a questo ci straspezza la schiena. Non a caso si è dovuti ripartire da zero… Per farvi capire quante cazzate si possono dire in un film, vediamo come ce li cava a spiegare tutto quello che muove Frank Castle nella sua vendetta cieca e senza fine in soli 32 fottutissimi secondi.

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Roy Scheider (R.I.P.)

11 X-Men le origini – Wolverine, Gavin Hood, 2009

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Diciamolo subito, hanno fatto un brutto casino con Deadpool. Un bruttissimo casino. Non è nemmeno un film discreto in cui han fatto un bruttissimo casino con Deadpool, oppure un film che raggiunge a mala pena la sufficenza in cui han fatto un bruttissimo casino con Deadpool, no, è un grosso film di merda in cui han fatto un bruttissimo casino con Deadpool. E dire che dietro c’è la penna del romanziere/sceneggiatore de la 25esima ora di Spike Lee. Al famoso monologo di Norton davanti lo specchio andrebbe aggiunto “Fanculo te! Sceneggiatore, produttore, regista di Hollywood che quando si ritrova ad dover fare un film sui Super Eroi, invece di attingere da quelle migliaia di ottime storie, si inventa cazzate dal nulla, rovinandomi la giornata ed il mio megasecchio di popcorn”

Perchè diamine Deadpool assomiglia a Voldemort sotto steroidi con un giochino della settimana enigmistica sul petto? Perchè?
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(Girano voci sul fatto che in un probabile Wolverine 2 o spin-off su Deadpool si scoprirà che il pelato di cui sopra non sia in realtà Wide Wilson)

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Danny Huston

10 The Spirit, Frank Miller, 2008

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La totale e definitiva perdita di credibilità per un uomo che per un certo periodo è stato nei nostri cuori… come dire: la conferma della fine di Frank Miller passa sicuramente attraverso questo film. Dopo essere stato incoronato dal grande Will Eisner come suo successore e custode dei segreti della non arte, Miller è riuscito a scontentare chiunque facendo trasparire per altro anche una certa cattiva fede. In barba a qualsiasi rispetto per la fonte originale, al personaggio The Spirit viene applicato in laboratorio il trattamento Sin City (vi ricordate? Si può fare lo stesso anche a Charlie Brown) . Il risultato si commenta da solo. Se già il passaggio da carta stampata a grande schermo era stata non priva di difetti per Marv e compagni, figuriamoci in questo caso. Dopo dieci minuti passa la voglia di vivere anche al più entusiasta degli spettatori e l’idea di una possibile uscita in sala di Sin City 2 e Sin City 3 mette paura. Deligato… Fortunatamente non è piaciuto praticamente a nessuno per cui forse Frank Miller per un po’ la smetterà di essere definito un Autore visionario. Ma ne dubito.

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Samuel L. Jackson.

Parte 1: dalla 15 alla 13

Adriano & FEDEmc


Alcool, Pupe & Baseball

giugno 28, 2009

Quando le cosa hanno cominciato a prendere una brutta piega?
Ci è sfuggito qualcosa?
O semplicemente si è rincoglionito?
Parliamo di Frank Miller che, da autore capace di emozionarci con incredibili storie, è diventato una sorta di brand, un marchio di fabbrica appiccicabile a qualsiasi cazzata.
E, attraverso lo stesso procedimento per cui un qualsiasi film inutile diventa degno di nota solo perché una volta Quentin Tarantino ha preso l’autobus con il suo autore, il mettere “dall’autore di Sin City e di 300” sulla fascetta di un albo, di un film, di un dvd, di una scatola di cioccolatini, rende tutto “un nuovo capolavoro noir”.
Anche no.
O anche sì?
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Eppure… io mi ricordo che c’è stato un periodo in cui Frank Miller rockeggiava veramente…
Sfogliando il volumone della Panini Comics Devil: L’Uomo Senza Paura: Tutto il Ciclo di Frank Miller, (840 pagine per 59 euro…) mi è caduto l’occhio su una storia: Roulette. Ce ne sono a bizzeffe lì dentro, ma ve la ricordate Roulette? Era il 1983 e un Devil devastato dai sensi di colpa, gioca alla roulette russa con un Bullseye paralizzato in un letto d’ospedale.
“Per giocare alla Roulette ci vogliono un proiettile, una pistola e due pazzi… noi due.”
E poi? E poi, lentamente ma inesorabilmente, l’abbiamo perso di vista…
E il risultato è questo.
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(Via)


Dark Reign: Elektra

gennaio 28, 2010

Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: Elektra.

Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.

Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.


Tette, sangue, coltelli e pallottole: Body bags

ottobre 5, 2009

BodyBags1CoverNon penso ci siano molte donne che leggono questo blog o che lo tengono tra i preferiti, anzi, sospetto che mai nessuna donzella sia finita su queste pagine volontariamente. Nel dubbio comunque vi avviso che se già siete geneticamente disgustate dai fumetti dei supereroi in calzamaglia, “Body bags” vi farebbe ancora più schifo di qualsiasi storia di Batman o dei Vendicatori, tanto più che in questo fumetto non c’è nemmeno un tizio palestrato con un costumino aderente.

“Body bags” (pubblicato in Italia da Edizioni Bd in due volumi dal prezzo più che abbordabile), dell’autore americano Jason Pearson, già disegnatore sia per la Marvel che per la Dc, è una scorpacciata di violenza, di coltelli giganti scagliati con forza sovraumana e di tante tante pistolettate.
L’opera racconta la storia di dei cacciatori di taglie, Clownface, un energumeno con una maschera sorridente ma capace di non farsi tante balle davanti a nulla, tanto che nella sua prima apparizione per estorcere un’informazione a un tizio accoltella alla pancia la sua fidanzata cocainomane incinta all’ottavo mese, e sua figlia Panda, una tredicenne messicana con due TETTE ENORMI, sboccatissima e dal grilletto facile.BodyBags2Cover

Non parlerà di guerre civili, scontri cosmici o vendette familiari contro il crimine, ma “Body bags” è una delle cose più divertenti (Miller direbbe “fottutamente divertenti”) che mi siano capitate sotto mano negli ultimi tempi, ed è anche disegnato un gran bene con un tratto plasticoso che rende perfettamente accompagnato alla violenza delle storie.

Se apprezzate l’umorismo del sangue che schizza da tutte le parti, delle battute da duri, delle sparatorie con bossoli che volano ovunque e le tette, è una lettura più che consigliata.
Se siete donne, seguite questo blog, avete letto questo recensione e magari vi piace pure un fumetto simile, la mia mail è salasso@gmail.com, il numero di telefono ve lo do poi.