Letture di un futuro passato #3 – Fantastici quattro – E poi ne rimase uno solo…

ottobre 24, 2015

a03f_35Quando ero un pischello non c’era questa gran diffusione dei fumetti. Le fumetterie si trovavano solo nella grandi città e per chi viveva nei piccoli centri o ti accontentavi di quello che trovavi tra le nuova uscite, o ti svenavi a ordinare arretrati, oppure dovevi ricorrere al pacco dei fumetti (spesso a sorpresa) dell’edicola della stazione.
Prima che qualcuno si faccia strane idee non intendo i fumetti zozzoni. Parlo invece di quei pacchi-sorpresa di scarti di magazzino con dentro due o tre albi che ai tempi stavano a 2000/2500 lire. Posso dire di averci costruito una collezione di arretrati bonelliani e di aver letto una valanga di storie di supereroi precedenti agli anni ottanta solo grazie a questa usanza.
Negli anni ho sempre visto meno i pacchi di fumetti dell’edicola della stazione, ma a volte quando aspettando un treno mi ci cade l’occhio non posso esimermi dall’acquistarne uno, anche se al giorno d’oggi stanno sui 3 euri a pacco.
In quello comprato qualche giorno fa il primo albo era un gigantesco “sticazzi”, un numero di “Thor e i vendicatori” periodo “Secret invasion” che oltretutto già avevo e che ho lasciato sul treno sperando che a trovarlo sia stato qualche ragazzino in cerca di letture (io lo compravo per il cap di Brubaker, mica roba da poco…).
A valere un articolo è il secondo albo trovato all’interno e che ha giustificato l’acquisto: il secondo speciale estate dei Fantastici quattro pubblicato dalla Marvel Italia nel luglio 1994. Un bell’albo di 112 pagine che ripropone come lettura da spiaggia una lunga run del fantastico quartetto scritta da Marv Wolfman e disegnata da John Byrne tra il 1979 e il 1980.
Nel 1994 quindi qualche fortunato (ero tra loro, la stessa estate uscirono Psychoville di cui vi parlavo qualche giorno fa e i volumi dell’uomo ragno di Mcfarlane) sotto l’ombrellone si leggeva una meraviglia del genere con Galactus che si scorna con la Sfinge, Terrax il domatore e poi Blastaar, gli Skrull, i campioni di Xandar e membri dei Fantastici quattro che invecchiano di colpo e rischiano di morire e avventure spaziali e crisi che potrebbero causare la distruzione del pianeta e tutte quelle altre cose bellissime che si trovano nei fumetti di Reed Richards e compagni.
Probabilmente se i Fantastici quattro non se li legge più nessuno portandoli verso la chiusura non sono tanto i film urendi o le bizze tra case editrici e case cinematografiche, ma il fatto che personalmente sono diversi anni che nelle loro storie non trovo un briciolo di quel sense of wonder che me li faceva amare tanto quando ero un ragazzino. Rileggere certe storie fa quasi male al pensiero che difficilmente torneranno quei tempi bellissimi.
2015-10-24Una nota di merito ai volumi dell’epoca che al termine di ogni albo pubblicavano lasciandole in lingua originale le pubblicità che apparivano sugli originali americani. Ci si ritrova così nel 1994 a poter sfogliare a fine lettura di ogni capitolo i calzini di Hulk di cui vi allego una foto scattata col cellulare (che fa pietà ed è peggio delle vecchie scansioni cagose) o le nuove uscite tra cui Warlock o la tomba di Dracula, solo per l’ottimo gusto dei redattori di allora.

Una bella sorpresa trovare un albo così bello in un pacco di fumetti da edicola della stazione, una di quelle letture che mi fa ricordare quanto amo il fumetto americano e perché lo amo tanto.

P.s.: Questo articoletto nella mia testa doveva essere il primo di una nuova serie sui fumetti trovati in giro a due spicci nelle edicole delle stazioni o magari in impervi negozietti dell’usato. Magari un giorno lo diventerà.


I fantastici quattro: Rinnovare il concetto di brutto

settembre 11, 2015

bekvam-carrello__82361_PE208090_S4Tanti anni fa io e un mio amico, il mio più caro amico, avevamo appena superato i vent’anni e decidemmo di affittarci un appartamento per andare a vivere per i cazzacci nostri, però non eravamo proprio danarosissimi, anzi a dirla tutta eravamo praticamente con le pezze al culo.

L’appartamento era un buco orribile, ma l’affitto era basso e ognuno aveva la sua stanza. In salotto non c’era la finestra, ed essendo entrambi fumatori accaniti questo rendeva nel giro di qualche decina di minuti l’aria irrespirabile. Per andare al cesso dovevi passare dalla cucina ed era diviso da una scassatissima porta a soffietto. I due anni che ho passato in quella casa però li ricordo con nostalgia e pura felicità.

Per arredare la bicocca avevamo pochissimi quattrini, quindi dovevamo inventare. Ovviamente non potevamo permetterci una cucina, pertanto optammo per un doppio fornello elettrico di terza mano e con parecchi anni sulle spalle e un mobile sacrificabile su cui poggiarlo. La scelta ricadde sul mobile ikea più a buon prezzo, ossia un carrello in legno che ho scoperto con orrore essere in vendita ancora oggi.

Dato l’utilizzo per cui era stato acquistato a noi non interessava, ma ci siamo chiesti per mesi che senso avesse un carrello con solo due ruote. Teoricamente il suo scopo doveva essere (suppongo) quello di poggiarci sopra le pietanze in cucina e portarle in sala da pranzo (che nel nostro fantastico appartamento era il corridoio…), ma dovendo inclinare il carrello e esistendo una cosa chiamata forza di gravità, ho il sospetto che tutto quello che era stato posto sul carrello sarebbe irrimediabilmente caduto.

Per tali motivi questo splendido pezzo di mobilio era stato soprannominato da noi “il carrello che rinnova il concetto di brutto”, aggiungendo alla scarsa estetica la sua inutilità.

50204Il nuovo film dei fantastici quattro rinnova il concetto di brutto in ambito cinematografico.

Negli ultimi anni ci siamo abituati bene. La marvel fa gran cose coi film di supereroi, e ci sono pellicole che nonostante contengano per puro caso gente in calzamaglia, e ovviamente mi sto riferendo ai batman di Nolan, riescono ad essere ottime. Abbiamo visto però anche film poco riusciti, come i vari Wolverine o semplicemente orrendi come quella cagata de “L’uomo d’acciaio”*, ma nel loro essere brutti non riuscivano a causarmi quel disagio, quella rabbia, quel disprezzo che il nuovo film dei fantastici quattro crea in qualsiasi persona dotata di una briciola di gusto.

Sembra che le brillanti menti dietro a questo progetto abbiamo pensato “Gente, qua il pubblico sta diventando di bocca buona, ed è un bel pezzo che non gli proponiamo qualcosa di veramente orripilante come Elektra o il Batman coi capezzoli. Il tentativo fatto con Lanterna Verde è fallito miseramente, quella cagata non se l’è filata nessuno. Dobbiamo rimediare!”. Sembra di essere tornati ai tempi in cui ci si vergognava di dire di aver visto un film su un supereroe, dopo aver provato l’imbarazzo di assistere alla proiezione di un tale ammasso di fango, merda e pattume.

Di fronte a una simile porcheria si potrebbe anche ridere, trovarlo trash, e può darsi che una quindicina di anni fa anch’io ci avrei fatto una risata sopra e l’avrei chiusa li. Oggi invece una cosa del genere mi fa solo incazzare, dato che abbiamo fior di esempi su come portare supereroi al cinema non solo sia possibile, ma che si possa fare anche con risultati notevoli. Non mi pongo tanto il problema sullo scempio fatto dei personaggi (e non avete idea di che Dottor Destino vi trovereste davanti se mai guarderete questo film), impensabile avere un prodotto capace di ricostruire sullo schermo psciologie e caratteri forgiati da decenni di storie, quanto il fatto che a disorientare totalmente è come risulti impietoso un qualsiasi confronto con i film precedenti dedicati al fantastico quartetto. Rispetto a questo quelli con Jessica Alba e Capitan America che fa la torcia sono capolavori immortali!

Brutto, come un oggetto brutto e inadatto al suo stesso utilizzo.

*Film indecente, ma che per le sue puttanate ammetto che a me ha portato solo parecchia ilarità. La scena della morte del padre per salvare il cane è di rara comicità. Mi rendo conto solo ora che ai tempi non lo recensimmo, eppure ce n’erano di risate da farsi su quella porcata.


Letture di un futuro passato #7: Warlock contro il bruto

marzo 10, 2018

Warlock_Vol_1_6_02Approfitto dell’influenza per parlarvi di una delle mie storie a fumetti preferite, una di quelle che mi faranno amare per sempre la Marvel, particolarmente quella spaziale degli anni settanta: Warlock contro il bruto.

Il personaggio di Warlock nasce anni prima di avere una sua serie regolare sulle pagine dei fantastici quattro ad opera dei soliti Lee e Kirby, allora si chiamava Lui, era un essere artificiale costruito dagli scienziati dell’enclave e ha dato del filo da torcere a Thor prima di ritirarsi nelle profondità spaziali chiuso nel suo bozzolo.

Quando a Roy Thomas proposero nel 1972 di scrivere una nuova serie lui andò a ripescare il personaggio, lo fece ritrovare ancora chiuso nel suo bozzolo dall’Alto evoluzionario, il quale lo risveglia, gli dona una delle gemme dell’infinito, quella dell’anima, e lo ribattezza come Adam Warlock. L’alto evoluzionario aveva creato sull’orbita opposta del sole la contro-terra, una copia perfetta del nostro pianeta su cui però voleva eliminare quelle brutture che fanno danno sulla terra. Un intervento del perfido Uomo bestia però fa si che anche sulla contro terra emerga la malvagità, l’Alto evoluzionario quindi invia Warlock sulla contro-terra per riportare la nuova umanità da lui creata sulla retta via.

Adam_Warlock_(Earth-616)_from_Warlock_Vol_1_8_0001

Tutta la serie è pervasa da questa “leggerissima” componente messianica, Warlock viene esplicitamente presentato come un vero e proprio Cristo tanto che Thomas gli dà anche dei discepoli un po’ fricchettoni. Il male è invece sempre rappresentato dall’Uomo bestia e dai suoi sudditi, un personaggio che può apparire ingenuo al giorno d’oggi, ma a cui veniva data una caratterizzazione malvagia perfetta.

Il vero peccato è che questa saga dedicata a Warlock sulla contro-terra è stata chiusa fin troppo presto viste le scarse vendite, ma al suo interno abbiamo alcune storie splendide, su cui spicca quella di cui vi parlo oggi, visti anche i suoi coprotagonisti.

Nel 1973 gli stati uniti della terra sono ancora governati da un Nixon sempre più odiato e osteggiato dai suoi cittadini, mentre quelli della contro-terra hanno un nuovo presidente, Rex Carpenter, che mentre dichiara Warlock nemico della patria si sollazza a fare test nucleari dove non dovrebbe mettendo a rischio la vita di migliaia di cittadini. Ma l’intervento provvidenziale di Warlock salva la situazione. L’eroe però viene aiutato da un bizzarro scienziato dal cuore d’oro e dalla maschera di ferro: la controparte del nostro amato tiranno Victor von Doom che sulla contro-terra è sempre un geniale studioso sfregiato, però è buono.

Warlock_Vol_1_5_02Così come c’è una controparte del dottor Destino sulla contro-terra abbiamo anche un Reed Richards, e anche qua è partito per lo spazio con un razzo, dal quale però a seguito dell’esposizione ai raggi cosmici non è uscito come mr.fantastic ma con una Susan in coma irreversibile e con il dramma di trasformarsi nello stupidissimo ma fortissimo Bruto. Il Reed Richards bruto viene manipolato da una figura nel’ombra e mandato contro Warlock dando vita a uno degli scontri supereroistici più divertenti da leggere della marvel anni settanta, farcito di cospirazionismo e di scene d’azione indimenticabili rivela che la mente diabolica dietro a tutto questo casino altri non è che il presidente degli stati uniti stesso, Rex Carpenter, anche se posseduto dal sempre sul pezzo Uomo bestia.

Lo splendore di questa storia sta qui, nella sua capacità di avere tutta la leggerezza delle storie a fumetti dei tempi proponendo però anche uno spaccato della società americana verso la fine dell’era nixoniana, e se nel mondo reale le manifestazioni erano contro la guerra del Vietnam, nella storia sono a favore della riabilitazione pubblica di un eroe messia messo all’indice da un presidente traditore.

Così come la miglior fantascienza, che nelle storie di Warlock è una componente essenziale, la realtà e la critica sociale sono mascherate dietro lo specchio dell’occulto, nello scontro tra il supereroe e il Bruto sono raccontate attraverso il più classico dei confronti tra esseri dotati di poteri sovrannaturali.

The Power of Warlock 07 - 20

Leggendo queste storie, con nemesi come un lupo antropomorfo con una corazza spaziale, si può parlare di storielle ingenue per ragazzini, ma lo spessore dato al personaggio Dottor Destino e al suo sacrificio per il bene comune, o la disperazione di Reed Richards, che non solo vede la sua amata in coma, non solo si trasforma in un essere orrendo e distruttivo, ma si rende conto tornando umano del male provocato e della facilità con cui è stato manipolato, senza dimenticare tutti i dubbi e i pensieri di Warlock, divinità suo malgrado in un mondo che spesso non capisce, sono ancora oggi punti elevatissimi nell’arte dello scrivere bellissimi fumetti.


Menopeggio Suicide squad

settembre 27, 2016

0-suicide-squad-recensioneChe poi non si dica che da ste parti si parla solo di film e serie tv marvel (anche se è praticamente vero), un mesetto fa ho visto nelle sale “Suicide Squad”.

Ora, fare  peggio di “Man of steel” era difficile, anche se possiamo dire che “Batman vs Superman” ha saputo farsi valere sul piano dei film orrendi. Mi basta pensare che passati due o tre giorni dalla visione dello scontro fra i due pezzi da novanta della dc tutto quello che ricordavo del film era così elencabile:

1-Ci sta Batman che è incazzato con Superman (un po’ come il 99,9999% della critica mondiale) perché nello scontro alieno narrato in “Man of Steel” ha scassato mezzo continente incurante dei millemila civili portati al decesso.

2-Ci sta Lex Luthor che è un tizio pazzerello incazzato con Superman perché il film precedente era una cagata.

3-Prima i due supereroi si rattellano e poi si alleano contro un mostrone incazzato.

4-Si pongono le basi per la Justice League.

5-Gal Gadot figa!

E direi basta.

Il trailer di “Suicide squad” però mi avevano galvanizzato e quindi sono corso al cinema pieno di presobenismo. E diciamo che il film non è una porcheria come i due citati prima, ma nemmeno il filmissimo che mi risolleva l’universo dc cinematografico.

I punti positivi del film sono evidenti dopo pochi minuti: Margot suicide-squad-trailer-1Robbie non sono è una sgnacchera da esposizione, ma è pure brava brava in modo assurdo a portare sullo schermo una matta come Harley Quinn senza cadere nel facile macchiettismo e praticamente si porta a spasso la pellicola per tutta la sua durata.

Sono buoni i comprimari (su tutti Boomerang) e la reale cattiva del film, una cattiveria vera e rara in un film che pur con il suo involucro di “sgradevolezza e cattiveria” nasconde al suo interno il più classico dei prodotti per ragazzini a prova di genitore incazzato.

I lati negativi invece sono due: il primo è che è scritto col culo, ma male male male proprio. La squadra viene creata e mandata in giro a fare macelli seguendo una logica totalmente illogica, viene lanciata contro a un mostro imbattibile nonostante i suoi membri non abbiano assolutamente il potere di affrontare una roba simile, ci sono momenti come quello nel bar verso la fine del film che se fossi lo sceneggiatore me ne vergognerei fino alla fine dei miei giorni.

A volerla raccontare la trama infatti è questa: una tizia scaltra del governo vuole creare una supersquadra ricattsuicide2ando dei cattivi galeotti con caratteristiche più o meno cazzute, una situazione che stava gestendo gli sfugge di mano e allora deve mettere in campo questa squadra. Si spara e si mena per due ore nella maggior parte dei casi in via del tutto casuale.

Il secondo punto negativo, e anche peggiore, è il Joker interpretato da Jared Leto. Fa schifo. Sotto ogni punto di vista, schifo. Il Joker gansta che fa le faccette buffe è la cosa peggiore del film. Anche il Deadshot di Will Smith, come prevedibile, è abbastanza insulso, ma il Joker di Leto è veramente terribile, roba che starebbe bene in uno spin off con gli ultimi fantastici quattro.

Nonostante tutto ciò però ammetto una cosa, ossia che nei momenti senza Joker e in cui tralasciavo lo svolgersi prevalentemente casuale degli eventi, mi sono divertito. Non tantissimo, ma divertito e svagato per quelle due orette e qualcosa, e non annoiato a morte come con “Batman Vs Superman”. Quindi va bene così.


“Che ce frega der photoshoppe, noi ci abbiamo il paint che scalpita”

novembre 12, 2012

Qui a Latveria avremo un tiranno, anzi, abbiamo un gran brav’uomo a governare. Un pezzo di pane. Ma voi in Italia state nella merda proprio.

Avete visto che scempio lo spot per le primarie del Pd coi fantastici quattro?
Va che bella robina di photoshop, che io di grafica ci capisco meno di uno che non ne capisce un cazzo, ma sta roba pare fatta col paint da bendati:

Io non vi linko il sito del partito, ma sappiate che svetta in home page.
Sul sito del corriere della sera c’è pure la descrizione dei candidati equiparandoli ai fantastici 4: leggete qua.

Forse era meglio quando ci facevano vedere zia may che si faceva fiondare.

Chissà se il pd ha chiesto permessi e diritti di utilizzo di marchi e personaggi…


Serie che vieni, serie che vai #4: Fondazione futuro, tra belle cose, un po’ di noia e gente che non centra una mazza

febbraio 9, 2012

Giunge il momento, dopo quattro uscite, di parlare un po’ della nuova incarnazione dei Fantastici quattro dopo la morte di Johnny Storm meglio noto come la Torcia umana. Come avete potuto leggere sia in passato che pochi giorni fa a me Hickman piace un sacco come sceneggiatore, ma ammetto candidamente che fino alla morte del fiammeggiante bellimbusto non mi sono curato minimamente di leggere la sua gestione del quartetto più famoso dei fumetti. Come il peggiore degli sprovveduti però quando ho visto in edicola il primo numero dedicato alla Fondazione futuro l’ho preso.

Il primo episodio della serie, col ritorno del nostro sovrano Destino, il colpo di scena finale e la presentazione di tutta la baracca mi ha pure entusiasmato.
Roba di tirare un manrovescio sulle pagine e dire “Ecco! Questi sono i Fantastici quattro. Mistero, magia, robe tecnologiche incomprensibili…”. Ancora di più dopo il secondo episodio, in cui la figlia di Reed e Susan rivela di avere liberato dei Reed Richards cattivi da altre dimensioni.
Cosa succede dopo, pur avendolo letto, non lo ricordo se non a piccoli sprazzi. Questo perché pur avendo ottime caratteristiche in Fondazione futuro ci sono anche dei momenti di una noia abissale, come le prime schermaglie con questa nuova minaccia o l’arruolamento dei cattivoni.
Notevole anche il ritorno sulla terra degli Inumani e del redivivo Freccia Nera. Spero però di aver capito male il ritorno in vita del silenzioso sovrano, perché se è risorto solo perché “Ha ancora delle cose importanti da fare, tipo prendere a ceffoni l’impero Kree e allora lo facciamo rispuntare dal nulla” questa è una cagata come non se ne vedevano da anni.

Ma c’è di peggio, molto di peggio.
Cosa cazzo ci fa l’uomo ragno vestito da spermatozoo nei fantastici quattro?
Ce lo siamo chiesto più o meno tutti.
E la risposta dopo quattro numeri di Fondazione futuro è: NULLA! ASSOLUTAMENTE NULLA!
Per ora sembra che ce l’abbiano messo solo per provare ad aumentare le vendite. Ormai Peter Parker è ovunque. Da solo, coi vendicatori, ora coi Fantastici quattro. Ovunque.
Nei vendicatori ci può anche stare, ma nelle avventure cosmiche dei Fantastici quattro che cosa cazzo può fare l’Uomo ragno? Ha sempre fatto pena nello spazio, basta rileggersi Guerre Segrete.
Si tratta di un personaggio metropolitano, come Devil, o il Punitore, e pensandoci anche solo per cinque minuti mi sono venuti in mente abbastanza nomi per prendere il posto della Torcia da fare altre dieci squadre.
Nova, ad esempio, che nei vendicatori segreti è praticamente scomparso dopo il primo arco di storie, un po’ come qualsiasi cosa di decente e ganzo ci fosse in quella serie.
O la Torcia umana classica che sappiamo essere tornata in vita e in continuity. Troppo poco brillante? Toro! Entrambi diventano uomini fiammeggianti proprio come il compianto Johnny Storm.
E potrei andare avanti a lungo.
Inoltre se c’era una cosa che da ragazzino adoravo era il protagonismo di Spidey nelle sue storie. Qualche giorno fa mi sono riletto i Team up degli anni novanta disegnati da Frank Miller e ce n’era uno con i Fantastici quattro. Non era una storie dell’uomo ragno e i Fantastici quattro, era una storia dell’uomo ragno con i fantastici quattro. Un protagonista e delle comparse. E così sono praticamente tutti gli incontri tra Peter Parker e gli altri eroi Marvel, almeno finchè Bendis non l’ha sbattuto tra i Vendicatori.
In questa serie l’arrampicamuri è ridotto veramente a una comparsa che fa qualche battuta da macchietta ma mostrando anche di essere intelligente, anche se prima di tutto rivela di essere inutile e fuori luogo.

Nonostante tutto però Fondazione futuro è una serie accettabile. Non ottima come altre cose di Hickman, non particolarmente entusiasmante, ma una lettura non completamente cagosa come mi aspettavo.


Il Babbeo del giorno #21: L’Uomo d’Amianto!

gennaio 29, 2012

dopo mesi di silenzio tornano gli articoli dei Latveriani e con essi anche i personaggi più cretini delle strisce a fumetti di ogni tempo: I Babbei del Giorno!

Ritorniamo con un poverello niente male: L’uomo d’Amianto! 

Vero Nome: Orson Kasloff

Genesi del personaggio: Su Strange Tales #111 del 1963 (in Italia su I Fantastici Quattro #11 del 1971)

Orson Kasloff è un nobile debosciato con una propensione per il crimine.

Si reputa un grande chimico e inventore e ambisce con i suoi prodotti a diventare un genio del crimine… Solo che non è un criminale. Quindi pensa col suo cervello geniale di fare una cosa eclatante, che gli faccia guadagnare la fiducia dei criminali in modo di sponsorizzarli poi con i suoi prodotti e trarre profitto dai crimini che tali invenzioni li aiuteranno a compiere.

Ora, a parte che razza di piano cretino è? Cosa fai metti le inserzioni sui giornali?!

Ebbene si. È talmente cretino da fare questo e ben altro.

Per guadagnarsi la fiducia degli “investitori” sfida pubblicamente la Torcia Umana a mezzo stampa, un duello nel suo castello.

Aspetto: Un cretino con una tuta d’amianto, uno scudo e una rete da pesca. Tra i più scialbi esempi di costumismo Marvel.

La fine: 

Quando Johnny Storm legge della tenzone che Kasloff gli lancia, arriva al castello  e il conte sfodera la sua arma geniale… Una tuta d’amianto con uno scudo d’amianto e una rete d’amianto. Giuro! Come un pompiere, con tanto di mascherina.

Allora la Torcia Umana se lo guarda e dice “‘A scemo! Si ok non ti posso bruciare ma posso bruciare tutto l’ossigeno in questa stanza e farti soffocare”. Così fa e Kasloff è costretto alla resa, alla faccia delle sue fortissime cognizioni di chimica non aveva calcolato questa cosa che il fuoco brucia ossigeno. ‘Na robetta di niente.

Subita questa umiliazione e persa la fiducia degli investitori crimnali, probabilmente Kasloff si è dedicato a cose più adatte al suo rango tipo il Badminton o il polo sparendo nelle nebbie della Silver Age per sempre.


MI STAI SUL CASCO!

agosto 21, 2011

C’è agitazione in Latveria.

Negli istituti di ricerca è stata fatta stamani una scoperta a dir poco sconvolgente, una di quelle cose che una volta vista ti cambia tutto, per sempre.

Nell’afosa mattinata di oggi, quando praticamente tutti sono ancora in vacanza, un giovane archivista ha notato qualcosa di strano in una vignetta storica dei Fantastici Quattro.

Riguarda Galactus, l’eterno Divoratore di Mondi, colui che venne creato ai primordi dell’ Universo stesso assieme alla Morte. Ebbene, vi mostriamo direttamente lo sconvolgente documento in esclusiva. Cliccate per ingrandire tutte le immagini.

"Once you'll see it you'll shit bricks"

Una misteriosa faccia è stata avvistata ed è presente sin dalla prima apparizione del Divoratore di mondi sul suo casco.

Da li ad oggi appare spessissimo, nelle raffigurazioni di vari autori. Il risultato è che la temibilità di Galactus ne esce irrimediabilmente ridimensionata.

Chi sarà la misteriosa entità? Che cosa vorrà? Ha forse lei controllo su Galactus?!

La terribile scoperta

Il gigantesco alieno sembra avere un rapporto conflittuale infatti con essa. Una convivenza pacifica, una dominazione, un parassita oppure sono parte della stessa entità?

Il dibattito nella comunità accademica si preannncia infuocato. Il nostro universo è nelle mani di quella buffa faccetta?

Il Dr. Destino, avvertito immediatamente, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali limitandosi ad un laconico “È buffo.”

Una conferenza stampa è stata annunciata per i prossimi giorni. Intanto ecco le sorprendenti immagini finora divulgate.

eccolo in John Byrne

Come vedete la sua presenza si spande dagli anni ’60 ad oggi

con Alex Ross

sfacciatissima

Per niente discreta, la misteriosa creatura fa bella mostra di se anche in copertina insultando un attonito Thor.

Avete avvistato anche voi la misteriosa creatura? Segnalatecelo, ogni notizia a riguardo può essere decisiva!

Scriveteci e inviateci le vostre segnalazioni, noi le inoltreremo all’ Istituto di Ricerca Von Doom di Latveria per tutte le verifiche del caso.

Buon proseguimento in questa torrida estate di rivelazioni e a presto con nuove notizie.

 

 

contro Silver Surfer in tempi recentissimi!


Old is the new New

aprile 9, 2011

Sotto con le ristampe in casa Marvel Italia. Come già detto la serie migliore come qualità\prezzo, al di fuori di Volumoni\Omnibus\Raccoltone-Archivi di lusso, è la Marvel Collection che con i suoi 4 volumetti alla volta ristampa un periodo particolarmente significativo degli anni 60-70 di qualche personaggio storico. Dopo gli ottimi Capitan America e Thor stavolta escono praticamente all’unisono le collection de “I Vendicatori” e dei Team-Up de “L’Uomo Ragno”. Anche stavolta come per le precedenti due è disponibile l’edizione con cofanetto dalla grafica retrò.

Quello dei Vendicatori poi esce in contemporanea col relativo “Marvel Masterworks: Vendicatori”. Nella Collection invece ci sono gli albi storici scritti da Roy Thomas (che cura anche una lunga e  piacevole introduzione) e anche le prime storie disegnate da John Buscema, la nascita di Ercole e tanto altro. Ovviamente consigliatissimo.

La collection coi Team-Up de “L’Uomo ragno” esce in contemporanea con il terzo volume dei Masterworks dedicati al testa di tela e presenta storie da Marvel Team Up, inedite in Italia dai tempi della  Corno e che sono rimaste fuori dalla Spider Man  Collection della Marvel Italia.

Si tratta di storie spesso uscite per far conoscere al grande pubblico personaggi all’epoca un po’ in ombra,  usando la collaborazione\alleanza (il Team-Up appunto) spesso con l’Uomo Ragno -che era il campione di vendite- in modo da farli beneficiare in popolarità. Sono storie one-shot, nulla per cui strapparsi i capelli e niente di cruciale per la continuity ma sono carine, godibili e con gente come Gil Kane, Sal Buscema e Jim Mooney a fare il loro mestiere con comprimari come Fantastici Quattro, Fratello Voodoo, Panter Nera, Ka-Zar, Pugno d’Acciaio e tantissimi altri tizi in costume.

Diciamo la verità, dal punto di vista del “must-have” è la Marvel Collection ad oggi meno necessaria alle cronologie delle vostre collezioni ma è assolutamente una lettura piacevole, fresca e sintomatica di quegli anni ’70 fumettistici che qui in Latveria ci piace ricordare. Se con questa primavera esplosa di botto volete godervi una sacrosanta lettura spensierata sul prato, acquistate senza remore.

‘Nuff said!


Nick Fury e i benefici della fine del Dark Reign

marzo 3, 2011

Poco fa parlavo con entusiasmo della appena iniziata Heroic Age, e oggi persevero nel tessere le lodi delle conseguenze dovute alla fine del Dark Reign.
È uscito infatti in questi giorni il nuovo albo voluminoso di storie dei Secret warriors, la squadra di Nick Fury di cui già vi abbiamo parlato e che praticamente consiste nelle nuove storie del nostro guercio preferito con qualche amico e nemico suo.

Libero dell’ombra del Dark reign e di Norman Osborne finalmente Hickman torna al puro spionaggio supereroi stico in un albo in cui si spara e si agisce pochissimo, concentrandosi sulle macchinazioni tra Hydra, Leviathan e il buon vecchio Fury, continuando così quella che si rivelava come una delle migliori proposte marvelliane attuali.

Dei Secret warriors ben poche tracce tra queste pagine anche se decisive. Un po’ come se nei Vendicatori si pubblicasse un intero ciclo dedicato a Jarvis con ogni tanto qualche comparsata di Cap o di Iron man.
Ma questo non pesa, perché mentre l’intricata storia principale va avanti, le poche notizie che abbiamo sui giovani supereroi agli ordini di Fury si rivelano decisive.

Detto questo, oltre a consigliarvi quindi abbastanza esplicitamente di leggere o continuare a leggere i Secret Warriors, vorrei parlare di Hickman. O meglio, vorrei parlare di un’opera di Hickman.
No, non la morte ad opera sua della Torcia, frega nulla.

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Voglio parlare di Shield, la miniserie di cui avevamo postato qualche tavola parecchio tempo fa, e che in Italia invece di uscire, non so, in un bel volume, verrà pubblicata in appendice ai Fantastici quattro, mensile che non leggo da secoli e che non ho intenzione di ricominciare a comprare, particolarmente dopo aver visto le prime immagini dei Fantastici spermatozoi.Spero di trovare un edicolante di larghe vedute che me la faccia sfogliare a sbafo, ma se non siete adepti di Giobatta come me fatemi sapere se aspettare una riproposizione o se vale davvero la pena spendere tutti quei soldi per leggere solo una ventina di pagine al mese.
Grazie.