Personaggio: Norman Osborn

marzo 10, 2010

Eh lo so… che vi devo dire. Giusto due settimane fa, scrivevo che ci saremmo fermati con la nostra galleria di personaggi per cinque lunghe settimane. E invece… eccoci qua. Come ci è venuto? Chi lo sa. Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole… Sha la la là. Comunque, insomma… Non è colpa nostra. È colpa della guerra fredda in corso in questo momento tra lo stato di Latveria e la Rai, che ci fa un po’ penare. Noi, dalle pagine di questo blog, non possiamo fare altro che postare solo quando ci è possibile. Oh, è una guerra. Navighiamo a vista. Non è che uno si lamentava se Radio Londra magari un giorno non trasmetteva, no? Ecco. Per cui…

NORMAN OSBORN

Cresciuto da un padre alcolizzato, colpevole di aver sperperato il largo patrimonio di famiglia, il piccolo Norman Osborn sviluppa un carattere complesso e solitario: il suo unico scopo è quello di diventare ricco e smarcarsi dalla figura paterna. Genio della chimica, dopo gli anni universitari, fonda la Oscorp, una multinazionale attiva anche nella ricerca robotica finalizzata all’utilizzo militare. Ossessionato dalla ricerca, ruba una formula al suo socio Mendel Stromm, e la prova su se stesso. Gli effetti sono immediati: Norman diventa più forte, più resistente e sviluppa un fattore rigenerante. Anche la sua mente però subisce qualche cambiamento. Impazzito e in odore di megalomania, assume l’identità del Folletto Verde, il Green Goblin. Si procura un costume particolarmente inquietante, un aliante computerizzato, delle bombe a forma di zucca di Halloween e intraprende una carriera criminale. Sulle sue tracce si mette immediatamente L’Uomo Ragno. Tra i due si insatura una guerra senza fine dalle conseguenze tragiche, come la morte della fidanzata di Spiderman, Gwen Stacy. Dopo che tutti lo credevano morto, Osborn torna a farsi sentire. Completamente ingestibile dal punto di vista mentale, paranoico e di rara cattiveria, ha però quasi definitivamente abbandonato il suo alter ego. Grazie però al suo impero economico è costantemente al centro degli eventi. Dopo un breve periodo di detenzione per aver ferito l’ambasciatore della nazione sottomarina di Atlantide, viene messo a capo del più grande servizio di intelligence del pianeta – l’H.A.M.M.E.R. – dal Presidente degli Stai Uniti in persona. Norman, dopo essersi circondato dei peggiori criminali di sempre – che ricatta e comanda a bacchetta – ha dato da poco vita a quello che viene chiamato il Dark Reign: il Regno Oscuro…

BONUS: 19 secondi tutti dance in compagnia del buon vecchio Norm!


Il babbeo del giorno # 26 – Il carnefice

marzo 25, 2014

Qualche tempo fa avrei voluto fare un annual del babbeo del giorno coi Thunderbolts del periodo Dark Reign, una delle peggiori squadre supereroistiche mai concepite (e che infatti ha avuto vita brevissima, lasciando nel team solo i personaggi che funzionavano come il fantasma). Poi sono arrivati i nuovi Dark avengers che fanno ancora più cagare (e che infatti hanno avuto vita editoriale ancora inferiore) e m’è rimasto tutto in sospeso.
Dei Thunderbolts dell’epoca Dark reign ce n’era però uno che penso sia nella top ten dei personaggi più insulsi apparsi su un fumetto: Il Carnefice

HeadsmanLayeredNome: Carnefice

Vero Nome: Cleavon Twain

Genesi del personaggio: Il tenero Cleavon viveva in un tenero boschetto col fratello. Per vivere cacciavano dei polli (a quanto leggo su wikipedia, che poi sei in un bosco e tutto quello che riesci a cacciare sono dei polli?) per poi decapitarli su un ceppo e mangiarne le carni.
Un’educazione d’altri tempi.
Cleavon ha poi un tenero cagnolino, che un giorno il fratello a cui sta bestia stava sui coglioni (oppure s’era stufato di mangiare solo pollo tutte le sere) decide di decapitare.
Il nostro eroe non la piglia proprio benissimo, ma invece di ammazzare quello stronzo di suo fratello decide di uscire dal tenero boschetto e di iniziare a squartare a colpi d’ascia tutti quelli che incontrava.  Una reazione da vero genio del crimine!
Un personaggione di tale risma non poteva che finire tra le file di Norman Osborn, che pensa bene di dotarlo di un aliante e di un’ascia più ganza di quella che già possedeva, per poi ripensarci un attimo e spedirlo in qualche modo in galera (da quanto ho capito), facendo si che non si sentisse più parlare di lui fino a questa serie dei Thunderbolts.

Aspetto: Il classico energumeno anonimo, con cappuccio viola e un’ascia.

Poteri: Tutti i poteri che ha glieli ha dati Osborn. Di suo aveva solo che è spesso. Ha un’ascia cazzuta e vola su un aliante. Per il resto è un idiota come tanti altri.

La fine: Finora non è che ci siano molte caratteristiche da babbeo, a parte il fatto che qualsiasi essere minimamente razionale se la sarebbe presa col fratello invece di uccidere gente random e finire tra le grinfie di Osborn. Io l’ho conosciuto con i Thunderbolts, e se già prima aveva tutte le caratteristiche del perfetto tontolone, nella squadra di criminali redenti(ribadiamo, in queste storie a dir poco pessime) il caro Cleavon non ne azzecca una: solo figure da imbecille o da perfetto inetto, una di fila all’altra.
A rendere il tutto ancora più inutile è la sua morte.
Durante uno scontro tra Thunderbolts e Agenti dell’Atlas (gruppo ganzissimo! fateli tornare più spesso disgraziati!!!!) l’uraniano ipnotizza Nuke (se non erro) per fargli uccidere Osborn, il quale però appare al gruppo come ologramma e al posto suoa prendersi il proiettile in faccia è quello sfigato subito li dietro, e potete facilmente indovinare di chi si tratti.

Che poi a dare una riletta veloce più che un babbeo il Carnefice è un personaggio semplicemente insulso. Un omone armato di ascia con un’origine da mentecatto, un cattivo dallo spessore nullo e insignificante…
Diciamo che questo articolo può essere visto quasi meglio come un “Cristo quanto facevano stracagare i Thunderbolts durante Dark Reign”, ma a pensarci bene erano meglio di quelli attuali che come già detto sono una porcheria agghiacciante. Beh, vi allieto con una bella immagine che non centra un accidente, dai, che nulla vada sprecato:

tumblr_n2lsd7P4va1qzd9ino1_500che qua da quando è assente sua eccellenza mancano le robine d’annata.


Se ne parla pure il secolo xix, chi siamo noi per esimerci?

dicembre 28, 2012

ASM_700_CoverDavvero, non volevo scriverne, ma ne parlano veramente ovunque dimostrando che ai vari giornali e quotidiani italiani il concetto di spoiler non li sfiora nemmeno di striscio. Anche sui megaschermi in stazione stamattina mentre aspettavo il treno per andare a lavorare c’era scritto cosa succede in spider man 700.
Io invece non volevo parlarne apertamente, prima di tutto per il concetto di spoiler stesso. Non seguo le uscite americane, se non giusto qualche voce, aspetto l’uscita italiana e mi godo le mie letture felice e contento.
Poi non volevo toccare approfonditamente l’argomento anche per il fatto che sinceramente non leggo con costanza l’uomo ragno dai tempi della saga del clone e di tutto il marasma del periodo ragno rosso.
Detto questo, nelle righe successive andrò a contraddire, anche se non del tutto, quel poco che ho scritto sulla vicenda negli articoli scorsi.

Partiamo da Dan Slott e dall’idea narrativa. Dan Slott come sceneggiatore ci piace veramente niente. Penso di aver parlato di lui solamente disprezzandolo per quanto fatto a quel poveraccio di Andy l’androide, e del suo uomo ragno non ho letto nemmeno una vignetta. Però ho visto qualche sua foto, e ve ne posto una qua a fianco per dirvi che a me, con quella grassitudine un po’ così, quel faccione un po’ così, Dan Slott fa simpatia. Davvero c’è gente che manda minacce di morte e squartamenti a uno con questo aspetto? Con quella faccia massimo ti vien voglia di invitarlo a farti una mangiata di pansoti e trippe (che con quegli occhi li secondo me anche a sigarette spiritose il ragazzo non scherza e la serata potrebbe prendere pieghe inaspettate).

Dan-SlottComunque Dan Slott oltre ad essere un simpatico panzone scrive l’uomo ragno e ha avuto la brillante idea di piazzare nel corpo di Peter Parker la mente del Dottor Octopus, e nel corpo morente di Dock Ock la mente di Peter, che come prevedibile schiatta. Ci troviamo quindi un nuovo Uomo Ragno che contiene un superfeccioso che però coi ricordi di Peter Parker sembra volersi impegnare a fare del bene.
Ora, rileggo quello che ho scritto, rileggo qualche spoilerone in giro per vedere se ho capito bene, e comunque la voglia vedere, questa trovata sembra una cagata pazzesca.
NA_120425_c2e2_dan_slott-01Dovete però sapere che prima di tirare giù ogni articolo non mi informo per nulla, non rileggo assolutamente vecchi riferimenti, scrivendo spesso e volentieri delle puttanate pazzesche, ma però ci penso. E pensandoci mi sono posto una domanda: tutto sembra veramente brutto, ma anche l’idea del Dark Reign sembrava una gigantesca boiata, e invece mi sono divertito un sacco a leggere le storie di uno Shield in mano a Norman Osborn messo pure a capo dei Vendicatori (a parte i potenti vendicatori di, guardacaso, Dan Slott, che sono una serie più insulse e cagose degli ultimi anni), non è che magari mettere un superstronzo nel corpo di un eroe, e dargli la possibilità di provare a comportarsi da eroe, esce fuori qualcosa di decente?
E allora glielo do il beneficio del dubbio a Dan Slott, e al suo faccione sorridente. Tanto sappiamo tutti benissimo che se Superior Spiderman farà cagare e venderà meno di un cazzo Peter Parker tornerà nel giro di qualche mese. Per ora però, con tutte le polemiche, Spider-man 700 ha venduto come il pane, quindi se quello che volevano alla Marvel era aumentare le vendite, direi che hanno avuto totalmente ragione loro.


Nick Fury e i benefici della fine del Dark Reign

marzo 3, 2011

Poco fa parlavo con entusiasmo della appena iniziata Heroic Age, e oggi persevero nel tessere le lodi delle conseguenze dovute alla fine del Dark Reign.
È uscito infatti in questi giorni il nuovo albo voluminoso di storie dei Secret warriors, la squadra di Nick Fury di cui già vi abbiamo parlato e che praticamente consiste nelle nuove storie del nostro guercio preferito con qualche amico e nemico suo.

Libero dell’ombra del Dark reign e di Norman Osborne finalmente Hickman torna al puro spionaggio supereroi stico in un albo in cui si spara e si agisce pochissimo, concentrandosi sulle macchinazioni tra Hydra, Leviathan e il buon vecchio Fury, continuando così quella che si rivelava come una delle migliori proposte marvelliane attuali.

Dei Secret warriors ben poche tracce tra queste pagine anche se decisive. Un po’ come se nei Vendicatori si pubblicasse un intero ciclo dedicato a Jarvis con ogni tanto qualche comparsata di Cap o di Iron man.
Ma questo non pesa, perché mentre l’intricata storia principale va avanti, le poche notizie che abbiamo sui giovani supereroi agli ordini di Fury si rivelano decisive.

Detto questo, oltre a consigliarvi quindi abbastanza esplicitamente di leggere o continuare a leggere i Secret Warriors, vorrei parlare di Hickman. O meglio, vorrei parlare di un’opera di Hickman.
No, non la morte ad opera sua della Torcia, frega nulla.

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Voglio parlare di Shield, la miniserie di cui avevamo postato qualche tavola parecchio tempo fa, e che in Italia invece di uscire, non so, in un bel volume, verrà pubblicata in appendice ai Fantastici quattro, mensile che non leggo da secoli e che non ho intenzione di ricominciare a comprare, particolarmente dopo aver visto le prime immagini dei Fantastici spermatozoi.Spero di trovare un edicolante di larghe vedute che me la faccia sfogliare a sbafo, ma se non siete adepti di Giobatta come me fatemi sapere se aspettare una riproposizione o se vale davvero la pena spendere tutti quei soldi per leggere solo una ventina di pagine al mese.
Grazie.


Assedio: Se volevo leggere Dragonball tornavo pischello e leggevo Dragonball

gennaio 19, 2011

Penso che praticamente quasi tutti quelli che come me sono nati negli anni ottanta abbiano letto o guardato Dragonball.
Se ci ripenso adesso era veramente una cagata, ma allora mi facevo tenere le copie dal mio edicolante di fiducia e mentre tornavo a casa da scuola mi fermavo una volta al mese pronto a leggere con avidità le avventure di Goku e soci.
C’erano le botte, le gags, ogni tanto nella serie con Goku bambino si vedeva una tetta… era un fumetto che da preadolescenti si leggeva con gran gusto, e negarlo sarebbe ipocrita e scorretto.

Ieri ho finito di leggere Assedio, l’ennesimo evento Marvel, e forse il più cagoso degli ultimi anni (anche se la Secret invasion non è da meno). Questo perché Assedio sembra Dragonball, e non le suddette prime storie con il Maestro Muten che gli usciva il sangue dal naso quando vedeva le sbarbe e il protagonista forte ma ingenuo e infantile. Assedio sembra il Dragonball successivo, quello col seguente schema narrativo: arriva uno stronzone fortissimo, dà un sacco di legnate a destra e a manca, i buoni si coalizzano e studiano un modo per sconfiggerlo, qualcuno schiatta, qualcuno si incazza e fa fuori il cattivone bastardissimo”.

Per chi non seguisse la continuity Marvel vi aggiorno: c’era il Dark reign, Norman Osborn capo dello Shield, ribattezzato Hammer, i suoi Vendicatori composti da delinquenti, i supereroi in clandestinità. Alcune storie ganze, altre orribili come già detto in passato.Osborn vede vacillare il suo potere, allora consigliato da Loki (e la gente continua a dargli retta…) attacca Asgard, la dimora degli dei nordici.
Non il Lussemburgo, Asgard, ma il buon Norman lancia l’attacco sereno come un bimbetto perché ha dalla sua parte Sentry, supereroe potentissimo ma pazzo come un cavallo.
Ovviamente lo scontro degenera e Sentry degenera ancora di più.

La storia è tutta qua. Botte, esplosioni, Sentry che sbarella.
All’inizio Osborn e soci sembrano infermabili, ma poi arrivano i vari supereroi capitanati dal rinato Steve Rogers e tra una boiata e l’altra risolvono la situazione facendo fuori Sentry.

In tutto questo però possiamo assistere a vari momenti di wtf, ossia di “Ma che cazzo sto leggendo mannaggia a Bendis!”.

E su tutto il premio del wtf maggiore se lo beccano le varie morti.
Il primo a crepare sotto i colpi di Sentry è Ares, dio della guerra che per quanto anche la sua lavandaia gli dicesse di mollare i vendicatori di Osborn, lui continuava imperterrito a credere in quel pazzoide.
Davvero, gli amici, suo figlio Phobos, tutti gli chiedono cosa diavolo ci faccia con quella cricca di delinquenti, e lui per mesi ha fatto spallucce.
Ares arriva ad Asgard e inizia a dare mazzate agli amici suoi, ossia gli asgardiani. A un certo punto questi gli chiedono “Ares, senti un po’, che cazzo fai?” allora lui capisce che Osborn gli ha mentito, prova ad attaccarlo, ma arriva Sentry che gli dà due cazzotti e poi lo spacca a metà in una bella splah page splatterona.

A crepare poi è Loki.
Proprio lui.
Stavolta Loki, guardando Asgard distrutta da Sentry ormai fuori controllo e mutato in Void, la sua parte cattiva (un po’ come il Majin Boo di Dragonball), capisce che l’ha fatta fuori dal vaso e prova ad aiutare i vari eroi a uccidere Void dandogli i poteri con le pietre delle Norme.
Void se ne accorge e lo polverizza.
Già vedere Loki aiutare Thor e soci è un duro colpo per il personaggio, vederlo anche crepare in una vignetta sola è un’altra brutta cosa.

Poi ovviamente Sentry/Void viene sconfitto.
Ma non grazie ai poteri aggiuntivi dati da Loki, perché nemmeno una supermartellata di Thor l’ha scalfito.
Cosa mai potrebbe uccidere un mostro simile?
Ma certo!
Ci pensa Iron man, che prende il controllo dell’elivelivolo Hammer e lo spara contro il cattivone! E ovviamente questo funziona e gli fa una male porco, poi arriva Thor e con un’ultima martellata lo finisce per poi buttarne i resti nel sole.
Per quanto sia una conclusione orribile, almeno c’è stata e m’ha risparmiato di spendere altri soldi per comprare altri albi di questa immonda cagata.
Resta il fatto che negli ultimi anni Sentry è morto e riapparso uno sfacelo di volte, quindi mi sa che prima o poi qualche sceneggiatore senza idee lo ritirerà fuori dal cilindro.

Ma non solo questo accade in Assedio. Ad esempio Asgard, un’intera città, crolla e dopo 5 secondi non c’è manco un pizzico di polvere.
Il tutto si svolge in un crescendo epico quanto una partita di bassa classifica nel campionato di calcio del Qatar, e le uniche cose positive sono i disegni di Coipel semplicemente splendidi nonostante la cagosità della storia e il fatto che essendo solo 4 albi si legge in mezzora e non ci si spendono troppi soldini.
Peccato veder finire così il Dark reign, che con tutti i suoi difetti ha regalato comunque delle gran belle storie, anche se intervallate da incredibili cagate orripilanti. Ora avrà inizio la heroic age e sinceramente non so cosa aspettarmi, anche se a guardare l’ultima tavola di Assedio Wolverine all’idea sembra parecchio eccitato.

Ps: si, lo so, non più solo scannerizzazioni cagose, da oggi scannerizzazioni cagose e in bianco e nero. Ma viviamo a Latveria noi, quindi accontentatevi di quel che passa in convento.


Personaggi: Ben Urich

aprile 28, 2010

Come potete immaginare a Latveria fare il giornalista non è una delle professioni più ambite del mondo. A meno che voi vogliate fare arrabbiare Victor. Ah beh, allora… Se il vostro scopo è quello, fate pure. Anzi fate così: aprite L’Eco di Latveria. Dai, vi sfido. La vistra arroganza non conosce veramente limiti. Noi stiamo bene così. Abbiamo risolto il problema della libertà di stama alla radice. Niente stampa, niente problemi. No, per dire… È quindi normale che noi qui si abbia maturato una certa curiosità per i vostri imbrattacarte.

BEN URICH

I supereroi difendono il pianeta, sconfiggono i cattivi, si immolano per preservare il bene. Ma per arrivare a noi, per diventare leggenda, hanno bisogno di qualcuno che racconti le loro storie. Ben Urich è la penna migliore in forza al Daily Bugle, il famoso quotidiano di New York. Giornalista prevalentemente di nera, Ben non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani e, con il suo impermeabile che sembra uscito da un vecchio film noir americano, con l’inseparabile sigaretta all’angolo della bocca, è sempre in cerca di qualche scoop nei bassifondi della sua città. È normale quindi che nella sua lunga carriera, sia più volte entrato in contatto con quegli strani personaggi in tutina che svolazzano da un tetto all’altro. Anzi, con qualcuno ha un vero e proprio rapporto d’amicizia. Lavora a stretto contatto con Peter Parker, fotografo del Daily Bugle, ma soprattutto identità segreta dell’Uomo Ragno. Si è spesso trovato a dover incrociare il percorso del più pericoloso dei supereroi, ovvero Frank Castle, conosciuto anche come il Punitore. Ma soprattutto ha un rapporto privilegiato con Matt Murdock, l’avvocato non vedente che la notte, dopo aver indossato il costume di Devil, sorveglia i pericolosi vicoli di Hell’s Kitchen. Ben non solo è a conoscenza della doppia vita di Murdock, ma l’ha aiutato più di una volta nella sua eterna battaglia contro Wilson Fisk, lo spietato zar del crimine conosciuto come Kingpin. Certo, sono conoscenze pregiate, ma hanno anche un lato negativo. Ben, come quasi tutti i giornalisti che fanno il loro lavoro senza paura di pestare i piedi a qualcuno di potente, è stato più volte minacciato di morte. Il periodo peggiore l’ha passato all’uscita del suo libro scandalo Dinastia del Male, in cui indicava come altrerego del supercriminale Goblin, il ricco industriale Norman Osborn. Ma d’altra parte si sa: gli uomini di potere affetti da megalomania, sanno essere molto pericolosi.

BONUS: Ecco il giornalismo che piace a noi a Latveria!Altro che pippe e manifestazioni! Sia detto senza spirito polemico, eh…


“Hey Hood, a casa tutto bene?”

marzo 7, 2010

Ricordate quando vi parlavo dei miei timori per il futuro di Hood consigliandovi la miniserie scritta da Vaughan?
Ecco, si sono concretizzati praticamente tutti. L’Hood di Bendis, quello che appare nei new avengers e che fa parte della cabala di Norman Osborn ha le seguenti caratteristiche: è un tizio cazzuto posseduto da Dormammu che mena a Luke Cage e compagni e ogni tanto se la prende di brutto con il Dottor Strange. Punto.

Manca in poche parole tutto lo spessore del personaggio di quella mini, il suo essere un delinquente da quattro nicche che da un giorno all’altro si trova per le mani un potere forte forte, non emergono mai i risvolti della sua vita privata, quella al di la del mantello, l’Hood di Bendis è un pupazzo che dice frasi da cattivo, spara tantissimo, si demonizza quando gli va la sabbia nella vagina, comanda un bel po’ di supercattivi.

Per fortuna arriva in soccorso nostro e del personaggio Jeff Parker che avvalendosi dei disegni di Kyle Hotz (lo stesso autore della suddetta mini) ci riporta il gran bel personaggio creato da Vaughan pur lasciandolo nel ruolo che gli è stato cucito addosso nell’attuale continuity marvel.
Riemergono così i vari problemi familiari di questo supercattivo, i suoi dubbi e le sue ottime sfaccettature. Hood, o meglio, Parker Robbins, smette di essere solo un nemico, ed emerge quella che è la sua potenzialità migliore (in maniera esplicita, è suo cugino a spiegare a vari membri della gang perché ha una marcia in più rispetto a loro): Robbins non era ne uno scienziato, ne un soldato, ne un esperimento… era un morto di fame che campava di furtarelli, uno che conosce la miseria e che ha preso una bella dose di pizze in faccia dalla vita prima di trovare il mantello e gli stivali che gli danno i suoi poteri.

Non è ai livelli della mini di Vaughan, però questo albetto è davvero una bella lettura, capace di ridare al personaggio lo spessore che merita e collocandolo in una carriera criminale entusiasmante e coinvolgente.
Merita l’acquisto, assolutamente.


Dark Reign: Elektra

gennaio 28, 2010

Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: Elektra.

Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.

Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.


Punisher, ovvero come divertirsi col presente guardando le scure nubi del futuro

novembre 24, 2009

Torno nuovamente a parlare del Punitore, vera e propria presenza fissa tra le mie letture recenti, ma non posso farci niente se stanno pubblicando una bella dose di materiale su Frank Castle, se non comprarla, leggerla e parlarvene.
“Punisher” è la nuova serie regolare dedicata a questo simpatico mattacchione di cui vengono proposte le prime cinque storie in un albo ora in edicola.
Davvero non comprereste qualcosa con questa copertina?

Ma non è solo la copertina a farne una proposta più che buona: Le storie scritte dal giovane e molto promettente Rick Remender si collegano con l’attuale continuità (ossia il “Dark reign di Norman Osborn), e niente hanno a che fare con le saghe di Garth Ennis (lo stesso Remender risponde abbastanza piccato quando si fanno paragoni, ma del resto come dargli torto?).
Il primo pregio sono i disegni di Jerome Opena, moderni, oscuri, perfetti per narrare queste gesta di Frank Castle.

Il secondo pregio è la nuova spalla informatica del Punitore. Un pischello che vive in una topaia tra poster dei Black Flag e dei Bad Brains. Come fare a non farselo risultare simpatico?
Questa è la sua cameretta:

e questo è il modo in cui aiuta Frank Castle a liberarsi di Hyde:

del resto è noto un po’ a tutti che i supercattivi odiano lo speed-metal, ascoltano i grandi successi di Mal dei Primitives e si commuovono con Omar Codazzi.

Nota negativa è invece Hood, ma qua Remender può farci poco o niente. La trasformazione narrativa del personaggio, dal carismatico sfigato che si trova causalmente con dei superpoteri della miniserie di Vaughan e Hotz (ormai lontano e piacevole ricordo), al cattivissimo cattivone senza scrupoli pronto a tutto per i soldoni e amichetto del cuore del tenero Dormammu (sempre se per voi questo demoniazzo orrendo è lo stesso Dormammu con cui si prendeva a sberloni mistici il Dr.Strange negli anni sessanta, e non un cattivo da videogame dell’xbox), è ormai cosa nota, colpa che ricade, tanto per cambiare, unicamente sulle spalle di Bendis, perché a sminuire grandi personaggi come ci riesce lui ci riescono in pochi.

Una lettura più che piacevole e divertente quindi, capace di approfittare in maniera più che positiva dell’attuale situazione dell’universo Marvel, ma che viene oscurata da una nefasta luce proveniente dal mondo del domani. Niente profezie Inca, niente visioni soprannaturali, niente messaggi dal futuro, semplicemente un’anteprima su internet:

Non sembra anche a voi che tiri aria di MASTODONTICA CAGATA?
Non sentite come un inquietante senso di deja-vu?
Non vi ricorda il periodo più buio e disgustoso del Punitore?


Cronaca di una invasione segreta iniziata male, finita peggio

settembre 29, 2009

Di chi ti fidi? Non lo so, ma un nome di cui non mi fido lo potrei fare tranquillamente.

E così è finita secret invasion.
E mi compiaccio con me stesso di averla letta a scrocco grazie a un edicolante che se ne frega perché sa che tanto ci spendo una marea di soldi comunque e con continuità (Giobatta is amused ndr)

Come finisce? Non l’avete letta? Ve lo racconto io!

Allora. Ci stanno gli Skrull che sono alieni incazzati come api con i terrestri perché vogliono la terra. Un po’ di anni fa erano venuti da queste parti, avevano preso un bel po’ di mazzate, se ne erano tornati a casa con le pive nel sacco.SecretInvasion01McNivenVariant
Poi è arrivato Brian Michael Bendis.
Bendis fece andare gli illuminati, ossia Iron man, il dottor Strange, Freccia nera, il dottor Xavier, Mr.Fantastic e Namor sul pianeta degli Skrull a fargli i pernacchioni.
Gli Skrull la presero male e li imprigionarono, studiandone i poteri.
Qualche anno dopo scopriamo che gli Skrull han trovato il modo di sostituirsi ai supereroi senza farsi pinzare. E ce l’han fatta proprio grazie a quella missione disastrosa e totalmente inutile degli illuminati.
Potendo decidere chi sostituire tra gli illuminati pensano bene di scegliere… quello che sta più lontano dalla terra e che non può neanche parlare! Freccia nera!

Poi succedono un paio di cose, si scopre che Elektra era uno Skrull infiltrato, si pensa che ce ne saranno TANTISSIMI tra i supereroi, e invece son solo quattro gatti.

L’inutilità totale dei primi 5 (volendo anche 6) numeri della serie è rappresentata dalla navicella che scende nella terra selvaggia e da cui scendono una marea di copie di supereroi anni settanta che iniziano a menarsi con quelli attuali. Ovviamente sono copie e le domande che si pongono i nostri sono totalmente inutili, ma perché far risparmiare soldi ai marvel fans quando puoi vendergli un bel po’ di pagine di totalnulla?
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Arriviamo così alla battaglia finale, in cui supereroi umani e alienazzi se le danno di santa ragione a New York. Succede che uno dei quattro gatti di Skrull infiltrati era Hank Pym, marito di Wasp.
Hank aveva guardacaso fatto un’iniezione a sua moglie, e ora schiacciando un bottone (SIIIIIC) lei si ingrandisce e diventa un’arma batteriologica (o qualcosa di simile, ovviamente non viene spiegato nulla al di la di puntura – bottone – possibile morte di chiunque per… boh? Il poco effetto che si vede è una roba tipo Ipecac) mentre i vari supereroi e supercattivi uniti si destreggiano in facepalm, facce basite degne del miglior Stanis, pisolini e partite a cirulla.
Per evitare altre stronzate al lettore, Thor in un impeto di furbizia tira una martellata a Wasp che schiatta, salvando tutti e permettendogli di ribaltare di ceffoni gli Skrull. (eeeh ma bastava molto meno! ndr)

A questo punto ci si chiede: “Ma Wasp, dove cazzo era finita da “Vendicatori divisi” a questo momento?”
Qualcuno ricorda una storia recente con questo personaggio in vista?
La povera Janet Van Dike era già stata uccisa da Bendis parecchi anni fa, facendola scomparire nell’oblio, facendola apparire sporadicamente per poi relegarla nel nulla.

secret_invasion_08_last_pageDopo questo gli eroi sono tutti incazzati come belve, ma è Norman Osborn a uccidere la regina Skrull già mezza sciancata dalle mazzate prese, prendendosi poi tutto il merito, dando il via a Dark reign, e cancellando tutte le conseguenze di Civil War con un bel colpo di spugna, come si conviene nell’attuale continuity Marvel, anche se questa volta Mefisto non centra un cazzo.

Ps: Ovviamente tutte le persone sostituite dagli Skrull sono tornate a casa e stanno meglio di prima.

E ora Dark reign e NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMAAAAAAAAAAAAAA!

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