Ma davvero è così bello questo bel film di Wolverine?

marzo 16, 2017

loganTendenzialmente un buon cronista o recensore dovrebbe, prima di scrivere un articolo, andare a documentarsi su ogni possibile informazione riguardi l’argomento di ciò su cui sta per scrivere qualcosa, cosa che io ovviamente non faccio, non essendo ne buono, ne cronista, ne recensore.

Ci ho pensato più di una settimana se valeva la pena di scrivere o meno qualcosa su “Logan”, ve ne sarete accorti che non sono particolarmente prolifico in questi mesi. Il problema è che non è possibile parlare di questo film senza fare riferimento alle due precedenti pellicole dedicate al buon vecchio Wolverine.

Il buon recensore di cui sopra sarebbe andato a rivedersi i film, magari recuperando i dvd con contenuti extra e informazioni e quant’altro, cosa che io non mi sogno minimamente di fare, quindi ne parlerò per come me li ricordo.

“X-men le origini – Wolverine” uscì al cinema nel 2009, non lo andai a vedere in sala, ma venni attirato da un amico che “oh, l’ho già trovato su *nome di peer2peer a caso* ci risparmiamo i soldi” e quindi lo guardammo assieme sul divano con le birrette e le sigarette con l’idea che se poi era particolarmente figo e spettacolare saremmo andati anche al cinema.

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tipo così

Il film era una bella merda, di cui ricordo un uso scriteriato e orribilmente sbagliato di ogni idea sul progetto arma-x, Sabretooth che era un tizio spesso col cappotto, e Deadpool serio (e triste, peggio di quello delle battute che non fanno ridere). Però allo stesso tempo ci divertimmo un sacco perché la versione scaricata dal mio amico doveva avere ancora montati gli effetti speciali, quindi in molte scene c’erano fantocci in 3d al posto degli attori ed esplosioni verdi e altre cose divertentissime. Mai più capitato di vedere un film così, sorpresa migliore di quando cercavi l’ultimo pixar e ti usciva il pornazzone con le vecchie pelose.

Il secondo film, “Wolverine l’immortale” lo non-ricordo ancora peggiore, perché l’ho visto al cinema. Ricordo solo noia, giappone, noia, ninja, noia, katana, stupidi samurai robot giganti, noia… roba da tenersi svegli rovesciandosi pop-corn bollenti nelle mutande.

Poi succede qualcosa, esce il film di “Deadpool” per come andava fatto, ossia stupido, sboccato, violentuzzo, attivo, brillante, e da quelle parti li si danno pacche sulle spalle e dicono “Oh raga, ma fare una cosa simile anche con Wolverine?”. E così esce “Logan”.

Logan_2“Logan” è un bellissimo film se paragonato alle due precedenti pellicole dedicate all’artigliato canadese, è violento, sanguinario, con alcune scene ganzissime, altre meno, particolarmente segnato da una battaglia finale pezzentissima e da un clone di Wolverine veramente senza senso, ma che riesce a catturare un briciolino del carisma che ha fatto del personaggio uno degli assi della Marvel. è la storia di un uomo vecchio e stanco che guida le macchine e che non ne ha più per le palle di farsi i cazzi degli altri (tornerà a farseli ovviamente), che non regge più cambiare i pannolini a quel rompipalle di suo padre (anche se adottivo, lo Xavier rimba è una trovata che spacca), e che vorrebbe quetare dato che sta perdendo anche il suo fattore rigenerante e invece non ci riesce, e quindi via di artigliate in faccia, sangue a palate, incazzamenti vari, corse, salti, sudate, esplosioni e tutto ciò che piace a noi.

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FINALMENTE! ❤

I vari parallelismi che ho letto in giro con opere di ben altro spessore (“The road”, “Last of us”… spessore superiore quindi) non centrano una mazza secondo me, e il film non è un capolavoro, ne un gioiello, ne un caposaldo del cinema supereroistico, ma due piacevolissime ore in compagnia di un Wolverine finalmente Wolverine, e non è poco. Ci sono una marea di difetti e di scene pezzenti, ma dopo gli orrori a cui ci avevano abituato e a cui potremmo aggiungere tranquillamente “X-men conflitto finale” e il mio odiatissimo “Giorni di un futuro passato”, tutto ciò è una manna dal cielo. Non rientro quindi tra quelli che stanno urlando al miracolo, ma di certo sono uscito dal cinema soddisfattissimo.

Menzione d’onore a Hugh Jackman, che si trasforma in Mel Gibson e che finalmente può interpretare un Wolverine che soffre su ogni cicatrice, e che ancora meglio può gigioneggiare a dare vita e spessore a un guerriero stanco che ne farebbe volentieri a meno di andare ancora in giro a sventolare artigli, ma che invece gli tocca, e lo fa alla grandissima.

Poi gente, c’è pure il nostro amato Calibano. Io alla fine sono felice.


Una considerazione sul tanto chiacchierato Superman di Miller

ottobre 8, 2015

Parto da un semplice presupposto: io a disegnare sono una capra storpia, quindi a giudicare un disegnatore come cane o come fenomeno devo basarmi solo e unicamente sul mio gusto personale.

Ad esempio penso che Ramos faccia schifo forte, ma se è stato il disegnatore ufficiale di serie come Spiderman e Wolverine a qualcuno dovrà pure piacere. Sbaglio?

Beh detto questo il buon vecchio pazzo Frank Miller ha disegnato questa cosa qua:

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Detto sinceramente a me non piace. Ma è evidente il cazzarismo di Miller in ogni minimo tratto. Stiamo parlando di uno che secondo me ha girato una ciofeca come il film di “The spirit” solo per fare andare quintalate di sabbia nella vagina a nerds inferociti, e lo stesso ha fatto qua. E infatti sono giorni che non leggo praticamente altro se non gente infervorata contro quel cattivone di Miller che ha disegnato un Superman con le manone e l’uccello barzotto.

Quello che non capisco nei commenti che leggo in giro è come una marea di gente scriva che questo disegno è così per mascherare fantasiose incompetenze di Miller al tavolo da disegno. Oh gente ma avete presente di chi stiamo parlando? Non è un ragazzino al suo primo scarabocchio, è il fottutissimo Frank Miller! E per come vi prende per il culo è uno spasso micidiale.


I fantastici quattro: Rinnovare il concetto di brutto

settembre 11, 2015

bekvam-carrello__82361_PE208090_S4Tanti anni fa io e un mio amico, il mio più caro amico, avevamo appena superato i vent’anni e decidemmo di affittarci un appartamento per andare a vivere per i cazzacci nostri, però non eravamo proprio danarosissimi, anzi a dirla tutta eravamo praticamente con le pezze al culo.

L’appartamento era un buco orribile, ma l’affitto era basso e ognuno aveva la sua stanza. In salotto non c’era la finestra, ed essendo entrambi fumatori accaniti questo rendeva nel giro di qualche decina di minuti l’aria irrespirabile. Per andare al cesso dovevi passare dalla cucina ed era diviso da una scassatissima porta a soffietto. I due anni che ho passato in quella casa però li ricordo con nostalgia e pura felicità.

Per arredare la bicocca avevamo pochissimi quattrini, quindi dovevamo inventare. Ovviamente non potevamo permetterci una cucina, pertanto optammo per un doppio fornello elettrico di terza mano e con parecchi anni sulle spalle e un mobile sacrificabile su cui poggiarlo. La scelta ricadde sul mobile ikea più a buon prezzo, ossia un carrello in legno che ho scoperto con orrore essere in vendita ancora oggi.

Dato l’utilizzo per cui era stato acquistato a noi non interessava, ma ci siamo chiesti per mesi che senso avesse un carrello con solo due ruote. Teoricamente il suo scopo doveva essere (suppongo) quello di poggiarci sopra le pietanze in cucina e portarle in sala da pranzo (che nel nostro fantastico appartamento era il corridoio…), ma dovendo inclinare il carrello e esistendo una cosa chiamata forza di gravità, ho il sospetto che tutto quello che era stato posto sul carrello sarebbe irrimediabilmente caduto.

Per tali motivi questo splendido pezzo di mobilio era stato soprannominato da noi “il carrello che rinnova il concetto di brutto”, aggiungendo alla scarsa estetica la sua inutilità.

50204Il nuovo film dei fantastici quattro rinnova il concetto di brutto in ambito cinematografico.

Negli ultimi anni ci siamo abituati bene. La marvel fa gran cose coi film di supereroi, e ci sono pellicole che nonostante contengano per puro caso gente in calzamaglia, e ovviamente mi sto riferendo ai batman di Nolan, riescono ad essere ottime. Abbiamo visto però anche film poco riusciti, come i vari Wolverine o semplicemente orrendi come quella cagata de “L’uomo d’acciaio”*, ma nel loro essere brutti non riuscivano a causarmi quel disagio, quella rabbia, quel disprezzo che il nuovo film dei fantastici quattro crea in qualsiasi persona dotata di una briciola di gusto.

Sembra che le brillanti menti dietro a questo progetto abbiamo pensato “Gente, qua il pubblico sta diventando di bocca buona, ed è un bel pezzo che non gli proponiamo qualcosa di veramente orripilante come Elektra o il Batman coi capezzoli. Il tentativo fatto con Lanterna Verde è fallito miseramente, quella cagata non se l’è filata nessuno. Dobbiamo rimediare!”. Sembra di essere tornati ai tempi in cui ci si vergognava di dire di aver visto un film su un supereroe, dopo aver provato l’imbarazzo di assistere alla proiezione di un tale ammasso di fango, merda e pattume.

Di fronte a una simile porcheria si potrebbe anche ridere, trovarlo trash, e può darsi che una quindicina di anni fa anch’io ci avrei fatto una risata sopra e l’avrei chiusa li. Oggi invece una cosa del genere mi fa solo incazzare, dato che abbiamo fior di esempi su come portare supereroi al cinema non solo sia possibile, ma che si possa fare anche con risultati notevoli. Non mi pongo tanto il problema sullo scempio fatto dei personaggi (e non avete idea di che Dottor Destino vi trovereste davanti se mai guarderete questo film), impensabile avere un prodotto capace di ricostruire sullo schermo psciologie e caratteri forgiati da decenni di storie, quanto il fatto che a disorientare totalmente è come risulti impietoso un qualsiasi confronto con i film precedenti dedicati al fantastico quartetto. Rispetto a questo quelli con Jessica Alba e Capitan America che fa la torcia sono capolavori immortali!

Brutto, come un oggetto brutto e inadatto al suo stesso utilizzo.

*Film indecente, ma che per le sue puttanate ammetto che a me ha portato solo parecchia ilarità. La scena della morte del padre per salvare il cane è di rara comicità. Mi rendo conto solo ora che ai tempi non lo recensimmo, eppure ce n’erano di risate da farsi su quella porcata.


Che quando ti spunta li un What If non riesco a lasciarlo sugli scaffali

marzo 5, 2014

MARVELUNIVERSE021I What If sono stati una mia fissa dai miei inizi di lettore di fumetti, tanto che alcune storie classiche (lo scontro Wolverine-Hulk, la nascita di Venom…) le ho lette prima come versione alternativa che in originale.

L’ultima volta che sono passato in fumetteria non mi sono fatto sfuggire il volumetto dedicato al What if di Civil war. Col senno di poi infatti, rileggendola con calma e lontano dai riflettori del maxievento in corso infatti mi sono reso conto che a me piace. Il finale sarà tirato per le orecchie, ma a partire dal suo incipit la storia è appassionante e crea scenari ben elaborati. In più alcuni personaggi sono messi in campo in maniera veramente azzeccata, quindi nonostante la sua conclusione e qualche colpo di scena tanto obbligato quanto insulso alla fine dei conti a me Civil war piace.

In questo albo, pubblicato con giusto qualche annetto di ritardo, ritroviamo quegli scenari, e se il primo what if, nel quale si immagina cosa sarebbe successo se Iron man non ci fosse stato e tutti supereroi avessero seguito la ribellione di Capitan America, è assai carino, il secondo è incredibilmente ben strutturato ed avvincente, partendo oltretutto nel modo con cui partono i What if migliori, ossia da un minimo dettaglio, una frase detta in modo diverso. Immaginare una pacificazione tra le due fazioni contrapposte che permetta soluzioni vantaggiose sia per il governo che per i tizi in calzamaglia apre un possibile mondo alternativo da epoca d’oro entusiasmante.

Nello stesso albo vengono poi proposti i What if dedicati al maxievento successivo: come si sarebbe stati senza Secret invasion? Molto ma molto meglio.

A parte le scontate gags però la prima storia, in cui gli skrull hanno portato a termine con successo l’invasione, è una meraviglia, la migliore dell’albo. Non solo riesce ad essere credibile, ma il finale è talmente cinico e ben congegnato da colpire ad effetto pur sapendo che si tratta di un semplice what if.

In definitiva quindi un ottimo volumetto, compresa la storia conclusiva dei Runaways quali Giovani Vendicatori alternativi, e, anche se forse parla il me appassionato di What if fin dalla tenera età, una lettura sbarazzina più che consigliata.


Giochi elastici

febbraio 10, 2014

marvelQualche tempo fa sono venuto in possesso di una Nintendo wii con una caterva di giochi e tra questi c’è un vero e proprio piccolo capolavoro della schifezza. Sto parlando di “Marvel Super Heroes Grand Master Challenge 3d”.

Non penso sia tanto complicato fare un gioco non dico splendido, e nemmeno un capolavorone, ma almeno passabile, o semplicemente divertente, avendo a disposizione i personaggi della Marvel. Come dicevo anni fa parlando di “Batman Arkham Asylum” l’unico tentativo era stato quella noia di “Marvel la grande alleanza”, sulla carta fighissimo (una specie di action gdr con una caterva di personaggi marvel utilizzabili? Eccovi i miei soldi!) ma che a conti fatti si rivelava “un gioco dove premere tante volte x” appesantito da una trama terrificante elaborata totalmente a casaccio per infilarci più supercattivi possibile.

La wii invece è una consolle che dopo nemmeno un giorno di utilizzo rende palese il suo unico scopo: “piattaforma per giochi gonzi, possibilmente da giocare in compagnia”, e in questo è impareggiabile. Secondariamente è la meglio piattaforma per proporre i buoni vecchi platform, ossia i giochilli in cui si deve saltare, uccidere o dare tanti antipatici epiteti a Gesù, ai suoi genitori e a patroni vari.

Ora non penso ci volesse molto a fare un bel platform con i supereroi marvel, volendo. Con Spiderman sulla prima playstation c’erano riusciti (e suppongo che ci siano riusciti anche col gioco Lego, che normalmente son parecchio divertenti, ma non avendoci giocato non mi esprimo).

E invece niente, “Marvel Super Heroes Grand Master Challenge 3d” prova ad essere una specie di “Mario party” con risultati più che vergognosi. In pratica abbiamo questo megatizio spaziale, tale Master Challenge, che prende Spiderman, Wolverine, Capitan America, Iron Man e Thor e si diletta a usarli come pedine in un noiosissimo gioco dell’oca. Su alcune caselle appare Nova che aiuta gli eroi, su altre ci sono dei minigiochi, o meglio l’unico minigioco, in cui in pratica basta muoversi a caso per 10 secondi e si vince sempre.

A volte si può beccare qualche cattivo tipo il teschio rosso o il Dr.Destino e bisogna fare esattamente come negli altri minigiochi, ma tutti insieme. La cosa divertente è che per quanto ti dica di fare movimenti per saltare, sparare, andare da una parte o dall’altra, ho avuto la chiara sensazione che qualsiasi spostamento facessi fare al mio controller avrei ottenuto ugualmente un ottimo risultato.

61147420101101640screenSe la parte action è terribile, la parte da tavolo è peggio, particolarmente per gli interventi forzati e inutili del “cattivo” e dei vari comprimari, rappresentati da un disegnetto con didascalia al fianco che fa tanto giochino anni ’90, andando inoltre a influire su sfibranti attese infinite tra un turno e l’altro che portano il noiometro e livelli difficilmente raggiunti nella storia.

A questa spalata di merda su un prodotto oggettivamente orribile mi si potrebbe obbiettare “a ‘mbecille, non te la sei data che è un gioco per mocciosi?”. Ovviamente si, e le maschere 3d da indossare durante il gioco dovrebbero suggerire qualcosa a proposito, ma io personalmente sono stato bambino negli anni ’90 e giocavo durissimo ai videogiochi. A 9 anni conoscevo ogni angolo di Super mario bros, e prima ancora lasciavamo caricare lo spectrum per 40 minuti per poter giocare a “Ghost ‘n goblins”, e questi sono solo due esempi di cose che giocavo da bambino e che ancora adesso sono meraviglie su cui perdere ore e ore di tempo. E “new zeland story” o “Raimbow island” erano giochi facili? Ma per niente proprio, e nonostante tutto il loro aspetto pacioccoso. Non ho molta esperienza con i bambini di oggi, ma chi ha pensato questo videogame per loro credo li consideri affetti da gravi problemi non solo psicomotori, ma anche ai geni che determinano il loro divertimento.

In conclusione ho buttato via dieci minuti di tempo della mia vita, ma ho un nuovo contendente per la dura lotta volta ad accaparrarsi il titolo di peggior videogioco di tutti i tempi.


Ma quanti vendicatori madama Dorè, ma quanti vendicatori

febbraio 23, 2011

Basta! Mi sono stufato di sputazzi sulla Marvel a tutti i costi, mi sono stufato di leggere in giro diatribe, insulti e discussioni infinite su morti, resurrezioni e linee editoriali merdose.
Basta! Io leggo i fumetti della Marvel e con molti di questi mi diverto come raramente mi è successo dal primo albo dell’uomo ragno che mi capitò fra le mani.

Partendo dalle pubblicazioni più recenti, il “Dark reign” a me ha gasato parecchio, confermando alcune ottime impressioni delle prime letture.
“Assedio” come già detto è una cagata pazzesca, ma ci siamo levati dai coglini quei due personaggi di merda di Ares e più che altro Sentry, e sono sicuro che Loki tornerà entro breve.
Arriviamo così alla Heroic Age, e non so se avete letto qualcosa, ma io per ora sono ancora più gasato che col Dark Reign.

Diciamocelo, Steve Rogers a capo dello Shield è un’idea della madonna.
Non mi piace molto la scelta di lasciare i Nuovi Vendicatori (che infatti non ho letto), ma già i Vendicatori ufficiali, nonostante la prezzemolina presenza dell’Uomo ragno e di Wolverine, iniziano col botto, pur con tutti i difetti tipici delle storie di Bendis.
Iron man, Cap e Thor di nuovo insieme sono sempre un bel vedere, e poi il fatto che il tutto parta a 2000 all’ora va a migliorare le cose.
I nostri infatti non fanno in tempo a riunirsi, dare il via al gruppo e fare un brindisino col moscato che arriva un cazzutone come Kang.
Kang a sua volta non fa in tempo a dire “Uè raga come butta nel passato?” che Thor gli tira una martellata in mezzo alla panza. Sta a vedere che ora mi iniziano a garbare pure le storie scritte da Bendis…

Se l’Iron man di Fraction, pur nella sua semplicità e per certi versi ripetitività (una nuova impresa commerciale del buon Tony Stark? Dio che palle!), è sempre una lettura più che piacevole, il vero colpaccio sono le storie contenute nel nono albo di Capitan America.

Partiamo dalla serie regolare di Cap, ormai interamente dedicata al nuovo eroe a stelle e strisce splendidamente interpretato dal buon Bucky. L’arrivo del Barone Zemo incazzoso come poche altre volte e il recupero di supercriminali come Hauptmann Mano di ferro fa pensare a un ritorno alle trame intricate della gestione Brubaker pre-reborn, ossia a una delle migliori serie a fumetti di sempre per il sottoscritto.
Serve altro?
I Vendicatori segreti sempre opera di Brubaker poi si rivelano da subito la squadra più interessante del nuovo corso Marvel, tra spionaggio e avventure spaziali. Anche se a rendere il tutto golosissimo è la presenza di personaggi tra le fila del team come Nova, Moon knight e la Bestia.
Il vero e proprio asso nella mancia di Brubaker arriva però con la serie dedicata a Steve Rogers agente segreto. In pratica lo sceneggiatore mette il vecchio Cap nelle vesti che furono di Nick Fury andando a imbastire una trama supereroistica tra noir e spionaggio.
Steranko a badilate, e non solo per la splendida tavola-citazione presente nell’episodio di Capitan America.

In poche parole le premesse di questa Heroic age sono una gran ganzata, e il buon vecchio Steve Rogers senza scudi e tutine attillate ma a capo della baracca mi si rivela a ogni pagina che leggo sempre più come l’idea migliore passata in casa Marvel degli ultimi anni, se non degli ultimi decenni.


Assedio: Se volevo leggere Dragonball tornavo pischello e leggevo Dragonball

gennaio 19, 2011

Penso che praticamente quasi tutti quelli che come me sono nati negli anni ottanta abbiano letto o guardato Dragonball.
Se ci ripenso adesso era veramente una cagata, ma allora mi facevo tenere le copie dal mio edicolante di fiducia e mentre tornavo a casa da scuola mi fermavo una volta al mese pronto a leggere con avidità le avventure di Goku e soci.
C’erano le botte, le gags, ogni tanto nella serie con Goku bambino si vedeva una tetta… era un fumetto che da preadolescenti si leggeva con gran gusto, e negarlo sarebbe ipocrita e scorretto.

Ieri ho finito di leggere Assedio, l’ennesimo evento Marvel, e forse il più cagoso degli ultimi anni (anche se la Secret invasion non è da meno). Questo perché Assedio sembra Dragonball, e non le suddette prime storie con il Maestro Muten che gli usciva il sangue dal naso quando vedeva le sbarbe e il protagonista forte ma ingenuo e infantile. Assedio sembra il Dragonball successivo, quello col seguente schema narrativo: arriva uno stronzone fortissimo, dà un sacco di legnate a destra e a manca, i buoni si coalizzano e studiano un modo per sconfiggerlo, qualcuno schiatta, qualcuno si incazza e fa fuori il cattivone bastardissimo”.

Per chi non seguisse la continuity Marvel vi aggiorno: c’era il Dark reign, Norman Osborn capo dello Shield, ribattezzato Hammer, i suoi Vendicatori composti da delinquenti, i supereroi in clandestinità. Alcune storie ganze, altre orribili come già detto in passato.Osborn vede vacillare il suo potere, allora consigliato da Loki (e la gente continua a dargli retta…) attacca Asgard, la dimora degli dei nordici.
Non il Lussemburgo, Asgard, ma il buon Norman lancia l’attacco sereno come un bimbetto perché ha dalla sua parte Sentry, supereroe potentissimo ma pazzo come un cavallo.
Ovviamente lo scontro degenera e Sentry degenera ancora di più.

La storia è tutta qua. Botte, esplosioni, Sentry che sbarella.
All’inizio Osborn e soci sembrano infermabili, ma poi arrivano i vari supereroi capitanati dal rinato Steve Rogers e tra una boiata e l’altra risolvono la situazione facendo fuori Sentry.

In tutto questo però possiamo assistere a vari momenti di wtf, ossia di “Ma che cazzo sto leggendo mannaggia a Bendis!”.

E su tutto il premio del wtf maggiore se lo beccano le varie morti.
Il primo a crepare sotto i colpi di Sentry è Ares, dio della guerra che per quanto anche la sua lavandaia gli dicesse di mollare i vendicatori di Osborn, lui continuava imperterrito a credere in quel pazzoide.
Davvero, gli amici, suo figlio Phobos, tutti gli chiedono cosa diavolo ci faccia con quella cricca di delinquenti, e lui per mesi ha fatto spallucce.
Ares arriva ad Asgard e inizia a dare mazzate agli amici suoi, ossia gli asgardiani. A un certo punto questi gli chiedono “Ares, senti un po’, che cazzo fai?” allora lui capisce che Osborn gli ha mentito, prova ad attaccarlo, ma arriva Sentry che gli dà due cazzotti e poi lo spacca a metà in una bella splah page splatterona.

A crepare poi è Loki.
Proprio lui.
Stavolta Loki, guardando Asgard distrutta da Sentry ormai fuori controllo e mutato in Void, la sua parte cattiva (un po’ come il Majin Boo di Dragonball), capisce che l’ha fatta fuori dal vaso e prova ad aiutare i vari eroi a uccidere Void dandogli i poteri con le pietre delle Norme.
Void se ne accorge e lo polverizza.
Già vedere Loki aiutare Thor e soci è un duro colpo per il personaggio, vederlo anche crepare in una vignetta sola è un’altra brutta cosa.

Poi ovviamente Sentry/Void viene sconfitto.
Ma non grazie ai poteri aggiuntivi dati da Loki, perché nemmeno una supermartellata di Thor l’ha scalfito.
Cosa mai potrebbe uccidere un mostro simile?
Ma certo!
Ci pensa Iron man, che prende il controllo dell’elivelivolo Hammer e lo spara contro il cattivone! E ovviamente questo funziona e gli fa una male porco, poi arriva Thor e con un’ultima martellata lo finisce per poi buttarne i resti nel sole.
Per quanto sia una conclusione orribile, almeno c’è stata e m’ha risparmiato di spendere altri soldi per comprare altri albi di questa immonda cagata.
Resta il fatto che negli ultimi anni Sentry è morto e riapparso uno sfacelo di volte, quindi mi sa che prima o poi qualche sceneggiatore senza idee lo ritirerà fuori dal cilindro.

Ma non solo questo accade in Assedio. Ad esempio Asgard, un’intera città, crolla e dopo 5 secondi non c’è manco un pizzico di polvere.
Il tutto si svolge in un crescendo epico quanto una partita di bassa classifica nel campionato di calcio del Qatar, e le uniche cose positive sono i disegni di Coipel semplicemente splendidi nonostante la cagosità della storia e il fatto che essendo solo 4 albi si legge in mezzora e non ci si spendono troppi soldini.
Peccato veder finire così il Dark reign, che con tutti i suoi difetti ha regalato comunque delle gran belle storie, anche se intervallate da incredibili cagate orripilanti. Ora avrà inizio la heroic age e sinceramente non so cosa aspettarmi, anche se a guardare l’ultima tavola di Assedio Wolverine all’idea sembra parecchio eccitato.

Ps: si, lo so, non più solo scannerizzazioni cagose, da oggi scannerizzazioni cagose e in bianco e nero. Ma viviamo a Latveria noi, quindi accontentatevi di quel che passa in convento.


Green Lantern: il trailer & la ciofeca annunciata.

novembre 20, 2010

Che il film su Green Lantern ci puzzasse qui in Latveria era assodato dalle prime indiscrezioni, a rassicurarci sulla nostra lungimiranza arriva ora il trailer.

Dicono che mancano ancora mesi di post produzione per il digitale e tutte quelle cose che dicono quando il film si preannuncia una ciofeca, per mettere le mani avanti, farti vedere una roba brutta, farti abituare all’idea, migliorarla di poco in post produzione e attudire la botta quando lo si vede per la prima volta sperando in un “me l’aspettavo peggio da quello che si era visto”, come per Wolverine.

Al momento la CG sembra quella dei film di Barbie, i Guardiani di OA sembrano dei serial killer dell’ Est e il costume sembra un incrocio tra Peter Pan e una brutta action-figure del Riddler… Meglio delle striscioline di bacon delle prime indiscrezioni eh ma siamo ancora lontani dalla awesomeness che Hal Jordan meriterebbe.


Io di Frankencastle volevo parlarne male a tutti i costi

ottobre 13, 2010

Ricordate?
Parlandovi del primo volume italiano dedicato al Punitore di Rick Remender ne esaltavo le ottime qualità ma mi preoccupavo per le immagini pubblicitarie di questa svolta orrorifica con Frank Castle trasformato in un novello mostro di Frankenstein.
Ora Frankencastle è uscito anche in Italia e quindi posso dire la mia.

La mia è che per quanto mi sia divertito a leggere queste prime storie io voglio parlarne male.
Partiamo dal presupposto. Qualche anno fa, durante “Civil war” vollero inserire il Punitore in un contesto “in continuity” staccando il personaggio dalla serie max.
Mi andò benissimo, le prime storie in mano alla coppia Fraction/Olivetti erano ottime, e del resto stiamo parlando del duo che ci propone attualmente le bellissime storie mensili di Iron man.
Inserire questo personaggio nell’attuale panorama Marvel tra supersaghe e supereroi diede frutti ancora migliori col passare del tempo, particolarmente con il suddetto arrivo di Rick Remender in piena epoca “Dark reign”.
Mettere Frank Castle davanti al problema dei supertizi fu davvero un’ottima trovata, tra il carisma del personaggio e le potenzialità delle storie, un uomo normale, ma molto addestrato, armato e incazzato che se la vede con mostri e gente con superpoteri era non solo divertente, ma anche propositivo per la continuità stessa, basta pensare all’incontro/scontro tra il Punitore e Capitan America durante Civil war. Per non parlare poi del dare a Frank Castle la possibilità di usare gli arnesi di Henry Pym, altra gran trovata!
Un po’ come piazzare John McClane nel signore del anelli a fare il culo agli orchi, o John Matrix a sparacchiare zombi ne “L’alba dei morti viventi”. A me sarebbe piaciuto.

Detto questo arriva la svolta, l’omicidio di Frank Castle di cui si è già parlato nei commenti a qualche recente articolo.
Daken, il figlio di Wolverine, personaggio utile e simpatico come un maglioncino di quelli che pungono indossato nel deserto a mezzogiorno, ammazza il punitore, anche se quest’ultimo aveva già ricevuto un duro colpo nella storia in cui dava fuoco alla moglie e ai figli appena resuscitati da Hood.
La morte di Castle era una storia coerente, qualcuno nel Dark reign le penne ce le doveva lasciare del resto, e il personaggio arrivava a quel momento dopo alcune ottime storie devastato nello spirito e nella sua folle sete di vendetta che diciamolo, ormai era un po’ stantia per quanto punto essenziale del personaggio.
E ammetto che le ultime frasi dette dal giustiziere col teschio sul petto, antieroe che seguo con affetto da quando ero un ragazzino, mi hanno anche commosso.

Eccoci quindi a Frankencastle, ossia la svolta horror della serie.
Il punitore, fatto a pezzi, viene resuscitato da Morbius per farne una specie di creatura di Frankenstein da mettere a difesa della città dei mostri.

Partiamo da Morbius, mi permetto questa parentesi.
Io a Morbius il vampiro vivente, gli voglio bene. Penso sia stato uno dei primi personaggi Marvel a cui mi sono affezionato da ragazzino, ricordo ancora quando riuscii a recuperare i 6 albetti pubblicati negli anni ’90 dalla Comic art in una fumetteria. Li ho letti e riletti una marea di volte, sgualciti, e ho maledetto più divinità cristiane e non quando smisero di pubblicarlo.
Impazzivo per questo personaggio tormentato, un mostro assetato di sangue che però non aveva perso il suo lato umano e la sua intelligenza, e odiavo l’Uomo ragno per come osteggiava i suoi tentativi di ritornare normale.
Morbius era, almeno negli anni ’90, un personaggio ganzissimo.
Il Morbius che troviamo in Frankencastle invece è un goffo dottorino che non ne azzecca una, e vederlo al suo ritorno su una testata importante ridotto a una macchietta mi ha dato parecchio fastidio.

Ma perché i mostri, con gente come il già citato Morbius o Licantropus, o il prete di fuoco che fa parecchio brutto, han bisogno di Castle per difendersi?
Ma ovvio no? Perché li attaccano i Giapponesi! Un po’ come le balene.
I giapponesi sono scemi, e mentre in America i supereroi si menavano con gente come il Teschio rosso, l’Uomo talpa e Venom, loro avevano il problema dei Godzilla.
Quindi vanno a tirar fuori dal limbo una specie di crucco proto-nazista uomo-macchina che ce l’ha a morte coi mostroni cattivoni e che è stato segregato in questa specie di dimensione parallela mentre combatteva contro Dracula.
Ecco, questa dei giapponesi, per quanto in una storia a fumetti umoristica, volutamente eccessiva, è una cagata pazzesca, senza se e senza ma.
Non si può obbiettare nulla, è una stronzata come raramente ne ho lette, davvero.

Se avete letto fino a qua starete pensando “allora secondo lui Frankencastle è una schifezza e posso lasciarlo sugli scaffali o in edicola”. No.
Frankencastle non è una schifezza, è una storiella, piena di puttanate e con qualche strafalcione, con parti, come quella dei giapponesi, scritte coi piedi, con personaggi snaturati e un nuovo punitore che senza andare a scomodare Ennis mi fa davvero rimpiangere quello degli anni ’90 e le sue storie semplici coi fucili che fanno “buddabuddabudda”, però è anche una storiella divertente, disegnata in maniera divina.
Le pagine di questo volume scorrono a velocità supersonica, e il supercattivo è anche notevole, particolarmente per le sue similitudini con la vecchia guerra di Frank Castle al crimine. Remender ci sa fare, è un coatto con la passione per l’horror, e qua può sbizzarrirsi anche se a volte pigia troppo sull’acceleratore.
Volevo parlarne male a tutti i costi di Frankencastle, un po’ ci sono riuscito, ma non posso negare di essermi divertito a leggere queste pagine e a ritrovarci, anche se fatto a pezzi e ricostruito alla meno peggio, quell’adorabile psicopatico pluriomicida del Punitore. Perché anche se trasformato in mostro Frank Castle è sempre lui. Leggere per credere (anche se il Frankie di Carletto e i mostri è molto meglio).


Il babbeo del giorno #10 – Slyde

aprile 1, 2010

Dopo una piccola serie di babbei particolari torno finalmente a parlare di un babbeo classico, che va quasi a ricollegarsi come storia al fantastico personaggio che inaugurò questa rubrica: il Tipografo.
Sto infatti per narrarvi la storia di un uomo rovinato da una crisi lavorativa, e dall’incapacità di tenersi vicine le persone perché troppo viscido: Slyde, un supercattivo che deve il suo potere al tentativo di rendere migliore la vostra cucina!

Nome: Slyde

Vero nome: Jalome Beacher

Genesi del personaggio: Il povero Jalome era un chimico che studiava un modo per rendere la vostra padella antiaderente ancora più antiaderente, roba di quella che viene venduta sulla migliori fiere di paese dai più impavidi imbonitori armati di megafono. Quelle padelle che quando siete bambini vi stanno troppo sulle palle perché vostra madre si ferma a guardarle ammirata mentre preparano le migliori zucchine trifolate di sempre mentre voi volete andare a riempirvi di bomboloni e marzapane.
Ma sto divagando.
Jalome non solo riesce a creare un composto che mai più farà attaccare l’arrosto al fondo delle vostre pentole, ma viene anche licenziato appena fatta la scoperta senza nessun apprezzabile motivo.
Dato che i sindacati stavano probabilmente organizzando qualche maxiconcerto retorico affidando il tutto a qualche società che si avvale di tecnici di palco e addetti all’organizzazione in nero, nessuno si caga i piagnistei di Jalome che s’incazza come un lamantino, si fa uno sfavillante costume bianco, lo riempie della sua roba maggggica super-anti-aderente e inizia a rapinare banche finchè non si imbatte nell’Uomo ragno.

Ammettiamolo, la carriera criminale di Slyde non inizia nemmeno malissimo, tanto che entra pure nei Signori del male/Thunderbolts nel periodo post-Onslaught.

Aspetto: Inizialmente una tutina bianca dal carisma di una larva, poi cambiata in una tuta nera tipo ninja ugualmente insulsa.

Poteri: Tutti i suoi poteri vengono dalla roba per le padelle. Quindi scivola velocissimo, e non si riesce ad afferrare e fa delle patatine fritte da leccarsi i baffi. Mica male eh?

Dalle stelle alle stalle: Dopo il fallito tentativo di conquistare la fiducia del popolo col suddetto piano diabolico Signori del male/Thunderbolts Slyde ricomincia a rapinare banche, ma viene beccato con le mani nella marmellata dall’uomo ragno e spedito in galera.

Mentre Jalome sta al gabbio viene sostituito nei panni di Slyde dal fratellastro Matt, il quale però non brilla particolarmente in fortuna, infatti viene ucciso dopo neanche cinque minuti dalla Mano (da Elektra stessa se non erro), per poi essere ucciso nuovamente nel tempo di un paio di sigarette da Wolverine.

La triste fine: Quando Jalome esce di galera e può finalmente riprendere il suo costume siamo in piena Civil war, viene contattato da Testa di martello per fare un po’ di macello insieme, si rifiuta e tale Underworld, un superkiller abbastanza incazzoso, gli spara una pistolettata in testa.

Se le vostre omelette non vengono come desiderate adesso sapete perché.