Latveriani in gita

gennaio 26, 2018

gitaI400calci ospita tra i suoi autori due amici che un tempo hanno dato vita ad alcune delle pagine migliori di questo blog, oltre a fondarlo insieme al sottoscritto e al desaparecido Adriano. Parlando con un’altra ottima penna del miglior sito cinematografico della galassia, ossia l’amico Jean-Claude Van Gogh (mio barman preferito del giovedì sera, grazie al quale il mio fegato al venerdì mattina ricorda la mesopotamia) ho organizzato una gita su quelle pagine per parlare di un film grossissimo: Taron e la pentola magica.

Grazie dell’ospitalità ragazzi!

(e se non l’avete ancora fatto, comprate almeno due copie del loro manuale di cinema di combattimento)

(anzi compratene tre)


“La gente vuol vedere dei culi!!!”

gennaio 20, 2016

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E come dargli torto?

Aspettative nessuna, e invece questo nuovo trailer di Suicide Squad sembra annunciare un film che sembra assai divertente, nonostante Will Smith e il Joker emo. Di sicuro più della zuffa batman/superman che ha sempre più un sapore posticcio (ma magari mi sbaglio eh? adoro essere smentito quando un trailer mi fa cagare e invece poi il film mi piace). Sta a vedere che in casa Dc han capito che la gente a volte va al cinema per vedere qualcosa di gonzo …


Buon natale da Latveria

dicembre 24, 2015

Auguroni gente. Vi regalo una cosa che chissà quanti secoli fa avevo scaricato e che ho ritrovato facendo pulizia sull’hard disk. Mi sembra adatta.

marveldeckthehalls


Ho finito di vedere Jessica Jones…

dicembre 4, 2015

… e quindi non posso esimermi dallo scrivere le impressioni di fine serie.

jj

Ossia che confermo quanto detto di buono dopo le prime quattro puntate.

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Bello. Un po’ troppo tergiversata la parte finale (ultime 2/3 puntate) ma va benissimo così.

Tutti bravi. Avanti tutta così.

(si sono due gif a caso, ma mi dava in culo l’idea di aver recensito una cosa senza averla finita di vedere prima, e quindi vabbeh.)


Fumetti al cine: Dicembre 2015

dicembre 3, 2015

antmanOrmai con i fumetti al cine siamo un po’ sommersi, cosa che a me fa molto gusto da un lato, ma che dall’altro arrivo a pensare “e diamine domani ne scrivo su latveria is for lovers” e poi me ne dimentico per mesi.

Tipo che mi sono reso conto oggi che non ho scritto una riga su “Ant man”, che mi aspettavo una porcheria riempitivo, e invece non è un “Wooooooooow” gigante come i guardiani della galassia ma è comunque una commedia action coi tizi in costume assai divertente. Io l’ho trovato molto solido e ben fatto nonostante i millemila cambi di regia e sceneggiatura. Le gags con le abitudini mondane dei cugini messicani mi han fatto ridere come mai in un film di supereroi.

Ancora di più mi dispiaccio di non aver parlato ai tempi di quella cagata mostruosa di “Man of steel”. Proprio oggi è uscito però il nuovo trailer del film Batman vs Superman. Non so se avevate visto il primo, universalmente riconosciuto come “oddio, che è sta merda?”, ma la Warner prova a rimediare facendoci vedere in tre minuti praticamente tutto quello che mi avrebbe dato la curiosità necessaria ad andare al cinema: il rapporto conflittuale batman-superman, l’arrivo di wonder woman, il cattivo… Tutto sembra una cazzata, lo guarderemo lo stesso però, del resto se non ci siamo strappati gli occhi dopo “Fantastic four” praticamente siamo vaccinati.

Eccolo comunque:

 

La Marvel intanto qualche giorno fa ci ha fatto vedere quello di “Capitan America – Civil War”. E qui invece nonostante il “cast ristretto” visto l’argomento trattato (che poi sta cosa che ci sarebbero pochi supertizi per essere Civil War a me pare una grandissima puttanata. Meglio pochi ma ben inseriti e ben gestiti che un’accozzaglia senza senso con cani e porci fatta di merda per far contenuti i fanboys), si contano i giorni che mancano:

Non so voi ma di film in film sembra sempre più che pensino “Abbiamo questo budget, limiamo un po’ la sceneggiatura per non cagare fuori dal vaso e fare con i mezzi a disposizione un altro film che piaccia un frego a Hipurforderai così poi si galvanizza e ne parla bene sul suo blog del cazzo”. Avete anche voi questa sensazione?

Piccola variazione

Cine ai fumetti: Dicembre 2015

31943-star-wars-l-impero-a-pezziDopo attente discussioni sia casalinghe sia con gli amici sto ponderando di rimandare la visione del nuovo star wars a qualche giorno dopo l’uscita. Sono strapiene in ogni ordine di posto anche le salette parrocchiali in cima ai monti ed effettivamente odio anch’io il cinema-ressa. Questa decisione però potrebbe portarmi a rinunciare a internet/telefono/televisione/vita sociale/lettura di quotidiani dal 16 di dicembre al giorno in cui deciderò di andare al cinema. Non che sia questo sacrificio terrificante, ma diciamo che scrivendolo qua sto continuando la riflessione…

Nel frattempo, oltre a continuare coi placebo di cui vi ho già parlato, ho letto il primo numero de “L’impero a pezzi” di Rucka e Checchetto (e fra poco dovrebbe uscire il secondo). Il fumetto farà da collegamento tra “Il ritorno dello jedi” e il film nuovo, ed è molto molto bello. Se volete calmare la vostra scimmia di guerre stellari con uno dei millemila fumetti proposti in questi giorni si consiglia assolutamente questo.


Le improbabili interviste di Latveria is for Lovers: Dr.Pira

novembre 27, 2015

pira1Ieri sera a Genova si presentava il nuovo libro di Dr.Pira al teatro Altrove, e io da buon pendolare ho fatto una corsa del dimonio per esserci.

Il Dr.Pira lo conosco da parecchi anni, da quando faceva i primi fumetti della gleba e allietava le serate italiche con la sua clubmetalmusica a 8 bit come Pira666. Se come musicante è un gigante (ancora oggi tengo “Putrified battlefield” come suoneria del telefono) come fumettista è assai particolare e bravo, il suo disegno pazzissimo si accompagna a una narrazione surreale intrepida e velocissima che rende la lettura sempre un piacere.

La presentazione del terzo capitolo della saga di Gatto Mondadory è accompagnata da un rivoluzionario uso di powerpoint e delinea benissimo oltre al manifesto programmatico del Dr.Pira anche lo studio accurato e scomodo fatto sulla figura dei puffi. Una ricerca durata due anni che scopre verità scomode e sconvolgenti.

Andate alle sue presentazioni, comprate il libro, vi divertirete.

Conoscendo Pira da anni mentre mi dedicava il libro ne ho approfittato per fare la prima improbabile intervista di Latveria for Lovers:

Latverians: A Stan Lee viene chiesto da quarant’anni anche quando va dal panettiere chi sia più forte tra Hulk e la Cosa. Pira, chi è più forte tra Gatto Mondadory e Gimba il campione mascherato del minigolf che pubblicavi su Hobby comics?

Dr.Pira: Mmmmm sicuramente Gimba.

L.: Beh effettivamente Gimba possiede più colpi e armi mortali.

D.P.: E poi il minigolf è uno sport più violento.*

Poi non mi venivano in mente altre domande da fare per questa imperdibile intervista improvvisata.pira 2

Con Pira, avendo vissuto quel bellissimo periodo della musica indipendente italiana di Tago Fest e simili mi viene spontaneo chiacchierare di questa cosa qua che avevo scritto parlando di Rapalloonia che copio-incollo:

A festeggiare Ratman e Ortolani sono stati invitati per questo weekend diversi tra i migliori interpreti attuali del fumetto italiano. A costo di ripetermi ribadisco come io non sia un grande frequentatore di eventi fumettistici, ma se devo dare un’impressione generale avuta girando tra il folto pubblico accorso (e non solo perché legato al fan club del ratto) e i vari eventi di firme, disegni e conferenze, è che nel fumetto italiano si sia creato un ambiente florido e sereno, sia tra gli autori stessi che tra autori e lettori, simile per certi versi a quel bel mondo di legami e amicizie che trovavo a certi festival musicali una decina di anni fa e che portavano a frutti e collaborazioni dai risultati spesso splendidi. Tutto ciò è molto bello, o almeno io lo trovo molto bello, o magari sto dicendo una cazzata, ma l’atmosfera era molto distesa e piacevole.

E anche lui conferma le mie impressioni, ma dice che nel mondo del fumetto mancano le megafeste, e che gli piacerebbe trovare un modo per inserire nel suo ruolo di “tizio che fa i disegni e li presenta alla gente” quella preparazione e quelle sensazioni del concerto. Gli ho proposto di fare come i Uochi toki e tentare di suonare dal vivo disegnando. Ha detto che ci pensa.

Poi abbiamo parlato ancora un po’ di cazzi nostri e poi basta.

Vi allieto col bellissimo disegno di Joey De Maio che suona la potenza del vero metallo donatomi dal bravissimo protagonista di questa entusiasmante intervista fotografato male col cellulare mentre tornavo a casa in corriera:

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*o qualcosa del genere, non ricordo le parole esatte.


Quell’irresistibile profumo di marchetta che accompagna il fumetto di Agents of Shield

settembre 17, 2015

image_galleryAvete presente quegli albi per bambini con i vendicatori o l’uomo ragno che a volte vediamo spuntare in edicola, fumetteria o tra le uscite della settimana? Fumetti che hanno un intento splendido, ossia cavalcare l’onda di film e cartoni animati per portare fanciulli delle elementari verso la lettura di fumetti di un certo livello, ma che non ho mai avuto neanche la minima curiosità di leggere. Suppongo siano storielle insulse senza neanche un’ombra di pericolo o violenza accompagnate da giochini e pagine da colorare.

Il fumetto di Agents of Shield è praticamente la stessa cosa, ma con un target completamente diverso. Approfittando del (meritato) successo della serie tv attira il lettore che già segue su schermo le avventure di Coulson e della sua squadra, ma per ora dai primi due numeri letti, non racconta praticamente nulla di nuovo. Ci si trova infatti davanti a storielline autoconclusive lanciate su pagina con scarso entusiasmo in cui vediamo interagire gli agenti protagonisti della serie tv con vari supereroi in situazioni praticamente irripetibili in un episodio della serie televisiva. Come idea non sarebbe nemmeno da buttare, ma la messa in scena risulta totalmente insipida.

Eppure a scrivere queste storie c’è quel gran ganzo di Mark Waid, che si presta a questa marchetta però lasciando a casa praticamente tutto il suo impegno. La prima storia letta l’ho trovata così potenzialmente interessante ma incredibilmente confusionaria e sconclusionata, la seconda abbastanza insignificante e non solo per i sempre orribili disegni di Ramos.

La proposta perciò di questa serie risulta abbastanza trascurabile, ed è un peccato visto il potenziale dell’idea e i nomi coinvolti, sempre che non succeda come per la serie tv che se ben ricordate dopo le prime puntate alquanto inutili ebbe un’impennata pazzesca sul finire della prima stagione e che ancora adesso mantiene un ritmo e una qualità altissime. per ora sembra di avere tra le mani solo un fumettino per infanti scritto (i disegni di Pacheco del primo numero sono splendidi) senza voglia e senza entusiasmo.


Tutti i miei boh per Outcast

settembre 9, 2015

Outcast_edicola_001_cover_LOW-RGBQuando si inizia a leggere una nuova serie succede spesso che al primo numero si canti le lodi di un possibile capolavoro, ci si lasci prendere da quelle prime pagine sfogliate per raccontare tutta la meraviglia che ci si aspetta dalle future uscite. Nel futuro poi, che sia tanto immediato quando lontano, ci si può anche stufare di una storia, così come si può continuare ad adorarla.
Altre volte invece una serie può farci cagare fin dalla sua prima uscita.
Parlando dei lavori di Kirkman ad esempio continuo a leggere con piacere Walking dead, mentre Invincible mi ha trifolato i testicoli ormai diversi mesi or sono. E sono due serie che al loro esordio mi avevano fatto esultare come un esibizionista alla scoperta di chatroulette.
Parlando di Outcast invece… vi aspettate tutti che dica che è l’esempio di fumetto che fa cagare da subito, ma invece la mia opinione è che non ho un’opinione. E di numeri ne ho letti ben tre.
La nuova serie di Kirkman su satanassi e possessioni è di una lentezza quasi esasperante, ma dopo averne letto tre albi non ho ancora capito se mi fa schifo o se mi intriga. Diciamo che non conto i giorni che mancano all’uscita di un nuovo numero, ma non penso neanche di aver buttato nel cesso i soldi spesi per questi primi tre albi, dopo i quali non ho ancora ben afferrato dove si voglia andare a parare.
La storia parla di un tizio con una storia di possessioni e violenze alle spalle che vive il più isolato possibile dagli altri esseri umani in quei paesini un po’ sordidi del midwest. Arriva poi un prete che lo imbarca a partecipare a un esorcismo e da quel punto inizia una presa di coscienza sul fatto che il protagonista abbia qualche potere anti-satanasso. Una trama che non è una merda, me non è nemmeno qualcosa di entusiasmante.
La problematica che mi lascia parecchi dubbi è e resta la stessa: ma davvero me ne frega qualcosa di andare avanti nella lettura? Sinceramente smettessero di pubblicarlo domani non mi strapperei i capelli, ma probabilmente ho più curiosità di vedere se riuscirò a farmi un’opinione su questa serie che di sapere come evolverà la trama.
Ve lo consiglio? Boh.


Piani (non proprio) ben riusciti

maggio 21, 2015

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Benvenuti su Latverians, l’unico blog di fumetti che vi parlerà di fumetti senza averli letti!

Se da un lato la marvel mi/ci sta deliziando con tutto l’entusiasmo del suo nuovo universo cinematografico, dall’altro per quanto mi riguarda mi sta facendo perdere interesse nel suo universo fumettistico.

Io lo capisco anche che i vari maxieventi del passato, per quanto bene o mal riusciti che siano, abbiano venduto e anche parecchio, ma almeno per quanto mi riguarda trovarne in edicola o fumetteria di nuovi ogni mese ormai mi ha più che letteralmente stufato.

Se ben ricordate, senza stare a tirare in ballo “Civil war”, prendendo ad esempio quella porcheria di “Secret invasion”, il maxievento non cadde dal cielo ma venne preparato da mesi e mesi di storie, o meglio, di accenni e indizi sparsi tra le storie regolari. Ci troviamo adesso invece ad affrontare una scelta editoriale in cui subito dopo “AvX” inizia “Infinity” che nel frattempo c’è quella cagata di “Age of Ultron”, poi finisce “Infinity” e inizia “Original Sin”, poi finisce “Original Sin” e inizia “Axis” e poi finirà “Axis” e inizierà “Battleworld”, “Secret Wars” o quello che è. E nel frattempo se leggi solo i maxieventi non capisci una ceppa senza le storie regolari e viceversa.

Sinceramente io mi ero cagato in cazzo a metà di “Infinity” e tutto ciò che è venuto dopo l’ho lasciato sugli scaffali. La cosa però non è che mi faccia particolarmente piacere, infatti mi sento un po’ tagliato fuori da questa continuity tanto serrata quanto folle. Erano veramente anni che non mi trovavo a pensare “non ho la più pallida idea di cosa cazzo stia succedendo nel mondo marvel”.

Inoltre, a quanto ho letto nelle testate che seguo ancora con continuità, ossia Devil e basta negli ultimi tempi, gli spunti di “Original sin” non mi sembrano malaccio. L’idea di segreti svelati sepolti nell’inconscio dei vari eroi mi sembra più che golosa, e infatti nelle storie di Matt Murduck la cosa è stata assai ganza, magari mi sbaglio e qualcuno potrebbe dirmi tranquillamente “va che non ti sei perso nulla, era la solita puttanata raffazzonata”, ma nonostante questo un po’ mi spiace aver lasciato perdere quella serie, così come mi sento quasi in colpa a trovarmi praticamente ignaro dei vari stravolgimenti continui in atto.

Certo che se a suscitare il mio ritorno di interesse dovesse essere un Thor con le minne la Marvel non è che stia facendo molto per aiutarmi…


Piani ben riusciti

maggio 18, 2015

aouA leggere qualche recensione in giro ormai è praticamente chiaro a chiunque il successo della marvel nel voler creare un universo cinematografico seriale capace di avvicinarsi a quanto fatto per tutto il ventesimo secolo con i fumetti, un’opera abnorme e , almeno per quanto mi riguarda, più che ben riuscita.

Il secondo film degli Avengers rende sempre più chiaro questo piano tanto diabolico quanto galvanizzante. Penso sia inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, o quanto questo film pur con tutti i suoi problemi sia addirittura superiore alla prima pellicola dedicata ai vendicatori. Mi soffermo solo su un punto: alcune critiche che ho letto in giro per l’internet puntano il tutto su un inizio di saturazione di film con la gente in calzamaglia. La mia semplice domanda conseguente a tali affermazioni è: ma se davvero siete gente che ogni mese corre in edicola a comprare il vostro albo dei vendicatori, o a voler essere più realistici, ogni settimana vi fiondate in fumetteria per seguire le vicende di cap, iron man e soci, davvero vi ha stufato un megafilm di effettoni speciali, battute ganze e sogni realizzati all’anno?

Ammetto candidamente che durante la visione di “Age of Ultron” anche a me è mancato un po’ quell’effetto di “sto guardando, in un cinema, a occhi aperti, un mio sogno di infanzia”, ma nonostante ciò abbiamo a che fare con una pellicola zeppa di senso di meraviglia, di battute e dialoghi ad orologeria e di effetti speciali mozzafiato, quindi chi stracazzo se ne frega di tutti i discorsi da adsl?

Altra fetta di quest’universo in continua evoluzione è l’ottima piega presa da “Marvel Agents of Shield”, che nella seconda stagione conferma tutto l’ottimo lavoro fatto nel finale della prima, mantenendo un livello di cliffangheroni altissimo, con una suspans sempre al massimo e l’ottimo utilizzo di contorno di un mondo dove dei tizi hanno dei superpoteri.

Se la serie dedicata alla squadra dell’agente Coulson è sempre una bomba, ad essere una vera e propria bombissima è la ddserie dedicata all’amato e adorato Daredevil.

Ora che io sia un fervente appassionato delle storie di Matt Murdock non è una novità su queste pagine, e prima di scrivere queste righe, oltre a vedere la splendida serie tv realizzata dalla Netflix, mi sono andato a risfogliare un po’ del Devil di Miller e tutto ciò mi ha portato a pensare che la cosa che maggiormente apprezzo in quelle storie è quel senso di totale mancanze di scrupoli verso il personaggio, quella empatia profonda e lacerante provata per un eroe a fumetti e per i suoi guai, quella mancanza di pietà dell’autore che porta però il lettore a vivere la storia che tiene tra le mani, senza limitarsi a guardare i bellissimi disegni e a leggere dialoghi e didascalie.

Allo stesso modo la serie tv di maggior successo degli ultimi anni, ossia “Breaking bad”, faceva la stessa cosa, particolarmente nelle prime stagioni portava i suoi protagonisti all’inferno, dove stava poi a loro decidere che ruolo occupare e nel caso a pagarne le conseguenze.

“Daredevil” fa la stessa cosa. E lo fa più che divinamente. E non solo grazie a una regia e a una scrittura meravigliose, o a un cattivo epocale come il Wilson Fisk interpretato da un Vincent D’Onofrio da brividoni, nemmeno grazie ai vari inside joke o a un citazionismo più che gradito (la scena di menare nel corridoio non solo ricorderebbe anche a un non vedente “Old boy”, ma si rivela come uno dei momenti action migliori delle ultime decadi), ma grazie soprattutto all’interpretazione di Charlie Cox nei panni dell’avvocato cieco che protegge Hell’s Kitchen.

Cox sempre urlare con ogni sua espressione quanto ha studiato la parte e quanto ami il personaggio che è stato chiamato a interpretare. Bastano le sue espressioni nell’episodio “Nelson v. Murdock” per volergli un mare di bene, proprio per come è riuscito a portare sullo schermo l’abisso toccato in quel momento da Devil e la sua ricerca disperata di un appiglio per uscirne.

Se siete stanchi di cose come queste, se vi stufa una serie che in quasi dieci ore di puntate ricrea alla perfezione la figura di Devil, i suoi drammi e la sua forza, con uno stile degno (se non superiore) dei migliori prodotti realizzati per la televisione, se non ne potete più di vedere scene come la nascita della Visione, città volanti e orde di androidi malvagi realizzati con una cura certosina, mi trovo non solo in difficoltà, ma quasi terrorizzato all’idea di immaginare cosa possa essere in grado di emozionarvi.