Omega Lo Sconosciuto

febbraio 6, 2012

Omega lo Sconosciuto

Qui in Latveria quando sentiamo parlare di “destrutturazione” del super eroe ci prudono le mani. “Ora metto un paio d’occhiali da lettura al Punitore e gli faccio leggere Ambigrammi di Hofstadter. Sono un genio!” – “Ora faccio fare una scena di sesso ad Hulk e lo faccio piangere durante l’amplesso! Fatti da parte Alan Moore!” – “ L’Uomo Ragno scoprirà di essere figlio di una relazione incestuosa e di essere sieropositivo…” e così via.
Il fumetto ha avuto la sua rivoluzione 25 anni fa con quel capolavoro lì che non sto manco a nominare, e ci va bene così (la DC ha ufficializzato da poco l’uscita di un prequel. DOOM SEAL OF DISAPPROVAL in arrivo) .
Omega Lo Sconosciuto è scritto da un romanziere e disegnato da uno “che fa robe d’autore”, e quindi già saremmo pronti a rigare la macchina dei  due in questione, ed invece no! Prima di tutto lo scrittore di cui stiamo parlando è Jonathan Lethem che oltre ad essere un signor scrittore, a cui noi vogliamo il bene, è anche da semprissimo amico dei super eroi (basterebbe dare una scorsa ai suoi romanzi, anche solo ai titoli, per capirlo). Il disegnatore è Farel Dalrymple, di cui ho amato alla follia “Pop Gun War” e  che, è vero, non lavora con i super eroi ma che comunque ama operare sempre in quella dimensione di fantastico/sospensione di realtà che in lui si esprime in una modalità in qualche modo imparentata con quelle dagli universi Marvel/DC.  Ad ogni modo per lui questa non è solo un’ incursione , anche lui è amico dei super eroi:

Visto? Fidiamoci.

Tagliamo corto, “Omega Lo Sconosciuto”  è bello. È bellissimo.
Basandosi su una poco fortunata (in termini commerciali) serie uscita tra il 1976 e il 1977 ad opera di Steve Gerber (il

creatore di Howard il Papero!), Mary Skrenes (una donna!) e Jim Mooney (Jim Mooney!), Lethem e Dalrymple imbastiscono la più fantasiosa delle coming of age novel che riesce ad a fare slalom fra mille temi senza mai perdersi: passando dalle problematiche giovanili (distacco coi genitori, interazione con l’altro,  bullismo etc)  al concetto di narrativa stessa (Omega, super eroe muto, riuscirà a raccontare la propria storia solo attraverso i fumetti…. Una lacrima mi solca il viso, scusate) il tutto con la presenza di Robot-Alieni assassini, una mano gigante che se ne va in giro da sola, un super eroe taciturno che lancia laser dalle mani, un  ragazzino genio disadattato, ed il migliore anti-anti-eroe in cui mi sia capitato di imbattermi ultimamente.

Senza stare a spoilerarvi troppo la trama (anche perché così complessa e viva da essere difficilmente sintetizzabile) vi posso dire che una delle forze di OLS è la bellezza dei personaggi: finalmente abbiamo un ragazzo prodigio, Titus Alexander Island “il ragazzo che salta fuori dal nulla”, a cui non molleresti un calcio nel sedere ogni volta che apre bocca, e che non usa mezzucci per guadagnarsi la nostra simpatia. Un eroe taciturno e tormentato, Omega, che non cerca di far bagnare nessuna fan dei My Chemical Romance, ma che porta la morte dentro e che con estrema dignità e cieca abnegazione va verso il compimento del suo destino. Ed un fantastico antagonista,  The Mink/Visone, che amerete odiare (o viceversa). Mi sembra ovvio che Lethem abbia deciso di regalare a questo meraviglioso personaggio tutte le battute più brillanti (e non sbaglia un colpo) ed un profilo fra i più interessanti.

Aggiungo che i bellissimo tratto di Dalrymple pare nato appositamente per la scrittura di Lethem. Spero in altre collaborazioni.

C’è una MANO GIGANTE CHE CAMMINA ED INDOSSA UNA CINTURINA! Accattatavillo!

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“La guerra Kree-Skrull”, ovvero: “Come ti rifaccio il multiverso “.

agosto 5, 2009

uscitokree

La guerra Kree-Skrull, la saga team-up madre di tutte le maxi-saghe Marvel, la saga che gettò le basi per la recente saga della “Secret invasion”, viene ristampata in ben due edizioni (Marvel Italia e la Gazzetta dello Sport) dopo una quindicina d’anni, immagino proprio contestualmente all’uscita di Secret invasion.

“Una guerra in atto da sempre tra due potentissime razze aliene finisce per coinvolgere la Terra.
 Questo evento intreccerà le vite di molti supereroi: Vendicatori, Inumani e Fantastici Quattro su tutti”.

Ecco la trama in soldoni, ma non è quella che mi preme analizzare: ve lo comperate e ve lo leggete se non lo avete ancora fatto… Quello che mi interessa è dire: Roy Thomas è un cazzo di genio!”.

Se andiamo a vedere ad esempio cosa usciva all’epoca (1971-72)  per la “Distinta Concorrenza” in ambito di team-ups, il massimo a cui possiamo ambire sono gli Annuals delle “Crisi”  della Justice League of America con l’ annuale incontro multi-dimensionale  con la Justice Society of America di Terra 2 (raccolti in tre bei volumetti dalla Planeta DeAgostini col titolo “Crisi sulle Terre Multiple”) che si son svolti ogni anno dal 1963 al 1974 : una ventina di tizi in costume si beccavano una volta all’anno per debellare una minaccia che assediava Terra 1, Terra 2 o entrambe… Poi ognuno a casa sua, tipo un cenone di Natale ma con le botte e le tutine.

Zzap! Bang! Sock! Ka-pow! E si risolveva la faccenda, perlopiù, storie divertenti, qualche genialata di Gardner Fox, qualche tavola memorabile… Storie che hanno sicuramente vari meriti, non ultimo il fatto di aver creato ed espanso il concetto di multiverso nei fumetti, concetto sul quale campiamo di rendita tutt’oggi.

Roy Thomas (con l’aiuto di un Neal Adams in collaborazione febbrile)  la fece un po’ più complicata: per quasi un anno tenne mezzo cosmo Marvel in balìa di una guerra trasversale che coinvolgeva tantissimi eroi, pianeti, dimensioni e quant’altro, su più livelli narrativi, unendo con un filo rosso molte trame sparute dell’ allora già nutrita storia Marvel e creando di nuove sottotrame, alcune delle quali si sarebbero dipanate mesi dopo la pubblicazione della saga e le cui eco sono arrivate per anni, fino a oggi appunto con Secret Invasion.

Senza contare poi le varie implicazioni metaforico\sociali sul razzismo, la ricerca di nuovi punti di riferimento per la società ameircana, l’accettazione del diverso etc etc, tipiche delle storie dell’epoca (come già dissi riguardo a L’ Impero Segreto).

La cura inedita con cui Thomas affrontò questa maxi-saga servirà d’esempio per tutti dopo di lui, dando una nuova idea di “continuity”, tutto sembrava ora connesso e vitale, un “tutto” in relazione anche al di fuori di quello che vedevamo nei saltuari team up nelle serie regolari. Qualche anno dopo Thomas andò alla DC e mise il suo spirito da archivista e la sua certosina abilità a collegare i punti delle cronologie al servizio della serie  All Star Squadron, un atto d’amore retrospettivo (e anche un enorme sforzo di ricostruzione) verso la Golden Age senza precedenti allora.

Ai disegni de “La guerra Kree – Skrull” si alternano i fratelli Buscema ma soprattutto Neal Adams, che riesce a mettere in ombra persino un titano come John Buscema.
Adams è il capo della Silver Age, Adams rendeva oro ogni cosa che disegnava:  con le sue tavole dinamiche e drammatiche, coi suoi disegni dettagliatissimi, avrebbe reso avvincente da leggere anche le istruzioni di un aspirapolvere se le avesse illustrate e ti saresti sentito un cretino a saltarne anche una sola vignetta! Ecco cosa penso guardando il lavoro di Adams su questa saga.
Vedergli disegnare qui alcuni eroi per la prima e ultima volta è assieme una gioia e una tristezza.
Nel trambusto di battaglie qua e la nello spazio di questa saga mi sento di segnalre un piccolo detour che è la storia in cui Ant-Man fa un viaggio all’interno del corpo di Visione privo di “vita” per scoprire come riattivarlo: “Viaggio al centro di un androide”, che bomba.
Ecco amici, scusate la lungaggine ma questa saga è una pietra miliare tanto “kids’ entertaining” da un lato, tanto sfaccettata e importante dall’altro… In sostanza, come dicevo sopra: comperatevela.