Agents of shield, Ghost rider, pennichelle

settembre 24, 2016

ghost-shieldE così dopo ben tre stagioni, arriva anche in “Agents of Shield” un supereroe conosciuto da più di una manciata di marvel-zombies.

Dopo un inizio segnato da una lunga serie di puntate insulse la serie televisiva dedicata alla squadra dello Shield capitanata da Coulson aveva avuto una gigantesca impennata in seguito ai fatti di “Capitan America – Winter Soldier”, e sinceramente l’ho adorata per le successive due stagioni.

Una grossa pecca della precedente terza stagione però stava nel fatto che veniva presentata con il sottotitolo “Secret warriors” e per tutta la sua durata ho sperato di vedersi formare all’interno dell’apparato dello Shield di una vera e propria squadra di tizi con superpoteri guidati da Quake, ma tutto ciò non è accaduto, si è andato anzi verso una trasformazione dell’eroina in nemico divorata dal rimorso. Nonostante questo però la scorsa stagione mi era piaciuta parecchio, ed ero molto curioso di vedere come sarebbero state portate avanti le nuove storie.

Dopo la svolta spionaggio/spazio/mostro cattivissimo ci troviamo quindi a un nuovo cambio di rotta sul sovrannaturale e all’introduzione di Ghost rider.

Lo spirito della vendetta inserito a calci nel culo nella serie però non è il coattissimo teschio fiammeggiante motociclista che tanto amore riceveva negli anni novanta, ma l’antipaticissimo protagonista della serie recente. “Quella cagata pazzesca sul ragazzino ispanico con la macchina da buzzurro?” Proprio lui signori miei! E mentre spesso e volentieri fumetti splendidi vengono stravolti sullo schermo dando vita a film di merda, qua un fumetto orribile viene praticamente rispettato alla lettera.

ghostriderclipDirei quindi che è abbastanza chiaro come l’arrivo di QUEL Ghost rider non susciti in me molto entusiasmo, anche perchè tra tutti i personaggi Marvel, è quello che vedo meno legato al mondo dello spionaggio delle cose pazze a cui la serie dovrebbe essere ispirata, ma sono una persona di mentalità aperta e quindi concedo ad “Agents of Shield” il beneficio del dubbio, e magari riusciranno a rendere ganzo anche ciò che ganzo non è.

Detto questo in questa prima puntata ho trovato il tutto molto stanco, particolarmente Coulson e gli altri agenti sul campo, che fino ad ora erano stati ottimi protagonisti, sembrano sacrificati a fare da tappezzeria a Quake-fuggiasca-agente per i cazzi suoi fuorilegge e a queste nuove figure di altri mondi e spero di sbagliarmi. Sono curioso invece della sottotrama legata ai nuovi esperimenti sugli androidi, anche perché la robot vista finora ha il viso di Madalena di Galavant, una delle serie televisive che più ho amato negli ultimi anni e che se ve la siete persa vergogna su di voi.

Comunque a metà episodio mi sono addormentato come un grizzly, quindi qualcosa mi sono perso, e questo direi che non gioca molto a favore di questo inizio di stagione.

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Quell’irresistibile profumo di marchetta che accompagna il fumetto di Agents of Shield

settembre 17, 2015

image_galleryAvete presente quegli albi per bambini con i vendicatori o l’uomo ragno che a volte vediamo spuntare in edicola, fumetteria o tra le uscite della settimana? Fumetti che hanno un intento splendido, ossia cavalcare l’onda di film e cartoni animati per portare fanciulli delle elementari verso la lettura di fumetti di un certo livello, ma che non ho mai avuto neanche la minima curiosità di leggere. Suppongo siano storielle insulse senza neanche un’ombra di pericolo o violenza accompagnate da giochini e pagine da colorare.

Il fumetto di Agents of Shield è praticamente la stessa cosa, ma con un target completamente diverso. Approfittando del (meritato) successo della serie tv attira il lettore che già segue su schermo le avventure di Coulson e della sua squadra, ma per ora dai primi due numeri letti, non racconta praticamente nulla di nuovo. Ci si trova infatti davanti a storielline autoconclusive lanciate su pagina con scarso entusiasmo in cui vediamo interagire gli agenti protagonisti della serie tv con vari supereroi in situazioni praticamente irripetibili in un episodio della serie televisiva. Come idea non sarebbe nemmeno da buttare, ma la messa in scena risulta totalmente insipida.

Eppure a scrivere queste storie c’è quel gran ganzo di Mark Waid, che si presta a questa marchetta però lasciando a casa praticamente tutto il suo impegno. La prima storia letta l’ho trovata così potenzialmente interessante ma incredibilmente confusionaria e sconclusionata, la seconda abbastanza insignificante e non solo per i sempre orribili disegni di Ramos.

La proposta perciò di questa serie risulta abbastanza trascurabile, ed è un peccato visto il potenziale dell’idea e i nomi coinvolti, sempre che non succeda come per la serie tv che se ben ricordate dopo le prime puntate alquanto inutili ebbe un’impennata pazzesca sul finire della prima stagione e che ancora adesso mantiene un ritmo e una qualità altissime. per ora sembra di avere tra le mani solo un fumettino per infanti scritto (i disegni di Pacheco del primo numero sono splendidi) senza voglia e senza entusiasmo.