Una saga a fumetti quale simbolo dell’ascesa e del crollo di un grande autore

febbraio 4, 2014

Recentemente quelle persone altamente rispettabili della bao hanno pubblicato (o ripubblicato che dir si voglia) tutto il pubblicabile de “La lega degli straordinari gentlemen”, ne ho approfittato quindi per recuperare una serie che, ahimè, non avevo mai letto. Mi appresto però a vederla e a scriverne in un’ottica d’insieme che mi porterà a fare qualche riflessione sul signor Alan Moore e sulla sua opera, mettendo però le mani avanti sul fatto che della produzione recente del bardo di Northampton ho tralasciato parecchie cose (come “Promethea” o “Tom Strong”) che sinceramente mi attiravano meno dell’ennesimo maxievento Marvel.

lega1Parte 1: Il primo volume de “La lega degli straordinari gentlemen”, qualcosa di bellissimo

Penso che la maggior parte di voi conosca, abbia letto e amato quest’opera. Il primo volume di questa serie merita ogni lode e ogni fama acquistata in questi anni, e sul film che ne era stato “liberamente tratto” dirò solo che era, senza tanti giri di parole, una merda (e ne abbiamo pure già parlato su queste pagine).
Le avventure dei straordinari gentlemen iniziano alla grandissima, in un’opera che unisce alcuni dei più noti personaggi della letteratura vittoriana in un’avventura strabiliante.

Intermezzo alla parte 1: Recentemente ha fatto discutere parecchio una invettiva del signor Alan Moore contro i supereroi, i blockbusteroni sui supereroi e il pubblico di questi ultimi. Che l’autore non tratti veri e propri supereroi da parecchi anni è palese e verissimo, e sul fatto che ci abbia abbondantemente mangiato sinceramente non sono propriamente affari miei, detto questo però i personaggi della lega sono, in maniera abbastanza plateale, praticamente dei supereroi. Solo che nascono dalle penne di grandi scrittori dell’ottocento invece che dalle pagine dei giornalini a fumetti del secolo successivo.
Quindi a farla breve caro Alan Moore non te la menare tanto, che di supereroi hai continuato a scrivere, anche se non erano Batman o il Dr.Manhattan.

Nel primo volume de “La lega degli straordinari gentlemen” vediamo i nostri eroi, ossia Allan Quatermain, Mina Murray, l’uomo invisibile, il capitano Nemo e Jeckyll/Hyde scontrarsi con vari maestri del crimine inglesi in un’ambientazione tra lo storico e lo steampunk ricostruita in maniera impeccabile, tra segreti e sotterfugi, misteri e macchinazioni, potere e povertà.
La prima meraviglia di quest’opera sta nella ri-costruzione dei personaggi, splendidi nella loro faccia eroica così come nel bellissima sgradevolezza che caratterizza ogni membro di questa formazione. Quindi oltre a far si che i personaggi rispecchino fedelmente una eventuale evoluzione successiva alla conclusione del romanzo che gli ha dato vita, Moore riesce a incrementarne sia le caratteristiche eroiche che gli aspetti più sordidi, dando un nuovo fascino a personaggi che già ne erano ben dotati.
La seconda meraviglia è la scrittura di Moore, la capacità di elaborare una storia avventurosa e appassionante, creando l’ennesima “opera senza tempo” capace di ipnotizzare il lettore dalla prima all’ultima pagina grazie a un’azione sempre serrata e un uso perfetto dei colpi di scena e delle svolte narrative.
Non mi dilungo oltre. Il primo volume de “La lega degli straordinari gentlemen” è un capolavoro, che ben si colloca insieme agli altri capolavori scritti da quel geniaccio di Alan Moore.

lega2Parte 2: Il secondo volume de “La lega degli straordinari gentlemen”, qualcosa di nuovamente bellissimo

Se nel primo volume abbiamo una storia corale che fa da omaggio a sua volte corale al romanzo d’avventura vittoriana, nel secondo volume l’omaggio si concentra su un unico scrittore, ossia quel fenomeno di H.G.Wells.
Sono l’unico che da pischello, partendo dall’essere un lettore sfegatato di Dylan Dog, ha saccheggiato ripetutamente la biblioteca cittadina per recuperare tutti i classici della letteratura fantastica?
Spero e penso di no. Ma tra tutti i libri letti a quei tempi, quelli che amavo di più erano guarda caso proprio quelli di H.G.Wells. Quindi facile collegare come abbia amato questo secondo volume della lega praticamente quanto ho amato il primo.
In questo volume Moore si diverte a mettere i suoi personaggi in una situazione disperata, molto più estrema di quella affrontata nel primo volume, schierando degli antagonisti alieni spietati e potenti. Ad essere però ancora più estrema è la caratterizzazione dei protagonisti, e se da un lato viene portata all’estremo l’infamia dell’uomo invisibile, dall’altro assistiamo alla meravigliosa trasformazione di Hyde in una malata forma spietata di bontà, a voler fare due esempi.
L’altra meraviglia di questa seconda avventura della lega è la capacità di Moore di creare uno stato di disperazione potentissimo per alcuni dei suoi protagonisti, capaci di provare solo terrore di fronte alla minaccia spaziale in atto, mentre nel frattempo altri personaggi vivono il tutto con un’agghiacciante serenità.
Se il primo volume de “La lega degli straordinari gentlemen” è un capolavoro, avrete capito che per me lo è anche il secondo. Sono due opere molto diverse, ma entrambe dal valore incredibile, frutto di una delle menti più brillanti che si siano mai cimentate con i fumetti (e non solo).

In attesa della terza parte dell’articolo parte 1: Le appendici dei primi due volumi
Come in quasi tutte le grandi opere di Moore anche questi due volumi hanno un vastissimo apparato di note conclusive, racconti, disegni, follie e approfondimenti, e particolarmente nel secondo volume anche nel caso de “La lega degli straordinari gentlemen” sono da leggere gustandosi ogni sfaccettatura nel loro continuo altalenare tra l’interessante e lo spassoso.

In attesa della terza parte dell’articolo parte 2: Io e l’Alan Moore di oggi
Se guardate neanche troppo indietro su queste pagine troverete che non ho un buon rapporto con l’Alan Moore attuale. “Neonomicon” era un compitino mal svolto talmente insipido che mi ricordo a malapena cosa succedeva tra quelle pagine, e quel poco che ricordo mi fa alquanto schifo.
Del Moore moderno poi ho letto una roba uscita per Bd quando pubblicava le robe della Avatar (credo), che mi ha fatto talmente cagare che non mi ricordo manco il titolo, e giuro che l’ho cercato per un dieci minuti buoni su internet senza trovarlo. Fa comunque poca differenza, era un volumetto su un universo-televisione che non sono era un’idea abbastanza trita, ma era una rottura di cazzo micidiale.
Poi ho provato a leggere il primo albo di “Fashion beast”, che mi ha colpito così tanto che ricorso solo che c’era un travone e che si parlava di moda con uno stilista misterioso. Poi boh, ho ricominciato a leggere il retro del Pantene che avevo di fianco (non è vero, al cesso gioco a tetris col game boy).

lega3Parte 3: “La lega degli straordinari gentlemen: Century”

Ricordo ancora quando si parlava di “Before Watchmen” come di una cagata e che “ommmioddio che nessuno osi toccare l’opera di Moore che va lasciata nei nostri fragili ricordi così com’è”. Voi? Beh, che dire quando un autore torna sulla sua opera scrivendo una scemenza come questo volume della lega ambientato nel ‘900?

Il secondo volume de “La lega degli straordinari gentlemen” aveva un finale perfetto, alcuni personaggi morivano, altri se ne andavano con la morte nel cuore, altri si trovavano inesorabilmente soli, e in tutta la sua amarezza era una conclusione favolosa.
E invece TAC! negli anni Moore ti ritira fuori alcuni personaggi e si inventa alcune storie ambientate nel XX secolo che sono una noia micidiale.
Davvero c’è qualcuno che nel 2013/2014, o comunque dopo il 2000 che ancora si entusiasma a leggere storie lisergiche con il protagonista che prende gli acidi e c’è il concerto nel palco e lui viaggia in mondi pazzissimi?

Questo è solo per fare un esempio. Mina e un ringiovanito Allan Quatermain a cui si uniscono nuovi membri attraversano il ventesimo secolo alla caccia di un mago che vuole risvegliare una specie di anticristo. A farla breve le basi per qualcosa di ganzo ci sarebbero anche, e la prima parte ambientata nel 1910 è pure molto molto ganza, se non fosse che, a mio modesto parere, a partire dagli anni sessanta la storia svacca totalmente in una noiosa accozzaglia di sesso, magia e pippe oniriche. E prova dello svacco è che a partire dal secondo capitolo i protagonisti, la cosiddetta nuova lega del novecento diventa un trio. Certo, la mano di Moore in alcuni casi si nota, come la fine di Allan, ma vi assicuro che ho fatto una fatica pazzesca a finire di leggere questo volume, compresi i noiosi racconti di intermezzo. E non me ne frega niente che la bao abbia (bontà loro) fatto un sito dove indicano tutti i retroscena e i riferimenti del volume, se leggo un fumetto gradirei che fosse tutto reperibile nelle pagine che ho comprato e che sto sfogliando.
Davvero, era dai tempi della serie di “Invisibles” che non facevo una fatica tale a concludere una lettura senza avere il dubbio costante di non capirci un cazzo di quello che stavo leggendo.

E “Black dossier” e il volume (dal prezzo a dir poco criminale) sulla figlia del capitano Nemo? Me ne tengo ben alla larga.

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Neonomicon, Alan Moore, e i mostroni tantacolosi porcelloni

gennaio 25, 2013

neonomiconNon sono mai stato un grande fan dei manga giapponesi, e ancora meno degli hentai giapponesi, ossia i pornazzi a fumetti prodotti nel sol levante. A entusiasmarmi ancora meno di una cosa che già non mi entusiasma per niente (e sostituite a entusiasmare diversi verbi a voi preferiti nella precedente frase) sono gli hentai in cui ragazzine al limite (se non tranquillamente oltre) il limite della pedofilia vengono violentate da mostroni tentacolosi.

Premesso questo mi appresto a parlarvi del “Neonomicon” di Alan Moore, opera creata dal geniale sceneggiatore britannico per pagare una cartella esattoriale di Equigranbretagna ispirandosi agli scritti lovercraftiani.
Che a Moore ste cose garbino si sapeva già. in quella meraviglia del suo Swamp thing ce n’è a badilate, e qua si sbizzarrisce nel ripresentare mostroni e riti legati al simpatico mondo di Chtulu imbastendo una specie di giallo che parte da un suo vecchio racconto (“Il cortile”) riproposto nella sua versione a fumetti in apertura del volume italiano di Neonomicon pubblicato recentemente dalla Bao.

Che il buon vecchio Alan Moore sappia scrivere fumetti lo sapevamo già. In “Neonomicon” però s’impegna poco, fa il compitino, si legge con gran rapidità, ma lascia ben poco al lettore. Al massimo può piacere a qualche orribile soggettone il fatto che le parti più spinte, praticamente pornografiche, che vedono nel cast anche allegri mostroni lovercraftiani arrapati come adolescenti siano mostrate senza tanti freni, ma personalmente a me questo fa apprezzare ancora meno il volume.

Una lettura abbastanza insipida, nonostante l’accoppiata Moore/miti lovercraftiani potesse dare grandi risultati. Peccato. Ma c’è chi per pagare le cartelle esattoriali fa ben di peggio.

ps: che poi già il volumetto pubblicato per la avatr su quella specie di supercazzola sulla televisione uscito un due anni fa (se non erro) scritto da Mister Alan Moore era cosa assai brutta. Ma ad Alan Moore una lettura gliela si dà sempre, è parlarne male che viene davvero difficile.


Serie che vieni, Serie che vai #3 – Storie bellissime di mostri maleodoranti: la ristampa di “Swamp thing”

febbraio 1, 2012

Prima di tornare a parlare di serie che finiscono o di nuove proposte mi fermo un attimo a segnalare la ristampa dell’anno, o meglio dell’anno scorso.
Negli ultimi tempi sia la Panini (con molta parsimonia) che la Planeta de Agostini (a volte esagerando) hanno ristampato diverse storie vecchie quando non antiche. Tra queste non poteva certamente mancare, e sinceramente l’aspettavo da parecchio, un’edizione di gran lusso dello “Swamp thing” di Alan Moore.
Lo aspettavo perché non l’avevo mai letto e finalmente ho messo mano a questa serie storica.

Come già mi è capitato di dire su queste pagine dell’internet ho un debole per i mostroni paludosi dalla scarsa igiene personale ma dalle belle storie, e la cosa della palude sceneggiata dal maestro inglese è sicuramente l’esempio più noto e importante di questa tipologia di personaggi.

Il primo volumone ha un rapporto qualità/quantità/prezzo impeccabile. E il contenuto, anche se penso non ci sia bisogno di dirlo, è di livello stratosferico.
Ripercorrendo non solo le origini, ma l’essenza stessa di Swamp thing, Moore propone storie dal tratto fantastico e orrorifico che non rinunciano a una mai noiosa o banale passeggiata nell’introspezione, schernendo gli eroi, esaltando i tratti umani del mostro, parlando di amore, morte, dannazione, redenzione, ansia e quant’altro. Risulta difficile parlare di Swamp thing perché in Swamp thing c’è praticamente tutto ciò che può rendere immensamente grande un fumetto. In queste pagine tutto è perfetto.
Per quanto sia un balenottero questo primo volume si legge d’un fiato, ed è un obbligo, se come me eravate a digiuno di questa serie, farlo vostro, sperando che con il passaggio da Planeta de Agostini a Lion la pubblicazione dei restanti due volumi non venga interrotta. Sarebbe davvero imperdonabile.


Il Corpo delle Lanterne Verdi -Eclissi di Smeraldo – Prologo “La notte più profonda”

marzo 26, 2010

Che bel titolo lungo eh?

Lo so che “Eclissi di smeraldo” sembra il nome di un profumo che regalereste alla festa della mamma, ma almeno che la vostra mamma non sia tipo la mamma migliore del mondo tenetela lontana dal corpo delle Lanterne Verdi. Non piacciamo alle mamme noi, alle sorelle si però.

Lanterna Verde,collane collegate annesse, è da un po’ di tempo la meglio serie a fumetti suopereroistica (Marvel-DC parlando) grazie sopratutto a sto ragazzetto qui.  Geoff e compagnia bella, da due anni circa, stanno preparando il campo all’evento che sconvolgerà il mondo delle LV, e non solo, ovvero “La Notte più Profonda”. Prendendo spunto da una bellissima storia di una ventina di anni fa’ by Alan Moore, in cui si narrava della morte di Abin Sur e di una profezia che rivelava la fine delle LV, i giovanotti della DC si apprestano a scatenare “La guerra di luce” che prevede un scontro tra 6 Corpi, ognuno di un colore diverso, rappresentanti un segmento dello spettro emozionale (Rabbia Rosso, Volontà Verde, Speranza Blu, Avarizia Arancione, Compassione Indaco, Amore Viola). E soprattutto l’arrivo delle Lanterne Nere (o non so come si chiameranno, non mi sono spoilerato più di tanto).

Faccio una veloce sintesi, per chi non avesse letto ciò che è successo ad Oa e d’intorni negli ultimi due anni:

  • Sinestro doma/sfrutta Parrallax (aka facemmo na cazzata con il turn heel di Hal, inventiamoci un bel Deus ex machina) e mette su il suo Corpo munito di anelli gialli che traggono il potere dalla PAIURA. Tutti gli altri corpi si chiamano “Lanterne + Colore”, il suo si chiama “Il Corpo di Sinestro, che bisogno di attenzioni! Pure quei baffetti..
    Ad ogni modo, a indossare l’anello ci sono anche dei villain vips (Amon Sur, l’Anti-Monitor, Mongul, Superman Cyborg e l’odioso Super Boy Prime) ne consegue, naturalmente, lo scoppio di ostilità e la guerra con le LV.
    -Durante il conflitto ne succedono di belle:Parallax si impossessa di Kyle Ryner, che poi viene liberato da Hal.
    Sodam Yat (uno che sotto un sole giallo ha i poteri di Superman) diventa il nuovo Ion.
    -I Guardiani durante la guerra emanano nuove leggi, perché ci hanno anche loro la PAIURA, e rendono l’anello un’ arma letale (sappiate che prima con l’anello non si poteva mandare al creatore nessuno).
    -I guardiani Ganthet e Sayd non la prendono benissimo sta storia, scappano e creano una batteria Blu.
    -L’Anti-Monitor, che prende scappellotti anche oggi a distanza di vent’anni, finisce su un pianeta brutto brutto e diventa una batteria Nera.
    -Sinestro viene sconfitto e catturato da Hal.

    -Finita la guerra, si decide per l’esecuzione di Sinestro, ma all’ultimo minuto viene liberato (maddai!) dal suo Corpo, non fa a tempo a scappare che arrivano le Lanterne Rosse, guidate da Atrocitus (che vi giuro, è un gran figo) e se lo portano sul loro pianeta (anche questo brutto brutto). Ma anche qui arrivano i fedelissimi del suo Corpo a liberarlo. Ora, se il mio Leader non fa altro che farsi catturare, liberare e ricatturare, io due tre domande me le farei..

Più o meno questo volume comincia dopo questi accadimenti. Ci sono tre storia parallele (che poi ovviamente convergeranno). Kyle Ryner “passa il tempo” (segue assolo di sax) con Soranik, che è una Lanterna Verde gnocca proviente dal pianeta di Sinestro, dove a gran voce si chiede l’esecuzione di quest’ultimo . Sodam Yat, che per me è uno dei personaggi più fighi (re)introdotti negli ultimi anni, deve salvare il proprio pianeta da Mongul, che si è fatto la cameretta lì e desidera prendere il posto di Sinestro all’interno del Corpo. Il problema è che Sodam Yat odia a morte il suo pianeta che è tipo il pianeta più redneck dell’universo. Intanto su Oa una Lanterna Rossa riesce a liberarsi e massacra di mazzate qualsiasi cosa gli si pari davanti, comprese le Lanterne di Sinestro imprigionate e che facevano il tifo per lui.
Tanta roba, tutta bella. Tantissimi schiaffoni fra alieni. Consigliatissimo.

Giuro che vi spoilero solo questo: All’inizio del volume c’è  un bellissimo combattimento tra Mongul e Arkillo (che praticamente è il Kilowog di Sinestro), che comincia con il più classico dei “E chi ha deciso che sei tu il capo?” e che finisce con Mongul che strappa la lingua ad Arkillo:

Un buon motivo per leggere fumetti

"Giuro su Dio che l'ho sentito chiamarmi "Thanos" ". Nerd Joke Alarm

Tradizione dei fumetti di Lanterna Verde è ficcarci sempre qualche alieno assurdo (o extremily cute) che porta l’anello. Dalla Lanterna Mosca, a quella Procione, a quella fatta di gelatina e così via. Per questo volume, il premio “Lanterna Verde Assurda (o Extremily Cute)” va a Lanterna Larvox :

"Ho una battuta! E anche un nome!"

Nuova tradizione, che ammetto di apprezzare tanto, è, da quando esistono le Lanterne di Sinestro, quella di ficcare l’alieno più schifoso possibile. Il premio “uh che schif” va a mani basse a sto donnino qui:

So che state guardando l'accenno di tetta. Pervertiti.

Ammetto di non essere un mega-esperto di LV, essendomi avvicinato ad Hal ed i suoi amici solo di recente. Quindi magari Lanterna “Birillo” Larvox è un personaggio portante che mi è sfuggito.  Anzi se qualcuno mi dice qual’è la sua storia avrà la mia stima ad aeternum.


Crimini Contro L’Umanità: Parte Prima.

novembre 16, 2009

Doom-Disapproves

Qui a Latveria, siamo dei ragazzi semplici. Ci piace leggere i fumetti, andare in birreria, limonare duro e andare al cinematografo. Quando qualcuno decide di trasportare su grande schermo le imprese di qualche nostro beniamino, noi siamo più che felici di andare a dare dei soldini a qualche annoiata cassiera. Anche se tutti ci fanno notare che abbiamo una certa età, che siamo laureati, che ormai siamo delle persone quasi rispettabili e che il panettiere del quartiere ci riconosce e ci tiene via il pane nei giorni di festa… insomma, ci siamo capiti… nonostante tutto questo, noi giovani e semplici ragazzi di Latveria, non vediamo l’ora di sederci al buio di una sala per vedere dal vivo, dal vero veramente, ciò che su carta ci ha emozionato per una vita intera… E spesso, quasi sempre, usciamo sconfitti, delusi, arrabbiati che ci viene da sbavare, roteare i pugni vero il cielo, sbarrare gli occhi e urlare “Perché? CRISTO, MA PERCHÉ?”

La redazione è dunque fiera di fare i nomi e i cognomi dei colpevoli dei 15 più orribili crimini contro l’umanità mai commessi in ambito fumettistico-cinematografico. Come ai tempi di Dj X & Maurizio Seimandi, andiamo con ordine, calma e parsimonia: oggi andiamo a scoprire chi c’è dalla posizione 15 alla 13…

15- Superman Returns, Bryan Singer, 2006

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Il problema con i film di SuperMan è che gli si fa solo spostare-evitare-aggiustare-modificare oggetti inanimati e mai gli si lascia la libertà mollare due ceffoni. E dire che Supes nella sua carriera fumettistica non si è risparmiato in ceffoni.
Nonstante ciò (Do you know Bizarro? Mongul?…etc) nei film il suo unico grande avversario è sempre e comunque (con dovute ma anche risibili eccezioni) una pietra colorata. Non si parte benissimo.

SuperMan alla fine agisce come una gru blu e rossa. Un film in cui non fa altro che sollevare qualcosa.

I grandi avversari e sfide di SuperMan in SM Returns:

supesollev

Solleva aerei, globi di metallo e donne in carriera (senza provocare upskirt)!

Naturalmente anche il gran finale del film è costituito da una scena in cui SuperMan solleva qualcosa, in questo caso una Capri di Kryptonite.

Tutto questo senza fare riferimenti all’irritantissime storie sul figlioletto di Superman (mai bambino fu più irritante) e su Lois che si spupazza Ciclope.

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Frank Langella

14- X-Men: Conflitto Finale, Brett Ratner, 2006

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Mentre Bryan Singer era alle prese con il sollevatore di ferro di cui sopra, le redini del terzo e atteso film sui nostri mutanti prefe di sempre, passa nelle manone tozze di Brett Ratner. Il regista di tanti video di Mariah Carey, colui che ha rovinato la carriera di Jackie Chan in terra americana, ce la mette tutta per girare un film all’altezza dei primi due. Sfortunatamente le ambizioni del film si scontrano e si sfracellano contro una sceneggiatura orribile, attori costretti a dire a fare delle cose che li rendono stupidi (il povero Hank McCoy per esempio qui ne esce malissimo) e un regista che giustamente adesso fa i video per Miley Cirus. Si riesce nella difficile impresa di buttare in vacca tutta, TUTTA, la Saga della Fenice Nera. Il bambino “cura” Cameron Bright fa venire voglia di invadere la Polonia. Unica cosa notevole: l’inseguimento tra la nostra amata Kitty Pride (interpretata da Ellen Page) e il grande Vinnie Jones aka Jaggernaut (il Fenomeno in italiano). Infatti…

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Ian Mckellen

13 – La Leggenda degli Uomini Straordinari, Stephen Norrington, 2003.

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Già dal titolo si capiscono un paio di cose: dagli Straordinari Gentiluomini del libro di Moore, siamo passati ai ben più ordinari Uomini Straordinari di Norrington. Per la cronaca, il nome completo di questo straordinario cretino è Stephen Norrington. Che a confronto Stephen Sommers è Otto Preminger. Ci si nasconde dietro a un “liberamente tratto” per non incappare in denunce da parte di Alan Moore . il quale ovviamente si è tenuto lontano da questa mega cazzata – e poter poi fare di testa propria. Con la simpatica conseguenza di aver rovinato uno dei racconti metaletterari più divertenti e intelligenti degli ultimi anni. Oltre ad aver aggiunto ad cazzum due personaggi come Tom Sawyer e Dorian Gray, si brancola nel buio cercando di trovare almeno una storia da raccontare. Con scarsissimi risultati. Sean Connery col toupé ai minimi storici. I soldi per gli effetti speciali devono essere finiti dopo i primi tre giorni di produzione per cui, dopo una sequenza iniziale con almeno un po’ di verve (leggi: qualche esplosione), il resto sembra brutta televisione. Una nota per coloro che hanno curato l’edizione italiana: Graphic Novel non si traduce Novella Grafica (perché io ve lo giuro, nei titoli di testa c’è scritto così…). Dovreste ridarci i soldi. O almeno la decenza di cambiare lavoro.

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Sean Connery


Adriano & Fede MC