Come Eravamo #13

aprile 11, 2011

…Eravamo associati! Associatissimi!

Come anticipai qualche tempo fa in chiusura di “Come Eravamo“, andiamo oggi a dare un occhiata a come ci tenevamo in contatto noi neonati appassionati di Supereroi decine e decine di anni fa.

Prima del “Mi piace” e dei gruppi su Facebook, prima dei forum, prima delle conventions esistevano i “club di appassionati”. Di ogni genere, di qualsiasi cosa, ovunque ce ne erano e ovviamente ce ne erano anche dei giornalini.

Babe-Magnets

Con una piccola quota annuale si otteneva una “membership”, di solito con tessera e\o certificato da appendere, un gazzettino periodico con notizie & attività per gli associati e -a seconda del club-  vari gadgets esclusivi: magliette, poster, agende, spillette etc. oggetti che oggi sbucano su ebay con prezzi senza senso.

In Italia il primo club di appassionati di fumetti gestito tramite la stessa casa editrice credo fu quello di Topolino presso la Arnlodo Mondadori ma con l’arrivo degli anni ’60 e l’inizio della febbre dei Supereroi non tardarono ad arrivarne altri dedicati al nostro genere preferito. Ecco quindi nascere le prime cellule di comic fandom organizzato, più simile ai boyscout come idea che alla terrificante & informe massa di soggettoni senza nome che si riversa a blaterare su forum e si trascina per conventions odierne, magari travestiti da fatine manga.

Il bat-certificato di Alfredo Castelli.

Nel 1966 Batman inizia il suo corso italiano presso la Mondadori e dal primo numero introduce il fan-club dell’uomo pipistrello: parlando del “Batmania” statunitense presenta il “Super Bat Club”.

Il tagliando del Super Bat Club

Associandosi ad esso si ricevevano tessera e due poster (rispettivamente di Batman e di Superman) oltre che il gazzettino con le attività.

Avrà vita breve, difatti nel 1969 probabilmente a causa della crescita del suo pubblico passato in pochi anni dal Pane-e-Nutella alle sigarette di droga, non avrà più interesse nella faccenda e per scarsità di partecipazione chiuderà, dopo essersi trasformato con il patrocinio dello sponsor Total in “Club dei Giovani” cercando inutilmente di ampliare la fascia di consenso e di età. Dopo un annetto circa, nel 1970, chiuderà del tutto anche la testata di Batman della Mondadori.

Friends Of 'Ol Marvel

Nello stesso anno però arrivavano nelle edicole i supereroi della Marvel grazie all’ Editoriale Corno la quale seguendo le orme della Marvel USA stabilì subito un contatto con i lettori. Inizialmente con la scherzosa posta presente in ogni uscita (e di cui spesso presentiamo tostissime scansioni qua sopra) e poco dopo con il Club dei Supereroi nel segno del corrispettivo “FOOM” (Friends Of ‘Ol Marvel)  della Marvel Comics USA.

Il Club dei tosti

Il Club dei Supereroi durò alcuni anni, iniziando a metà degli anni ’70 sparendo nel 1981, se non erro. Oltre alla tessera e all’attestato il Club dei Supereroi forniva sconti sui rilegati della Corno e ti inondava di gadgets: adesivi fustellati, manifesti, agendine, penne, carta intestata con busta da lettera personalizzati… Un delirio di cianfrusaglie.

i gadgets del Club

Come sappiamo la Corno chiuse di li a poco e dagli anni ’80 via via i club, pur resistendo ancora alcuni anni, non vennero più coordinati dalle case editrici rimanendo strumenti nelle sole mani degli appassionati i quali come dicevo in apertura piano piano han trovato nuovi sistemi di aggregazione e condivisione, assolutamente legittimi ma credo -nonostante la loro maggiore consapevolezza- un po’ più aridi.
Alla prossima amici, vi ricordo che tutte le immagini sono cliccabili per ingrandirle e provengono dagli archivi Latveriani.

Come Eravamo #11

marzo 15, 2011

Salve amici! Torna “Come Eravamo”, il nostro angolino dedicato al fandom supereroistico nei suoi primi passi in Italia.

Come eravamo? Eravamo educatissimi! Addirittura ci scusavamo della inapproriatezza dei supporti di cancelleria con cui scrivevamo ai giornaletti dei Supereroi.

 

Quanta umiltè.

Anche il patema con cui i nostri due amici tifavano per il Ragno è commovente. Un altra Italia, un altro mondo proprio, ed è solo una trentina di anni fa…

Assieme a questa bellissima armata di ragazzini ancora capaci di essere ragazzini e contenti di esserlo, stava formandosi presso i più grandicelli la pericolosa armata degli espertoni-rompiscatole che funesteranno via via fiere, fumetterie e infine Internet con le loro pignolerie acide e critiche nonsense. Ah… Effettivamente anche noi lo facciamo… Però meno di altri dai! Vabè, ok: “nascevamo noi”. Umpf.

 

"... Ecco, ora ve l'ho detto. Hmpf."

L’educazione e la sintassi erano comunque sempre ottimali anche se si scassavano le scatole alla povera MGP. Ah! Che nostalgia.

Alla prossima, daremo uno sguardo alla nascita dei Club di appassionati di Supereroi di 35- 40 anni fa!

 


Il ritorno degli Eroi

gennaio 2, 2011

Salve amici di Latveria! Buon 2011 a voi tutti! Gli Eroi che ritornano non siamo noi eh, anche se siamo ganzi come pochi.

Se ci seguite da tempo saprete che una delle cose che è più cara al sottoscritto sono si i vecchi fumetti ma anche i vecchi memorabilia legati ai vecchi fumetti: giocattoli, gadgets, pubblicità e quant’altro.

La parte del leone in questo campo per me la fa sicuramente la linea di Supereroi “World’s Greatest Super-Heroes” della Mego che è stata in commercio per tutti gli anni ’70 e parte dei primi ’80.

"Oltre a giocattoli fichissimi esistevano persino fan di Robin negli anni '70"

Qui da noi (importati dalla Harbert) ebbero un discreto successo sul finire degli anni ’70, in USA invece furono un vero e proprio fenomeno di costume con decine e decine di personaggi e accessori realizzati, rendendoli uno dei regali di Natale più desiderati dai bambini di un intera generazione e, ad oggi, uno dei giocattoli più collezionati dagli appassionati.

Questo spiega le cifre non proprio facili con le quali nel 2011 ci può portare a casa un Supereroe Mego in buone condizioni se non addirittura inscatolato. Nel 2009 accade però qualcosa di insperato…

Cominciano a circolare voci che verranno ri-prodotti i supereroi della Mego, i blog fibrillano, e alla fine al Comicon del 2009 viene ufficializzata, nientemeno che dalla Mattel, la notizia: i supereroi della Mego torneranno in una versione più possibile fedele allo spirito originario e concentrandosi di serie in serie particolarmente sul far uscire quei personaggi che all’epoca non vennero realizzati a partire da quelli DC. Ka-Boom!

A curare la cosa dal lato artistico ci pensano i ragazzi della Emce toys, da sempre devoti alla storigrafia della Mego, alla realizzazione di serie limitate di personaggi per collezionisti e alcune delle menti dietro il Mego Museum. La serie si chiama “Mattel Retro-Action: DC Super-Heroes”

"siamo o non siamo fichissimi?"

 

Gli Eroi Mego, in esclusiva da Toys’r’Us, tornano così sugli scaffali dei negozi di giocattoli e uscendo dalle inavvicinabili teche dei negozi per appassionati sono di nuovo accessibili sia ai collezionisti sia , finalmente, ai bambini che possono così gioire dei nuovi personaggi al prezzo abbastanza abbordabile di una ventina di dollari.

Già nell’autunno 2009 a pochi mesi dall’annuncio esce la prima figurain anteprima: Green Arrow. Si capisce che la faccenda è serissima: il personaggio è una bomba, dettagliato e curato nei materiali come un giocattolo odierno ma con una attinenza grandissima al gusto originario: dal personaggio fino alla confezione (addirittura pre-invecchiata) sembra un oggetto preso direttamente da uno scaffale del 1976.

Dal 2009 a oggi sono state realizzate due serie ed è in corso di pubblicazione la terza serie.

Eccovi la lista delle serie, edite e non:

Serie 1 (confezione gialla): Green Arrow, Green Lantern, Lex Luthor, Sinestro, Superman

Serie 2 (confezione fuxia): Aquaman, Batman, Black Manta, Two Face

Serie 3 (confezione blu): Flash, Captain Cold, Wonder Woman, Cheetah

Serie 4 (ancora inedita): Shazam, Black Adam, Martian Manhunter, Darkseid.

In più ci sono due personaggi in esclusiva per Matty Collector, il sito del collezionismo dei giocattoli Mattel, sempre previsti per i prossimi mesi: Guy Gardner e Sinestro con il costume giallo.

Insomma: nostalgia di qualità ma stavolta ad un prezzo accessibile. Talmente di qualità ed accessibile che ci si può far prendere  anche dal temuto “completismo” e, perchè no, ricomperare anche i personaggi che già vennero editi negli anni ’70 come ad esempio i vari Batman, Superman, Acquaman, oltre che ad entusiasmarsi per i grandi assenti finalmente presenti come Green Lantern e Flash.

Speriamo che l’iniziativa in futuro continui e si estenda alla Marvel. Ma ora ci vorrebbe solo una limited release di “Billy” alla mela e una collector’s edition di “Ergo Spalma” e poi io sto a posto anche così.


Il Babbeo del Giorno #9 – Rocket Racer

marzo 7, 2010

Come già spiegato per Hypno Hustler, l’ instant-character nei 70’s era un must. Una cosa andava di moda? Ci si faceva un personaggio o, se non c’era abbastanza materiale, quantomeno un babbeo di supercriminale lo si triava fuori!

Verso la fine degli anni 70 in USA lo skateboarding era all’apice della popolarità, i ragazzi dello Zephyr Team erano delle rockstar, Dogtown era una nuova terra di promesse per gli adolescenti dell’epoca e la tavola a rotelle faceva comparsate un po’ ovunque: Telefilm, film, programmi TV, pubblicità…

Poteva quindi mancare un personaggio dei fumetti sullo skate? Noooo! Ed infatti arrivò Rocket Racer!

Come Hypno Hustler sfruttava un tormentone dell’epoca e come Hypno Hustler (o Cage o Big Ben…) era di colore… Perchè nei 70’s la questione razziale era un argomento di attualità scottante e la cultura nera era alla riscossa ovunque, tutto era groovy. Peccato che a parte Shaft e Huggy Bear e forse un po’ Albertone, nessuno di questi personaggi sia durato granchè.

Nome: Rocket Racer

Vero nome: Robert Farrell

Genesi del personaggio: Nasce su Amazing Spider-Man 172 del 1977 (in Italia su Uomo Ragno Corno 243 del 1979), dove dà del filo da torcere al nostro arrampicamuri per la bellezza di quattro pagine prima di essere messo fuori gioco!

Robert Farrell era il più grande dei 7 figli di mama Farrell (alla faccia del combattere gli stereotipi razziali)… Pà Farrell era morto e tiravano a campare tra mille difficoltà in da ghetto. Robert era un promettente genio scientifico ed era l’unico della famiglia ad aver potuto frequentare il college… Quando però mama Farrell si ammalò Robert capì che la famiglia e le cure della madre erano tutte sulle sue spalle e non poteva più perdere tempo con gli studi. Interrotta così una promettente carriera accademica il nostro si dedicò al crimine, utilizzando le sue conoscenze scientifiche per costruirsi un super-costume accessoriato (da babbeo). Manca solo un po’ di pollo fritto piccante e siamo a posto.

Aspetto: Con una classica livrea giallorossa da Mago Galbusera il nostro amico sfreccia su di uno skateboard a propulsione indossando degli ochialoni da sci. Babbeo 100%.

Poteri: Uno skateboard a razzo da lui costruito che può anche scalare pareti verticali e utilizza dei guanti potenziati che danno super mazzate e sparano raggi.

La fine: E’ riapparso qua e là durante gli anni, nel 2000 un tizio senza nome si spacciò per tale “Troy”, divenne amico di Robert Farrell e quando scoprì dove teneva i suoi aggeggi lo immobilizò e li rubò. Povero Robert, una sega di super criminale gabbato anche quando era in pensione. Questo Rocket racer però venne arrestato e in prigione si unì alla gang di Lapide contro la gang di Kangaroo assieme a Big Ben e al nostro amico Hypno Hustler. Comunque sia un personaggio nell’oblio da sempre.


Come Eravamo – 2

settembre 11, 2009

Ho deciso di far diventare “aperiodicamente regolare” l’angolo del “Come Eravamo” iniziato pochi post fa, uno spazietto per guardare assieme all’ “album dei ricordi” sicuramente comune a molti noi ma probabilmente inedito a tanti altri.

spideragfaUno sguardo tra il curioso e il nostalgico a quegli anni in cui nacque il fandom dei supereroi in Italia, quando avevamo le braghette con le bretelle e mangiavamo Ergo Spalma, quando bevevamo litrate di Billy, giocavamo con i supereroi Harbert in cortile, guardavamo Supergulp alla tivvù e di continuity o maxi-saghe non ci fregava proprio nulla.
Gli anni dell’ Editoriale Corno, quindi, dal 1970 alla metà degli anni ’80, gli anni in cui fui bambino anche io e conobbi gli Eroi.

Con scansioni di pubblicità “buffe”, redazionali ruspanti ma soprattutto con le letterine dei lettori alla posta dei Supereroi, vero polso del fumettaro di quegli anni, emerge il ricordo di un Paese che sembra lontanissimo e che mi manca: un Italia che si stupiva per poco e che partecipava molto, in cui i giornalini colorati erano un avvenimento e tappezzavano le edicole e in cui a 7 anni suonati credevi fermamente che a New York ci fossero dei tizi in costume che si saraccavano di manate in faccia e ti chiedevi seriamente : “E’ più forte Hulk o La Cosa?”

Un Italia di bambini educati e adolescenti ancora ingenui, un paradiso fatto di Ciocorì, un epoca che sembra lontana come le piramidi ma che è in realtà solo di qualche decina di anni fa.

Scusate la nostalgia ma per me è inevitabile… Iniziamo allora!

Ecco una piccola gemma di letterina tratta da “La tela del Ragno” , su L’Uomo Ragno 223 del 1978

Ah bhè! E una fettina di culo ce la mettiamo Giuseppe? Che dici?

Ok Giuseppe, ti lasciamo un pacchetto in portineria.

Alla prossima!


Consigli per gli acquisti: L’ Impero Segreto

luglio 10, 2009

Dietro la consueta pessima veste grafica tipica della Marvel Italia (tenere le copertine originali no eh), è arrivato sugli scaffali delle nostre fumetterie “Capitan America:L’impero Segreto” storia che all’epoca segnò una svolta per Capitan America che con essa si incanalava in quel bel periodo di “presa di coscienza” del comicdom americano.

Quegli anni ’70 che squarciarono il sogno degli anni ”60, questionavano le autorità, ruggivano nelle strade con rivolte e alla radio con l’hard rock… E nel loro piccolo sbraitavano anche nei fumetti, genere fino ad a quel momento solo per ragazzi e con poche pretese di attualità.

Così come il Lanterna Verde & Freccia Verde di O Neill e Adams dallo sbirro interstellare che era ci restituiva un Hal Jordan uomo della Terra che viveva le contraddizioni e i tribolamenti della sua epoca attraverso un pellegrinaggio quasi hippie attraverso l’America degli ultimi e dei reietti, così come la saga delle droghe o le rivolte degli studenti neri al campus o la morte di Gwen Stacy nell’  l’Uomo ragno di Conway e Romita sancivano la fine di un epoca per Peter Parker o ancora come la criminalità cruda e realistica riempiva di lividi un Batman mai così cupo e stradaiolo, così arrivò il momento di dare una scossa anche a Cap, uno dei più vecchi boyscout dei fumetti (a Superman l’avrebbe data una decina di anni dopo Byrne con il suo immneso Man of Steel). Quel Capitan America che suonava così retorico e fuori luogo in un periodo in cui il paese si stava facendo un grosso esame di coscienza nelle strade, in politica interna, in Vietnam, ruppe l’innocenza e divenne Nomad.

Ci pensarono Englehart, Friedrich e Buscema nel 1974 con la saga The Secret Empire, ripubblicata (dopo un referendum) per l’appunto dalla Marvel Italia in una fiammante versione ricolorata e corretta. La saga punta in alto: mette in discussione il potere mediatico negli Stati Uniti, cita il Watergate, confuta lo Stato facendolo apparire manovrato da potenze golpiste\massoniche che si muovono nell’ombra… Il primo accusatore dell’America è il suo primo paladino, costretto a difendersi aiutato da Falcon da una caccia all’uomo ingiusta al termine della quale decide di smettere i panni del vendicatore a stelle e strisce perchè disgustato dal paese che stava servendo diventando Nomad (identità in seguito ripresa dalla vecchia spalla Bucky) e coadiuvato sempre da Falcon si creò un team-up multirazziale ed eversivo.

Dopo qualche numero Rogers tornò Capitan America perchè lui rappresenta il Sogno non lo Stato, perchè come gli MC5 insegnavano si può celebrare l’America senza appoggiarne il governo. Siamo sempre nell’ambito di una saga per ragazzi sia chiaro , ma in sottofondo il tema proposto è pesantuccio per il 1974 e per un personaggio così istituzionale. Il buon Cap tirerà di poi nuovo fuori le palle osteggiando il governo sul censimento delle identità segrete dei supereroi all’inizio di Civil War, ma oggi è più facile scrivere storie così.

Graficamente Sal Buscema fa il suo lavoro come sempre, non svetta per qualità grafica e drammaticità come un Neal Adams questo è certo ma in questo caso è più importante la storia. Anzi, proprio l’idea stessa di fare una storia così e diffonderla presso i ragazzi.

Quello dei ’70 è stato il decennio più lungo e intenso del secolo scorso e anche i fumetti, nel loro piccolo, cambiarono per sempre. Comperatene un pezzetto con questo volume e già che ci siete, se non l’avete fatto, comperatevi anche le succitate altre saghe degli anni ’70.

It’s time to testify brothers and sisters!

Excelsior.