Esami di recupero #5 – Molecole instabili

novembre 6, 2014

molecoleSe ieri per “Saga” sono stato molto criptico (ma penso che quella frase in caps basti e avanzi), vedrò di essere più spiegato per il fumetto più bello letto in questi mesi di assenza, ossia il meraviglioso “Molecole instabili”.

L’opera scritta da James Sturm, che finalmente vede la luce in Italia in un imperdibile volume (prima era stata solo infilata in un improponibile tomo gigante totalmente fuori contesto), immagina che quando quei due grand’uomini di Stan Lee e Jack Kirby crearono i fantastici 4 l’ispirazione gli fosse arrivata da persone realmente esistenti, raccontando così la vita ovviamente fittizia di questi quattro personaggi dispersi nella provincia americana degli anni cinquanta, tra guerra fredda, sconforto, perbenismo e gli inizi delle prime controculture.

Tutto tranne che un fumetto di supereroi, piuttosto un’opera sui legami che si creano e si rompono tra le persone, un capolavoro inquieto e lancinante. In queste pagine i poteri lasciano il posto a fragili sentimenti, al dolore e allo sconforto, ma anche alla presa di coscienza di un uomo tradito ma consapevole che sono proprio le piccole gioie e le sofferenze causate dai sentimenti a muovere il mondo.

“Molecole instabili” se non fosse per i bellissimi disegni di Guy Davis potrebbe essere uno dei capolavori di Richard Yeats o un racconto di Carver, un quadro della provincia americana degli anni 50 e dei suoi abitanti che porta a drammatiche considerazioni sull’esistenza, sull’ipocrisia e sul significato dei rapporti, anche quando questi portano sul bordo del dirupo della depressione. In questo fumetto l’autore non ha alcuna pietà per i suoi protagonisti, che di fantastico hanno ben poco. Persone normali con le loro meraviglie e le loro bassezze..

Se per una volta vi andasse di leggere qualcosa di supereroistico che di supereroistico non ha nulla, ma che potrebbe facilmente lasciarvi senza fiato per la sua crudele bellezza, non fatevi scappare questo volume che vale ogni centesimo che costa.


Del ritorno di Miracle Man, l’ennesimo capolavoro anni 80 dello Scrittore Originale

aprile 4, 2014

Miracleman_Vol_1_1Leggo in giro di “bieca operazione commerciale” e rispondo “ma chi cazzo se ne fotte?”. Io della ristampa di Miracle Man sono contento come un frugoletto a natale. E non solo della ristampa delle storie degli anni ’80, ma anche di quelle degli anni ’50 di Anglo.

Fin troppo spesso dimentichiamo che leggiamo fumettini d’intrattenimento, e questo sono quelle storie. E quell’intrattenimento era sincero, innocente e avventuroso, senza ulteriori scopi.

Quindi se vi perdete la ristampa di queste storie iniziata in questi giorni siete dei pazzi, e idem se vi lamentate che torni in edicola e fumetteria (a un prezzo più che equo) una simile meraviglia altrimenti totalmente introvabile.

A farla da padrone però sono le storie degli anni ottanta, quelle scritte dallo Scrittore Originale, di cui ho letto i primi due episodi stamattina e di cui non ho la più pallida idea di come andranno avanti, ma già queste poche pagine mi hanno catturato completamente. Del resto quando lo Scrittore Originale scriveva così era praticamente impossibile non restare a bocca aperta. Per quanto recenti dichiarazioni di questo Scrittore Originale siano alquanto disdicevoli nei confronti dei nostri amati supereroi, quando costui si cimentava con gli uomini in costume riusciva a creare un mondo magico ed entusiasmante, senza bisogno di tante pippe da stregone. Leggere questo primo albo di “Miracle man” è come riguardare i primi gol di Ronaldo quando giocava nel Psv. Magari acerbo, ma già un fenomeno (spiegone: paragone molto ricercato).

Signori, son soldi ben spesi. Spendeteli. Che di storie così se ne trovano poche in giro.

(Sta cosa dello Scrittore Originale di cui si favorisce immagine mi ha fatto veramente riderone).

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