Il babbeo del giorno #22: Batroc il saltatore!

marzo 11, 2012

Un babbeo intriso di strisciante razzismo questa settimana! Batroc il Saltatore!

Difatti questo mercenario francese con un nome che ammicca ai batraci, sia per le sue doti di saltatore ma anche per il velato disprezzo verso i  mangiarane, incarna infatti alcuni dgli stereotipi sui francesi.

Vero nome: Georges Batroc

Genesi del personaggio: Tales of Supspense Vol. 1 #75 del 1973 (in Italia su Capitan America #5 Ed. Corno)

L’irritante Batroc è un agilissimo atleta ed acrobata, esperto combattente di arti marziali e di Savate e ha una faccia da schiaffi epica.

Un giorno mentre è in missione per conto dell’ A.I.M si scontra con Capitan America e venendone battuto e per incarnare l’atavica rivalità USA-Francia, decide che battere Cap è la sua missione di vita e da li appare ricorsivamente per molto tempo, sfidando Cap con la sua malassortita “Brigata di Batroc”… Prendendo pizze in da la fazza tutte le volte, Ça va sans dire!

Aspetto: parla come Pepè la Puzzola, è irritante come Clouseau e ha dei baffetti all’insù da hipster. Gli manca una baguette sottobraccio e un baschetto storto e stiamo a posto.

Poteri: nessun potere speciale, solo grandi doti atletiche, di combattimento e di fastidio alla vista.

La fine: Batroc è ancora in attività, comparendo anche in Civil War in tempi recenti


Il Babbeo del Giorno #18 – The Bouncer.

aprile 20, 2011

"Palla pallina, dove sei stata?"

Non c’è fine amici, non c’è fine agli avversari ridicoli di Batman. Oggi abbiamo un tipetto misterioso: The Bouncer!

Vero nome: sconosciuto

Genesi del personaggio: su Detective Comics #347 del 1966. Un metallurgo dall’identità ignota riesce a creare in laboratorio l’ Elastalloy, una mescola poderosa ottenuta dotando un metallo di proprietà elastiche.

Quindi, ovviamente, decide di darsi al crimine. Si fabbrica con l’ Elastalloy una tutina marrone integrale che lo fa sembrare un Twix e diventa una palla rimbalzina umana come potete vedere nell’immagine. Al grido di “Posso rimbalzare più in alto di qualsiasi essere umano senza farmi nulla!” (giuro) comincia a fare rapine e malefatte rimabalzando qua e la. La cosa strana è che il trucco gli riesce! Batman non riesce a prenderlo e per fermarlo si mette degli elettrodi nel costume di modo che a contatto con l’Elastalloy , pur sempre un metallo, possa tramortirlo. Ci riesce ma non sapendo come sconfiggerlo del tutto, Batman scappa. Ebbene si: il babbeo misterioso e col costume di mou costringe Batman a una ritirata strategica! Probabilmente non convinto di farcela una seconda volta, Bouncer scompare nelle nebbie del costumismo per decadi.

Aspetto: un omino marrone senza niente.

Poteri: il suo costume color cacca lo fa rimbalzare forteforteforte e altoaltoalto senza che lui si faccia male.

La fine: riappare negli anni ’80, stavolta col costume in rosso, e viene sconfitto da Batman venendo deviato da un calcio del pipistrellone che lo spedisce a rimbalzare incontrollatamente in una stanza angusta finchè non perde i sensi. Cosa ne sia stato di lui rimane un mistero ma il modo in cui viene messo KO è da vero babbo DOC.


Il babbeo del giorno #18 – The Cluemaster

aprile 4, 2011

"Nonostante la posa da bullo sono un cretino"

Un altra figura tragicomica dagli swingin’ sixties di Batman: The Cluemaster!

Nome: Arthur Brown. No, non Arthur Brown il musicista rock inglese che ha inventato il facepainting black metal, un altro Arthur Brown che a differenza di quest’ultimo non ha inventato un bel niente. Anzi…

Genesi del personaggio: Nasce su Detective Comics #36 del Maggio 1966. Arthur Brown è un presentatore televisivo fallito, ignorato dal pubblico e sconfitto dai dati d’ascolto. Sceglie allora di darsi al crimine, investendo tutti i suoi sforzi nello smascherare Batman di modo da avere un qualche vantaggio strategico… Che furbo questo Arthur Brown!

Decide allora di fare il supercriminale e di diventare una copia cretina dell’Enigmista, scegliendo di lasciare anche lui degli indizi dei crimini che commette ma non sottoforma di indovinelli bensì lasciando direttamente gli indizi-veri-e-propri. Capite di che personaggione stiamo parlando?! Copia in peggio il modus operandi (già opinabile a dire il vero) di un altro criminale, fornendo gli indizi utili per farsi beccare.

Aspetto: ha una sciarpa che copre metà faccia e una tuta arancione piena di tasche. Tasche in cui probabilmente tiene tutte le prove che lo auto-incolpano… Mah!

Poteri: nessuno, ovviamente.

La fine: reputato morto dopo una missione con la Suicide Squad è riapparso vivo e vegeto per guidare una campagna moratoria contro Batman colpevole di essere la causa della morte di due ragazzini, visto che sua figlia (una vigilante nota col nome di Spiler) prese il posto di Robin per un periodo di tempo nel quale rimase uccisa. Una storia tristissima.


Il Babbeo del Giorno #17 – Calendar Man

marzo 13, 2011

La miniera di avversari babbei Batmaniani non sembra esaurirsi mai, questo di oggi è un babbeo di lungo corso che si è riaffacciato varie volte nella vita di Batman fino ad un attuale status di non-babbeo, riabilitato prima dal duo Loeb e Sale nel loro “long Halloween” e poi mantenuto rispettabile dagli autori seguenti. Ma a noi interessa la prima fase della sua carriera criminale, che lo vede protagonista dell’idiozia, ambasciatore del ridicolo, fantasista della cazzata.

Ecco a voi Calendar Man, il criminale ossessionato con le date del calendario, un babbeo del giorno, letteralmente!

Nome: Julian Day (e anche qui gran giochi di parole, come si era usi fare una volta in casa DC)

Genesi del personaggio: Nasce ideato da Bill Finger su Detective Comics #259 del 1958. Dal nulla Julian Day appare sulla scena organizzando crimini basati sulle date in cui vengno compiuti, date, stagioni, festività, compleanni e anniversari sono il suo leit motiv al quale si adegua oltre che criminalmente anche esteticamente, vestendosi di volta in volta a tema con la data a cui si ispira la sua impresa. Con esiti agghiaccianti. A più riprese smascherato e incarcerato è riapparso nella vita di Batman per tutta la sua carriera fino ad oggi.

Aspetto: Qui la faccenda è complicata. Allora: Calendar man ha un costume ufficiale ed è questo

Ecco già qui potremmo fermarci e decretarne l’idiozia completa, prego notare quel pezzuolo in vita tutto a fantasia di date e glissiamo sul mantello di foglietti. ma c’è di più. Molto di più. Si perchè come accennavo prima Calendar Man nei suoi giorni migliori amava adattarsi a tema con le date regalandoci emozioni forti.

 

Primavera

State capendo l’entità della cosa? Lo spessore del personaggio? Ecco, proseguiamo…

 

Estate.

… Con la bella stagione sembrava cavarsela decisamente meglio, ma i bei momenti non durano a lungo. Difatti, con il cambio di stagione, Calendar Man ridà palesi cenni di cedimento…

Autunno.

… Segni di cedimento che porteranno al definitivo collasso estetico nella stagione fredda.

 

Inverno.

Ecco quindi, amici latveriani,  realizzarsi una sorta di Almanacco del Giorno Dopo della demenza, un assortimento di fesseria inusitato nei giornalini a fumetti.

Poteri: ovviamente nessuno se non la forza dell’imbecillità e del costumismo.

La fine: periodicamente ripulito e raffinato, consacrato criminale rispettabile con il “Lungo Halloween”,  è a oggi una sorta di Hannibal Lecter rinchiuso nell’Arkam Asylum.


Il Babbeo del giorno #16 – The Signalman

marzo 4, 2011

Direttamente dai primi vagiti della Silver Age arriva un fesso niente male come solo le vecchie scuderie di Batman possono custodirne: ecco Signalman!

Nome: Philip Cobb

Genesi del personaggio: Su Batman Vol.1 #112 del 1957. Philip “Phil” Cobb era un criminale che pensava in grande, quindi arrivò a Gotham deciso a mettere su un impero del crimine. Prova a reclutare dei ceffi per fare una banda e tutti gli ridono in faccia perchè nessuno l’ha mai visto ne sentito. Cobb rosica gravemente e dice “Adesso ve la faccio vedere io!”, quindi si chiude in casa ed escogita un idea. Un idea di merda. Notando che la vita delle persone è sancita da simboli decide di diventare Signalman, il supercriminale che utilizza i simboli come leit motiv delle sue imprese criminali! Con il suo costumino da daltonico istoriato di simboli a casaccio compie vari crimini utilizzando di volta in volta segni zodiacali giganti, segnali stradali esplosivi e quant’altro. Venendo regolarmente mazzolato e sbattuto in galera da Batman, ovviamente.

È interessante notare come questo personaggio incarni la nascente ossessione, che accompagnerà Batman nella SIlver Age fino al ripulisti di Neal Adams nei primi anni ’70, per gli oggetti sovradimensionati e giganti che affolleranno progressivamente le imprese dei supercriminali di Gotham  così come gli edifici di Gotham stessa.

Aspetto: Mantello, stivali e  maschera gialli, una tuta rossa, delle mutandone a righe gialle e nere. Tutto decorato con simboli assortiti verdi. Una roba sobria.

Poteri: Nessuno. Come i migliori “Babbei del Giorno” è un criminale che sfrutta esclusivamente la sua imbecillità.

La Fine: Incredibilmente, da quanto possiamo sapere, è ancora vivo e in attività.


Il Babbeo del Giorno #15 – The Penny Plunderer

febbraio 15, 2011

Continuiamo il nostro grande viaggio ai limiti dell’idiozia nella storia dei villains del Cavaliere Oscuro! Oggi tocca a un personaggio tanto effimero nella sua durata quanto storico, suo malgrado.

Avete presente la gigantesca moneta da un Penny che campeggia da decenni nella Bat-caverna assieme alla carta del Joker e al T-Rex? Ebbene, è opera sua!

Nome: Joe Coyne (attenzione attenzione, si pronuncia come “coin” ovvero “moneta” in inglese)

Genesi del personaggio: World’s Finest Comics 30 del 1947. Joe era un venditore di giornali onesto e laborioso, un penny a copia. Un giorno viene licenziato perchè sorpreso a rubare i penny degli incassi e allora decide di svoltare la giornata rubando l’incasso di un negozio. Ironia della sorte, ha ha, si ritrova un registratore di cassda pieno di indovinate cosa? Esatto, monete da un penny! Allora, portandosi jella da solo, decide che il simbolo della sua rovina sarà il vessilo della sua carriera criminale diventando Penny Plunderer e specializzandosi in furti di monete. Si, monete. Roba che per tirar su 100 dollari gli serve un tir, ma Joe é contento così.

Aspetto: non ha un costume, solo un completo gessato con cravattino e due baffetti da sparviero.

Poteri: Nessuno, ha solo un incredibile “genio” criminale nell’architettare furti di monete e di tendere trappole a tema monetario. La famigereta moneta gigante della Bat Caverna è difatti il residuato di un agguato a Batman e Robin, i quali dovevano finirci schiacciati sotto e invece…

La fine: viene banalemente arrestato grazie a Batman e fritto sulla sedia elettrica. Erano altri tempi signora mia, non si andava per il sottile a Gotham.

Il ritorno: nel 2007 viene ripescato per un numero della miniserie Scarecrow\Two Face: Year One, ma solo per morire poche vignette dopo in una sparatoria con Due Facce. Alla grande no?


Il Babbeo del Giorno #13 – The Eraser

novembre 21, 2010

Ci sono babbei e babbei. Alcuni sono semplicemente dei cretini, a volte ci sono babbei però che ti spiazzano e ti lasciano seriamente interdetto per tutta la vita. Questi sono i babbei che fanno la storia signori e oggi ne presentiamo uno dei più illustri: The Eraser!

Nome: Lenny Fiasco (nomen omen)

Genesi del personaggio: Su Batman 188, 1966. Questo numero, creato da Bob Kane in persona, è considerato spesso il punto più basso di sempre raggiunto da Batman, il che in 70 anni di storie è un vero primato. Questo numero sta a Batman come il “Salto dello squalo” sta a Fonzie.

Lenny Fiasco era un ragazzo tiranneggiato dai bulli a scuola per la sua goffaggine, amavano ritrarlo con una grossa gomma in mano intento a correggere i suoi continui sbagli. Egli era innamorato di Celia Smith, sua compagna di classe e suo unico sollievo in quella vita infernale. Lei però di lui non ne voleva sapere e si mise con il figo della classe: Bruce Wayne! Lenny decise allora di dedicarsi a una vita di crimine, ovviamente.

Per farlo, come ogni buon criminale dovrebbe fare, pubblica un annuncio sul “Gazzettino dei Criminali” di Gotham in cui, a prezzi stracciati, si offre di eliminare le tracce da ogni scena del crimine grazie al suo costume -e che costume signori- speciale.

Aspetto: Una matita umana. Eh si.

Poteri: Ha un elmetto a forma di gomma che può rimuovere grazie alla sua mescola speciale ogni traccia e delle scarpe a punta di matita temperata che fungono da stiletto ed erogano gas narcotizzante. Ve lo giuro! Guardate la foto! È davvero così!

La fine: Un giorno Batman tende una trappola spacciandosi per un criminale che necessita dei servizi di Lenny. Una volta lì il compagno di classe riconosce Bruce dall’ odore del suo dopobarba (ve lo giuro). Eraser, smascherato Bruce allora spiega il motivo che lo ha condotto a questa vita imputandogliene la colpa ma Bruce stronzo come pochi gli dice di non ricordare neanche chi fosse questa Celia.

Allora Lenny rosica di brutto e lo narcotizza con del gas che esce dalle sue scarpe a punta-di-matita (vi giuro anche questo) e quando Bruce si sveglia, si ritrova nel quartier generale di Eraser, un covo grottescamente agghindato come il ballo sul ghiaccio del loro liceo. Robin interviene giusto in tempo per far cambiare Bruce in Batman così da mettere assieme KO Eraser e portarlo in galera, dove lo stronzissimo Bruce infierisce regalandogli una gomma gigantesca, proprio come quella delle caricature che affliggevano Lenny al liceo.

Il ritorno: In quanto uno dei più assurdi criminali di Batman, The Eraser gode di un piccolo status di cult che gli ha permesso di sbucare qua e là come cameo  di recente, sia in Batman RIP che in “Che cosa è successo al Cavaliere Oscuro?”. Appare anche di sfuggita in una puntata della serie TV “Batman: The Brave & The Bold”.


Il Babbeo del giorno #11 – Rainbow Raider

maggio 2, 2010

Qui a Latveria la droga è vista malissimo… Il solo possesso di qualche sigaretta spiritosa potrebbe costarti carissimo, tipo la galera e magari, se gli girano, anche delle percosse da parte delle guardie carcerarie! Che paese tremendo a volte la Latveria, siamo sicuri che cose del genere non accadono mica li da voi!

Ciò nonostante noi Latveriani ci facciamo i bong di nascosto nel seminterrato alla faccia dei matusa. E ogni volta allucinazioni immense e pazze risate. Però abbiamo dei limiti, non riusciremmo mai, neanche sotto vari calumet di Pineapple Express, a pensare a un villain così:

Nome: Rainbow Raider, “il cavalcatore di arcobaleni”… Whoa, che botta ragazzi!

Vero nome: Roy G. Bivolo

Genesi del personaggio: The Flash numero 286, 1980. Roy era un ragazzo talentuoso nelle arti visive, un pittore dotato e di gran gusto. Aveva un solo, piccolissimo problema: era completamente, irrimediabilmente daltonico. Quindi le sue opere, benchè eseguite benissimo, risultavano sgradite al pubblico che le trovava composte da colori discordanti e chiassosi. Evidentemente non avevano mai sentito parlare dei Fauves, ‘sti ignovànti! Fatto sta che il giovine rosica di brutto e si gonfia di odio giorno dopo giorno.

Nel frattempo suo padre, un famoso optometrista, lavora incessantemente per curare il figlio ma, affetto da un male incurabile, muore prima di risucirvi. Riesce però a costruire sulla base delle sue ricerche un paio di occhiali capaci di sparare raggi prismatici a varia intensità\densità (?!). Il giovane Roy allora inizia ad usarli per darsi al crimine e, alla faccia delle pie intenzioni di papà buonanima, comincia a rubare opere d’arte: se lui non può godere appieno della bellezza dell’arte nessun altro ne può allora essere degno!

Aspetto: Hum… Tipo Iridella con la muta da sub.

Poteri: Cioè dai suoi occhiali può tipo emettere dei raggi arcobaleno, cioè, un sacco colorati e solidi che può usare come arma o per viaggiargi sopra. Poi praticamente se te li spara addosso può alterare a seconda del colore che ti spara il tuo stato d’animo, cioè un po’ tipo Dark Side of the Moon, capito come? Fooorte.

La fine: la super cattiva Blacksmith nel 2002 lo uccide piantandogli uno dei suoi orribili quadri in petto. E direi che ci sta tutto.

Il ritorno: A sorpresa nel 2009 viene rianimato per far parte dello squadrone delle Lanterne Nere in Notte più profonda”.


Il Babbeo del Giorno #9 – Rocket Racer

marzo 7, 2010

Come già spiegato per Hypno Hustler, l’ instant-character nei 70’s era un must. Una cosa andava di moda? Ci si faceva un personaggio o, se non c’era abbastanza materiale, quantomeno un babbeo di supercriminale lo si triava fuori!

Verso la fine degli anni 70 in USA lo skateboarding era all’apice della popolarità, i ragazzi dello Zephyr Team erano delle rockstar, Dogtown era una nuova terra di promesse per gli adolescenti dell’epoca e la tavola a rotelle faceva comparsate un po’ ovunque: Telefilm, film, programmi TV, pubblicità…

Poteva quindi mancare un personaggio dei fumetti sullo skate? Noooo! Ed infatti arrivò Rocket Racer!

Come Hypno Hustler sfruttava un tormentone dell’epoca e come Hypno Hustler (o Cage o Big Ben…) era di colore… Perchè nei 70’s la questione razziale era un argomento di attualità scottante e la cultura nera era alla riscossa ovunque, tutto era groovy. Peccato che a parte Shaft e Huggy Bear e forse un po’ Albertone, nessuno di questi personaggi sia durato granchè.

Nome: Rocket Racer

Vero nome: Robert Farrell

Genesi del personaggio: Nasce su Amazing Spider-Man 172 del 1977 (in Italia su Uomo Ragno Corno 243 del 1979), dove dà del filo da torcere al nostro arrampicamuri per la bellezza di quattro pagine prima di essere messo fuori gioco!

Robert Farrell era il più grande dei 7 figli di mama Farrell (alla faccia del combattere gli stereotipi razziali)… Pà Farrell era morto e tiravano a campare tra mille difficoltà in da ghetto. Robert era un promettente genio scientifico ed era l’unico della famiglia ad aver potuto frequentare il college… Quando però mama Farrell si ammalò Robert capì che la famiglia e le cure della madre erano tutte sulle sue spalle e non poteva più perdere tempo con gli studi. Interrotta così una promettente carriera accademica il nostro si dedicò al crimine, utilizzando le sue conoscenze scientifiche per costruirsi un super-costume accessoriato (da babbeo). Manca solo un po’ di pollo fritto piccante e siamo a posto.

Aspetto: Con una classica livrea giallorossa da Mago Galbusera il nostro amico sfreccia su di uno skateboard a propulsione indossando degli ochialoni da sci. Babbeo 100%.

Poteri: Uno skateboard a razzo da lui costruito che può anche scalare pareti verticali e utilizza dei guanti potenziati che danno super mazzate e sparano raggi.

La fine: E’ riapparso qua e là durante gli anni, nel 2000 un tizio senza nome si spacciò per tale “Troy”, divenne amico di Robert Farrell e quando scoprì dove teneva i suoi aggeggi lo immobilizò e li rubò. Povero Robert, una sega di super criminale gabbato anche quando era in pensione. Questo Rocket racer però venne arrestato e in prigione si unì alla gang di Lapide contro la gang di Kangaroo assieme a Big Ben e al nostro amico Hypno Hustler. Comunque sia un personaggio nell’oblio da sempre.


Il Babbeo del Giorno #6 – Hypno Hustler

ottobre 19, 2009

hypno-hustler

Una delle caratteristiche di molti villains o personaggi ridicoli è di essere frutto di raffazzonati tentativi di stare “al passo coi tempi” da parte delle case editrici… Un po’ come gli instant movies su qualcosa che va di moda, che siano i graffiti o Costantino Vitaliano, o l’apparizione nel film di Natale dei Vanzina della starlette\comico\bellone\tormentone musicale dell’anno.

Insomma i 70’s furoreggiavano, i Funkadelic e i Parliament impazzavano, Bootsy Collins era un mito per ogni ragazzino nero… E la Marvel ovviamente non poteva mica stare a guardare e così creò uno dei più svergognati babbei della decade!

Nome: Hypno Hustler

Vero nome: Antoine (cognome non dichiarato forse per pudore)

Genesi e storia del personaggio: Nell’Uomo Ragno Ed. Corno numero 275 del 1980 (originariamente su Spectacular Spider-Man 24 del 1978),  Hypno Hustler e la sua backing band, le Mercy Killers, vengono chiamati a suonare in un prestigioso disco-club di New York: il Beyond Forever.

Con il suo armamentario di aggeggi tecnologici tra cui occhialoni ipnotici e alcune armi piuttosto ridicole come una chitarra-sciabola e delle lame negli stivali a-la Tarantula, grazie alla musica ipnotica delle Mercy Killers ipnotizza il pubblico del concerto per derubarlo. Peter Parker è presente alla serata e quando capisce l’andazzo si tappa le orecchie con la tela (sic) si tramuta nel tessiragantele, lo saracca di mazzate e lo appende sul palco pronto per la polizia. Ecco quanto, si tutto qua.

Aspetto: Un incrocio tra Lenny Kravitz, Bootsy Collins e Force Commander dei Micronauti.

Superpoteri: Nessuno. Solo svariate cianfrusaglie per ipnotizzare la gente.

La fine: Mai più ritornato sulla piazza… E vorrei ben vedere.