Il babbeo del giorno # 23: The Wicked Wall!

marzo 16, 2012

Sono stati giorni cupi questi ultimi ma in Latveria non amiamo lasciarci prendere dallo sconforto, siamo gente solare e poi stasera è Venerdì e si farà baldoria. Quindi ritorniamo ai toni che amiamo con un babbeo speciale, specialissimo!

Speciale perchè per la prima volta ce lo segnala un nostro lettore, il prode F. Platini da Cinisello Balsamo (che ringraziamo di cuore) e speciale perchè di rado si vedono personaggi di siffatta idiozia! Ecco a voi: The Wicked Wall!

"'A Uomo Rà, me rimbarzi"

Vero nome: Joshua qualcosa, non viene dato cognome.

Genesi del personaggio: Su Spidey Super Stories#8 del 1975

Il nostro Joshua lavorava nel dopo scuola come assistente e aiuto-cantiere nel laboratorio del suo professore di chimica. Muratura ed esperimenti, tutto assieme! Mentre stanno impastando del cemento e perdono di vista le provette pericolosissime che han lasciato sulla fiamma, scoppia tutto e Joshua viene inondato da una non precisata sostanza pazza che lo unisce ai mattoni, al cemento, lo impasta tutto nelle molecole, insomma un casino. Joshua si ritrova ad essere così un uomo-muro, per di più privo delle braccia!

Allora il nostro muretto decide che per sfogarsi se ne va alla partita degli odiati New York Mets a guastare la festa. Entra come se niente fosse allo stadio (del resto chi volete che noti un due metri di muro con le gambe che entra ai tornelli dello stadio) e quatto-quatto (sempre in virtù della sua forma per niente vistosa e anche della sua probabile agilità felina) se ne entra in campo e fa perdre un po’ di palle buone alla squadra di casa.

"When you'll see it You'll shit bricks"

Il nostro Uomo Ragno, che si è preso un giorno libero, va allo stadio a godersi i suoi amati Mets pur vestendo costume e lanciaragnatele  e anche lui entra come se niente fosse allo stadio, si prende un hot-dog e sfoggia anche un bel berrettino della squadra.

Quando vede il muro umano dare noia durante la partita interviene, fanno un po’ a pizze ma poi intenerito dal suo avversrio che è troppo un poverino, lo accompagna fuori dallo stadio e gli fa una ramanzina su come ci si deve comportare da bravi muretti.

Ve lo giuro, è tutto vero.

Aspetto: è un muro, con le gambe ma senza braccia. Sembra il fratello offeso di quell’ exogino fatto di pietra.

Poteri: Bhò, si butta addosso alla gente ed è pesante, immagino.

La fine: Pare che il discorso di Spidey alla fine fosse molto convincente, perchè il nostro Joshua-muro non si è più visto in giro a dare noia negli anni.

Non è finita qui però….

BONUS!!!

Negli anni ’70 visto che Spidey Super Stories era rivolto ai bamini più piccoli, alcune delle storie della serie a fumetti vennero trasposte nello show televisivo per ragazzi “The Electric Company“, condotto da un giovane Samuel L. Jackson!

The Wicked Wall per la sua evidente bellezza fu una delle storie adattate per il piccolo schermo ed eccovela direttamente dal 1975 grazie all’Internet!

Meraviglia.

Amici Latveriani, se avete bellezze del genere da consigliarci fate come il nostro amico di Cinisello Balasmo e inviatecele!

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Il Babbeo del giorno #21: L’Uomo d’Amianto!

gennaio 29, 2012

dopo mesi di silenzio tornano gli articoli dei Latveriani e con essi anche i personaggi più cretini delle strisce a fumetti di ogni tempo: I Babbei del Giorno!

Ritorniamo con un poverello niente male: L’uomo d’Amianto! 

Vero Nome: Orson Kasloff

Genesi del personaggio: Su Strange Tales #111 del 1963 (in Italia su I Fantastici Quattro #11 del 1971)

Orson Kasloff è un nobile debosciato con una propensione per il crimine.

Si reputa un grande chimico e inventore e ambisce con i suoi prodotti a diventare un genio del crimine… Solo che non è un criminale. Quindi pensa col suo cervello geniale di fare una cosa eclatante, che gli faccia guadagnare la fiducia dei criminali in modo di sponsorizzarli poi con i suoi prodotti e trarre profitto dai crimini che tali invenzioni li aiuteranno a compiere.

Ora, a parte che razza di piano cretino è? Cosa fai metti le inserzioni sui giornali?!

Ebbene si. È talmente cretino da fare questo e ben altro.

Per guadagnarsi la fiducia degli “investitori” sfida pubblicamente la Torcia Umana a mezzo stampa, un duello nel suo castello.

Aspetto: Un cretino con una tuta d’amianto, uno scudo e una rete da pesca. Tra i più scialbi esempi di costumismo Marvel.

La fine: 

Quando Johnny Storm legge della tenzone che Kasloff gli lancia, arriva al castello  e il conte sfodera la sua arma geniale… Una tuta d’amianto con uno scudo d’amianto e una rete d’amianto. Giuro! Come un pompiere, con tanto di mascherina.

Allora la Torcia Umana se lo guarda e dice “‘A scemo! Si ok non ti posso bruciare ma posso bruciare tutto l’ossigeno in questa stanza e farti soffocare”. Così fa e Kasloff è costretto alla resa, alla faccia delle sue fortissime cognizioni di chimica non aveva calcolato questa cosa che il fuoco brucia ossigeno. ‘Na robetta di niente.

Subita questa umiliazione e persa la fiducia degli investitori crimnali, probabilmente Kasloff si è dedicato a cose più adatte al suo rango tipo il Badminton o il polo sparendo nelle nebbie della Silver Age per sempre.


Il Babbeo del Giorno #14 – Kite Man

gennaio 9, 2011

Dopo The Eraser continua il nostro viaggio negli avversari più improbabili della vecchia scuderia dell’ Uomo Pipistrello. Questa volta tocca a uno dei più imbecilli ma anche uno dei più sfortunati: Kite Man!

kite man

Deltaplani, tutine rosa e stivali da fantino

Nome: Charles Brown, e come l’altro Charlie Brown dei fumetti gode della stessa cattiva sorte.

Genesi del personaggio: su Batman n.133 dell’Agosto 1960. Charles” Chuck” Brown sbuca dal nulla come un intraprendente criminale che utilizza degli aquiloni come arma per compiere rapine e furti. Temibile eh?

Aspetto: Ha un costume rosa con un elmetto giallo, che non aiutano di certo ad aumentare la sua già irriosria temibilità e gira spostandosi su di un deltaplano che lui si ostina a credere un acquilone.

Poteri: Nessuno, utilizza semplicemente acquiloni radiocomandati per compiere imprese criminali. A volte anche in sciami per sopraffare gli avversari che puntualmente però glieli tirano giù tutti e glieli tirano in da fazza. Capite? Aquiloni! Che babbeo.

La fine: dopo una fallimentare carriera di supercriminale della silver age, viene ritirato fuori nel 1975 cercando di dargli una salvata iniziando da un costume decisamente più consono. Viene comunque sconfitto e dimenticato. Troverà asilo nella nazione di Zandia dove i supercriminali trovano rifugio, unendosi al team olimpionico della nazione (?!?). Probabilmente in seguito a un fallimento anche come atleta tornerà a casa e in Crisi Infinita il Joker dice che Kite Man è stato gettato senza aquilone giù dalla Wayne Tower (ironia della sorte) da Deathstroke per aver rifiutato di unirsi alla Società Segreta dei Supercriminali. Veramente una storia triste, ma non è finita qua. Il povero Chuck Brown sopravvisse alla caduta e si rifece una vita come criminale ordinario nei bassifondi di Gotham City fin quando non venne arrestato. In carcere gli venne chiesto di unirsi alla Intergang da Bruno Mannheim, Kite Man rifiutò e Bruno lo uccise e mangiò come toccò anche ad altri supercriminali minori. Certo che se la prendono tutti tantissimo per i rifiuti del povero Kite Man eh.


Il Babbeo del Giorno #12 – Big Wheel

ottobre 19, 2010

Torna dopo tanto tempo la rubrica amata da grandi e piccini, il nostro viaggio entusiasmante nella storia del fumetto supereroistico attraverso i suoi personaggi più imbecilli: Il Babbeo del Giorno!

Torniamo con un villain che sembra un veicolo scrauso dei G.I.Joe, veramente un cretino epocale, un grande classico dei babbei di Spider-Man: Big Wheel!

Nome: Big Wheel… Il perchè è evidente direi.

Vero nome: Jackson Weele

Genesi del personaggio: Amazing Spider-Man 182, 1978, per mano di Marv Wolfman e Ross Andru (un babbeo con genitori pregiati).

Jackson Weele era un uomo d’affari che rubacchiava ai danni della sua compagnia, temendo di essere beccato assolda nientepopò di meno che Rocket Racer (chi va col babbeo…) per far sparire le prove che lo incriminano

Rocket Racer è un babbeo ma meno di Weele, così recupera le prove ma decide di ricattare il nostro uomo d’affari il quale disperato cerca di suicidarsi… Rocket Racer interviene però e lo salva! Lo salva solo per prenderlo in giro e umiliarlo chiamandolo “Big Weele” a sfottò.

Allora Weele si incazza di brutto, va dal Riparatore e gli chiede di costruirgli un macchinario per dare la caccia a Rocket Racer ed avere la sua vendetta. Il Riparatore che era evidentemente in vena di scherzi gli fa quella ruota del luna park che vedete li sopra, Jackson la compera tutto contento e come il “Girongo” di Giocattolo a Ore si lancia alla riscossa del suo onore in guisa di Big Wheel, peggiorando però la sua situazione di molto a nostro avviso.

Aspetto: Una ruota panoramica con le braccia di un robot di latta.

Poteri: rotola, spara, afferra la roba con le pinze. Entusiasmante eh?

La fine: Quando Big Wheel trova finalmente Rocket Racer egli sta combattendo con l’Uomo Ragno che – ovviamente – vedendo un siffatto idiota intromettersi, lo prende e lo lancia nel fiume Hudson dove giace anche la compianta Ragno-Buggy. Sembrava la degna fine babbea di Big Wheel ma..

Il ritorno: Nel 2005, senza che nessuno ne sentisse la mancanza, Big Wheel ritorna a sorpresa in Spider-Man Unlimited 3! Questa volta però in aiuto di Spider-Man contro Shocker. Weele spiega che dopo il suo incidente è stato ripescato e arrestato dalla Polizia e che ha servito numerosi anni di servizio presso la Avversari-Anonimi, una sorta di alcolisti-anonimi per supercriminiali (sic) e che adesso si rende utile alla giustizia come può. Incredibile amici!


Il babbeo del giorno #1 – Il Tipografo

giugno 28, 2009

Negli anni il mondo dei fumetti supereroistici americani ha regalato ai suoi lettori una selva di personaggi inutili, patetici, ma spesso romantici nel loro essere dei perdenti.

Quale modo migliore di iniziare questa rubrica se non con un personaggio che ogni volta che appare finisce o in galera o nel regno dei cieli?

tipografoNome: Il tipografo (typeface)

Vero nome: Gordon Thomas

Genesi del personaggio: Gordon Thomas non era un soldato gracilino a cui è stato iniettato qualche siero strano, e nemmeno un riccastro con problemi di cuore e un’armatura figosa. No, Gordon Thomas era un veterano lavoratore precario che sbarcava il lunario costruendo insegne per i negozi.

Un giorno, come ogni precario che si rispetti, Gordon si trovò col culo per terra, senza un lavoro e senza una lira in tasca, e come ogni precario che si rispetti s’incazzò come una belva e decise di diventare uno dei supertizi più insulsi della storia dei fumetti: il tipografo!

La sua prima apparizione lo vede intento a perorare la causa proletaria facendo saltare per aria il suo ex-capo, ma quel cagacazzi dell’uomo ragno, un po’ come un attuale parlamentare del partito democratico, decise che non era ancora tempo per la rivoluzione e lo convinse a dedicare la sua vita a combattere i cattivoni, senza però considerare che quel porco capitalista avrebbe fatto brillare la bomba del tipografo, si sarebbe intascato i soldini dell’assicurazione e avrebbe mandato il povero tipografo dietro le sbarre.

Capitalismo 1 – supereroi 0.

Aspetto: Una capigliatura orribile, delle braghe militari con bretelle e delle lettere stampate o appese dappertutto. Trasuda sfiga a ogni apparizione.

Superpoteri: Lettere taglienti o esplosive… Non riuscirebbe a intimorire nemmeno quattro liceali che si fanno le canne in un parcheggio.

Il ritorno: Il tipografo viene ritirato fuori da Paul Jenkins in “Frontline”, la serie parallela che dà un senso a quella boiata di “Civil war”. Al povero Gordon Thomas viene inspiegabilmente data la parola nell’incontro tra un gruppo di supereroi che si ribellano all’atto di registrazione e la giornalista Sally Floyd. Le sue parole sono come pietre, sono la voce di un’america che ha combattuto in guerra per un ideale di libertà che ora viene calpestato nella polvere.

Ovviamente viene catturato e sbattuto nella galera costruita da Iron man e Reed Richards nella zona negativa nel tempo di quattro pagine.

La fine: Ha giusto il tempo di evadere (sempre durante “Civil War: Frontline”) e di dire a Venom “Alto là furfante” che viene maciullato contro un pulmino.