Ho visto le prime due puntate di Iron fist su Netflix…

aprile 3, 2017

ifDOVE

CAZZO

SONO

LE

BOTTE

???


CONAN, prime (e)reazioni.

marzo 4, 2011

"Più Frazettiano!" "Uff! Posso alzare la spada?" "NO! Contrito, Frazettiano!" "Allora almeno datemi una odalisca avvinghiata alla gamba!" "Dopo! Se fai il bravo."

Ecco il primo poster ufficiale e il sito-teaser.

Il palese atto d’amore a Frazetta è meritevole di nota e ci fa ben sperare per il film laddove le foto di scena che sembravano tratte dal set di Xena ci avevano invece spaventato. Daje, dritti ad Agosto miei predoni Stigiani e valorosi Cimmeri!


Assedio: Se volevo leggere Dragonball tornavo pischello e leggevo Dragonball

gennaio 19, 2011

Penso che praticamente quasi tutti quelli che come me sono nati negli anni ottanta abbiano letto o guardato Dragonball.
Se ci ripenso adesso era veramente una cagata, ma allora mi facevo tenere le copie dal mio edicolante di fiducia e mentre tornavo a casa da scuola mi fermavo una volta al mese pronto a leggere con avidità le avventure di Goku e soci.
C’erano le botte, le gags, ogni tanto nella serie con Goku bambino si vedeva una tetta… era un fumetto che da preadolescenti si leggeva con gran gusto, e negarlo sarebbe ipocrita e scorretto.

Ieri ho finito di leggere Assedio, l’ennesimo evento Marvel, e forse il più cagoso degli ultimi anni (anche se la Secret invasion non è da meno). Questo perché Assedio sembra Dragonball, e non le suddette prime storie con il Maestro Muten che gli usciva il sangue dal naso quando vedeva le sbarbe e il protagonista forte ma ingenuo e infantile. Assedio sembra il Dragonball successivo, quello col seguente schema narrativo: arriva uno stronzone fortissimo, dà un sacco di legnate a destra e a manca, i buoni si coalizzano e studiano un modo per sconfiggerlo, qualcuno schiatta, qualcuno si incazza e fa fuori il cattivone bastardissimo”.

Per chi non seguisse la continuity Marvel vi aggiorno: c’era il Dark reign, Norman Osborn capo dello Shield, ribattezzato Hammer, i suoi Vendicatori composti da delinquenti, i supereroi in clandestinità. Alcune storie ganze, altre orribili come già detto in passato.Osborn vede vacillare il suo potere, allora consigliato da Loki (e la gente continua a dargli retta…) attacca Asgard, la dimora degli dei nordici.
Non il Lussemburgo, Asgard, ma il buon Norman lancia l’attacco sereno come un bimbetto perché ha dalla sua parte Sentry, supereroe potentissimo ma pazzo come un cavallo.
Ovviamente lo scontro degenera e Sentry degenera ancora di più.

La storia è tutta qua. Botte, esplosioni, Sentry che sbarella.
All’inizio Osborn e soci sembrano infermabili, ma poi arrivano i vari supereroi capitanati dal rinato Steve Rogers e tra una boiata e l’altra risolvono la situazione facendo fuori Sentry.

In tutto questo però possiamo assistere a vari momenti di wtf, ossia di “Ma che cazzo sto leggendo mannaggia a Bendis!”.

E su tutto il premio del wtf maggiore se lo beccano le varie morti.
Il primo a crepare sotto i colpi di Sentry è Ares, dio della guerra che per quanto anche la sua lavandaia gli dicesse di mollare i vendicatori di Osborn, lui continuava imperterrito a credere in quel pazzoide.
Davvero, gli amici, suo figlio Phobos, tutti gli chiedono cosa diavolo ci faccia con quella cricca di delinquenti, e lui per mesi ha fatto spallucce.
Ares arriva ad Asgard e inizia a dare mazzate agli amici suoi, ossia gli asgardiani. A un certo punto questi gli chiedono “Ares, senti un po’, che cazzo fai?” allora lui capisce che Osborn gli ha mentito, prova ad attaccarlo, ma arriva Sentry che gli dà due cazzotti e poi lo spacca a metà in una bella splah page splatterona.

A crepare poi è Loki.
Proprio lui.
Stavolta Loki, guardando Asgard distrutta da Sentry ormai fuori controllo e mutato in Void, la sua parte cattiva (un po’ come il Majin Boo di Dragonball), capisce che l’ha fatta fuori dal vaso e prova ad aiutare i vari eroi a uccidere Void dandogli i poteri con le pietre delle Norme.
Void se ne accorge e lo polverizza.
Già vedere Loki aiutare Thor e soci è un duro colpo per il personaggio, vederlo anche crepare in una vignetta sola è un’altra brutta cosa.

Poi ovviamente Sentry/Void viene sconfitto.
Ma non grazie ai poteri aggiuntivi dati da Loki, perché nemmeno una supermartellata di Thor l’ha scalfito.
Cosa mai potrebbe uccidere un mostro simile?
Ma certo!
Ci pensa Iron man, che prende il controllo dell’elivelivolo Hammer e lo spara contro il cattivone! E ovviamente questo funziona e gli fa una male porco, poi arriva Thor e con un’ultima martellata lo finisce per poi buttarne i resti nel sole.
Per quanto sia una conclusione orribile, almeno c’è stata e m’ha risparmiato di spendere altri soldi per comprare altri albi di questa immonda cagata.
Resta il fatto che negli ultimi anni Sentry è morto e riapparso uno sfacelo di volte, quindi mi sa che prima o poi qualche sceneggiatore senza idee lo ritirerà fuori dal cilindro.

Ma non solo questo accade in Assedio. Ad esempio Asgard, un’intera città, crolla e dopo 5 secondi non c’è manco un pizzico di polvere.
Il tutto si svolge in un crescendo epico quanto una partita di bassa classifica nel campionato di calcio del Qatar, e le uniche cose positive sono i disegni di Coipel semplicemente splendidi nonostante la cagosità della storia e il fatto che essendo solo 4 albi si legge in mezzora e non ci si spendono troppi soldini.
Peccato veder finire così il Dark reign, che con tutti i suoi difetti ha regalato comunque delle gran belle storie, anche se intervallate da incredibili cagate orripilanti. Ora avrà inizio la heroic age e sinceramente non so cosa aspettarmi, anche se a guardare l’ultima tavola di Assedio Wolverine all’idea sembra parecchio eccitato.

Ps: si, lo so, non più solo scannerizzazioni cagose, da oggi scannerizzazioni cagose e in bianco e nero. Ma viviamo a Latveria noi, quindi accontentatevi di quel che passa in convento.


THOR: THE MOVIE

luglio 30, 2010

Dai una volta tanto facciamo come i blog di nerd seri, che si mettono a fare fapfapfap appena c’è un rumor o una preview al Comicon.

Quest anno c’è stata la presentazione del primo girato di Lanterna Verde dopo l’indiscrezione del costume apparsa su Entertainment Weekly, una sorta di tuta interamente fatta di striscioline di speck verde con una maschera da Pulcinella, sul quale sorvoleremo fino a nuove indiscrezioni perchè non ci va di rovinarci la festa troppo presto, visto che dicono poi essere un work in progress.

Il piatto forte è stato invece il trailer ufficiale del film di Thor.

Eccovelo amici! Sbrigtaevi perchè li stanno levando via via tutti dall’internet i trailer che si trovano in giro.

A promettere bene promette bene, ci sono un sacco di ispiraziponi Kirbiane esteticamente e la scelta del Distruttore come avversario è di classe, diciamocelo, così come anche il look del Distruttore stesso (in virtù dell’estetica Kirbiana di cui sopra)… Appare anche Volstagg, roba forte no?

Asgard sembra un incrocio tra la Asgard di Kirby e la sua Nuova genesi dei New Gods, così come anche le scenografie e i costumi molto teatrali, quasi da Excalibur di John Boorman in alcuni momenti, a sottolineare l originale aspetto “shakespeariano” del pantheon creato dal Re.

Una volta tanto sono curioso di vedere la faccenda per intero e stimolato dalle trovate.

Ah si, lui è espressivo come un torsolo di pera e sembra un figurante di Xena. Ma non si può avere tutto dai.


Iron Man 2 ci ha piaciato!

maggio 7, 2010

“Tony Stark, makes you feel, he’s the cool exec with a heart of steel. As Iron Man all jets a-blaze, he’s fighting and smiting with repulsor rays … Amazing armor, it’s Iron Man … A blaze of power, It’s Iron Man!”

Quanta leggerezza in questa deliziosa sigletta di 40 anni fa, nevvero cari lettori?

"Boia! Quei sei Long Island la mattina ormai li accuso, c'ho il reflusso, cazzo."

Al secondo episodio del franchising “Iron Man” e al battesimo del fuoco per la Marvel Studios, direi che il bilancio è più che positivo! Anzi, mi sbilancerei dicendo che Iron Man è il personaggio Marvel reso meglio di tutte le versioni cinematografiche, guarda un po’.

Personaggio difficile da rendere Iron Man eh, personaggio spesso mal recepito, difficile da collocare come personaggio principale e che ha avuto grandi altalene editoriali. Più facile da far star sulle palle che da far amare, dà meno problemi messo in un gruppo che da solo.

Da piccolo anche io non sapevo come prenderlo questo bellimbusto in armatura che aveva l’arroganza di poter fare tutto come fosse un Victorinox dei supereroi.

Un primo della classe vestito da scaldabagno dicevo ma c’era qualcosa che non mi tornava mica. Aveva il suo perchè quel supereroe, così datato, così “banale” se lo mettevo accanto agli innovativi supereroi Marvel, ma quale?. Mi ci volle un po’ per capirlo, come con Cap del resto, come tutti i supereroi recepiti -erroneamente- come univoci.

Ma poi lo capii, credo.

E’ un povero diavolo questo Stark, un uomo potente e solo, senza calore familiare, abituato a dover essere il migliore e con il peso di una corporazione sulle spalle sin da giovane. Uno che colma i buchi delal sua vita comperandosi i superpoteri.

Un po’ come Batman, un uomo solo alla ricerca di un perchè, di una motivazione, un utilità nel mondo che non sia solo godersi i propri soldi e  fare il filantropo da gala. E in più è pure cardiopatico Stark, perchè l’handicap in casa Marvel lo gradiscono. Alla fine da figaccione indisponente mi apparve come un povero diavolo perseguitato dai suoi demoni.

Uno che non nasce eroe ma lo diventa piano piano, uno che non c’ha l’indole ma ci lavora su. Uno con tanti viziacci che cerca di redimersi. Un supereroe con superproblemi anche lui, anche se non sembra. Soprattutto è uno a cui è difficile stare vicino, uno che nasconde le sue nevorsi e debolezze dietro una facciata tracotante, indisponente, frivola e sarcastica. Uno che sbaglia.

E questo in Iron Man 2, seguendo l’ottimo solco del primo film, tutto ciò viene reso benissimo. Finalmente la Marvel ha pieno possesso dei propri personaggi e decide cosa farne senza assecondare qualche boss di Hollywood in idee cretine. Confeziona in due film una summa perfetta di tutti i temi & peculiarità del personaggio e dei suoi comprimari.

Una cosa che sono contento emerga dal film è una caratteristica dell’Iron Man di carta un po’ sottovalutata, ovvero che tra i personaggi peggiori e più perciolosi che incontra Stark ci sono si criminali e mostri temibili, ma soprattutto gli spietati squali della finanza pronti a qualsiasi cosa per il profitto e che, a diffrenza di molti super cattivi, non sono mossi da nessun ideale o indole… Gente che spesso non affronta in armatura ma attorno a un tavolo.

Abbiamo poi uno S.H.I.E.L.D e una Vedova Nera perfetti, un Warmachine ineccepibile, una Pepper Potts deliziosa quanto e più dell’originale forse, un Happy Hogan direttamente dal 1963 e soprattutto un Tony Stark da urlo. E qua e là le citazioni, più o meno nascoste, che a noi fan piacciono tanto: Whiplash che non viene neanche chiamato così perchè non ce ne è la necessità e il tempo perchè diventi un supercriminale con un identità ma noi fan sappiamo che è lui, è una cosa ganzissima così come cambiare le sue origini, trapiantarlo in Russia e farlo essere il figlio di Dinamo Cremisi (e anche questo è un regalino solo per noi veri fan visto che lo si dsume solo dal nome di suo padre, Anton Vanko), e sponsor della Roxxon Oil che sbucano e Fing Fang Foom che fa capolino e Hulk alla TV e il tanto agongato arrivo del costume da valigetta la cui assenza mi disturbò molto nel primo film, e il triangolo al centro della  nella nuova armatura che cita quella nuova bianca e rossa che aveva in West Coast Avengers e tanto altro ancora fino alla fine, anzi fino alla fine dei titoli di coda e oltre e poi e poi… ‘Nuff said. Vedetevelo e aguzzate l’occhio.

Insomma un film godibile e avvincente per tutti ma che, finalmente, ci rende il merito di essere fan: ci dà quelle sfumature, quelle chicche in più per trattarci meglio dell’ultimo arrivato in sala, ci coccola e ci compiace… E ce lo meritavamo cazzo, dopo troppi film in cui i nostri beniamini sono stati storpiati da riunioni di produzione e esperti di marketing degne di Boris con trame demenziali e costumi ridicoli. La Marvel Movies mi sembra improntata a un intelligente neoclassicismo nel gestire i suoi personaggi, perchè arrivino intatti a tutti ma soprattutto consapevole del fatto che  sono così belli al naturale che non hanno bisogno di stronzate per venderli meglio.

Insomma andate a vederlo perchè è unanimamente “Latverians approved” e se non vi fidate di noi, quantomeno andateci per vedere il culo di Scarlett Johansson e ascoltare la colonna sonora degli AC-DC che diamine.


Conan la Spada Selvaggia

ottobre 26, 2009

uscitoconan

Sono anni fausti per i fumettari nostalgici – e se avete seguito questo blog dall’inizio avrete capito che io ne faccio fieramente parte- in Italia.

Un sacco di ristampe di materiale degli anni ’60 e ’70 fuori produzione, pubblicato incompiutamente all’epoca o addirittura ancora inedito da noi, affollano gli scaffali dei negozi di fumetti e tra queste uscite ci sono cose curiose, cose per completisti, cose belle e varie cose imprescindibili. Ecco, a mio avviso, in questo caso siamo nel territorio dell’Imprescindibile.

Conan è l’avventura pura, il set base del romanzo di sword and sorcery, la pietra angolare della fantasy eroica, la materia primigenia di cui sono fatte le sberle la birra e le tette. Se da piccoli non avete voluto vivere almeno un giorno come Conan siete stati dei bambini sprecati.

I volumoni cartonati delle ristampe de La Spada Selvaggia di Conan sono una manna: ristamperanno in meno di 10 uscite tutta la gloriosa (e ormai da decenni inedita) serie degli anni ’70 di Roy Thomas sulla quale si avvicendarono alcuni tra i più mportanti illustratori dell’epoca: da Barry Windsor Smith a John Buscema (che rese iconico il personaggio) a Gil Kane, Ernie Chan e Alfredo Alcala. Soprassedendo su una veste grafica un po’ pacchiana come è uso in casa Panini-Marvel Italia, dentro oltre le storie che – ripeto-  sono magistrali sotto ogni punto di vista ci sono anche molti approfondimenti sul personaggio letterario e sul suo autore, Howard.

Per la prima volta poi avremo le storie non solo raccolte assieme in una collana antologica ma anche a dimensione maggiorata, di modo che i meravgliosi disegni diano il meglio.

Il prezzo è di 25 euro, non poco ma  tuttosommato onesto se paragonato a operazioni corrispettive della Planeta DeAgostini, siamo al secondo volume e il primo è ancora reperibile… Se non avete ancora iniziato potete rimediare facilmente alla mancanza.

Su questo numero Thomas ci fa  volare via con una saga bellissima disegnata superbamente da J.Buscema ma soprattutto inchiostrata in maniera-che-non-ci-si-crede da A.Alcala che a mio avviso è stato uno dei grandi del fumetto americano (anche se filippino), ahimè sconosciuto ai giovani.

La storia “Il popolo del buio” del sovrumano Alex Nino è semplicemente uno dei più grossi trip grafici mai visti nel fumetto americano.

Poi oh: un sacco di mazzate, jungle, mostri, predoni, magia, fanciulle discinte, regni da conquistare e sangue da versare… Insomma, non ho capito: che vorreste di più? Che vi ci alleghino un bong carico?

CROM!


Pensiero del venerdì mattina

luglio 10, 2009

Stamattina mentre andavo in ufficio mi sono fermato come al solito a fare colazione al bar di sotto.
Mentre leggevo il giornale sono stato distratto dal vociare di un bambino.
“Boom strap, ti spezzo in due! crash!”
Girandomi ho notato che tale infante stava giocando con due action figures, la prima di Hulk, la seconda di Wolverine, e stava facendo corcare di mazzate il secondo dal primo.
Caro bambino, penso che tu non lo sappia, ma stavi ricostruendo uno degli scontri tra supereroi più belli della storia del fumetto, rivisto anche in due dei what if più belli di sempre.

Mentre sorridevo guardando questa scenetta mi sono chiesto “certo che butto soldi, tempo e vista da anni a leggere giornalini a fumetti che potrebbero essere scritti guardando giocare un bambino di sei anni con due bambolotti di plastica in mano… occazzo forse è proprio per questo che li leggo?”.
Questo è un post inutile solo per dire evviva i bambini che giocano con i pupazzetti, evviva chi scrive i fumetti di Hulk e Wolverine e li fa riempire di mazzate, evviva chi legge quei fumetti e ci si diverte come un bambino di sei anni a vedere i supereroi che si disintegrano di botte.

Anche se bisogna ammetterlo, i bambini giamaicani hanno un concetto di divertimento molto più ampio: