Come Eravamo #16

novembre 5, 2012

Come eravamo? Eravamo chic, chiccosissimi!

Prima dell’idea di Corporate Merchandise e Branding le cose erano più alla buona da noi e persino in America. In ambito fumettistico la prima grossa distribuzione di gadgets inizia in USA nei tardi anni ’60, per esplodere definitivamente negli anni ’70. Il centro di questa rivoluzione commerciale, che vedeva bambini e adolescenti al centro di un marketing nuovo, erano principalmente le T-Shirt decorate, decorate con tutto: dagli eroi della musica agli slogan, dai personaggi sugli hot-rod di Rat Fink fino ai supereroi ovviamente.

Un originale trasferibile a calore di Spider-Man del 1971

Il processo serigrafico per stampare su tessuti ovviamente esisteva ma il grosso della produzione di T-Shirt era riservato al bizzarro procedimento dell’ iron-on, ovvero dei trasferibili a calore. Si ordinava il trasferibile sulle riviste scegliendo un catalogo (un po’ come quelli dei gadgets improbabili in fondo alle riviste tipo gli occhiali a raggi X), ti arrivava a casa e mamma te lo stirava sulla tua magliettina bella pulita col ferro da stiro. Alle volte si poteva ordinare la maglia già con il trasferibile applicato, potevi scegliere colore e modello della maglietta e a volte (come nel caso della Marvel) ti arrivava pure un set di lettere trasferibili per personalizzare la tua maglietta col tuo nome.

Un catalogo dalle pagine Marvel, in basso a sinistra si declama la personalizzabilità

L’economicità del prodotto, la sua facilità di produzione (non serve fare una tiratura di t-shirt ma una ben più economica tiratura di fogli trasferibili), il suo appeal presso una fascia di età & tipologia di utenza pressochè illimitata e la sua facilità di vendita (problemi di dimensioni e peso inesistenti) resero in pochi anni il business dei trasferibili colossale e, per una ventina di anni imperversarono ovunque, anche da noi e anche come gadgets allegati a riviste e prodotti di consumo… Poco importava alla fine di una caratteristica fondamentale: la durevolezza.

Trasferibili allegati in omaggio a ricariche per quaderni

Difatti anche se lavati e tenuti con cura, i trasferibili deperiscono inesorabilmente negli anni, sbriciolandosi via lavaggio dopo lavaggio, lasciando a ricordo di se una sorta di sindone del disegno originale!

maglietta Marvel di oggi, design di ieri

Cosa che retrospettivamente esercita un indubbio fascino e che viene oggi riprodotta industrialmente da marchi di abbigliamento come effetto vintage per i loro capi. Addirittura la Marvel stessa produce oggi delle magliette vintage con le riproduzioni già sbiadite dei suoi trasferibili degli anni ’60, un po’ come lo stone-wash per i jeans.

Nei grandi centri commerciali USA sbucarono allora dei chioschi, come quelli per farti riparare le scarpe o duplicare le chiavi, dove catalogo alla mano sceglievi trasferibile, maglietta e eventuale scritta personalizzata e ti veniva fatto sul momento espressamente, i capi assoluti di questo business furono i Roach Studios di Jay Roach, che guarda caso oggi ripropongono il loro catalogo vintage su maglie serigrafate di alta qualità!

uno dei cataloghi di trasferibili dell’epoca della Roach, nella quarta fila sbuca anche Spidey

Chissà quanti di voi hanno una foto d’infanzia con indosso una magliettina con il  nome apposto improbabilmente sopra chissà che personaggio, celebre è in  Bianco Rosso e Verdone  la maglietta del Grande Mazinga con sopra campeggiante un risibile  “Mimmo” che indossa l’omonimo protagonista.

“inchessenso?!”

Oggi il merchandise dei personaggi dei fumetti è un giro di affari colossale, che spesso supera i fatturati dei fumetti stessi e che viene gestito da aziende serissime e con copyrights serratissimi. Ho un amico negli Stati Uniti che lavora per queste cose e mi dice quanto siano strette le linee guida di ogni singolo articolo dalla scelta delle immagini utilizzabili fino ai colori e ai capi. Tutto è mortalmente serio, perchè ci sono i miliardi in ballo… Chi se lo sarebbe immaginato quando a 5 anni aspettavamo in fila al chiosco del Luna Park una maglietta di Batman di dubbia ufficialità ma con il nostro nome sopra?

Anche qua ad oggi, come per tutto quello che riguarda il comicdom che fummo, sembra davvero un altra epoca e un altro pianeta.

Amici Latveriani, in ultimo: se avete foto che vi ritraggono da bambini con magliette dei supereroi fatecele pervenire a latverians at gmail punto com, ne faremo uno Speciale Come Eravamo!


Come Eravamo #15

marzo 13, 2012

Come eravamo? Eravamo organizzati, puntualissimi!

Prima degli “scheduling” e dei calendari su qualsiasi telefono\tablet\computer eravamo ancorati ai calendari cartacei.

Li avevamo ovunque: quello di Frate Indovino in cucina per mamma, quello con le donnine nude nell’armadietto per i fratelli maggiori, quello da tavolo in ufficio per il papà e per noi bambini c’era quello delle uscite mensili dei giornalini della Ed. Corno in appendice agli albi dei super-eroi!

Sagaci commenti di Max Bunker costellavano il casellario come un calendario dell’avvento supereroistico, uscita dopo uscita. Ovviamente da accaparrarsi “all’edicola”.

Notare il 25 Aprile, bei tempi.


Come eravamo #14

ottobre 24, 2011

Come eravamo? Eravamo golosi, ci mangiavamo anche i sassi se ci mettevano sopra i super-eroi. Figuriamoci se si trattava di cioccolata.

Vuoi mettere con Zum il delfino del Galak?


Come Eravamo #13

aprile 11, 2011

…Eravamo associati! Associatissimi!

Come anticipai qualche tempo fa in chiusura di “Come Eravamo“, andiamo oggi a dare un occhiata a come ci tenevamo in contatto noi neonati appassionati di Supereroi decine e decine di anni fa.

Prima del “Mi piace” e dei gruppi su Facebook, prima dei forum, prima delle conventions esistevano i “club di appassionati”. Di ogni genere, di qualsiasi cosa, ovunque ce ne erano e ovviamente ce ne erano anche dei giornalini.

Babe-Magnets

Con una piccola quota annuale si otteneva una “membership”, di solito con tessera e\o certificato da appendere, un gazzettino periodico con notizie & attività per gli associati e -a seconda del club-  vari gadgets esclusivi: magliette, poster, agende, spillette etc. oggetti che oggi sbucano su ebay con prezzi senza senso.

In Italia il primo club di appassionati di fumetti gestito tramite la stessa casa editrice credo fu quello di Topolino presso la Arnlodo Mondadori ma con l’arrivo degli anni ’60 e l’inizio della febbre dei Supereroi non tardarono ad arrivarne altri dedicati al nostro genere preferito. Ecco quindi nascere le prime cellule di comic fandom organizzato, più simile ai boyscout come idea che alla terrificante & informe massa di soggettoni senza nome che si riversa a blaterare su forum e si trascina per conventions odierne, magari travestiti da fatine manga.

Il bat-certificato di Alfredo Castelli.

Nel 1966 Batman inizia il suo corso italiano presso la Mondadori e dal primo numero introduce il fan-club dell’uomo pipistrello: parlando del “Batmania” statunitense presenta il “Super Bat Club”.

Il tagliando del Super Bat Club

Associandosi ad esso si ricevevano tessera e due poster (rispettivamente di Batman e di Superman) oltre che il gazzettino con le attività.

Avrà vita breve, difatti nel 1969 probabilmente a causa della crescita del suo pubblico passato in pochi anni dal Pane-e-Nutella alle sigarette di droga, non avrà più interesse nella faccenda e per scarsità di partecipazione chiuderà, dopo essersi trasformato con il patrocinio dello sponsor Total in “Club dei Giovani” cercando inutilmente di ampliare la fascia di consenso e di età. Dopo un annetto circa, nel 1970, chiuderà del tutto anche la testata di Batman della Mondadori.

Friends Of 'Ol Marvel

Nello stesso anno però arrivavano nelle edicole i supereroi della Marvel grazie all’ Editoriale Corno la quale seguendo le orme della Marvel USA stabilì subito un contatto con i lettori. Inizialmente con la scherzosa posta presente in ogni uscita (e di cui spesso presentiamo tostissime scansioni qua sopra) e poco dopo con il Club dei Supereroi nel segno del corrispettivo “FOOM” (Friends Of ‘Ol Marvel)  della Marvel Comics USA.

Il Club dei tosti

Il Club dei Supereroi durò alcuni anni, iniziando a metà degli anni ’70 sparendo nel 1981, se non erro. Oltre alla tessera e all’attestato il Club dei Supereroi forniva sconti sui rilegati della Corno e ti inondava di gadgets: adesivi fustellati, manifesti, agendine, penne, carta intestata con busta da lettera personalizzati… Un delirio di cianfrusaglie.

i gadgets del Club

Come sappiamo la Corno chiuse di li a poco e dagli anni ’80 via via i club, pur resistendo ancora alcuni anni, non vennero più coordinati dalle case editrici rimanendo strumenti nelle sole mani degli appassionati i quali come dicevo in apertura piano piano han trovato nuovi sistemi di aggregazione e condivisione, assolutamente legittimi ma credo -nonostante la loro maggiore consapevolezza- un po’ più aridi.
Alla prossima amici, vi ricordo che tutte le immagini sono cliccabili per ingrandirle e provengono dagli archivi Latveriani.

Come Eravamo #12

marzo 25, 2011

Come eravamo? Eravamo così infoiati per i Supereroi che li mettevamo ovunque… Persino la Cosa sul windsurf e la Donna Invisibile sul Califfone mettevamo.

Sue Richards fa le pinne.


Come Eravamo #11

marzo 15, 2011

Salve amici! Torna “Come Eravamo”, il nostro angolino dedicato al fandom supereroistico nei suoi primi passi in Italia.

Come eravamo? Eravamo educatissimi! Addirittura ci scusavamo della inapproriatezza dei supporti di cancelleria con cui scrivevamo ai giornaletti dei Supereroi.

 

Quanta umiltè.

Anche il patema con cui i nostri due amici tifavano per il Ragno è commovente. Un altra Italia, un altro mondo proprio, ed è solo una trentina di anni fa…

Assieme a questa bellissima armata di ragazzini ancora capaci di essere ragazzini e contenti di esserlo, stava formandosi presso i più grandicelli la pericolosa armata degli espertoni-rompiscatole che funesteranno via via fiere, fumetterie e infine Internet con le loro pignolerie acide e critiche nonsense. Ah… Effettivamente anche noi lo facciamo… Però meno di altri dai! Vabè, ok: “nascevamo noi”. Umpf.

 

"... Ecco, ora ve l'ho detto. Hmpf."

L’educazione e la sintassi erano comunque sempre ottimali anche se si scassavano le scatole alla povera MGP. Ah! Che nostalgia.

Alla prossima, daremo uno sguardo alla nascita dei Club di appassionati di Supereroi di 35- 40 anni fa!

 


Come Eravamo #8

novembre 26, 2010

Un ritaglio di Topolino di una trentina di anni fa, facevano furore attaccate sui frigoriferi di tutti noi bambini diversamente cool. Poi arrivò l’odioso Mr. Nesquik, poi l’odioso leprotto marrone e finì la pacchia di gadgets così tosti.


Come Eravamo #7

maggio 9, 2010

Eeeh amici… Come eravamo? Come eravamo 38 anni fa?…

…Eravamo già stufi della vecchia al numero 50 de L’Uomo Ragno, ecco come eravamo!

Fate un po’ voi che palle che c’ha fatto, ad oggi… 38 anni a gufare un infarto, che non arriva mai!

Buona festa della mamma.


Come Eravamo – 6

marzo 14, 2010

Qui in Latveria c’è un po’ di casino per via delle elezioni: Doom si è scordato di presentare le liste entro i termini, non vogliono accettarle e c’è un po’ di parapiglia, questo ha causato un po’ di rallentamento nell’aggiornamento del blog da parte di noi attivisti pro-Doom impegnati in cortei di protesta contro questa legge liberticida che ci impone addirittura degli orari per poter presentare delle liste elettorali, potete darci il corpifuoco alle 18.00, potete darci salari da fame per lavorare 12 ore nei campi ma questo no! Cribbio! Come vedete però stiamo ritornando ai vecchi ritmi, ordunque…

Due nuove letterine veloci veloci dal comic-fandom che fu, che era tanto carino…

…Ma pure un po’ stronzo.


Come Eravamo #5

gennaio 23, 2010

Ritorna “Come Eravamo” nel 2010, più pimpante e nostalgico che mai avendo un ulteriore anno a frapporsi fra il turpe presente e il lieto passato!

Cliccare per ingrandire.

La prima immagine è una pubblicità della mitica Harbert.

La Harbert, come la Baravelli, si appropriò dei diritti delle serie Mego dei super-eroi negli anni ’70 ed esattamente come abbiamo visto fare alla Baravelli, infilava nelle sue pubblicità tutto in un unico calderone super-eroi e personaggi di differenti provenienze sotto l’egida del “E’ fantastico giocare coi personaggi snodati!”, come dargli torto!

Quindi: chi se ne frega se in ‘sta foto Batman vola come Superman, la Torcia balla il twist e la Donna Invisibile smorfina il metadone sulle scalette del SERT… Sono i Supereroi! Li puoi snodare! Li puoi vestire! E’ uno sballo! Non giocarci sarebbe un peccato! Aaaah… Harbert, mi manchi tantotanto.

La seconda immagine invece è un documento tanto bello quanto struggente. Ogni anno il patron dei ragazzini fumettari, Luciano Secchi, ci aggiornava su cosa sarebbe successo nell’anno venturo alle nostre pubblicazioni: chi rimaneva, chi andava su quale testata, chi se ne andava… Una cosa molto carina che lui chiamava ironicamente “Messaggio alla nazione”.

Come potete leggere il nostro Secchi, nonostante rassicuri noi lettori dell’intenzione di continuare le pubblicazioni meglio che si può nonostante una terrbile recessione (siamo nella seconda metà degli anni ’70, al culminare della crisi petrolifera che attanagliò l’economia italiana del periodo) ha un tono decisamente plumbeo.

Purtroppo da quell’annuncio sull’Uomo Ragno numero 258 usciranno una 30ina di numeri circa, dopodichè la Corno chiuderà la testata per la prima volta, salvo poi riaprirla con una seconda brevissima serie di 58 numeri nel 1982 e chiudere definitivamente la baracca nel 1984.

Questo “messaggio alla nazione” sarà l’ultimo fatto da Secchi ai noi lettori… Si rifarà sentire solo per annunciare nel numero 58 che l’Uomo Ragno sarebbe “andato per un po’ in vacanza” promettendo che sarebbe tornato presto… Non tornò più e passarono un po’ di anni prima che tornasse sugli scaffali con la Star Comics. Nel frattempo era finita la grande era pionieristica degli Eroi della Corno (e Cenisio), la prima generazione di fan dei supereroi italiani era già cresciuta e molti di loro stavano ormai chiudendo quegli albi in soffitta.