Il babbeo del giorno # 26 – Il carnefice

marzo 25, 2014

Qualche tempo fa avrei voluto fare un annual del babbeo del giorno coi Thunderbolts del periodo Dark Reign, una delle peggiori squadre supereroistiche mai concepite (e che infatti ha avuto vita brevissima, lasciando nel team solo i personaggi che funzionavano come il fantasma). Poi sono arrivati i nuovi Dark avengers che fanno ancora più cagare (e che infatti hanno avuto vita editoriale ancora inferiore) e m’è rimasto tutto in sospeso.
Dei Thunderbolts dell’epoca Dark reign ce n’era però uno che penso sia nella top ten dei personaggi più insulsi apparsi su un fumetto: Il Carnefice

HeadsmanLayeredNome: Carnefice

Vero Nome: Cleavon Twain

Genesi del personaggio: Il tenero Cleavon viveva in un tenero boschetto col fratello. Per vivere cacciavano dei polli (a quanto leggo su wikipedia, che poi sei in un bosco e tutto quello che riesci a cacciare sono dei polli?) per poi decapitarli su un ceppo e mangiarne le carni.
Un’educazione d’altri tempi.
Cleavon ha poi un tenero cagnolino, che un giorno il fratello a cui sta bestia stava sui coglioni (oppure s’era stufato di mangiare solo pollo tutte le sere) decide di decapitare.
Il nostro eroe non la piglia proprio benissimo, ma invece di ammazzare quello stronzo di suo fratello decide di uscire dal tenero boschetto e di iniziare a squartare a colpi d’ascia tutti quelli che incontrava.  Una reazione da vero genio del crimine!
Un personaggione di tale risma non poteva che finire tra le file di Norman Osborn, che pensa bene di dotarlo di un aliante e di un’ascia più ganza di quella che già possedeva, per poi ripensarci un attimo e spedirlo in qualche modo in galera (da quanto ho capito), facendo si che non si sentisse più parlare di lui fino a questa serie dei Thunderbolts.

Aspetto: Il classico energumeno anonimo, con cappuccio viola e un’ascia.

Poteri: Tutti i poteri che ha glieli ha dati Osborn. Di suo aveva solo che è spesso. Ha un’ascia cazzuta e vola su un aliante. Per il resto è un idiota come tanti altri.

La fine: Finora non è che ci siano molte caratteristiche da babbeo, a parte il fatto che qualsiasi essere minimamente razionale se la sarebbe presa col fratello invece di uccidere gente random e finire tra le grinfie di Osborn. Io l’ho conosciuto con i Thunderbolts, e se già prima aveva tutte le caratteristiche del perfetto tontolone, nella squadra di criminali redenti(ribadiamo, in queste storie a dir poco pessime) il caro Cleavon non ne azzecca una: solo figure da imbecille o da perfetto inetto, una di fila all’altra.
A rendere il tutto ancora più inutile è la sua morte.
Durante uno scontro tra Thunderbolts e Agenti dell’Atlas (gruppo ganzissimo! fateli tornare più spesso disgraziati!!!!) l’uraniano ipnotizza Nuke (se non erro) per fargli uccidere Osborn, il quale però appare al gruppo come ologramma e al posto suoa prendersi il proiettile in faccia è quello sfigato subito li dietro, e potete facilmente indovinare di chi si tratti.

Che poi a dare una riletta veloce più che un babbeo il Carnefice è un personaggio semplicemente insulso. Un omone armato di ascia con un’origine da mentecatto, un cattivo dallo spessore nullo e insignificante…
Diciamo che questo articolo può essere visto quasi meglio come un “Cristo quanto facevano stracagare i Thunderbolts durante Dark Reign”, ma a pensarci bene erano meglio di quelli attuali che come già detto sono una porcheria agghiacciante. Beh, vi allieto con una bella immagine che non centra un accidente, dai, che nulla vada sprecato:

tumblr_n2lsd7P4va1qzd9ino1_500che qua da quando è assente sua eccellenza mancano le robine d’annata.


Assedio: Se volevo leggere Dragonball tornavo pischello e leggevo Dragonball

gennaio 19, 2011

Penso che praticamente quasi tutti quelli che come me sono nati negli anni ottanta abbiano letto o guardato Dragonball.
Se ci ripenso adesso era veramente una cagata, ma allora mi facevo tenere le copie dal mio edicolante di fiducia e mentre tornavo a casa da scuola mi fermavo una volta al mese pronto a leggere con avidità le avventure di Goku e soci.
C’erano le botte, le gags, ogni tanto nella serie con Goku bambino si vedeva una tetta… era un fumetto che da preadolescenti si leggeva con gran gusto, e negarlo sarebbe ipocrita e scorretto.

Ieri ho finito di leggere Assedio, l’ennesimo evento Marvel, e forse il più cagoso degli ultimi anni (anche se la Secret invasion non è da meno). Questo perché Assedio sembra Dragonball, e non le suddette prime storie con il Maestro Muten che gli usciva il sangue dal naso quando vedeva le sbarbe e il protagonista forte ma ingenuo e infantile. Assedio sembra il Dragonball successivo, quello col seguente schema narrativo: arriva uno stronzone fortissimo, dà un sacco di legnate a destra e a manca, i buoni si coalizzano e studiano un modo per sconfiggerlo, qualcuno schiatta, qualcuno si incazza e fa fuori il cattivone bastardissimo”.

Per chi non seguisse la continuity Marvel vi aggiorno: c’era il Dark reign, Norman Osborn capo dello Shield, ribattezzato Hammer, i suoi Vendicatori composti da delinquenti, i supereroi in clandestinità. Alcune storie ganze, altre orribili come già detto in passato.Osborn vede vacillare il suo potere, allora consigliato da Loki (e la gente continua a dargli retta…) attacca Asgard, la dimora degli dei nordici.
Non il Lussemburgo, Asgard, ma il buon Norman lancia l’attacco sereno come un bimbetto perché ha dalla sua parte Sentry, supereroe potentissimo ma pazzo come un cavallo.
Ovviamente lo scontro degenera e Sentry degenera ancora di più.

La storia è tutta qua. Botte, esplosioni, Sentry che sbarella.
All’inizio Osborn e soci sembrano infermabili, ma poi arrivano i vari supereroi capitanati dal rinato Steve Rogers e tra una boiata e l’altra risolvono la situazione facendo fuori Sentry.

In tutto questo però possiamo assistere a vari momenti di wtf, ossia di “Ma che cazzo sto leggendo mannaggia a Bendis!”.

E su tutto il premio del wtf maggiore se lo beccano le varie morti.
Il primo a crepare sotto i colpi di Sentry è Ares, dio della guerra che per quanto anche la sua lavandaia gli dicesse di mollare i vendicatori di Osborn, lui continuava imperterrito a credere in quel pazzoide.
Davvero, gli amici, suo figlio Phobos, tutti gli chiedono cosa diavolo ci faccia con quella cricca di delinquenti, e lui per mesi ha fatto spallucce.
Ares arriva ad Asgard e inizia a dare mazzate agli amici suoi, ossia gli asgardiani. A un certo punto questi gli chiedono “Ares, senti un po’, che cazzo fai?” allora lui capisce che Osborn gli ha mentito, prova ad attaccarlo, ma arriva Sentry che gli dà due cazzotti e poi lo spacca a metà in una bella splah page splatterona.

A crepare poi è Loki.
Proprio lui.
Stavolta Loki, guardando Asgard distrutta da Sentry ormai fuori controllo e mutato in Void, la sua parte cattiva (un po’ come il Majin Boo di Dragonball), capisce che l’ha fatta fuori dal vaso e prova ad aiutare i vari eroi a uccidere Void dandogli i poteri con le pietre delle Norme.
Void se ne accorge e lo polverizza.
Già vedere Loki aiutare Thor e soci è un duro colpo per il personaggio, vederlo anche crepare in una vignetta sola è un’altra brutta cosa.

Poi ovviamente Sentry/Void viene sconfitto.
Ma non grazie ai poteri aggiuntivi dati da Loki, perché nemmeno una supermartellata di Thor l’ha scalfito.
Cosa mai potrebbe uccidere un mostro simile?
Ma certo!
Ci pensa Iron man, che prende il controllo dell’elivelivolo Hammer e lo spara contro il cattivone! E ovviamente questo funziona e gli fa una male porco, poi arriva Thor e con un’ultima martellata lo finisce per poi buttarne i resti nel sole.
Per quanto sia una conclusione orribile, almeno c’è stata e m’ha risparmiato di spendere altri soldi per comprare altri albi di questa immonda cagata.
Resta il fatto che negli ultimi anni Sentry è morto e riapparso uno sfacelo di volte, quindi mi sa che prima o poi qualche sceneggiatore senza idee lo ritirerà fuori dal cilindro.

Ma non solo questo accade in Assedio. Ad esempio Asgard, un’intera città, crolla e dopo 5 secondi non c’è manco un pizzico di polvere.
Il tutto si svolge in un crescendo epico quanto una partita di bassa classifica nel campionato di calcio del Qatar, e le uniche cose positive sono i disegni di Coipel semplicemente splendidi nonostante la cagosità della storia e il fatto che essendo solo 4 albi si legge in mezzora e non ci si spendono troppi soldini.
Peccato veder finire così il Dark reign, che con tutti i suoi difetti ha regalato comunque delle gran belle storie, anche se intervallate da incredibili cagate orripilanti. Ora avrà inizio la heroic age e sinceramente non so cosa aspettarmi, anche se a guardare l’ultima tavola di Assedio Wolverine all’idea sembra parecchio eccitato.

Ps: si, lo so, non più solo scannerizzazioni cagose, da oggi scannerizzazioni cagose e in bianco e nero. Ma viviamo a Latveria noi, quindi accontentatevi di quel che passa in convento.


Io di Frankencastle volevo parlarne male a tutti i costi

ottobre 13, 2010

Ricordate?
Parlandovi del primo volume italiano dedicato al Punitore di Rick Remender ne esaltavo le ottime qualità ma mi preoccupavo per le immagini pubblicitarie di questa svolta orrorifica con Frank Castle trasformato in un novello mostro di Frankenstein.
Ora Frankencastle è uscito anche in Italia e quindi posso dire la mia.

La mia è che per quanto mi sia divertito a leggere queste prime storie io voglio parlarne male.
Partiamo dal presupposto. Qualche anno fa, durante “Civil war” vollero inserire il Punitore in un contesto “in continuity” staccando il personaggio dalla serie max.
Mi andò benissimo, le prime storie in mano alla coppia Fraction/Olivetti erano ottime, e del resto stiamo parlando del duo che ci propone attualmente le bellissime storie mensili di Iron man.
Inserire questo personaggio nell’attuale panorama Marvel tra supersaghe e supereroi diede frutti ancora migliori col passare del tempo, particolarmente con il suddetto arrivo di Rick Remender in piena epoca “Dark reign”.
Mettere Frank Castle davanti al problema dei supertizi fu davvero un’ottima trovata, tra il carisma del personaggio e le potenzialità delle storie, un uomo normale, ma molto addestrato, armato e incazzato che se la vede con mostri e gente con superpoteri era non solo divertente, ma anche propositivo per la continuità stessa, basta pensare all’incontro/scontro tra il Punitore e Capitan America durante Civil war. Per non parlare poi del dare a Frank Castle la possibilità di usare gli arnesi di Henry Pym, altra gran trovata!
Un po’ come piazzare John McClane nel signore del anelli a fare il culo agli orchi, o John Matrix a sparacchiare zombi ne “L’alba dei morti viventi”. A me sarebbe piaciuto.

Detto questo arriva la svolta, l’omicidio di Frank Castle di cui si è già parlato nei commenti a qualche recente articolo.
Daken, il figlio di Wolverine, personaggio utile e simpatico come un maglioncino di quelli che pungono indossato nel deserto a mezzogiorno, ammazza il punitore, anche se quest’ultimo aveva già ricevuto un duro colpo nella storia in cui dava fuoco alla moglie e ai figli appena resuscitati da Hood.
La morte di Castle era una storia coerente, qualcuno nel Dark reign le penne ce le doveva lasciare del resto, e il personaggio arrivava a quel momento dopo alcune ottime storie devastato nello spirito e nella sua folle sete di vendetta che diciamolo, ormai era un po’ stantia per quanto punto essenziale del personaggio.
E ammetto che le ultime frasi dette dal giustiziere col teschio sul petto, antieroe che seguo con affetto da quando ero un ragazzino, mi hanno anche commosso.

Eccoci quindi a Frankencastle, ossia la svolta horror della serie.
Il punitore, fatto a pezzi, viene resuscitato da Morbius per farne una specie di creatura di Frankenstein da mettere a difesa della città dei mostri.

Partiamo da Morbius, mi permetto questa parentesi.
Io a Morbius il vampiro vivente, gli voglio bene. Penso sia stato uno dei primi personaggi Marvel a cui mi sono affezionato da ragazzino, ricordo ancora quando riuscii a recuperare i 6 albetti pubblicati negli anni ’90 dalla Comic art in una fumetteria. Li ho letti e riletti una marea di volte, sgualciti, e ho maledetto più divinità cristiane e non quando smisero di pubblicarlo.
Impazzivo per questo personaggio tormentato, un mostro assetato di sangue che però non aveva perso il suo lato umano e la sua intelligenza, e odiavo l’Uomo ragno per come osteggiava i suoi tentativi di ritornare normale.
Morbius era, almeno negli anni ’90, un personaggio ganzissimo.
Il Morbius che troviamo in Frankencastle invece è un goffo dottorino che non ne azzecca una, e vederlo al suo ritorno su una testata importante ridotto a una macchietta mi ha dato parecchio fastidio.

Ma perché i mostri, con gente come il già citato Morbius o Licantropus, o il prete di fuoco che fa parecchio brutto, han bisogno di Castle per difendersi?
Ma ovvio no? Perché li attaccano i Giapponesi! Un po’ come le balene.
I giapponesi sono scemi, e mentre in America i supereroi si menavano con gente come il Teschio rosso, l’Uomo talpa e Venom, loro avevano il problema dei Godzilla.
Quindi vanno a tirar fuori dal limbo una specie di crucco proto-nazista uomo-macchina che ce l’ha a morte coi mostroni cattivoni e che è stato segregato in questa specie di dimensione parallela mentre combatteva contro Dracula.
Ecco, questa dei giapponesi, per quanto in una storia a fumetti umoristica, volutamente eccessiva, è una cagata pazzesca, senza se e senza ma.
Non si può obbiettare nulla, è una stronzata come raramente ne ho lette, davvero.

Se avete letto fino a qua starete pensando “allora secondo lui Frankencastle è una schifezza e posso lasciarlo sugli scaffali o in edicola”. No.
Frankencastle non è una schifezza, è una storiella, piena di puttanate e con qualche strafalcione, con parti, come quella dei giapponesi, scritte coi piedi, con personaggi snaturati e un nuovo punitore che senza andare a scomodare Ennis mi fa davvero rimpiangere quello degli anni ’90 e le sue storie semplici coi fucili che fanno “buddabuddabudda”, però è anche una storiella divertente, disegnata in maniera divina.
Le pagine di questo volume scorrono a velocità supersonica, e il supercattivo è anche notevole, particolarmente per le sue similitudini con la vecchia guerra di Frank Castle al crimine. Remender ci sa fare, è un coatto con la passione per l’horror, e qua può sbizzarrirsi anche se a volte pigia troppo sull’acceleratore.
Volevo parlarne male a tutti i costi di Frankencastle, un po’ ci sono riuscito, ma non posso negare di essermi divertito a leggere queste pagine e a ritrovarci, anche se fatto a pezzi e ricostruito alla meno peggio, quell’adorabile psicopatico pluriomicida del Punitore. Perché anche se trasformato in mostro Frank Castle è sempre lui. Leggere per credere (anche se il Frankie di Carletto e i mostri è molto meglio).


Personaggio: Norman Osborn

marzo 10, 2010

Eh lo so… che vi devo dire. Giusto due settimane fa, scrivevo che ci saremmo fermati con la nostra galleria di personaggi per cinque lunghe settimane. E invece… eccoci qua. Come ci è venuto? Chi lo sa. Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole… Sha la la là. Comunque, insomma… Non è colpa nostra. È colpa della guerra fredda in corso in questo momento tra lo stato di Latveria e la Rai, che ci fa un po’ penare. Noi, dalle pagine di questo blog, non possiamo fare altro che postare solo quando ci è possibile. Oh, è una guerra. Navighiamo a vista. Non è che uno si lamentava se Radio Londra magari un giorno non trasmetteva, no? Ecco. Per cui…

NORMAN OSBORN

Cresciuto da un padre alcolizzato, colpevole di aver sperperato il largo patrimonio di famiglia, il piccolo Norman Osborn sviluppa un carattere complesso e solitario: il suo unico scopo è quello di diventare ricco e smarcarsi dalla figura paterna. Genio della chimica, dopo gli anni universitari, fonda la Oscorp, una multinazionale attiva anche nella ricerca robotica finalizzata all’utilizzo militare. Ossessionato dalla ricerca, ruba una formula al suo socio Mendel Stromm, e la prova su se stesso. Gli effetti sono immediati: Norman diventa più forte, più resistente e sviluppa un fattore rigenerante. Anche la sua mente però subisce qualche cambiamento. Impazzito e in odore di megalomania, assume l’identità del Folletto Verde, il Green Goblin. Si procura un costume particolarmente inquietante, un aliante computerizzato, delle bombe a forma di zucca di Halloween e intraprende una carriera criminale. Sulle sue tracce si mette immediatamente L’Uomo Ragno. Tra i due si insatura una guerra senza fine dalle conseguenze tragiche, come la morte della fidanzata di Spiderman, Gwen Stacy. Dopo che tutti lo credevano morto, Osborn torna a farsi sentire. Completamente ingestibile dal punto di vista mentale, paranoico e di rara cattiveria, ha però quasi definitivamente abbandonato il suo alter ego. Grazie però al suo impero economico è costantemente al centro degli eventi. Dopo un breve periodo di detenzione per aver ferito l’ambasciatore della nazione sottomarina di Atlantide, viene messo a capo del più grande servizio di intelligence del pianeta – l’H.A.M.M.E.R. – dal Presidente degli Stai Uniti in persona. Norman, dopo essersi circondato dei peggiori criminali di sempre – che ricatta e comanda a bacchetta – ha dato da poco vita a quello che viene chiamato il Dark Reign: il Regno Oscuro…

BONUS: 19 secondi tutti dance in compagnia del buon vecchio Norm!


Le seguenti parole potrebbero essere ritrattate in futuro

febbraio 13, 2010

Questa è una bloggata complessa, ci ho messo un sacco a decidermi a postarla perché potrebbe andare a levare la già poca dignità critica dei miei scritti su questo blog, e probabilmente un giorno succederà qualcosa che mi farà rimangiare tutto questo.
È un’affermazione pesante quella che sto per fare, mettete a letto i bambini e se siete facilmente impressionabili smettetela qua di leggere, ma io sono una persona sincera e onesta e quindi devo scriverlo, e dirlo al mondo.
Ecco le parole del misfatto:

A me, personalmente, “Dark reign” sta gasando un sacco.

Ecco l’ho detto, mi son levato un peso.
Non è una cosa che si può scrivere così, sul muro del cesso dell’autogrill, via sms ai numeri che hai ancora in rubrica dei compagni del liceo che non vedi dal giorno del diploma (e che ti tieni lontano da facebook perché non li vuoi assolutamente incontrare nuovamente), sulla sabbia del gatto.
Son parole forti.

Ma ora vi spiego, non è che dico sta cosa così e poi scappo a nascondermi sotto le mattonelle, e nemmeno a piangere sotto la doccia.
A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già parlato.

Li avete letti i Thunderblots di Ellis?
Spero di si, sennò ora potete recuperare facilmente quel ciclo.
I Thunderbolts di Ellis son stati una ganzata, e Dark reign non è altro che la versione sgrausa (= scritta da Bendis) di quel gruppo.
Ammettiamolo, i cattivi più tozzi trasformati in Vendicatori, anche se al di fuori di un What if, promettono belle cose. Se Bullseye e Moonstone già strameritano, la trama imbastita da Osborn è perfettamente in linea col personaggio, e fottutamente divertente.
Ma vediamo le singole serie:

Dark Avengers: La mano di Bendis, prodiga di stronzate, si sente meno del solito, e come dicevo, il divertimento è tanto. Le tavole di Deodato poi son magnifiche.
Per ora abbiamo visto questi Vendicatori/Thunderblots in azione solo a Latveria, ed è sempre bello vedere storie ambientate in casa.
Fanno un attimo cagare, per inutilità, Daken (il figlio di Wolverine) e Ares ma perché è un personaggio del cazzo. Sembra figa invece la caratterizzazione che Bendis sta facendo di Sentry, che quando stava nei Potenti Vendicatori aveva il carisma di un blocco di ghisa.

Nuovi Vendicatori: La storia si sta concentrando su Hood. E per ora il suo incontro-scontro interno con Dormammu è una merda. Idem il gruppo che passa più tempo a far chiacchiere che a mollare sganassoni. Sembra come se la serie sia lasciata da parte, ma del resto la leggo giusto perché la pubblicano su Thor e mi scazza spendere 3 euri e 30 solo per il Cap di Brubaker.

Thor: Il ridimensionamento dei poteri del dio del tuono, bandito da Asgard, potrebbe portare a belle storie. Però questa serie continua a dirmi ben poco.

Thunderbolts/Deadpool: Ecco. Questa faceva veramente schifo. Deadpool capace di non far ridere come non mai e i nuovi Thunderbolts sono una ciofeca. Il personaggio più carismatico è… non ci sono personaggi carismatici. Vomitevole.

I vendicatori di Pym: Il team di vendicatori più babbeo di sempre, e le storie di Dan Slott a me piacciono quanto trovare degli sputi nei panini. Sputi gialli.

E fin qua direte: e allora perché ti piace sto Dark Reign?

Per i Dark Avengers come già detto, per alcune storie a se stanti, ma più che altro per Iron man. Tony Stark ricercato, l’ottima presentazione di Iron Girl, gli sviluppi della personalità di Maria Hill… sono una goduria da leggere. Del resto le storie di Fraction hanno vinto l’Eisner Award come nuova serie mica per vanvera.

Vedremo come andrà avanti “Dark Reign” (io lo leggo in italiano come avrete intuito, quindi non rompete con sto “The siege” che non ho la più pallida idea di cosa diavolo parli), sono pronto a rimangiarmi tutto, ma per adesso devo ammettere che mi sto divertendo un bel po’.

(tutto quello di cui non ho scritto, tipo spiderman o i fantastici 4, ovviamente non lo sto ne comprando ne leggendo)

Extra: vi anticipo


Dark Reign: Elektra

gennaio 28, 2010

Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: Elektra.

Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.

Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.


Punisher, ovvero come divertirsi col presente guardando le scure nubi del futuro

novembre 24, 2009

Torno nuovamente a parlare del Punitore, vera e propria presenza fissa tra le mie letture recenti, ma non posso farci niente se stanno pubblicando una bella dose di materiale su Frank Castle, se non comprarla, leggerla e parlarvene.
“Punisher” è la nuova serie regolare dedicata a questo simpatico mattacchione di cui vengono proposte le prime cinque storie in un albo ora in edicola.
Davvero non comprereste qualcosa con questa copertina?

Ma non è solo la copertina a farne una proposta più che buona: Le storie scritte dal giovane e molto promettente Rick Remender si collegano con l’attuale continuità (ossia il “Dark reign di Norman Osborn), e niente hanno a che fare con le saghe di Garth Ennis (lo stesso Remender risponde abbastanza piccato quando si fanno paragoni, ma del resto come dargli torto?).
Il primo pregio sono i disegni di Jerome Opena, moderni, oscuri, perfetti per narrare queste gesta di Frank Castle.

Il secondo pregio è la nuova spalla informatica del Punitore. Un pischello che vive in una topaia tra poster dei Black Flag e dei Bad Brains. Come fare a non farselo risultare simpatico?
Questa è la sua cameretta:

e questo è il modo in cui aiuta Frank Castle a liberarsi di Hyde:

del resto è noto un po’ a tutti che i supercattivi odiano lo speed-metal, ascoltano i grandi successi di Mal dei Primitives e si commuovono con Omar Codazzi.

Nota negativa è invece Hood, ma qua Remender può farci poco o niente. La trasformazione narrativa del personaggio, dal carismatico sfigato che si trova causalmente con dei superpoteri della miniserie di Vaughan e Hotz (ormai lontano e piacevole ricordo), al cattivissimo cattivone senza scrupoli pronto a tutto per i soldoni e amichetto del cuore del tenero Dormammu (sempre se per voi questo demoniazzo orrendo è lo stesso Dormammu con cui si prendeva a sberloni mistici il Dr.Strange negli anni sessanta, e non un cattivo da videogame dell’xbox), è ormai cosa nota, colpa che ricade, tanto per cambiare, unicamente sulle spalle di Bendis, perché a sminuire grandi personaggi come ci riesce lui ci riescono in pochi.

Una lettura più che piacevole e divertente quindi, capace di approfittare in maniera più che positiva dell’attuale situazione dell’universo Marvel, ma che viene oscurata da una nefasta luce proveniente dal mondo del domani. Niente profezie Inca, niente visioni soprannaturali, niente messaggi dal futuro, semplicemente un’anteprima su internet:

Non sembra anche a voi che tiri aria di MASTODONTICA CAGATA?
Non sentite come un inquietante senso di deja-vu?
Non vi ricorda il periodo più buio e disgustoso del Punitore?