Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

dicembre 29, 2009

"Cos'è successo al Cavaliere Oscuro?"

Mi ricordo la mia prima storia di Batman: era un episodio della minserie in quattro parti “Dove eri la notte in cui Batman è stato ucciso?”. Era l’episodio con l’ Enigmista, Batman Cenisio n.28 del 1978. Andava suppergiù così: Batman era stato misteriosamente ucciso e i super-criminali si riunivano per celebrare in gran segreto un processo, presieduto da Due Facce, per stabilire non chi fosse il colpevole bensì chi di loro avesse realmente il merito dell’uccisione.

Ogni storia una deposizione, ogni deposizione una versione dei fatti differente, tutte in aperto contrasto ovviamente, tutti a cercare forsennatamente di essere riconosciuti colpevoli. Anche in quella serie il titolo era una domanda… In ogni caso, gran bella storia, divertentissima, un ottima storia per iniziare e ad oggi una delle mie preferite della Bronze-Age DC.

Ma questo era prima di Killing Joke, prima di Dark Knight Returns, prima di tante altre cose che hanno reso il rapporto “Batman-avversari” molto più profondo ed empatico nel corso degli anni, due risvolti della stessa medaglia in certi casi.

E’ un po’ sul canovaccio di quella vecchia miniserie che mi sembra di aggirarmi leggendo questa storia, che più che una storia -come ci viene espressamente dichiarato nella bella prefazione- è una lettera d’amore a Batman di Neil Gaiman. L’antefatto è simile: Batman è morto e si celebra la sua veglia funebre,in gran segreto, nel retro di un bar a Crime Alley. Davanti al feretro, nella stanza spoglia e poco illuminata si avvicendano personaggi chiave della vita di Bruce Wayne\Batman e ognuno racconta la sua versione della morte del compianto, chi fosse per lui, che cosa rappresentasse, come si erano conosciuti.

Ma attenzione, qualcosa non torna… Nella sala ci sono personaggi di epoche differenti, doppioni dello stesso personaggio, personaggi che dovrebbero essere morti, alcune delle deposizioni sono incongruneti, per non dire improbabili. Cosa sta succedendo? Possiamo leggere i pensieri di Batman, vedere coi suoi occhi… Ma allora non è mort? Si lo è… Cosa accade? E’ un sogno? No, è qualcos’altro.

Questo albo è un espediente per raccontare l’ultima storia di Batman, non l’ennesima sua morte ma LA morte,  accantonando il trapasso come un dato di fatto dalle prime pagine, la storia non lascia dubbi: Batman è morto davvero, non sappiamo quando ma è accaduto, lunga vita al Batman. E pagina dopo pagina ciascuno racconta il suo di Batman, l’uno-nessuno-centomila che è tipico del personaggio. Ognuno ha il suo: così come noi lettori anche i personaggi della serie hanno “il loro Batman” e lo vediamo incarnato, grazie ad un Andy Kubert in stato di grazia, via via nei racconti in momenti diversi e di volta in volta con le fattezze alla Neal Adams, alla Norman Breyfogle alla Dick Sprang… E così i suoi avversari, in ogni racconto si omaggia un disegnatore\sceneggiatore o più di uno. Il Joker di Bolland diventa senza preavviso quello di Rorinson e sbuca quello di Timm in fondo alla sala.

Il batman che è stato, il Batman che è, il Batman che potrebbe esserci, Neil Gaiman si accommiata dal personaggio lasciandoci a riflettere su quanto questa icona culturale si adatti all’immaginario delle epoche e, all’interno di esse, all’immaginazione di ognuno di noi, di quanto sia un Totem nella cultura popolare.

In questo racconto tutto ha la sfuggevolezza e impalpabilità del sogno, la solennità del ricordo e la drammaticità dell’evento tragicamente reale. Tutto celebra La Leggenda, il Mito ma anche l’Uomo. Anzi “gli Uomini”, perchè non di meno di Batman vengono celebrati i suoi villains e comprimari, la sua famiglia disfunzionale di maggiordomi e clown pazzi.

Gran bella prova d’autore, grande atto d’amore da fan. Comperatevelo.


Police and super-thieves in the streets (Oh yeeeeeah!)

novembre 24, 2009

Zack era un supercriminale noto come Zack Sterminio. Dopo la morte del fratello Xander, suo compare di bisbocce e devianza, e una grave ferita viene catturato, diventa un pentito e viene inserito nel programma di protezione testimoni.
Solo che a fare la vita d’ufficio Zack non è che se la passi benissimo. Il mestiere dell’archivista che timbra il cartellino e va a casa stanco morto a fine giornata gli sta stretto anche se è più che consapevole che questa copertura gli sta salvando la pellaccia, quindi inizia a drogarsi come un punkabbestia e… che ve lo devo raccontare tutto questo primo volume di “Incognito” appena pubblicato? Non vi basta questo a capire che l’ennesima serie a firma Ed Brubaker è l’ennesima figata?

Renee è una sbirra bella tosta, così come tutti i suoi compagni di dipartimento, costretti a svolgere il loro lavoro nell’oscurità di un’ombra più che ingombrante, non è facile essere in polizia a Ghotam city. Eppure la squadra costruita da Jim Gordon ci prova in tutte le maniere a fare il suo lavoro, ad essere decisiva, e non è detto che nella loro semplciità non ci riescano. Eroi più umani dell’eroe umano che però ha una barcata di soldi e un addestramento pazzesco.
“Ghotam Central – Servire e proteggere” è uscito in volume in bel po’ di tempo fa, ma uno non può comprare tutto, quindi fate come me e colmate la lacuna.

Ed è uno sceneggiatore, che ha vinto un bel po’ di premi, ha una marea di lettori appassionati, ha messo Devil in galera, ha fatto schiattare Capitan America imbastendo una trama perfetta per anni, tanto che la Civil war non è stata così determinante nell’amara conclusione della vita di Steve Rogers.
Brubaker è, almeno per quanto mi riguarda, il miglior sceneggiatore di fumetto seriale degli ultimi anni, e infatti è l’unico che mi fa aspettare con ansia di sapere come le storie andranno avanti, che mi fa attendere in trepidante attesa di scoprire, ad esempio, cosa succederà ad Iron fist.

Questi due volumi sono due perfetti esempi della sua bravura, capaci di coniugare i due generi in cui questo autore spicca rispetto ai colleghi: trame supereroistiche fitte di colpi di scena e il noir più antico capace però di creare atmosfere uniche.
I nomi stessi dei personaggi di “Incognito” hanno un sapore di tempi andati, di età dell’innocenza del fumetto, non solo i fratelli Sterminio, ma anche Morte nera o Ava Distruzione. Una storia complessa e ben articolata nel suo ritmo frenetico che cattura dalla prima all’ultima pagina.

Anche “Gotham central – Servire e proteggere ” come ritmo non scherza, scritta a quattro mani con un ottimo Greg Rucka, la serie si stabilisce su binari più canonici e seguendo il registro proprio del poliziesco classico. Nonostante le sue sporadiche apparizioni la presenza di Batman si avverte per buona parte delle storie, in cui però agisce solo da comprimario, pur rivelandosi sempre un perfetto deus ex machina narrativo. Molto più presenti invece i supercattivi più carismatici di Gotham, del resto molto del fascino di questa serie sta proprio nella sua capacità di mostrare come l’uomo comune mosso da ideali di giustizia si possa scontrare con gente come Mr.Freeze, il Joker, Due facce o Firebug.

Due meraviglie fumettistiche moderne quindi, fatele vostre.