Una storia poco eroica

gennaio 13, 2011

Io adoro il natale. Da sempre, e mi risulta difficile e contorto spiegare il perché, il quale non coincide unicamente con i regali, anche se aiutano. Tra questi un mio amico che conosce i miei gusti mi ha donato copia di “Uncle Sam” di Steve Darnall illustrato da un sempre immenso Alex Ross in vero e proprio stato di grazia.

“Uncle Sam” racconta la storia dell’eroe americano per eccellenza, ossia gli stati uniti stessi. Quello zio Sam col cappello a cilindro e le braghe con la bandiera, icona di un popolo. La narrazione di Darnall però ha ben poco di eroico, vede infatti lo zio Sam come un vecchio rincoglionito a cui tutti pisciano in faccia, metafora di una nazione allo sbando. I pellegrinaggi del personaggio lo portano tra visioni del passato e del presente in cui ci si perde in tutto quello che di sbagliato e marcio risiede nella nazione che rappresenta, peccando un pochetto di retorica a volte, ma colpendo sempre nel segno e riuscendo più che altro a dare una vitalità e una personalità unica a questo strambo vecchietto.

Succede così che ci si affeziona all’anziano zio Sam in pochissime pagine e si divora il volume avventandosi su ogni pagina grazie a una narrazione fantastica e a dei disegni da levare il fiato. Alex Ross è semplicemente perfetto nel suo stile pittorico, mai indigesto, incredibilmente dinamico, esplosivo. Pur leggendo il volume con avidità le tavole si imprimono nella mente con il loro splendore.

Darnall e Ross si accaniscono contro gli Stati Uniti (ma non solo) e danno vita a una storia stupenda, trasformando quel vecchio arteriosclerotico dello zio Sam in un eroe malinconico e rabbioso, un perdente che si ostina a non riconoscere il suo fallimento, un’icona che però può avere ancora una speranza.

Imperdibile!

Ps: Basta! Basta con El magnifico tradutor! Possibile che nessun supereroe riesca a sconfiggerlo?
Ennesimo volume planeta pieno di strafalcioni, che non rovinano la lettura, ma che se non ci fossero il mondo sarebbe un posto migliore.


A sto giro Giobatta s’incazza come un Grizzly!

febbraio 1, 2010
Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Io vorrei che tutti quelli che osanna(va)no la Planeta de Agostini e le sue scelte editoriali ora fossero qua. Vorrei metterli di fronte a Giobatta a sentirgli dire al nostro anziano amico ligure “Eh ma alla fine è giusto, la qualità! Cacchio, la qualità!”, oppure “certo ok, ma la proposta è sempre meglio di quella della marvel/panini”, e questo perchè in pochi ricordano il lavoro svolto da “El magnifico tradutor” con le prime uscite italiche della casa editrice spagnola, quando ti trovavi un baloon su tre nella lingua di Sancho Panza, se non intere pagine ed editoriali.

Li vorrei qua adesso i Planeta fanboys, davanti a Giobatta, a spiegargli questo:

TRE EURO E CINQUANTA PER 48 PAGINE!
Altafini direbbe “incredibbile amisci!”.
Non contenti l’aumento di prezzo è segnalato da un simpatico adesivo messo alla cazzo di cane a rendere ancora più appetitosa la vostra copertina, un po’ come gli avanzi di magazzino di Skorpio e Lancio story che trovi all’edicola della stazione di fianco ai pornazzoni.
Che meraviglia di iniziativa editoriale!
Che edizione pregiata!

E intanto per la collana Le grandi saghe oggi esce il volume con TUTTA la run di Ellis dei Thunderbolts. Roba che se non lo comprate siete nemici del fumetto.
Inizio a pensare che la Planeta faccia proposte degne di nota quasi esclusivamente con ristampe e volumoni da fumetteria…