I nuovi Thunderbolts Marvel Now che non è che ci garbino poi tanto

novembre 27, 2013

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State seguendo la rivoluzione Marvel now? Io sinceramente no. Andava benissimo quel nuovo inizio dei numeri uno, bastava e avanzava, almeno secondo me, e questo ennesimo rimpasto sinceramente mi ha entusiasmato così tanto che ho smesso di seguire anche varie uscite, su tutte Capitan America e le varie testate vendicative. Se però sbaglio qualcosa ditemelo che magari qualcosa di buono c’è, ma sinceramente i vari albi che vedevo spuntare mi attiravano quanto una tagliola.

L’unica testata “Marvel now” che mi è capitato di leggere è quella dedicata ai Thunderbolts, ma solo perché la trovo in fondo al mio adorato Devil di Mark Waid.

Come al solito però la prendo alla lontana.

Non parlo su queste pagine dei Thunderbolts da quando erano stati dati in mano a Luke Cage come padre-padrone della squadra, una “stagione” del gruppo variabile di criminali al soldo della giustizia che con i suoi alti e bassi mi è piaciuta parecchio. Abbiamo poi avuto il, grazie a dio breve, periodo dei nuovi Dark Avengers, che magari prossimamente ne parlerò in maniera più approfondita dato che non ricordo praticamente niente se non che mi hanno fatto pena (devo quindi andare a vedere dove ho lanciato con rabbia gli albi).

Come sono i Thunderbolts dell’era Marvel Now? Pessimi!

Partiamo dal concetto stesso di Thunderbolts: sono ex-criminali se non criminali veri e propri, spesso in galera e volontariamente costretti a partecipare al progetto con quella storia dei naniti, che si trovano per vari motivi ad affrontare missioni che potrebbero essere tranquillamente svolte anche dai Vendicatori, o dagli X-men. In pratica si trovano a dover fare la parte dei buoni. E la cosa ganza dei Thunderbolts sta tutta li, tanto che guardando agli ultimi tempi, persino un babbeo come Boomerang può avere un suo ruolo, una sua forza, un suo scopo editoriale nei Thunderbolts.

Arriviamo a questi nuovi Thunderbolts. Sono guidati da uno dei personaggi meno carismatici degli ultimi anni, ossia da Hulk Rosso, e per quanto siano personaggi scomodi o violenti, centrano veramente poco col concetto pocanzi espresso. Partiamo dal Punitore, che se guardiamo la continuity dovrebbe essere in una cella costruita da Tony Stark da cui non potrebbe scappare neanche un’unione tra Void e Galactus.

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Poi abbiamo Elektra, che non so cosa abbia fatto di rilevantedopo il ritorno post-secret invasion, ma qua è protagonista di quello che dovrebbe essere il mega-colpo-di-scena-pazzesco: Elektra e il Punitore che se la limonano e se la  scopazzano alla grande. Una trovata talmente fuori dai personaggi, particolarmente quello di Frank Castle, che per quanto mi riguarda l’ho trovata più fastidiosa di un Frankencastle e quasi ai livelli del punitore-zombi-angelico di qualche anno fa.

Il nuovo Venom è troppo insulso per sprecarci tante parole, e Deadpool… ecco, Deadpool, che praticamente dovrebbe essere il personaggione comico della Marvel NON FA RIDERE! Odio Deadpool con tutto me stesso, e la sua sola presenza mi fa disprezzare qualsiasi fumetto.

A voler sintetizzare quindi, la squadra fa pena, i personaggi coinvolti che sarebbero ganzi vengono usati malissimo e il nome Thunderbolts è messo li a casaccio. Le storie però come sono? Una grandissima palla per ora, noia noia noia noia noia noia.

Non si salva proprio niente quindi, compresi i disegni di Dillon, che dimostra sempre di più che con i supereroi rende veramente zero. Neanche il sesso fra noti personaggi a fumetti dà un senso a questa porcheria, ed è tutto dire.


Personaggi: Elektra

febbraio 24, 2010

È successo che è accaduto che è capitato che si è verificata la spiacevole circostanza per cui la trasmissione radiofonica dISPENSER è stata fermata e resterà ferma per cinque lunghe settimane per dare spazio alla tribuna elettorale. Questi sono i problemi della democrazia. Noi qui a Latveria ce la passiamo di molto meglio da quando c’è il nostro Victor. Non sospendono le trasmissioni e siamo tutti molto più contenti. Comunque, anche se dISPENSER è fermo, noi vi allietiamo lo stesso con ancora un paio di personaggi, e poi vi attaccate anche voi. Anche perché ovviamente mancano i contributi audio del nostri indispensabile Costantino della Gherardesca e non è bello… Chiediamo venia per l’inconveniente.

ELEKTRA

Non tutte le donne dei fumetti sono relegate al ruolo di bionde e amorevoli fidanzatine. Ci sono anche quelle more. Ma soprattutto ci sono anche quelle a cui essere delle amorevoli fidanzatine, non interessa. Quella a cui probabilmente interessa meno, è la greca Elektra. Figlia del diplomatico Hugo Natchios, la ragazza cresce tra tutti gli agi possibili e immaginabili. Appena maggiorene, segue il padre a New York, dove conosce e si innamora di Matt Murdok, giovane avvocato non vedente conosciuto nei bui vicoli di Hell’s Kitchen come Devil. I due vivono anni felicissimi, ma la tragedia è dietro l’angolo. Elektra viene sequestrata da dei terroristi che le uccidono il padre davanti agli occhi. Distrutta dal dolore e in cerca di vendetta, lascia il suo ragazzo e si trasferisce in Giappone, dove affina la sua già ampia conoscenza delle arti marziali. Non solo: entra in contatto con  i “Casti” una setta di Ninja buoni che vivono isolati dal mondo sulle vette dell’Himalaya, guidati dal potente Stick. Quest’ultimo la prende sotto la sua ala protettiva e la rende praticamente imbattibile. Fallisce però nel tentativo di calmare l’animo e la mente della ragazza, ormai sull’orlo della pazzia. Elektra cede troppo volentieri alla violenza immotivata e sembra interessata solo ed unicamente alla sua vendetta personale. Allontanata dai “Casti”, si unisce alla “Mano” – inutile dirlo – l’altra faccia della medaglia: sicari senza scrupoli e totalmente privi di emozioni. Elektra, ormai divorata dai propri demoni interiori, si unisce a loro e – dopo altri terribili allenamenti che la trasformano in una macchina da guerra letale quanto sexy – accetta anche di uccidere il suo vecchio maestro Stick. Abbracciato ormai in toto il “lato oscuro”, diventa uno dei più temuti e infallibili killer al soldo della malavita.

BONUS: Uno dei momenti più alti dell’Elektra diretto da Götz Friedrich nel 1982. Col cazzo che metto un pezzo di quel film…


Le seguenti parole potrebbero essere ritrattate in futuro

febbraio 13, 2010

Questa è una bloggata complessa, ci ho messo un sacco a decidermi a postarla perché potrebbe andare a levare la già poca dignità critica dei miei scritti su questo blog, e probabilmente un giorno succederà qualcosa che mi farà rimangiare tutto questo.
È un’affermazione pesante quella che sto per fare, mettete a letto i bambini e se siete facilmente impressionabili smettetela qua di leggere, ma io sono una persona sincera e onesta e quindi devo scriverlo, e dirlo al mondo.
Ecco le parole del misfatto:

A me, personalmente, “Dark reign” sta gasando un sacco.

Ecco l’ho detto, mi son levato un peso.
Non è una cosa che si può scrivere così, sul muro del cesso dell’autogrill, via sms ai numeri che hai ancora in rubrica dei compagni del liceo che non vedi dal giorno del diploma (e che ti tieni lontano da facebook perché non li vuoi assolutamente incontrare nuovamente), sulla sabbia del gatto.
Son parole forti.

Ma ora vi spiego, non è che dico sta cosa così e poi scappo a nascondermi sotto le mattonelle, e nemmeno a piangere sotto la doccia.
A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già parlato.

Li avete letti i Thunderblots di Ellis?
Spero di si, sennò ora potete recuperare facilmente quel ciclo.
I Thunderbolts di Ellis son stati una ganzata, e Dark reign non è altro che la versione sgrausa (= scritta da Bendis) di quel gruppo.
Ammettiamolo, i cattivi più tozzi trasformati in Vendicatori, anche se al di fuori di un What if, promettono belle cose. Se Bullseye e Moonstone già strameritano, la trama imbastita da Osborn è perfettamente in linea col personaggio, e fottutamente divertente.
Ma vediamo le singole serie:

Dark Avengers: La mano di Bendis, prodiga di stronzate, si sente meno del solito, e come dicevo, il divertimento è tanto. Le tavole di Deodato poi son magnifiche.
Per ora abbiamo visto questi Vendicatori/Thunderblots in azione solo a Latveria, ed è sempre bello vedere storie ambientate in casa.
Fanno un attimo cagare, per inutilità, Daken (il figlio di Wolverine) e Ares ma perché è un personaggio del cazzo. Sembra figa invece la caratterizzazione che Bendis sta facendo di Sentry, che quando stava nei Potenti Vendicatori aveva il carisma di un blocco di ghisa.

Nuovi Vendicatori: La storia si sta concentrando su Hood. E per ora il suo incontro-scontro interno con Dormammu è una merda. Idem il gruppo che passa più tempo a far chiacchiere che a mollare sganassoni. Sembra come se la serie sia lasciata da parte, ma del resto la leggo giusto perché la pubblicano su Thor e mi scazza spendere 3 euri e 30 solo per il Cap di Brubaker.

Thor: Il ridimensionamento dei poteri del dio del tuono, bandito da Asgard, potrebbe portare a belle storie. Però questa serie continua a dirmi ben poco.

Thunderbolts/Deadpool: Ecco. Questa faceva veramente schifo. Deadpool capace di non far ridere come non mai e i nuovi Thunderbolts sono una ciofeca. Il personaggio più carismatico è… non ci sono personaggi carismatici. Vomitevole.

I vendicatori di Pym: Il team di vendicatori più babbeo di sempre, e le storie di Dan Slott a me piacciono quanto trovare degli sputi nei panini. Sputi gialli.

E fin qua direte: e allora perché ti piace sto Dark Reign?

Per i Dark Avengers come già detto, per alcune storie a se stanti, ma più che altro per Iron man. Tony Stark ricercato, l’ottima presentazione di Iron Girl, gli sviluppi della personalità di Maria Hill… sono una goduria da leggere. Del resto le storie di Fraction hanno vinto l’Eisner Award come nuova serie mica per vanvera.

Vedremo come andrà avanti “Dark Reign” (io lo leggo in italiano come avrete intuito, quindi non rompete con sto “The siege” che non ho la più pallida idea di cosa diavolo parli), sono pronto a rimangiarmi tutto, ma per adesso devo ammettere che mi sto divertendo un bel po’.

(tutto quello di cui non ho scritto, tipo spiderman o i fantastici 4, ovviamente non lo sto ne comprando ne leggendo)

Extra: vi anticipo


Dark Reign: Elektra

gennaio 28, 2010

Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: Elektra.

Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.

Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.


Personaggio: Bullseye

dicembre 2, 2009

La ormai rodata squadra dei Latveriani insieme a dISPENSER – dopo aver provveduto a fornirvi una disamina di alcune delle fidanzatine dei supereoi – per questa settimana si concentra su uno dei più perfidi cattivi di sempre. Che detiene il record di fidanzatine ammazzate. Che orribile carattere. A leggere la scheda come sempre il prode Costantino della Gherardesca che dopo queste performances pare sia stato chiamato a cantare con le Shangri Las

BULLSEYE

Avete presente i bersagli che si usano nel tiro coll’arco? Il centro – quello più difficile da prendere – è detto Bullseye. Ed è anche il nome del personaggio di questa sera. Dotato di una mira infallibile, è in grado di trasformare il più innocuo degli oggetti in un’arma mortale. Può uccidervi lanciando uno stuzzicadenti da 100 metri di distanza. Con una carta da gioco in mano, può compiere una strage. Sappiamo poco o nulla di questo killer senza scrupoli: il suo vero nome é Lester e, stando alle informazioni che abbiamo, a dieci anni uccide la sua famiglia per liberarsi del padre alcolizzato e violento. Una volta cresciuto, sfrutta le sue capacità per diventare un giocatore professionista di baseball. Un giorno però, visto che la sua imbattibilità lo porta ad annoiarsi, colpisce volontariamente un battitore, uccidendolo. Invece di finire dietro le sbarre, viene ingaggiato dai servizi segreti che lo utilizzano per missioni pericolosissime in giro per il mondo. Ma Bullseye è un cane sciolto e, appena può, frega tutto e tutti. Assoldato da Kingpin, il re del crimine di New York, insatura una lotta senza fine con Devil, alter ego di Matt Murdock. La situazione si fa caotica quando Bullseye scopre di avere un tumore al cervello: ossessionato da allucinazioni della sua nemesi, comincia ad aggredire gente e a caso. Assicurato alla giustizia proprio da Devil, finisce in prigione e successivamente in ospedale, dove gli viene asportato il tumore. Una volta uscito, senza pensarci un secondo, si rimette a dare la caccia al suo nemico. Dopo una lunga lotta, per sfuggire a un ennesimo arresto e all’umiliazione della sconfitta, tenta il suicidio facendosi cadere volontariamente da un palazzo. Gli va male e rimane paralzziato, ma grazie a un’operazione sponsorizzata dalla Yakuza, torna ancora una volta in azione.

BONUS! Un fan movie su Elektra! con Bullseye! Mejo di quello del film brutto!