Torcia che va, Ragno che viene.

febbraio 10, 2011

 

A.

Discutiamone.


Personaggi: Willie Lumpkin

aprile 7, 2010

Mentre in molti sono in fase digestiva causa abbuffate pasquali, noi poveri Latveriani rimaniamo al buio delle nostre camerette a lavorare per Voi. Da noi infatti la Pasqua non esiste e chi viene pescato a festeggiare viene punito e obbligato a vedere Happy Family di Salvatores al Cinema pagando. Ma sto divagando. Questa settimana siamo andati a pescare tra i personaggi minori se non addirittura tra i minorissimi. A leggere la scheda, andata in onda ieri sera all’interno di dISPENSER, il simpatico Costantino della Gherardesca. Che non so se lo sapete, ma da quando ha cominciato a leggere le cose per noi, pare sia stato opzionato per realizzare la versione 8 Bit del classico Dr. Horrible’s Sing-Along Blog.

WILLIE LUMPKIN

Willie Lumpkin non ha fatto la sua prima apparzione in un fumetto di supereroi. In realtà, nasce come protagonista di una striscia comica creata dal solito Stan Lee insieme al disegnatore Dan DeCarlo. La storia di base era delle più semplici: un postino alle prese con le persone che incontra durante il proprio lavoro. Dopo tre anni di onorato lavoro, il simpatico postino riesce però nell’impresa di fare un salto di qualità. Abbandona il mondo delle strisce e finisce su una pubblicazione più complessa, ovvero i Fantastici Quattro. Qui ritroviamo un Willie Lumpkin un po’ invecchiato, ma con un gran bel lavoro. È sempre un postino, ma è un postino speciale. È infatti colui che porta a Mr. Fantastic, La Torcia Umana, La Cosa e La Donna Invisibile le lettere dei numerosissimi fans sparsi per il pianeta. E se pensate che fare il postino sia un mestiere noioso e privo di sorprese, vi sbagliate di grosso: Willie Lumpkin in anni e anni di carriera, ne ha visto di tutti i colori. S’è ritrovato in mezzo a feroci battaglie contro i più pericolosi criminali del pianeta, ha viaggiato nel tempo e ha contribuito più e più volte alla salvezza del mondo. Ogni tanto si è fatto vedere anche in un’altra famosa pubblicazione Marvel: L’Uomo Ragno. Qui il nostro ha trovato anche il tempo di innamorarsi. Per un breve periodo è stato infatti il fidanzato di May Parker, la zia di Spiderman. Adesso Willie, dopo cinquant’anni passati a recapitare letter e cartoline presso il Baxter Building – il palazzo dove irisiedono i Fantastici Quattro – è andato in pensione, lasciando la prorpra ambita posizione al nipote Billie. La cosa più importante da dire per quanto riguarda Willie Lumpkin è un’altra: ha anche un superpotere. O meglio, un’abilità che lui spaccia come superpotere: riesce a muovere le orecchie…


Dark Reign: Elektra

gennaio 28, 2010

Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: Elektra.

Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.

Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.