Kids with guns: Al fantasy-western con dinosauri aveva già i miei soldi, ora ha anche il mio amore

marzo 28, 2018

kids gunsCome fare a lasciare sugli scaffali un volume che unisce western, atmosfere fantasy/magiche e dinosauri grossissimi? Dai, non era minimamente pensabile.

Che il giovanissimo Capitan Artiglio fosse talentuoso ce n’eravamo accorti tutti subito, bastava dare una scorsa alle sue illustrazioni che apparivano sull’internet per rimanere a bocca spalancata colti da una vertigine pop data da quel connubio di manga, tecnologia e dinosauri. “Kids with guns”, il suo esordio uscito qualche giorno fa per Bao publishing non solo conferma le sproporzionate capacità artistiche di questo ragazzo classe 1993, ma ne rivela anche le ottime capacità di scrittura.

Il corposo volume è ambientato in un mondo desertico, una dimensione parallela che unisce un far west popolato da ruvidi fuorilegge col poncho e il grilletto facile a poliziotti robotici senza scrupoli, teschi magici capaci di dare poteri sovrannaturali a alieni dalla pelle blu, e poi ci sono i dinosauri, un sacco di fighissimi dinosauri.

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“Kids with guns” è la storia di tre fratelli di professione banditi che hanno appena compiuto una rapina. A complicare subito le cose ci si mettono gli sbirri alle calcagna, il fatto che uno di loro abbia adottato una misteriosa bambina silenziosa, e i teschi magici ricevuti dal loro padre, una leggenda tra i fuorilegge. A lasciare entusiasti non è solo il modo in cui Capitan Artiglio mischia i generi e le influenze, unendo ad esempio il western classico della tesissima e meravigliosa scena iniziale a caratteristiche da fumetto del sol levante come i teschi magici che attribuiscono ognuno un potere unico e diverso, quanto la facilità con cui fa appassionare il lettore alla sua trama grazie a personaggi fantastici. Viene facile innamorarsi della piccola e innocente bambina catapultata in un mondo di violenza quanto di Veleno, il più scaltro e violento dei tre fratelli protagonisti. “Kids with guns” diventa subito un racconto corale, e ogni voce ha la stessa forza e la stessa carica suadente per chi si trova questo volume tra le mani.

Poi amici la cosa più importante: ci sono i dinosauri, disegnati divinamente e inseriti in maniera impeccabile nel racconto. Cosa volete di più?

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Il mondo di “Kids with guns” è talmente ampio e presentato così bene che un unico volume non è minimamente sufficiente a raccontarne la storia, e non se basteranno gli altri due che a quanto ho capito sono previsti, ma ammetto che non vedo l’ora di leggere il seguito delle avventure dei fratelli Doolin e della piccoletta che spara. L’aspetto “seriale” della storia è fortissimo, tanto che avrebbe potuto tranquillamente essere una validissima proposta anche in un formato “da edicola” (anche se il volume mi va benissimo, e so benissimo che non è l’ambito editoriale della Bao, così come sono contento che l’autore abbia la possibilità di sviluppare il lavoro con tempi più dilatati se il risultato è un libro così entusiamante, quindi questa mia considerazione dell’edicola prendetela con le molle che a ogni rilettura mi sembra sempre più una stronzata).

Capitan Artiglio quindi si rivela non solo dotato di un talento enorme per il disegno, ma anche per la scrittura. Un esordio veramente folgorante.


Un umile addio a Frank Frazetta, 1928-2010

maggio 10, 2010

Non è che il sottoscritto possa aggiungere chissacchè di panegirico a commemorare la grandezza di un Artista come Frank Frazetta che non sia già stato detto di lui in vita. Un grande onore che tocca a pochi quello dell’essere riconosciuti in vita e che Frazetta ha ampiamente meritato e ricevuto. Non sono nessuno per potermi mettere a constatare il suo inoppugnabile peso nella cultura popolare del ‘900 e di questi primi 2000.

Sono solo un fan, da quando ricordo di aver memoria dei fumetti e dei libri, da sempre quindi per quanto mi riguarda. E da fan lo accommiato.

Dalle sue copertine per Conan, con le sue donne discinte e i suoi guerrieri dagli sguardi truci che, appena bambino, sbirciavo in edicola un po’ timoroso da dietro mia madre e in cui scoprivo un ingenuo senso del “proibito”, mi affacciavo a sbirciare qualcosa che sapevo essere degli adulti e che avrei potuto maneggiare solo tra qualche anno. Probabilmente la prima volta che ho visto rappresentato del sangue o un accenno di carnalità è stato su una copertina di Frazetta. Inutile dirlo: divenni un fanatico del Cimmero grazie a lui e da li conobbi la Fantasy e iniziarono molte cose.

Ci lascia un colosso, a una veneranda età e con una bella e prosperosa vita alle spalle. Non avrei potuto augurargli di meglio eh, quindi perchè essere così triste?… È che rimane il rammarico di un fan che lo aveva così talmente fisso nella sua quotidianità, nella sua testa, da sempre, ormai da pensarlo immortale… Cosa che ovviamente non era, come “scopro” ingenuamente oggi.

Immortali lo saranno invece, per me, i suoi disegni e le sue atmosfere che mi fanno sempre pensare “E’ un cielo da Frazetta” nei tramonti più spettacolari di primavera.