Iron Man 2 ci ha piaciato!

maggio 7, 2010

“Tony Stark, makes you feel, he’s the cool exec with a heart of steel. As Iron Man all jets a-blaze, he’s fighting and smiting with repulsor rays … Amazing armor, it’s Iron Man … A blaze of power, It’s Iron Man!”

Quanta leggerezza in questa deliziosa sigletta di 40 anni fa, nevvero cari lettori?

"Boia! Quei sei Long Island la mattina ormai li accuso, c'ho il reflusso, cazzo."

Al secondo episodio del franchising “Iron Man” e al battesimo del fuoco per la Marvel Studios, direi che il bilancio è più che positivo! Anzi, mi sbilancerei dicendo che Iron Man è il personaggio Marvel reso meglio di tutte le versioni cinematografiche, guarda un po’.

Personaggio difficile da rendere Iron Man eh, personaggio spesso mal recepito, difficile da collocare come personaggio principale e che ha avuto grandi altalene editoriali. Più facile da far star sulle palle che da far amare, dà meno problemi messo in un gruppo che da solo.

Da piccolo anche io non sapevo come prenderlo questo bellimbusto in armatura che aveva l’arroganza di poter fare tutto come fosse un Victorinox dei supereroi.

Un primo della classe vestito da scaldabagno dicevo ma c’era qualcosa che non mi tornava mica. Aveva il suo perchè quel supereroe, così datato, così “banale” se lo mettevo accanto agli innovativi supereroi Marvel, ma quale?. Mi ci volle un po’ per capirlo, come con Cap del resto, come tutti i supereroi recepiti -erroneamente- come univoci.

Ma poi lo capii, credo.

E’ un povero diavolo questo Stark, un uomo potente e solo, senza calore familiare, abituato a dover essere il migliore e con il peso di una corporazione sulle spalle sin da giovane. Uno che colma i buchi delal sua vita comperandosi i superpoteri.

Un po’ come Batman, un uomo solo alla ricerca di un perchè, di una motivazione, un utilità nel mondo che non sia solo godersi i propri soldi e  fare il filantropo da gala. E in più è pure cardiopatico Stark, perchè l’handicap in casa Marvel lo gradiscono. Alla fine da figaccione indisponente mi apparve come un povero diavolo perseguitato dai suoi demoni.

Uno che non nasce eroe ma lo diventa piano piano, uno che non c’ha l’indole ma ci lavora su. Uno con tanti viziacci che cerca di redimersi. Un supereroe con superproblemi anche lui, anche se non sembra. Soprattutto è uno a cui è difficile stare vicino, uno che nasconde le sue nevorsi e debolezze dietro una facciata tracotante, indisponente, frivola e sarcastica. Uno che sbaglia.

E questo in Iron Man 2, seguendo l’ottimo solco del primo film, tutto ciò viene reso benissimo. Finalmente la Marvel ha pieno possesso dei propri personaggi e decide cosa farne senza assecondare qualche boss di Hollywood in idee cretine. Confeziona in due film una summa perfetta di tutti i temi & peculiarità del personaggio e dei suoi comprimari.

Una cosa che sono contento emerga dal film è una caratteristica dell’Iron Man di carta un po’ sottovalutata, ovvero che tra i personaggi peggiori e più perciolosi che incontra Stark ci sono si criminali e mostri temibili, ma soprattutto gli spietati squali della finanza pronti a qualsiasi cosa per il profitto e che, a diffrenza di molti super cattivi, non sono mossi da nessun ideale o indole… Gente che spesso non affronta in armatura ma attorno a un tavolo.

Abbiamo poi uno S.H.I.E.L.D e una Vedova Nera perfetti, un Warmachine ineccepibile, una Pepper Potts deliziosa quanto e più dell’originale forse, un Happy Hogan direttamente dal 1963 e soprattutto un Tony Stark da urlo. E qua e là le citazioni, più o meno nascoste, che a noi fan piacciono tanto: Whiplash che non viene neanche chiamato così perchè non ce ne è la necessità e il tempo perchè diventi un supercriminale con un identità ma noi fan sappiamo che è lui, è una cosa ganzissima così come cambiare le sue origini, trapiantarlo in Russia e farlo essere il figlio di Dinamo Cremisi (e anche questo è un regalino solo per noi veri fan visto che lo si dsume solo dal nome di suo padre, Anton Vanko), e sponsor della Roxxon Oil che sbucano e Fing Fang Foom che fa capolino e Hulk alla TV e il tanto agongato arrivo del costume da valigetta la cui assenza mi disturbò molto nel primo film, e il triangolo al centro della  nella nuova armatura che cita quella nuova bianca e rossa che aveva in West Coast Avengers e tanto altro ancora fino alla fine, anzi fino alla fine dei titoli di coda e oltre e poi e poi… ‘Nuff said. Vedetevelo e aguzzate l’occhio.

Insomma un film godibile e avvincente per tutti ma che, finalmente, ci rende il merito di essere fan: ci dà quelle sfumature, quelle chicche in più per trattarci meglio dell’ultimo arrivato in sala, ci coccola e ci compiace… E ce lo meritavamo cazzo, dopo troppi film in cui i nostri beniamini sono stati storpiati da riunioni di produzione e esperti di marketing degne di Boris con trame demenziali e costumi ridicoli. La Marvel Movies mi sembra improntata a un intelligente neoclassicismo nel gestire i suoi personaggi, perchè arrivino intatti a tutti ma soprattutto consapevole del fatto che  sono così belli al naturale che non hanno bisogno di stronzate per venderli meglio.

Insomma andate a vederlo perchè è unanimamente “Latverians approved” e se non vi fidate di noi, quantomeno andateci per vedere il culo di Scarlett Johansson e ascoltare la colonna sonora degli AC-DC che diamine.


“Il Natale è una festa consumistica…”

dicembre 11, 2009

“… E chi se ne frega!”, aggiungeremmo noi qui nella schietta Latveria, dove anche se vessati da tasse ingiuste, da un inverno feroce e da soventi punizioni corporali sentiamo qusta festa moltissimo!

Le feste sono alle porte insomma e qualche regalo lo dovrete pur fare: a una persona cara, alla mamàn o a voi stessi se proprio siete degli Scrooge senza amici.
Ecco mandando a fare in culo la fila nei negozi e il freddo che fa, voi cliccate qua e  -taaac- vi fate recapitare questo comodamente a casa, che tanto in Italia mi sa che non lo trovate facilmente in giro per negozi.

questa foto dimostra che il sesso è decisamente sopravvalutato

il “Marvel Comics Vault” fa parte della serie “Vault” della Running Press Books, ovvero libroni extra lusso, patinatissimi, pesantissimi, pettinaterrimi, che celebrano un qualche immaginario di culto: vuoi che sia Star Wars, Batman o per l’appunto l’Universo Marvel.
Il libro è curato da Roy Thomas, che due cose sull’argomento diciamo che le sa, e presenta un lungo e dettagliato excursus sulla Marvel Comics: dagli anni ’30 quando ancora era Atlas e Timely e scoppiava la Seconda Guerra Monidale, fino agli anni ’90 con la Marvel multimediale e le aste su e-bay per comperare quelle cafonate di cards olografiche.
Foto inedite, immagini giganti, notizie e curiosità dagli insiders… E fin qua sarebbe solo un “bel libro”, cosa fa di un “vault” un oggetto da bava alla bocca? Lo fanno gli allegati!

Per ogni decade infatti, alla fine del capitolo, è presente una pagina-raccoglitore con dentro delle perfette repliche di memorabilia dell’epoca. Ma perfette eh, giuro!

Vuoi che siano i bozzetti del primo Sub Mariner con le note battute a macchina in fondo al foglio, la prima bozza di sceneggiatura dei Fantastici Quattro o più semplicemente la tessera di socio della Merry Marvel Marching Society… C’è persino il programma della Comiconvention del 1975 (con una foto di Stan Lee supa-groova), adesivi della campagna elettorale di Howard il Papero e un Visitor-Pass plastificato di quelli che davano alla Marvel… E tanta altra roba da sbavare.

Insomma tirate fuori due dobloni e fate una volta tanto bella figura a Natale, che state sempre a regalare pigiami di flanella, agende e cravatte orrende. E se siete piccolini e squattrinati la nonna vi dà si soldini sapete dove investirli, non nella dròca per capodanno!

‘Nuff said!

BONUS NATALIZIO!